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Carceri “fantasma”: 38 in tutta Italia

23 dicembre 2011versione stampabile

Istituti nuovi, arredati, completamente attrezzati e mai utilizzati. Celle vuote in tutta Italia, da nord a sud, mentre gli istituti in funzione scoppiano di detenuti, costretti a vivere in condizioni disumane. L’VIII rapporto nazionale sulle condizioni delle carceri italiane realizzato dall’osservatorio dell’associazione Antigone ha contato ben 38 carceri fantasma in tutta Italia, ossia istituti penitenziari che, negli ultimi venti anni e più, sono stati costruiti, a volte anche arredati e vigilati ma che rimangono inutilizzati, sottoutilizzati o in totale stato d’abbandono.

Solo alcuni esempi dal lungo elenco. Il carcere di Irsina (Matera) è costato 3,5 miliardi di lire negli anni Ottanta ma è stato in funzione soltanto un anno e oggi è un deposito del Comune. Il carcere di San Valentino (Pescara) è stato costruito da quasi vent’anni e non vi ha mai messo piede un detenuto: ora è in stato di abbandono. A Bovino (Foggia) c’è una struttura da 120 posti pronta, ma non è mai stata aperta. Sempre a Foggia, ad Accadia, un penitenziario è stato ultimato nel 1993 ma non è mai stato utilizzato. Il penitenziario di Codigoro (Ferrara) nel 2001, dopo lunghi lavori, sembrava pronto all’uso ma oggi è ancora chiuso. A Revere (Mantova), dopo vent’anni dall’inizio dei lavori di costruzione, il carcere con capienza di 90 detenuti è ancora incompleto. I lavori sono fermi dal 2000 e i locali, costati più di 2,5 milioni di euro, sono già stati saccheggiati. Ad Agrigento nella sezione femminile ci sono sei detenute per cento posti. L’istituto penitenziario di Castelnuovo della Daunia (Foggia) è arredato da 15 anni e non è mai stato inaugurato. Nel carcere di Monopoli (Bari) non ci sono mai stati i detenuti, ma sono stati sfrattati degli occupanti abusivi che vivevano nelle celle in abbandono da 30 anni. L’elenco potrebbe continuare.

Nel frattempo, le celle dei 206 istituti in funzione sul territorio italiano scoppiano: al 30 settembre 2011 c’erano 21mila detenuti in eccesso rispetto ai posti disponibili. Ad Agrigento sono detenute 450 persone per 250 posti. Le celle di 6 metri quadrati erano state progettate per ospitare una sola persona, invece oggi ci vivono in tre. Non c’è l’acqua calda e il riscaldamento, i muri sono pieni di crepe e, quando fuori piove, piove anche dentro. A Mantova i detenuti sono stati alloggiati anche in sala colloqui. Nel carcere di Poggioreale (Napoli) si fanno i turni per stare in piedi e il water è dietro una tenda in cucina. A Reggio Calabria, per mancanza di personale, un detenuto non ha potuto fare visita al padre morto. Con questi dati non stupisce l’impressionante tasso di suicidi che colpisce i carcerati: in carcere si suicida un detenuto su mille, mentre fuori l’incidenza è di una persona su ventimila.

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