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Donne: il 40 percento lascia il lavoro per la famiglia

2 febbraio 2012versione stampabile

Uno studio dell’Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori), presentato durante gli Stati Generali sul Lavoro delle Donne organizzato dal Cnel e condotto su un campione di donne italiane di età compresa fra i 25 e i 45 anni ha fatto emergere un dato significativo e cioè che il 40 percento delle donne che decidono di abbandonare il lavoro lo fa per seguire la crescita dei figli e in generale la famiglia. Gli uomini che decidono di lasciare il lavoro per la famiglia sono invece solo i 3 percento.

Inoltre, il rapporto sottolinea che nel 2011 l’occupazione femminile ha perso ulteriori 45 mila posti di lavoro, nonostante il mercato abbia fatto segnare un piccolo recupero rispetto agli anni precedenti.

“Il sistema italiano non fornisce servizio alla famiglia, di conseguenza le donne non entrano nel mercato del lavoro o ne escono dopo il primo figlio o per assistere parenti anziani” sostiene il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del lavoro).

Un altro dato interessante: tra le donne in età compresa fra i 25 e i 45 anni l’occupazione passa da 63 percento al 50.

C’è dell’altro. Un gran numero di donne lavoratrici dichiara di aver dovuto abbandonare l’attività lavorativa “per cause non volontarie”. Ben il 17 percento per la scadenza contrattuale, poco meno del 16 per licenziamento o chiusura dell’azienda.

Non solo. La ricerca dice che in Italia le donne lavorano più degli uomini, almeno 75 minuti in più.

Dall’Isfol il responsabile del servizio statistico Marco Centra, ha fatto sapere che “in media la giornata lavorativa femminile è più lunga di 45 minuti e il tempo dedicato al sonno è 10 munti inferiore rispetto agli uomini”.

2 Responses to Donne: il 40 percento lascia il lavoro per la famiglia

  1. francesca Rispondi

    3 febbraio 2012 at 10:30

    Io non capisco perchè non vengono istituiti degli asili negli ospedali(in tutti), nella politica di gestione delle risorse umane dovrebbe rientrare il recupero del partime chiesto dalle lavoratrici madri che fanno i due turni,avendo il bambino nella struttura non pagherebbero la baby-sitter e avrebbero la sicurezza di aver affidato il figlio in un posto protetto, non solo ,ma il partime sarebbe superfluo. Ma si parla di asili ,di aumentare i posti di lavoro alle donne,di quote rosa nella politica solo durante la propaganda elettorale!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

  2. Enrica Armati Rispondi

    7 febbraio 2012 at 21:53

    Sicuramente se gli antichi valori non vanno persi,lítalia potra´avere una ripresa,chiaro rimboccare le maniche,come si dice dalle nostre parti,i nostri vecchi muoiano a casa assistiti dai figli,e i figli che se li crescano le mamme e non le baby sitter,e…sti´cosiddetti politici abbassino i loro stipendi e…italiani siamo meno consumisti,e,mangiamo meno ,e quello che buttiamo via,l´eccesso del benessere ecc. ecc.,risparmiandolo,possiamo evitare che qualcuno stia morendo di fame…ma un ultima cosa,se questo governo,con tutti gli sforzi dei cittadini non dovesse rifunzionare…allora giu´botte da orbi…

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