home » ambiente » Salvate i ciclisti, che i ciclisti si salvino/ Sondaggio

Salvate i ciclisti, che i ciclisti si salvino/ Sondaggio

15 febbraio 2012versione stampabile

È arrivata anche in Italia la campagna “Save our cyclists”, ideata da alcuni giornalisti del Times di Londra rimasti scossi per l’incidente di cui è stata vittima una collega, Mary Bowers, travolta da un camion il 4 novembre, proprio mentre stava andando in redazione. Mary è sopravvissuta, ma le sue condizioni restano gravi.
Il suo caso ha indotto i colleghi a lanciare una petizione dal sito del quotidiano: otto provvedimenti  che la politica dovrebbe adottare per rendere più sicura la vita di chi si sposta in bicicletta.

In Italia, la campagna si chiama “Salvate i ciclisti”, si è diffusa grazie al risalto che le hanno dato i media e i processi virali della Rete: la trovate all’hashtag #salvaiciclisti su Twitter, in una pagina ufficiale e nel quasi omonimo gruppo su Facebook.

Gli otto punti, rivisti per il nostro Paese, sono i seguenti:
1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati , ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
4. Il 2 per cento del budget dell’Anas dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays.
8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Gli otto punti sono incentrati sui diritti dei ciclisti che la società e la politica devono garantire.
Cosa dovrebbe invece fare chi va in bicicletta per garantire la propria e altrui sicurezza?
Lo chiediamo ai lettori di E online con un sondaggio.

In base alla vostra esperienza, in quale dei seguenti casi i ciclisti devono migliorare il proprio comportamento? (massimo 3 risposte)

  • Non dimenticare luci e catarifrangenti di sera (72%, 149 Voti)
  • Rispettare sempre i semafori (54%, 112 Voti)
  • Utilizzare sempre la pista ciclabile quando c'è (43%, 88 Voti)
  • Non zigzagare tra le macchine ferme in coda (28%, 58 Voti)
  • Usare sempre il casco (25%, 52 Voti)
  • Non salire sui marciapiedi anche quando c'è traffico (24%, 50 Voti)

Totale Votanti: 207

Caricamento ... Caricamento ...

59 Responses to Salvate i ciclisti, che i ciclisti si salvino/ Sondaggio

  1. bruna Rispondi

    15 febbraio 2012 at 18:56

    al sondaggio manca 1 comportamento:
    mantenersi in fila indiana e non affiancarsi a 3 e 4 sulla corsia stradale
    grazie

    • flore murard Rispondi

      16 febbraio 2012 at 13:12

      forse sarebbe utile fare un sondaggio sugli comportamenti degli automobilisti?
      - quante volte sorpassano il livello di velocità autorizzata?
      - quante volte violano i semafori?
      - quante volte aprono le portiere nelle gambe dei ciclisti?
      - quante volte amazzano pedoni sulle strisce?
      – quante volte travolgono ciclisti?
      Questo sì avrebbe senso. la campagna è tutt’altra chiede una sicurezza di tutti, una nuova mobilità nonviolenta,un cambiamento delle città!le strade sono tutti, anche il diritto di pedalare! questo è il senso nonviolento di questa campagna

  2. Iaia Deambrogi Rispondi

    15 febbraio 2012 at 22:07

    i ciclisti devono essere identificabili ed essere assicurati, soprattutto se pretendono di circolare sui marciapiedi. Tre anni fa sono stata investita sul marciapiede da una ciclista che se ne è andata stizzita. Ho riportato una lesione permanente al piede. Perché questa persona può non rispondere del danno che mi ha provocato?

  3. marco Rispondi

    16 febbraio 2012 at 02:01

    Investito in pieno giorno da un vecchietto che faceva una “sporca” ad alta velocità, sono vivo ancora per la mia prontezza e molta fortuna. Indossavo il casco, un giubbetto giallo fluorescente, avevo le luci. Il vecchietto malgrado fossi a terra con le mani distrutte non mi ha rivolto una parola ma si è preoccupato di controllare se avevo il campanello (si è accorto che mi aveva preso in pieno dopo 50 metri dall’impatto) e sosteneva che ero apparso da nulla. Questo sondaggio basato sulla logica del senso di colpa e teso a giustificare gli assassini degli automobilisti mi offende profondamente. Questa è una guerra che tutti i giorni provoca morti tra pedoni e ciclisti. Non esiste automobilista in Italia che si fermi agli attraversamenti pedonali, loro sono armati, noi civili indifesi e ci chiedete di indossare l’elmetto e il giubbetto antiproiettile per difenderci dai carri armati. Di non usare i rifugi (marciapiedi) durante i bombardamenti. Di non zizzagare in quei campi minati che sono le strade? VERGOGNA ! Da voi non me lo aspettavo proprio.

  4. clambfr Rispondi

    16 febbraio 2012 at 02:35

    vista la sporporzione di forze tra ciclisti e mezzi a motore, e soprattutto dei comportmenti scorretti e pericolosi messi in atto da ognuna delle parti verso l’altra, direi che questo sondaggio potevate proprio risparmiarvelo. Si vede che i ciclisti devono salvarsi anche da voi.

  5. cricri Rispondi

    16 febbraio 2012 at 03:02

    questa campagna va in direzione opposta al vostro sondaggio, è per promuovere un cambio di mentalità culturale verso la mobilità urbana: chiedere più sicurezza e attenzione sulle strade nei confronti dei ciclisti da parte degli automobilisti, che specialmente nelle città grandi inquinano, congestionano e si sentono padrone delle strade. Sono gli automobilisti che devono prestare più attenzione e non stringere le bici a stare da una parte e essere molto scocciati se devono rallentare perchè passa una bici. Per non parlare di chi taglia la strada e sperona. La strada non è monopolio delle auto, le piste ciclabili non sono obbligatorie, se le auto sono in fila, non capisco perchè non dovrei zigzagare per sorpassarle, visto che giro in bici anche per non stare le ore bloccata nel traffico, e le auto in fila si mettono tutte una vicina all’ alltra per non perdere mezzo millimetro, lasciando a noi bici solo la possibilità di fare zigzag.

