



Il ministro degli Interni israeliano, Eli Yishai, ha dichiarato che le forze di difesa israeliane hanno fallito durante la Seconda guerra libanese perché i soldati non hanno “alzato gli occhi a Dio”. Lo ha riferito ieri Channel 10.
Yishai, prendendo la parola nel corso di una cerimonia, ha comparato la Seconda guerra del Libano al successo della Guerra dei sei giorni del 1967, quando “tutti gli Stati arabi hanno combattuto contro Israele”. “In quel caso c’erano come minimo cento soldati, se non mille, contro ogni soldato ebreo; contro ogni carro armato, cento carri armati; contro ogni aereo, cento aerei”, ha enfatizzato Yishai.
Il ministro ha quindi esposto la sua analisi comparativa, asserendo che nel 1967 l’esercito di Israele ha conquistato la vittoria, insperata, pur essendo l’esercito più debole del Medioriente, perché i soldati hanno confidato nella loro fede in Dio; al contrario, nel secondo conflitto con il Libano, i militari hanno puntato solamente sulle loro capacità strategiche e perciò hanno fallito, pur essendo in questa occasione l’esercito più forte del Medioriente. “È un’importante lezione”, ha detto ancora il ministro. “Quando tutti i Paesi arabi si schierano contro il popolo ebraico, ciò che salverà quest’ultimo è la Torah”.
Oggi, tuttavia, Yishai ha chiesto scusa per le sue parole, ritenute da molti offensive nei confronti delle famiglie dei caduti nel conflitto del 2006. Ha aggiunto che quelle frasi erano state estrapolate dal contesto e perciò fraintese.
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