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Tav, una violazione della democrazia: parla Luca Mercalli

27 febbraio 2012versione stampabile

Gabriele Battaglia

“Sto anche io seguendo le agenzie, adesso Luca Abbà sembra fuori pericolo. Credo che abbia un terreno nei pressi del cantiere, forse quello che è successo servirà a gettare nuova luce sul problema della Valsusa. Anche se non dovrebbe esserci bisogno di ‘martiri’ per affrontare questo problema”

A parlare è Luca Mercalli, climatologo, volto televisivo e soprattutto abitante della Val di Susa, da sempre schierato contro il progetto Tav. O meglio, solidale con le comunità della valle.

“Da 21 anni, le autorità si rifiutano di affrontare il problema fondamentale, ovvero l’effettiva valutazione della necessità dell’opera data per strategica a priori, e questo non fa che esacerbare il conflitto. Ma non c’è solo la protesta di piazza, comunità montana e sindaci della Valsusa le hanno provate tutte e, di fronte al muro di gomma, c’è molta frustrazione”

Vogliamo ripetere i termini del problema?
Io sono uno ricercatore e non mi piacciono le prese di posizione ideologiche. Se mi dimostrassero che la Tav Torino-Lione serve, con dati oggettivi, la accetterei. Facciamo l’esempio di un acquedotto: bisogna scavare per portare acqua alla gente, e allora ben venga. Infatti è in costruzione l’acquedotto di valle da Bardonecchia a Torino, e nessuno ha fatto opposizione. Ma qui una ferrovia internazionale c’è già, il Tgv che ti porta da Torino a Parigi in 5 ore e mezza c’è già, le merci possono viaggiare sulla ferrovia esistente. Il modello che ti propongono è completamente immaginario, basato sull’idea che da qui al 2035 un’enorme quantità di merci viaggerà su quella direttrice e ciò in un’epoca di contrazione piuttosto che di espansione economica. Inoltre sul piano energetico e ambientale quel progetto non sta in piedi, consuma più energia costruirlo di quanta promette di farne risparmiare in esercizio.

Imporlo senza discutere è una violazione della democrazia, è come se qualcuno mi entrasse in casa e mi dicesse che deve tirarmi giù un muro. Perché? Perché è stato deciso, punto. Ma io gli dimostro che quel muro non serve abbatterlo, perchè c’è già un’altra porta. Fa niente, è stato deciso e basta.

Adesso c’è una nuova petizione firmata da centinaia di docenti di atenei italiani e inoltrata al governo Monti. Muro di gomma, rifiutano il confronto. L’atteggiamento è: “Siete liberi di protestare, ma noi andiamo avanti”.

C’è poi un altro problema: io, come cittadino di un comune della Valsusa, non posso tollerare di essere presentato come abitante di una valle definita “habitat neoterrorista” semplicemente perché qui si vuole ridiscutere di questo problema, che è poi una questione nazionale, sull’uso del pubblico denaro e sulla visione di futuro. Esiste già un osservatorio sulla Tav, ma si occupa di come fare la Tav, non discute “se” farla. E quindi siamo da capo.

Ci vuole un arbitro imparziale. A Che tempo che fa, ho già proposto che questa figura super partes fosse il procuratore Caselli.

One Response to Tav, una violazione della democrazia: parla Luca Mercalli

  1. MARIA ROSARIA BIANCHI Rispondi

    1 marzo 2012 at 13:24

    VORREI CHE CHI E’ VISIBILE COME LUCA DICESSE ANCORA DI PIU’ PER FAR CAPIRE ALLA GENTE COMUNE E A TANTI GIORNALISTI IN BUONA FEDE CHE I NO TAV PACIFICI HANNO RAGIONI SCIENTIFICHE UMANE E ETICHE DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER TUTTI NOI,IN QUESTO MOMENTO COSI’ CONFUSO E DIFFICILE
    GRAZIE
    MARIA ROSARIA DA CAGLIARI

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