    • marco Rispondi

      16 febbraio 2012 at 10:27

      ben detto. pienamente condivisibile

  6. Cicleppe Rispondi

    16 febbraio 2012 at 07:08

    Signori miei, qui il problema non sono i comportamenti dei ciclisti, ma quelli dei mezzi a motore, ed è questo che #salvaiciclisti sta chiedendo di cambiare.
    In Italia muoiono circa un ciclista e due pedoni al giorno a causa di incidenti che coinvolgono veicoli a motore e nessun automobilista è stato ancora ucciso da un ciclista o da un pedone. Dato il numero di vittime propongo che qualsiasi norma, obbligo o altro vorreste che fosse rispettato dai ciclisti lo si applichi allo stesso modo ai pedoni… e se suona male allora lasciamo perdere.

  7. Giuseppe Fiore Rispondi

    16 febbraio 2012 at 07:21

    Buongiorno cari amici,
    sono un sostenitore di Emergency da anni e stimo profondamente il suo operato in zone di guerra e non. L’adesione del mensile E mi ha fatto piacere. Molto meno contento mi ha lasciato il sondaggio. Chi ha deciso di porre l’accento sull’ipotetica indisciplina dei ciclisti insinua che quando noi restiamo coinvolti in uno scontro siamo per primi responsabili di ciò che avviene perché non avevamo le luci, il gubbino, non portavamo il casco e così via. Ricorda un po’ il discorso di certi maschilisti che accusano le donne di “andarsela a cercare” quando escono in strada in minigonna in una zona isolata. Forse non avete mai visto la questione sotto questo punto di vista ma sulle strade ogni giorno si combatte una guerra tra utenze “pesanti” (e non forti) e utenze “leggere/gentili” (e non deboli). Le utenze pesanti guidano mezzi a motori capaci di superare in pochi secondi i limiti di velocità imposti nei centri urbani e si portano dietro un peso di diverse centinaia di chili, una massa considerevole e abbondanti armature metalliche. Sostanzialmente le utenze pesanti vanno in giro armate e anche se non hanno l’intenzione di uccidere o fare del male a nessuno alla più piccola distrazione o violazione delle norme del codice della strada provocano danni enormi o irrimediabili.
    Le utenze leggere/gentili non hanno altro motore oltre la forza muscolare umana (pedoni, ciclisti, pattinatori, skater, …). Generalmente non superano i 30 km/h e anche quando qualche volta commettono un’infrazione mettono essenzialmente in pericolo solo la loro vita. Spesso si trovano ad affrontare ambienti urbani assolutamente non progettati a misura di utente leggero ma solo a misura di automobile. Spesso non usano la pista ciclabile perché ci sono altri oggetti parcheggiati sopra o sono progettate talmente male da essere adatte solo all’attività ludica e non per gli spostamenti quotidiani. Quasi sempre sono invisibili agli occhi delle utenze pesanti anche quando indossano giubbino catarifrangente, luci e altro, perché non è un problema di visibilità del ciclista ma di scarsa attenzione di chi guida il mezzo a motore.
    Per questo e per altri motivi vi chiediamo più rispetto e meno pregiudizi. I ciclisti e i pedoni meriterebbero un premio per ogni giorno in più che restano in vita perché rendono un servizio non solo a se stessi ma a tutta l’umanità… un po’ come Emergency.

    • clambfr Rispondi

      17 febbraio 2012 at 04:52

      Giuseppe, un applauso sincero. Condivido in pieno.

  8. Alberto Biraghi Rispondi

    16 febbraio 2012 at 08:40

    Dati Istat alla mano: un morto al giorno, pedone o ciclista, in Italia ucciso da un’auto che stava violando le regole. Più svariati feriti anche gravissimi. Una guerra. Per contro, nessun caso noto di incidente grave causato da una bici (per non dire da un pedone). Chi auspica regole più severe per i ciclisti è come il medico che cura l’unghia incarnita di un leucemico con l’Aids e un tumore al cervello. Il brutto del nostro Paese è la colpevole superficialità con cui si dibatte di qualunque problema. Che lo facciate voi qui conta zero, purtroppo però siete lo specchio di una società incolta e cialtrona che include la classe politica e dirigente.

  9. Elio Rispondi

    16 febbraio 2012 at 08:55

    Da pedone integrale (né macchina, né moto, né bicicletta) ritengo invece che il sondaggio ci stia. Troppe volte ho visto un ciclista sfrecciare a 10 cm dal mio piede, sul marciapiede, scampanellando con l’aria un po’ scocciata. MI dicono che adesso vanno di moda queste biciclette senza freni, mi pare demenziale.
    Signori miei, sulla strada (e sul marciapiede) esistono diritti e doveri, non capisco perché vi offendete.
    La bicicletta è una bella cosa, sicuramente siete soprattutto vittime del malcostume automobilistico italiano, ma non dimenticate che se pesce grande mangia pesce piccolo, il più piccoli siamo noi che andiamo a piedi

    • Alberto Biraghi Rispondi

      16 febbraio 2012 at 13:59

      Nessuno si offende, ma ripeto a omanda: dati Istat alla mano, quanti casi di incidenti ai pedoni causati da comportamenti scorretti di un ciclista trovi?
      Ovvero: un pedone che si lamenta dei ciclisti scorretti, un dettaglio confrontati al pericolo mortale costituito dalle auto, o non è un davvero pedone è in malafede.

