



Tratto da Il Redattore sociale
Dopo lo sconcerto e la rabbia, su Internet e soprattutto su Facebook è partita la mobilitazione per opporsi al blocco della partenza dei 18mila giovani che dovrebbero svolgere il servizio civile nel 2012. La sentenza del Tribunale di Milano, che ha annullato il bando di reclutamento del settembre scorso perché non ammetteva anche gli stranieri, potrebbe far saltare tutto.
Da sabato è possibile firmare on line la petizione “Servizio civile 2012″ (www.petizionepubblica.it) che nel giro di tre giorni ha raccolto oltre 1.600 adesioni. Su Facebook è invece iniziata l’organizzazione di una manifestazione a Roma per il primo di febbraio, dalle ore 10 alle 17. Non è ancora stato deciso il luogo della manifestazione. Per alcuni giovani, il blocco delle partenze rischia di diventare un dramma. Basta dare un’occhiata ai commenti lasciati da chi ha firmato la petizione. Cosima Zingariello scrive: “Mi sono licenziata dai lavori che stavo facendo e ho disdetto l’affitto di casa…mi chiedo cosa fare? È l’ennesima conferma, noi giovani dobbiamo andarcene dall’Italia, non si può avere fiducia in nessuno, men che meno nelle Istituzioni, a giorni dalla sentenza, il ministro Riccardi non si è ancora pronunciato”.
E sul web molti si chiedono come mai il ministro Andrea Riccardi non si pronunci. Per Mina è “assurdo che il ministro, che ha tempo per smentire il fatto che si candiderà nel 2013, non riesce a pronunciarsi in nessun modo sulla questione”. E c’è chi sta meditando di rivolgersi ad un avvocato. “Noi ragazzi di Prato andiamo sabato mattina per una consulenza legale gratuita” annuncia Martina sulla pagina di Facebook “Viva il servizio civile”. (dp)
ANNA BALDINI
24 gennaio 2012 at 15:23
Sono una mamma di un ragazzo di 25 anni che da 7 è in cerca di unlavoro, era il servizio civile per mio figlio e per me una speranza un piccolo spiraglio che desse dignità a lui e speranza a me per un futuro di onesta quello che gli ho sempre prima di ogmi altra cosa insegnato. date lavoro agli estracomunitari date quel poco che ci resta a loro ormai siamo un popolo che sparirà dalla faccia del mondo i nostri figli non hanno fututo e con loro l’ITALIA
Francesco Bavastro
24 gennaio 2012 at 23:25
Brava signora, fomenti la lotta tra poveri che invece così il futuro lo avremo.
Jessica
28 gennaio 2012 at 20:52
tutta l’italia è in rivolta, ogni classe sociale,dagli anziani ai più piccoli. Noi, volontari del servizio civile,amanti del nostro territorio, ci ritroviamo ammanettati,privi di pensare al domani ma pronti alla rivolta.Non possono pagare tutti coloro che “regolarmente” hanno sostenuto le prove risultando idonei. Non può pagare colui che ha già rifiutato altri lavori per dedicarsi al servizio civile! chi ce lo paga quest’anno di vita sprecata? solo in italia succedono queste cose, vergognatevi