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Grecia, l’avanzata (istituzionale) dei neonazisti

29 marzo 2012versione stampabile

Mario Di Vito

I neonazisti avanzano in Grecia. A qualche settimana dal voto che deciderà la nuova direzione che prenderà il paese più in difficoltà della zone euro, gli ultimi sondaggi danno il partito Chrissi Avgi (Alba dorata) a un sorprendente 3.8 percento dei suffragi. Considerato che nel paese ellenico lo sbarramento è al 3 percento, è possibile che, per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, un partito dichiaratamente neonazista riesca ad acaparrarsi dei seggi nel parlamento di un paese democratico.

Già, perché Alba dorata non è un semplice partito di estrema destra, ma un movimento di dichiarata ispirazione neonazista, nostalgica di Hitler e dei campi di sterminio in maniera conclamata, senza vergogna né tentennamenti nell’affermarlo. Nel loro manifesto programmatico, infatti, si legge che gli iscritti possono essere solo “di sangue ariano” e che la linea politica, in estrema sintesi, è quella del “nazionalismo senza compromessi”. A questo si aggiungono i più svariati deliri sull’occultismo e il paganesimo, da opporre al “giudaismo” imperante in tutto l’Occidente.

La nostra linea e sempre la stessa e non è cambiato assolutamente niente – si legge su un forum di destra radicale -. Fuori tutti gli immigrati, socializzazione delle fabbriche e dei fondi di energia del nostro paese: tutte posizioni che un vero movimento nazionalsocialista deve applicare”. Il Chrissi Avgi, comunque, già nel 2010 ha fatto registrare sorprendente, quanto spaventoso, 5.3 percento alle elezioni comunali di Atene, riuscendo a portare a casa addirittura un consigliere comunale. Il movimento, nato intorno a una rivista negli anni ’80, è considerato uno dei movimenti neonazisti più potenti del mondo, ben radicato tra le tifoserie del paese, oltre che protagonista di diversi scontri in piazza con anarchici e polizia. L’Alba dorata, poi, può vantare nel suo curriculum anche una profonda amicizia con Forza Nuova e il suo leader Roberto Fiore.

E’ un singolare destino quello della Grecia, sui libri di Storia “culla della democrazia” e con il triste destino davanti a sé di essere l’avanguardia per l’apertura istituzionale ai movimenti neonazisti: la crisi economica e le vessatorie clausole imposte dalla troika per provare uscire fuori dalla palude del debito pubblico (e privato) ed evitare il fallimento stanno, neanche tanto lentamente, distruggendo il paese, così, tra manifestazioni più o meno violente e una netta avanzata della sinistra radicale, adesso è il Chrissi Avgi che si prepara a raccogliere molti voti ‘anti-sistema’, catalizzando insoddisfazione e paura, disperazione e odio. La domanda è sempre la stessa: è soltanto uno sbocco irrazionale e rabbioso nei confronti di una situazione oggettivamente insostenibile, oppure sta davvero tornando di moda il nazismo? La risposta, purtroppo, è più inquietante della domanda.

3 Responses to Grecia, l’avanzata (istituzionale) dei neonazisti

  1. Marco Rispondi

    30 marzo 2012 at 23:42

    Invece gli anarchici ed i comunisti che devastano la Grecia da anni, sono personcine ammodo. Eccerto.

  2. Alex Rispondi

    13 aprile 2012 at 14:41

    Direi che non ci sia molto di che stupirsi, specie che il fulcro di questa ascesa sia proprio nella capitale ellenica; moltissime manifestazioni “anti-sistema” condotte dall’area antagonista dell’estrema sinistra extra-parlamentare si sono caratterizzate per vandalismi, violenze e incendi ai danni (per lo più) non dei potenti di turno, ma di altri comuni cittadini già tartassati dalla crisi. In questo modo i greci danno voti di protesta ad un’area estremamente intransigente ed opposta al sistema vigente, ma al contempo senza foraggiare gli stessi individui che gli hanno bruciato macchine e devastato le botteghe per le vie di Atene..

  3. Eleutheria Rispondi

    1 maggio 2012 at 20:24

    Sangue Ariano? I Greci hanno sangue Ariano? Il loro paladino Hitler non la pensava cosi’.

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