      Ps: per evitare accuse di talebanesimo, sottolineo di essere anche un automobilista, perdipiù con un buon grado di interesse per certe auto. Però uso l’auto per ciò che dovrebbe essere e non a ciò che la cialtronaggine umana l’ha fatta diventare in Italia. Comunque mai in città e mai dove posso recarmi con un ragionevole servizio pubblico. Come dovrebbe essere regola e invece è eccezione.

  10. Vittorio Marletto Rispondi

    16 febbraio 2012 at 09:22

    Dispiace che questo mensile non colga il senso della campagna di salvataggio ciclisti e ribalti la questione, indagando invece sui comportamenti errati dei ciclisti stessi. I ciclisti in strada sono sempre vittime, vittime di strade e città costruite per le auto, di un codice della strada che equipara i “velocipedi” agli altri veicoli, invece di proteggere adeguatamente i diritti di chi si sposta sostenibilmente e responsabilmente in bici, della mancanza di infrastrutture ben fatte come quelle dei paesi civili al di là le alpi. A Bologna dopo le grandi nevicate di inizio febbraio la neve è stata tolta dalle strade delle auto e ammucchiata sulle piste. Sulle strade le auto sono tornate a circolare a tutta velocità e a posteggiare in seconda fila. Nessuna ordinanza che menzionasse i ciclisti è stata emessa dal sindaco salvo quella che raccomanda agli stessi di lasciare il mezzo a casa. Centinaia di morti in bicicletta sono inammissibili e su questi temi la politica balbetta. Dispiace davvero che balbetti anche il mensile di Emergency.

  11. giselle Rispondi

    16 febbraio 2012 at 09:37

    Come già hanno sottolineato altri, in questa discussione, il problema fondamentale è l’impatto con un veicolo che non rispetta i limiti di velocità imposti dalla legge e costantemente infranti. Un casco, ad esempio, protegge il ciclista in caso di caduta, non in caso di investimento. Le ciclabili spesso vanno raggiunte, poi finiscono, sono anche discontinue, e il ciclista si trova su strada. Le ciclabili spesso non sono nemmeno in condizioni da assicurare la tutela del ciclista.
    Non è relegando solo il ciclista ai comportamenti da seguire (non a caso, il casco non rientra negli obblighi) o facendolo pedalare in determinate zone di percorrimento che esso viene tutelato, ma facendo rispettare le norme da TUTTI gli utenti della strada. Ricordiamoci che un automobilista, fuori dalla sua auto è un pedone, è quindi nel suo stesso interesse che i limiti di velocità vengano rispettati. Perchè anche lui, come un ciclista, non sopravviverebbe all’impatto con un mezzo pesante.

  12. Robert_Munchen Rispondi

    16 febbraio 2012 at 10:24

    La miopia italiana sta nel NON capire che è 100 volte meno pericoloso un ciclista scalmanato, piuttosto che il più bravo degli automobilisti, poichè basta una distrazione, un colpo di sonno, un problema al veicolo, ed è STRAGE!!!

    E’ questa la pura e semplice verità LOGICA.

    PS: Ringraziate l’autore, vi ha fatto perdere due sostenitori, bravi :)

  13. Gianluca Rispondi

    16 febbraio 2012 at 10:36

    Mi sembra demeziale porre l’accento sulle colpe dei ciclisti quando in questo paese ogni giorno gli autosauri divorano vite non solo uccidendo concretamente in scontri o investimenti pedoni e ciclisti ma anche avvelenando l’aria che tutti respiriamo…ogni anno nelle grandi città ci sono migliaia di persone che si ammalano per patologie all’apparato respiratorio dovute all’inquinamento dei gas di scarico della automobili…non parliamo poi dell’inquinamento acustico che provoca depressioni, problemi di insonnia ecc ecc. la guerra tra ciclisti e pedoni mi sembra la classica guerra tra poveri..molte volte i pedoni si spaventano delle bici perchè sono sileziose, non le sentono arrivare e non tengono conto che, vista la velocità, basta un colpo di freno per fermarsi in max mezzo metro a differenza di macchine e motorino che vista anche la massa spostata hanno bisogno di decine o centinaia di metri…Quante persone sono morte i scontri con la bici? nessuna che a me risulti… quante persone si sono fatte seriamente male in scontri con la bici? una percetuale infiitesimale…mi sembra stupido guardare il dito anzicchè la luna che il dito indica tanto per utilizzare una metafore celebre

  14. Stefano Rispondi

    16 febbraio 2012 at 10:46

    Addolora e lascia sconcertati questo remare contro di Emergency, da sempre vicina ai più deboli e a chi non ha alcuna possibilità di difesa in una lotta ad armi impari. Proprio come i ciclisti urbani.
    Io penso che prima di correggere il tiro nel minor tempo possibile, sia giusto che proviate della vergogna. E con me i sostenitori che avete perso sono tre. Vediamo quanti ne perdete entro stasera.

  15. Giovanni Penzo Rispondi

    16 febbraio 2012 at 11:11

    L’articolo in realtà mette in risalto la campagna “Salvate i ciclisti” e rende noti i suoi 8 punti. Amici ciclisti, siate un po’ più laici e meno fanatici, non servono guerre di religione

    • Giuseppe Fiore Rispondi

      16 febbraio 2012 at 11:17

      Giovanni,
      ti auguro di non perdere mai un amico o un parente nella guerra incivile che si combatte ogni giorno sulle nostre strade contro gli utenti leggeri e tra gli utenti pesanti.
      Con affetto

  16. Alessia Rispondi

    16 febbraio 2012 at 11:25

    Questo sondaggio è giustificatissimo!!!
    Che nello scontro tra macchina e pedone/motociclista il morto sia quest’ultimo è chiaro, che a causare l’incidente sia sempre l’auto un po’ meno. E’ evidente che ci siano molti comportamenti da migliorare da entrambe le parti, ma stabilire che è l’autista ad essere incauto perchè non si è fatto male mi pare ridicolo.

