



Le tensioni religiose tra ultraortodossi da una parte, e laici ed esercito dall’altra, continuano ad agitare la società israeliana: un rabbino ultraortodosso ha esortato i soldati religiosi a disertare tutte le cerimonie militari nelle quali a cantare siano delle donne.
“Un soldato al quale viene ordinato di ascoltare dal vivo una donna che canta deve andarsene. Ora che la questione è diventata un problema pubblico, deve farlo apertamente e a testa alta”, così il rabbino Eliezer Melamed (uno dei leader del gruppo Sionismo religioso), risponde alla direttiva che vieta ai militari di astenersi dal partecipare ad eventi dove cantano delle donne, imposta la settimana scorsa dall’esercito.
La risposta dell’esponente ultraortodosso è stata affidata alle pagine del settimanale religioso Besheva, aggiungendo che i soldati devono essere pronti a rischiare “il carcere, la cacciata dai corsi e le umiliazioni, pur di restaurare la dignità della tradizione ebraica”
Inoltre, la direttiva ha causato le dimissioni, lo scorso 4 gennaio, del rabbino dell’aviazione israeliana, Moshe Ravad, contrario all’imposizione dell’esercito.
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