



Tocca allo Stato l’indennizzo o il risarcimento alla vittima nel caso in cui gli autori di un omicidio, di lesioni dolose o di violenza sessuale non sono stati scoperti, sono irrintracciabili o non dispongono dei mezzi economici per pagare.
Il principio è stato sancito da una sentenza della Corte d’appello di Torino, che ha stabilito che sia la presidenza del Consiglio a dover pagare il risarcimento a una ragazza sequestrata e violentata. I suoi due aguzzini infatti erano stati arrestati e messi agli arresti domiciliari durante il processo penale di primo grado ma erano scappati, facendo perdere agli inquirenti le loro tracce. La ragazza si è a quel punto rivolta al tribunale per essere risarcita dallo Stato.
Al riguardo esiste dal 2004 una direttiva europea che prevede che gli Stati membri istituiscano un sistema di risarcimenti per le vittime di reati intenzionali violenti. La direttiva era già applicata in tutta Europa, ad eccezione dell’Italia, dove tale fondo non è mai stato istituito.
La sentenza ha confermato la decisione della corte di primo grado e ha affermato un principio innovativo che potrebbe avere un grande impatto in un Paese in cui un grande numero di vittime di reati violenti non viene risarcito.
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