    Tanto da pedone quanto in macchina trovo che i ciclisti siano i più arroganti personaggi che circolano per le strade. Come mai sono di più gli incidenti che coinvolgono i ciclisti che non i motociclisti?
    Se uno si mette a zigzagare nel traffico almeno dovrebbe rendersi conto che non è sempre visibile alla macchina.
    Inoltre secondo me sarebbero da MULTARE i ciclisti che si ostinano a stare in carreggiata quando questa è già stata ristretta per fare spazio ad una pista ciclabile (che non usano perchè se no dovrebbero dare la precedenza alle strade che si immettono). Poi magari si trovano davanti un tombino e si buttano in strada per schivarlo incuranti, anche perchè non hanno specchietto retrovisore.
    Peraltro direi che la loro arroganza si vede anche dalle reazioni a questo articolo. Si presenta un problema (incidenti che li coinvolgono) e si illustrano le proposte fatte per migliorare la sicurezza agendo sui comportamenti degli automobilisti. Basta un attimo valutare se anche da parte dei ciclisti si possa far qualcosa che si finisce alla graticola….

    • Cicleppe Rispondi

      16 febbraio 2012 at 12:04

      Alessia, non è arroganza, è frustrazione. In sintesi è come se venissi a dirti che le automobili sono pericolose e tu mi rispondessi “e allora togliti di mezzo!” (sto esagerando, ma è per rendere l’idea).
      Quello che da fastidio è vedersi ributtare addosso il problema. E il problema è che vorrei poter evitare di rischiare la pelle rispettando le regole.
      Eva (http://roma.repubblica.it/dettaglio/eva-ciclista-travolta-e-uccisa-tam-tam-sul-web:-giustizia/1771310) è morta perchè pedalava rispettando le regole. Se avesse percorso (illegalmente) la corsia preferenziale o fosse salita (illegalmente) sul marciapiede, sarebbe ancora viva.

      • Alessia Rispondi

        16 febbraio 2012 at 12:20

        Per quanto riguarda il caso specifico non è che si capisca bene la dinamica, ma al limite prova che le luci segnaletiche sono importanti di notte, non certo che se fosse stata in corsia preferenziale (ma magari c’era, l’ha investita un taxi) avrebbe corso meno rischi.
        Io dico che le regole ci sono per un motivo e quando non vengono rispettate si creano situazioni di pericolo e che quindi chi non le rispetta debba essere perseguito, indipendentemente dal mezzo che guida. Il fatto che il ciclista ne paghi maggiormente le conseguenze non vuole affatto dire che possa rispettarle di meno. Se l’automobilista passa col rosso o non dà la precedenza incorre quantomeno nel rischio di sanzioni, il ciclista no. Il problema non viene ributtato, ma va spartito fra tutte le categorie, esattamente come lo sono i comportamenti sbagliati.
        Diverse volte mi è capitato di dovermi allargare per superare ciclisti appaiati (che quando per disgrazia sono genitori e figli in gita domenicale non si incolonnano neanche se piangi) rischiando magari un frontale con la macchina che veniva nell’altro senso e di certo non penso fosse colpa di quella macchina, solo perchè in quel momento rappresentava un pericolo.

        • marco Rispondi

          16 febbraio 2012 at 14:38

          Art. 182 (Circolazione dei velocipedi)

          1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.

          ecco perché non si allineano, hanno tutto il diritto di trovarsi in quella situazione di marcia e lei deve rallentare e quando possibile sorpassarli.

          molti guidano senza conoscere il codice della strada ed è per questo che sono pericolosi. lei faccia una ripassatina che è meglio

        • clambfr Rispondi

          17 febbraio 2012 at 05:10

          Alessia, la dinamica della morte di Eva è più che chiara, se hai la voglia di informarti un pochettino sul web lo capirai: è stata investita mentre se ne andava per la sua strada da un tassista che ha scambiato i Fori Imperiali per un rettilineo di Formula1. Quanto alla tua domanda “Come mai sono di più gli incidenti che coinvolgono i ciclisti che non i motociclisti?”, non ti viene in mente che la risposta più semplice è anche quella giusta, ovvero perché i ciclisti sono un’utenza debole e gli arroganti – parlando in generale, ce ne sono anche tra i ciclisti purtroppo – sono gli automobilisti e chi si sposta con un mezzo a motore? Davvero pensi che delle due categorie siamo noi a causare gli incidenti? Ti assicuro che i ciclisti, anche quelli arroganti, e sono pochi comunque, non sono degli aspiranti suicidi, sono le automobili e chi le guida ad essere pericolosi. Guidano delle armi improprie e non se ne rendono conto, come la ragazza che ha sbandato mentre usava il cellulare alla guida di una Smart o quello che poco dopo mi ha stretto a destra mentre svoltava senza mettere la freccia e che alle mie rimostranze mi ha detto di andare sul marciapiede…a proposito di arroganza.

  17. Gin Fixed Rispondi

    16 febbraio 2012 at 11:31

    I ciclisti dovrebbero rispettare le regole come tutti gli altri utenti della strada. Poco importa se il mezzo in questione ha un freno, due o non ne ha proprio…..

