



In Italia ogni due giorni si consuma un omicidio in famiglia. Le pagine di cronaca dei giornali raccontano di continuo di stragi familiari perpetrate da coniugi affranti dalla solitudine che non riescono a gestire la fine di un matrimonio. “Si tratta molto spesso di morti annunciate o di conflitti sottovalutati dagli addetti ai lavori incuranti degli scontri tribali che si celano dietro una separazione o un divorzio”, ha detto Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (Ami). “Manca la cultura della prevenzione e della mediazione finalizzate ad abbassare i toni del conflitto e ad educare i due coniugi a un litigio ‘razionale’”.
Secondo l’Eures, ogni dieci giorni un padre o un marito pianifica il proprio suicidio che coinvolge l’omicidio nel 53 percento dei casi della moglie o compagna, nel 29 percento dei casi di uno o più figli e nel 18 percento di persone terze.
Il presidente dell’Ami denuncia al riguardo le carenze del sistema giudiziario familiare italiano, che non prevede “un percorso di sostegno psicologico in favore di figli e genitori bisognosi” dopo la disgregazione del nucleo. “L’Ami auspica l’introduzione obbligatoria”, continua Gassani, “della mediazione famigliare, e comunque di percorsi gratuiti di sostegno psicologico nei confronti di chi dà segnali di squilibrio o richiede espressamente un aiuto. L’aumento delle separazioni e dei divorzi in Italia è direttamente proporzionale all’aumento delle stragi in famiglia”.
senzaverso
9 febbraio 2012 at 00:37
Se la famiglia è quella della cultura maschilista e della prevaricazione nei confronti di chi ne è fuori… E così continuiamo a difenderla a prescindere
Vale
9 febbraio 2012 at 11:54
..bisogna lavorare attraverso i servizi territoriali, con interventi integrati e diversi specialisti, tra cui lo Psicologo, l’assistente sociale, il mediatore familiare, lo Psichiatra.
Adesso basta giustificare, questi sono uomini, senza palle, che non sopportano il fatto di avere un rapporto paritario con la propria donna, o che non sopportano di essere lasciati…, cresciuti in una cultura malata, marcata dalle stesse mamme che li hanno educati!!! Bisogna lavorare moltissimo sulla prevenzione, con i bambini, con le famiglie, attraverso la sensibilizzazione della popolazione, perchè i casi aumentano di giorno in giorno e trovo semplicemente scandaloso il fatto che nessuno ne parli!!! C’è un grandissimo tabù intorno alla violenza di genere in Italia!!
E’ necessario diffondere un messaggio diverso, che condanni apertamente ogni episodio di violenza, soprattutto di quella attuata contro il più debole, come i bambini e le donne.