



La Regione con la legge “Cresci Lombardia”, pacchetto “utile allo sviluppo e all’occupazione”, pronta a dare una spallata all’Art. 18 che tutela il lavoro dei dipendenti del palazzo (e non solo i loro). Una sorta di anticipazione di quello che potrebbe accadere a livello nazionale.
In sostanza, il provvedimento è in grado di introdurre il principio “dell’indennità di terminazione, di durata e d’importo proporzionati all’anzianità di servizio del lavoratore, in cambio della rinuncia espressa da parte di quest’ultimo a qualsiasi rivendicazione sindacale”.
Ma, secondo le ultime notizie raccolte in Regione, il pericolo sarebbe in parte scongiurato.
“Dobbiamo fare una precisazione” dice Chiara Cremonesi deputata regionale di Sinistra ecologia e libertà. “Il testo è diverso in qualche parte rispetto a quello sviluppato in un primo confronto con le parti sociali. E’ molto complesso e prevede misure in più settori. Per quanto riguarda il lavoro non c’è più l’esplicito riferimento all’art. 18 e all’indennizzo che la Regione aveva proposto a quei lavoratori che volevano rinunciare a far valere i propri diritti. Dunque, da questo punto di vista la Regione ha fatto un passo indietro. Per questo un plauso va alla Cgil per aver acceso i riflettori su questo punto. Fra l’altro solo la Cgil si è occupata di questa cosa nelle settimane scorse”.
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