    Mi chiedo però perchè per un sondaggio un sostenitore di Emergency dovrebbe togliere il suo sostegno all’Ong. Cosa hanno a che fare le due cose? Perchè stizzirsi in questo modo? Probabilemente si tratta di un concessionario d’auto

  18. De Marinis Rispondi

    16 febbraio 2012 at 11:41

    Io penso che i ciclisti dovrebbero usare il loro mezzo, peraltro scomodo – nei parchi o sui sentieri di campagna. Io ho un Suv – euro 5, perché a me la natura piace – ma questi “omuncoli” che zig zaggano sono pericolosi. Ieri uno mi ha segnato la carrozzeria!!! Basta nno pagano neppure il bollo!!!

    • marco Rispondi

      16 febbraio 2012 at 12:20

      uno ama la natura con un suv euro 5, cioè un mezzo di 2 tonnellate ? far pagare il bollo alle bici è un’ assurdità che si commenta da sè

    • clambfr Rispondi

      17 febbraio 2012 at 05:23

      ti sposti con un mezzo di due tonnellate quando noi ne usiamo uno che pesa duecento o volte meno, possiamo andare per i sentieri che dici tu, in pieno rispetto della natura, mentre tu col tuo ingombrante e puzzolente veicolo ti ci puoi solo affacciare…per una banale distrazione puoi rischiare di fare una strage senza peraltro farti male, al contrario di noi che siamo insieme ai pedoni le vittime della vostra arroganza…e per finire, con una frazione soltanto dell’energia e dei materiali usati per costruire il tuo veicolo si potrebbero costruire un centinaio di biciclette, veicolo che tra l’altro sembra un carrarmato e ha dei consumi assurdi che sono il prezzo della tua strafottente comodità…e te ne esci col dire che dovremmo pagare il bollo? Ma va’ affanculo, va’.

  19. Stefano Rispondi

    16 febbraio 2012 at 11:48

    Alessia, lei in macchina sicuramente rispetta SEMPRE i limiti di velocità, si ferma agli attraversamenti per lasciar passare i pedoni, quando si trova davanti un ciclista in un punto dove non c’é ciclabile e non c’é spazio per superare si fa con calma 200 metri a 30Km/h senza dare di matto con il clacson o effettuare un sorpasso con rasetta a 2cm. E ovviamente, non lascia mai l’auto in doppia fila.

    Ah no, ma i ciclisti sono veramente arroganti :)

    Io posso anche essere d’accordo a multare i comportamenti scorretti dei ciclisti, nel momento in cui saranno adeguatamente sanzionati quelli di chi guida mezzi a motore.

    Mi muovo a piedi, in bici, in macchina, e sono stufo di vivere in un paese dove il pedone deve dare precedenza alle auto sulle strisce.

    Aggiungetemi pure alla lista dei delusi :)

    • Alessia Rispondi

      16 febbraio 2012 at 12:28

      Ma certo che do sempre la precedenza ai pedoni e non lascio mai l’auto in doppia fila (comportamento peraltro che danneggia sia pedoni, che automobilisti che ciclisti indistintamente). Per questo poi mi arrabbio con la coscienza pulita.
      Il problema neanche si pone quando non c’è lo spazio per passare, si pone quando lo spazio ci sarebbe se solo i ciclisti se ne stessero in fila o sulle piste ciclabili.
      Peraltro sono d’accordissimo sul multare tutti. Ora, per le macchine le sanzioni sono previste e spesso applicate, possiamo pure applicare maggior rigore, ma intanto cominciamo quantomeno a stabilirle anche per i ciclisti

      • Stefano Rispondi

        16 febbraio 2012 at 12:50

        Ora, che siano previste siamo d’accordo, che siano applicate, proprio no, basta farsi un giro in qualsiasi città per capirlo.
        La doppia fila è regola ovunque. Se presta attenzione, vedrà che il 50% dei conducenti guida parlando al cellulare (sta anche nascendo la moda di tenere il tablet sul volante o il portatile sul sedile passeggero, per non parlare delle signore che ne approfittano per sistemarsi il trucco). Quasi nessuno si ferma alle strisce pedonali, chi lo fa viene quasi sempre strombazzato. Oppure si fermano quando il pedone stufo di aspettare “si butta”.
        I limiti di velocità sono costantemente ignorati, e ciclisti e pedoni non sono certo gli unici a passare col rosso!
        Vista la quantità di piste ciclabili in giro, il problema si pone poco. Io comunque le regole le rispetto, e dove c’é ci vado, a costo di fare lo slalom tra pedoni che la scambiano per l’alternativa al marciapiede e padroni di cani che la scambiano per il parco :)
        E se mi trovo davanti un ciclista (o anche due) quando sono in auto, metto… piede al freno e aspetto che ci siano le condizioni per superare, così non rischio nessun frontale… fuori città capita di trovare anche trattori e rimorchi ben più lenti e ingombranti delle bici :) Ma con quelli, meglio non arrabbiarsi, che se li prendi ti fai male!

