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Mali, Amnesty chiede la fine dei bombardamenti

24 febbraio 2012versione stampabile

Amnesty International chiede al governo maliano la fine immediata dei bombardamenti contro la popolazione civile nel nord del Paese, che ieri hanno causato la morte di una bambina di quattro anni, Fata Walette Ahmedou, e il ferimento di una decina di persone a Kel Essouck, vicino alla città di Kidal, circa 1.600 chilometri a nord-est di Bamako.

”Questi bombardamenti violano il diritto internazionale umanitario e il governo di Bamako deve porvi fine immediatamente”, ha dichiarato l’ong che si batte per il rispetto dei diritti umani nel mondo. L’esercito maliano è impegnato da metà gennaio in una dura battaglia contro i ribelli tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla), che ha preso le armi per rivendicare l’indipendenza del nord del Mali.

Gli scontri hanno già provocato decine di morti, mentre gli sfollati interni e i profughi che hanno attraversato le frontiere dei Paesi limitrofi in fuga dalle violenze sono già più di 100mila. ”Sono i civili le vittime principali di questi bombardamenti ciechi”, afferma in una nota Gaetan Mootoo, ricercatore di Amnesty International per l’Africa occidentale. ”Al di là delle perdite umane, tali bombardamenti hanno decimato dozzine di bovini, di cammelli e di capre, che costituiscono il mezzo di sussistenza delle popolazioni nomadi tuareg’.

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