



Alessandro Grandi
Il caso è stato eclatante: una banca nata per ‘servire i cittadini stranieri’ condannata per molestie ad un suo dipendente di origini africane. La notizia ha fatto presto il giro delle redazioni ma non sarebbe mai arrivata se Cheikh Tidiane Gaye dipendente di Extrabanca, non avesse avuto il coraggio di denunciare. E di vincere la causa in tribunale.
“Diciamo che la vera novità è che la sentenza applica la chiaramente la categoria delle molestie, argomento che fino ad oggi era limitato al campo di genere e alla discriminazione sessuale. Oggi la molestia è stata applicata ad un’altra forma di discriminazione che è quella razziale” racconta l’avvocato Livio Neri, che si è occupato della difesa di Tidiane.
“Per la prima il giudice ha applicato il principio delle molestie al caso di discriminazione razziale. In ogni caso è la prima volta che un datore di lavoro viene condannato per molestie razziali. Nello specifico le molestie consistevano nell’utilizzo di epiteti razzisti, come l’espressione ‘negro’ ripetuta spesso, e alcune frasi sempre razziste nei confronti di altri lavoratori. Diciamo che le testimonianze hanno confermato un certo tipo di atteggiamento sia nei confronti di chi ha avuto il coraggio di denunciare, e poi di vincere la causa, sia di altri dipendenti dell’azienda” aggiunge l’avvocato Neri.
“Durante il dibattimento e grazie alle testimonianze si è evinto che l’atteggiamento era piuttosto diffuso soprattutto nei confronti di lavoratori di origine africana. E non si capisce per quali ragioni”.
Diciamo che la sentenza potrebbe essere utilizzata come apripista per altri casi?
“Sicuramente sì. In questo caso il vero problema è stato quello di raggiungere la prova, nel senso che questo tipo di espressioni sono utilizzate verbalmente e non di certo in mail o comunicazioni scritte di altro tipo. Frasi infelici, ovviamente, ma la cosa che ha fatto scalpore è che a pronunciarle siano stati dirigenti della banca, come il presidente del consiglio di amministrazione all’amministratore delegato e a un altro dirigente. Quindi non un discorso fra colleghi, ma frasi pronunciate in un clima di gerarchia professionale. Infatti la cosa odiosa della vicenda è che si sia trattato del comportamento di un superiore con un suo subordinato. Tutto poi, è stato confermato dalle testimonianze in aula. Come detto la vera sfida è provare queste cose. Tediane ha avuto il coraggio di denunciare”.
Il caso ha creato ripercussioni fra i lavoratori?
“Un dipendente che aveva un contratto a tempo determinato e che ha avuto la forza di testimoniare non ha goduto del rinnovo contrattuale. Per un altro lavoratore (italiano) a tempo indeterminato probabilmente il luogo di lavoro non sarà più come quello di prima probabilmente perchè ha testimoniato e ha rischiato di suo”.
Non è un controsenso che tutta questa vicenda riguardi un istituto che ha come scopo quello di ‘aiutare gli stranieri’?
“Sicuramente è paradossale e io non mi saprei dare una spiegazione. Può essere anche che il progetto fosse propositivo e positivo ma magari affidato a persone non molto preparate, o non in grado di portare avanti il progetto”.
Prima della sentenza c’è stato un tentativo di mediazione?
Sì. Abbiamo provato a trovare una soluzione. La banca, però, non avrebbe mai accettato un accordo che prevedesse un riconoscimento delle proprie responsabilità. Per questo è stato molto difficile tentare la mediazione. Per ogni motivazione indicata nel nostro ricorso la banca negava ogni addebito. Questo per far capire che non esistevano proprio i presupposti per una mediazione. In primo luogo la loro è stata una difesa a oltranza e hanno negato ogni tipo di addebito. Poi però alcune cose sono state riconosciute, anche se la banca non le ha ritenute gravi. Il giudice però le ha considerate molto gravi è c’è stata la condanna”
simona zucca
28 marzo 2012 at 13:26
Mi meraviglio assai, di voi che pubblicate notizie senza approfonire i fatti, avete sentito gli altri dipendenti?
che strano il dipendente in questione si e’ candidato alle scorse elezioni…..approfonite bene e davvero tornerete sui vostri passi.
Giovanni
28 marzo 2012 at 13:27
Prima di tutto invito tutti a non credere subito a ciò che si legge, perché non conoscete la banca e non sapete niente del presidente. Il presidente di questa banca è una grande persona e stimata da tutti “Noi Stranieri” – Il presidente è una persona di un’umiltà che non ho mai visto in altre persone. E’ il primo che incoraggia noi stranieri nei nostri progetti, una persona con cui veramente si può parlare, pronto sempre a dare il suo consiglio. NOI STRANIERI DIFENDIAMO QUESTO GRANDE PROGETTO E SOSTENIAMO COL CUORE IL NOSTRO GRANDE PRESIDENTE!
jwal
28 marzo 2012 at 20:01
Ha tutte le doti questo sig cheikh, uno scrittore e un politico, ha veramente giocato bene le sue carte..bravo sarai sicuramente eletto alle prossime elezioni…