    • cricri Rispondi

      16 febbraio 2012 at 12:49

      giustissimo

    • cricri Rispondi

      16 febbraio 2012 at 13:02

      giustissimo è riferito al commento di Stefano, molto delusa anch’ io da questo sondaggio, e dai commenti che leggo sui comportamenti dei ciclisti….sicuramente sono persone che non hanno mai girato in bici, dove si rischia la vita ogni volta che si prende e non trasgredendo nessuna regola….potrei citare diversi esempi..quello che mi viene in mente prima è una signora che mi ha sorpassato e tagliato la strada per girare a destra IN PIENO GIORNO, come se non esistessi, e aveva anche un bambino in auto…penso che quella sia stata una delle volte in cui ho avuto veramente più paura….ma ce ne sono altre mille, sono in rotonda e non mi si da la precedenza, sono in centro in una strada stretta e ho ‘ autobus che mi sbuffa dietro fincheè non i sorpassa mettendomi al muro….il problema è che i ciclisti sono malvisti, fanno rallentare, danno fastidio, ho anche discusso molto animatamente con dei miei amici affrontando l’ argomento. E’ quello che viene fuori dal sondaggio. Un pò meno vostra sostenitrice Suggerisco di guardare questo video e imparare da chi questa battaglia(forse meglio dire guerra dati i numeri) l’ ha già vinta: http://www.youtube.com/watch?v=dpgc8czh-cs

      • marco Rispondi

        16 febbraio 2012 at 22:20

        Concordo pienamente !!
        A proposito della guerra aggiungiamo 8.000 morti/anno per conseguenze da inquinamento !
        Perché in Italia ci sono 7 auto per 10 persone, mentre in Germania e Francia, paesi equiparabili al nostro, ne hanno solo 3 ?
        Perché in Germania si spendono 80 milioni di euro all’anno solo per la manutenzione delle piste ciclabili che hanno costruito lungo le autostrade ?
        Da noi in tutto 5 milioni ….

  20. marco Rispondi

    16 febbraio 2012 at 11:51

    Mi chiedo se la linea editoriale della vostra testata rispecchi i principi di Emergency o sia una qualche variante a suo modo deviata. L’accostamento campagna-sondaggio è un’operazione degna della peggiore stampa.

    • gorka Rispondi

      16 febbraio 2012 at 12:19

      Che fatica!
      Cosa ci azzecca la linea editoriale con il sondaggio?
      sono stupito e sdegnato come lettore di molte risposte che leggo e che uniscono l’articolo addirittura al nome di Emergency o di una testata giornalistica.
      mah. qui c’è un articolo sulla campagna britannica.
      e c’è un sondaggio per nulla offensivo dei ciclisti, per nulla a favore degli automobilisti e interessante sul punto di vista dei pedoni. No?

      calma calma. Non si riesce nemmeno a leggere e discutere senza minacciare di andarsene da questo sito?
      siamo così disabituati a discutere???
      leggo molti linguaggi bellici, alla faccia dei sostenitori della cultura di pace!

  21. Utrillo Rispondi

    16 febbraio 2012 at 12:31

    Il sondaggio così come è predisposto è una forma di manipolazione volta a screditare chi, come noi, diffonde informazione vera sperimentata sulla pelle, che va contro il pensiero unico ufficiale al quale non credevo anche voi fosse affiliati.
    Questo sondaggio vi rende complici del tentativo qualunquista di equiparare un utente disarmato della rete viaria pubblica a chi investe e uccide.
    Voglio pensare che questo irresponsabile modo di manipolare la realtà sia scaturita spontaneamente da un redattore “Alfista” incontrollato. Ribaltare in questo modo il problema sollevato da migliaia di cittadini europei, contribuisce solo a ritrarre ciclisti e pedoni come “nuovi nemici” della follia automobilistica imperante per default. Da una organizzazione come la vostra che, fino adesso era sempre riuscita a dare di se un immagine politicamente corretta, non me lo aspettavo. Mi siete calati di molto, controllate i vostri sondagisti o quantomeno licenziateli.

  22. Utrillo Rispondi

    16 febbraio 2012 at 12:34

    De Marinis, sei tu il sondagista?

  23. Alco Rispondi

    16 febbraio 2012 at 12:35

    Bene il sondaggio. Bene sarebbe che i comportamenti fossero quelli auspicati. Ma perche` non ce n’e` uno analogo per il comportamento degli automobilisti. Si trascura inoltre completamente che la maggior parte degli incidenti mortali NON e` relativo ad alcuno dei comportamenti citati dal sondaggio. La maggior parte dipende da: eccessiva velocita` del veicolo che investe il ciclista, mancata precedenza (classico e` la svolta a destra sorpassando il ciclista e tagliandogli la strada), assunzione di alcol e/o sostanze stupefacenti da parte del guidatore del veicolo, sorpassi a “sfiorare” (all’estero il ciclista viene sorpassato portandosi nella corsia opposta come se avesse le dimensioni di una automobile), apertura improvvisa dello sportello sinistro (a veicolo fermo).

    • cricri Rispondi

      16 febbraio 2012 at 13:04

      vero, facciamo il sondaggio sui comportamenti degli automobilisti

  24. emiliano terrinoni Rispondi

    16 febbraio 2012 at 12:43

    Trovo questo sondaggio indecente, la sproporzione di pericolo tra i veicoli a motore e quelli a trazione umana è smisurata ,il problema non sono le biciclette ma le automobili e la logica di prevaricazione che è insita in queste propria anche di un sondaggio come questo.
    Si dice che andare in bicicletta in una città come roma sia pericoloso ma in realtà sono le automobili ad essere pericolose per i pedoni ed i ciclisti,il ribaltamento della logica è ormai proprio di questa mentalità che fa del mezzo privato a motore la prima modalità di spostamento, questo il movimento #salviamoiciclisti vuol,e cambiare ,la mentalità perversa propria anche di questo sondaggio.
    In poche parole è come se in una città in cui tutti girano armati si chiedesse :” MA TU IL GIUBOTTO ANTIPROIETTILE NON CE L’HAI??!!!”

  25. rotafixa Rispondi

    16 febbraio 2012 at 12:52

    per la prima volta mi sento attaccato da emergency.
    è una brutta sensazione.
    come una molestia sessuale di un parente, non so come altro dirlo.

    la battaglia di civiltà che #salvaiciclisti sta conducendo è un’avanguardia dello stare al mondo, dello stare in città, e come un qualsiasi parlamentare idiota alla mancuso voi ve ne uscite con l’aria vecchia del ciclista che è pericoloso per sé stesso e va tutelato da sé stesso.

    se emergency non riesce a capire questo allora io non ho mai capito emergency e forse l’ho sopravvalutata. vi credevo un baluardo di civiltà moderna.

    non vi sosterrò più, e con un senso di lutto.

