



Cinquantasette cadaveri sono stati scoperti questa mattina nella città di Homs. Lo riferiscono fonti del Consiglio nazionale siriano che accusano i soldati fedeli al presidente Bashar al Assad della carneficina. I corpi di 28 donne, 23 bambini e sei uomini sono stati trovati nei quartieri di Karm al-Zeitoun e al-Adawiy, colpiti da un raid nella tarda serata di ieri. “Sono stati massacrati dagli Shabiha (uomini armati) del regime”, ha detto il cordinamento locale degli attivisti, che ha denunciato l’uccisione di altre 25 persone in altre zone della città.
Decisamente opposta la versione diramata dal governo siriano, secondo responsabili delle esecuzioni sarebbero gang di terroristi che mirano a spaventare la popolazione. Le stesse che avrebbero, sempre secondo Damasco, 35 persone a Idlib. Gli ultimi massacri sono coincisi con la partenza dell’ex Segretario generale delle Nazioni unite, Kofi Annan, nominato mediatore di Lega araba e Onu per la crisi siriana. Annan tra sabato e domenica si è incontrato con Assad, al quale ha ripetuto la richiesta della comunità internazionale di fermare la repressione.
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