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Oil for nothing

10 gennaio 2012versione stampabile

di Luca Tommasini

Da dove proviene la benzina che utilizziamo quotidianamente? In buona parte dalla Nigeria, il maggiore esportatore di petrolio dell’Africa Sub-Sahariana. Ma anche uno dei paesi più poveri del continente. Nel Delta del fiume Niger i devastanti impatti dall’attività estrattiva petrolifera si incontrano ovunque. Oltre 50 anni di sfruttamento del petrolio e nessun beneficio per le comunità locali. Una società sussidiaria dell’Eni, la Nigerian Agip Oil Corporation, ha iniziato la produzione nel 1970, e cosa ha lasciato dopo tanti anni? Niente scuole, niente ospedali, se non qualche Km di asfalto per raggiungere i propri impianti. Ma non solo. Il gas connesso al processo d’estrazione del greggio viene bruciato 24 ore al giorno, lingue di fuoco che sputano diossina, benzene, sulfuri, agenti cancerogeni, la cui emissione negli ultimi decenni va di pari passo con l’aumento nella regione di un ampio spettro di malattie respiratorie e forme tumorali, senza citare i danni causati dalle piogge acide. La Nigeria viene vista oggi dall’Unione Europea come un paese strategico per la sicurezza energetica dell’Europa, ma a quale prezzo? Petrolio e gas sono davvero la risposta ai bisogni energetici e alla necessaria sostenibilità ambientale del futuro?

One Response to Oil for nothing

  1. Pingback: “Oil for nothing”: il documentario di Luca Tommasini sul Niger e gli effetti della devastazione petrolifera

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