    • Gin Fixed Rispondi

      16 febbraio 2012 at 15:03

      @Rotafixa: non ci siamo…secondo me il sodanggio è dalla parte dei ciclisti. Io continuo a sostenere Emergency

    • marco Rispondi

      16 febbraio 2012 at 15:23

      scusa se esco dal discorso ( ho finito da poco di litigare con dei poveri idioti sul blog di cavalli sul sito del fatto quotidiano. questi qui sono degli scolaretti civilissimi a confronto ), ma tu sei il rotafixa che ” creava ” delle originalissime singlespeed? se sì complimenti alcune sono veramente belle ( non ti posso dire i nomi perché non li ricordo, ma ce n’ era una nera bellissima ).

      • rotafixa Rispondi

        16 febbraio 2012 at 15:35

        in persona.

        parli di “dora nera”

        tornando all’argomento, credo che chi ha ideato le domande del sondaggio non si sposti in bici. solo una persona ancora succube della mentalità automobilistica può avere quel modo di pensare.

        l’unico beneficio del dubbio che lascio a emergency è questo. e se così fosse, da persone che curano altre persone mi aspetterei maggiore professionalità.

  26. emiliano terrinoni Rispondi

    16 febbraio 2012 at 12:56

    Questo succede a Roma, nei pressi di una scuola: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/02/16/news/ostia_investita_mamma_con_bambini_un_bimbo_ricoverato_in_codice_rosso-29981333/
    gli facciamo mettere caschetto e luci o facciamo in modo che ste c***o di macchine la smettano di acciaccare la gente?

  27. MilleMiglia Rispondi

    16 febbraio 2012 at 13:32

    De Marinis come mai un omuncolo in bicicletta per te che hai un suv è pericoloso?
    Come mai ti ha segnato il suv? forse perchè come tanti automobilisti ti sei cagato in mezzo alla strada senza dare precedenza con prepotenza e arroganza “tanto la bici si ferma?”
    Più educazione, buonsenso, e rispetto verso l’utente più debole, questo ci va… altro che bollo per la bici…

  28. Giacomo Bertini Rispondi

    16 febbraio 2012 at 13:59

    Sono un ciclista e ho partecipato al sondaggio che avete inoltrato.
    Sono sereno della mia condotta in strada e nonostante tutto spero che il sondaggio possa servire a tutti (Ciclisti e non) per poter dare un’indirizzo di massima su come si dovrebbe condurre qualsiasi mezzo per le strade.
    Credo, spero che nell’intezione ci sia stato spazio intellettuale per poter dare visibilita’ ad una vera STRAGE che ogni giorno assistiamo nella civilissima e non in stato di guerra ITALIA.
    Se cosi’ non fosse sembrerebbe come avallare l’ipotesi orribile “…Ci sono i cartelli perche’ quei bambini sono andati a giocare in un campo minato !?…”.
    Chiudo dicendo che un padre di famiglia (monoreddito) è stato travolto l’anno scorso da una vettura all’interno di una rotonda alle ore 12:00 AM senza nuvole (meglio precisarlo!!!) perchè non l’aveva visto e siccome era in ritardo nell’andare a prendere il figlio aveva preso la curva ad un’andatura eccessiva.
    Questo padre di famiglia si è salvato la vita dopo innumerevoli interventi chirurgici alla testa (Aveva il CASCO …meglio precisarlo !!!) ed attualmente versa in condizioni precarie di equilibrio e con problematiche cognitive non indifferenti.
    Vi ringrazio comunque per la visibilita’ che ci offrite.
    Buon lavoro a tutti.

  29. casty Rispondi

    16 febbraio 2012 at 15:09

    Emergency hai toppato!
    Clamoroso girare la frittata, e tipico esempio di questa società troppo “automobilo-centrica”.

    Al sig DeMarinis invece non vale la pena nemmeno di rispondere. Povero, il suo cervello come quello di tanti altri, è inversamente proporzionale alle dimensioni del suo carrozzone Euro5. Spero solo che prima o poi si trovi a fare i conti con una Ruspa invece che con una bicicletta.

  30. marco Rispondi

    16 febbraio 2012 at 17:24

    io propongo questo di sondaggio:

    in italia, ogni anno vengono stuprate molte donne. in base a questo, quale atteggiamento dovrebbero avere le donne per non essere violentate?

    a) non ancheggiare maliziosamente mentre camminano
    b) essere brutte e sciatte
    c) non vestirsi con abiti succinti
    d) non circolare nelle ore notturne in zone poco illuminate
    e) guardare sempre in basso
    f) indossare mutande di ferro

    ( è un pò forte come paragone , ma il senso ci sta tutto )

  31. parimpari Rispondi

    16 febbraio 2012 at 18:21

    Caro articolista ( anonimo ), ti faccio vivissimi complimenti. E’ possibile che la tua sia semplicemente ignoranza, ma di fatto è subdola e deviante controinformazione.
    Ti faccio un esempio, paradossale, lo premetto: di fronte ad una campagna contro le mine antiuomo faresti un sondaggio su come si devono comportare i bambini afgani ?
    Ora, che i ciclisti diano fastidio, in particolare agli ecologisti col SUV, lo capisco pure; il ciclista ti rallenta mentre vai a prendere il pupo all’asilo a 200 metri da casa; il ciclista è nero, o zingaro, o comunque di razza strana; il ciclista è pure un pò gay, diciamolo; il ciclista emette gas maleodoranti residui dei processi digestivi e spaventa le vecchiette con quel drin drin fastidioso.
    Il ciclista sarebbe meglio investirlo, se non fosse che ti si sporca la macchina.

    Questa campagna è nata per salvaguardare dei ” soggetti deboli “, che qualche merito e qualche diritto ce l’hanno pure. Se non ti stanno simpatici, meglio evitare di riportarne notizia, per lo meno su questa testata.

    Ora, al sondaggio naturalmente non partecipo, ma qualcosa da dire ce l’ho:

    1)Sui marciapiedi ci salgo eccome, per salvaguardarmi la pelle; se son vuoti bene, se son trafficati con la bici a fianco.

    2)Le luci non si dimenticano: se ce l’hai puoi andare col buio altrimenti no.

    3)I semafori vanno rispettati, e vale per tutti, pedoni compresi, per la propria e per l’altrui incolumità.

    4)Le piste ciclabili spesso e volentieri lo sono di nome ma non di fatto: se sono pericolose meglio la strada.

    5)Zigzagare tra le auto ? Oibò, questa è pratica riservata ai motoveicoli ! Il ciclista deve stare in coda a respirarsi tranquillamente gli scarichi automobilistici.

    6)Infine il casco: non è previsto dal codice, ma è cosa assai saggia metterlo, magari scegliendolo per la qualità e non per la colorazione.

    Ma…questo non era il tema.

    Saluti.

  32. clambfr Rispondi

    17 febbraio 2012 at 06:13

    Interessante e rivelatore cosa si trova nel sorgente HTML di questa pagina:
    name=”description” content=”Una campagna di civiltà che arriva dalla Gran Bretagna. La ribaltiamo con un sondaggio”/><meta
    Siete inopportuni, ipocriti e in malafede proprio come il vostro sondaggio riparatore. Magari tra un po' la descrizione verrà rimossa, e allora è meglio fare uno screenshot…

  33. Giuseppe Fiore Rispondi

    17 febbraio 2012 at 07:12

    Siete stati smascherati dal codice HTML di questa pagina:
    name=”description” content=”Una campagna di civiltà che arriva dalla Gran Bretagna. La ribaltiamo con un sondaggio”/>
    Ci dovete delle scuse. Stop

  34. palinz Rispondi

    17 febbraio 2012 at 08:46

    Ho provato a votare ma il sondaggio non funziona… non mi lascia votare senza selezionare nulla. E’ pur sempre un’opinione no? Lasciatela esprimere attraverso il voto, mettete la voce: NESSUNO.

    Marciapiedi: non si specifica nulla, perchè non dovrei salirci se poi ci vado a passo d’uomo?

    Luci: c’è già il codice a imporlo e la maggior parte dei ciclisti le usa. In ogni caso ci ammazzano più di giorno che di notte, dunque non è questo il punto.

    Casco: superficialità. L’obbligo del casco aumenta gli incidenti (fonte ECF e studi scientifici). Inoltre sapete vero per quali velocità di impatto è omologato un casco da bici? Deve restare una libera scelta individuale.

    Semafori: quando arrivo in bici ad un semaforo verde devo sempre rallentare e guardare perchè l’automobilista scemo di turno potrebbe decidere di uccidermi. Ora, se il semaforo verde non mi tutela e devo comunque rallentare e guardare, tanto vale non curarmi nemmeno del rosso: rallento e guardo. Oltretutto dalla bici ho una visuale COMPLETA, mica son chiuso in una scatola piena di ostacoli alla vista.

    Ciclabile: sempre? Anche quando è mantenuta in condizioni pericolose dai nostri amministratori? Anche quando gli attraversamenti sono meno sicuri rispetto ad arrivare dal controviale? (quello almeno lo guardano prima di svoltare, la pista no). No Grazie, sto meglio in strada finchè non ci saranno ciclabili ADEGUATE.

    Zigzagare: e quanti ne sono morti esattamente di questo zigzagare? Ma poi se gli altri intralciano il traffico portandosi a spasso 1t di lamiera e incolonnandosi ai semafori non vedo perchè io dovrei subirne le conseguenze quando posso tranquillamente superarli tutti.

    Sondaggio fazioso che può avere come unico risultato che i ciclisti DEVONO migliorare il proprio comportamento. Aggiungete la voce NESSUNO.

    • marco Rispondi

      17 febbraio 2012 at 15:17

      oppure si potrebbe falsare il risultato votandoli tutti, così col risultato stampato ci possono pulire il parabrezza del suv del tipo che ama l’ ambiente

  35. lupopioniere Rispondi

    17 febbraio 2012 at 10:37

    Le “regole” della strada sono imposte dagli auto-veicoli piuttosto che regolare la possibilità degli esseri umani di utilizzare, vivere ed occupare lo spazio pubblico.
    Non ci sarebbe bisogno di semafori se non vi fosse il pericolo di incrociare le auto.
    Non ci sarebbero marciapiedi, ma strade larghe, tanto larghe da permettere ai “pedoni velocipedizzati” di muoversi in tranquillità senza ledere la sicurezza dei pedoni.
    Non voglio dover usare una pista ciclabile.
    Voglio una pista autoveicolabile, che allontani il pericolo dei mezzi pesanti dai luoghi di vita, che mi permetta, come sporadico automobilista, di fare morti e feriti per una piccola distrazione o un malore.

    • lupopioniere Rispondi

      17 febbraio 2012 at 11:18

      refuso:
      di NON fare morti e feriti per una piccola distrazione o un malore.

  36. DANILO Rispondi

    31 marzo 2012 at 21:15

    BUON SENSO. BUON SENSO A TUTTI…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>