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Suicidi ai tempi della crisi

6 aprile 2012versione stampabile

Andrea Leoni

Una delle conseguenze che ha portato la crisi è l’escalation dei suicidi. Già lo scorso anno in Grecia si registravano numeri altisonanti, divenuti preoccupanti quest’anno con le approvazioni delle nuove misure. Dall’inizio della crisi sono, infatti, aumentati del 40 per cento. E adesso l’emergenza raggiunge anche l’Italia: imprenditori e lavoratori compiono tragici gesti non sapendo più a chi appellarsi e stretti dalla morsa di banche e agenzie delle entrate.

Abbiamo sentito Massimo Mazzucchelli che fa parte di un gruppo spontaneo di piccoli imprenditori riunitisi sotto il nome di “Imprese che resistono”. Si tratta – come indicano nel sito – di un “gruppo di imprese costituite in un Comitato composto per l’80 per cento circa da piccole aziende. Siamo trasversali alle associazioni e apartitici. Valorizziamo la nostra ‘forza lavoro’ per difendere Occupazione e Impresa”. Il loro fine è aiutare i lavoratori e i piccoli imprenditori fornendo soluzioni alternative.

“Ci siamo riuniti nel 2009 – racconta – e già allora denunciavamo il fatto che stessero aumentando a dismisura le azioni eclatanti di imprenditori che si toglievano la vita. Eppure, quando lo denunciavamo, le istituzioni negavano l’evidenza. Ora, invece, dal non parlarne per niente si è passati al parlarne sempre, tanto da innescare il fenomeno dell’emulazione, come mi pare di intravedere in questo momento”.

Sentitosi in dovere di “fare qualcosa in più” dato che “risposte dalle istituzioni non vengono, visto che qualche politico ha definito il suicidio in tempo di crisi una normalità”, l’associazione ha costituto una rete di psicologi e psicoterapeuti che in soli due mesi è diventata più che una realtà. Si chiama Terra Ferma perché come si spiega nel sito: “A volte non bastano le parole di noi colleghi che facciamo tutti i giorni la stessa esperienza. In molti casi è necessario affidarsi al sostegno di professionisti che abbiano la possibilità di valutare dall’esterno le situazioni e gli stati d’animo e che sappiano accompagnare le persone in un percorso che allontani dall’ansia e dalla depressione che offuscano le capacità necessarie all’imprenditore”. Ovvero un “gruppo di persone che possa dare un sostegno psicologico. L’idea è quella di offrire la disponibilità di uno psicologo in qualsiasi ora e in qualsiasi territorio”.

A soli due mesi dalla creazione del progetto gli psicologi sono presenti in molte regioni d’Italia e, precisa, “vorremmo arrivare ad avere due rappresentanti della nostra rete per ogni regione”. “Da nove psicologi – spiega – siamo passati già a 20 da nord a sud, anche se qualche regione rimane da coprire. Ma vogliamo che l’iniziativa non debba limitarsi a questo sportello a cui i lavoratori e gli industriali possano rivolgersi. Vorremmo creare delle iniziative, cercare di fare uno screening delle problematiche che gli industriali si trovano a dover affrontare per dare risposte più accurate. Da un certo punto di vista vorremo cambiare la mentalità del piccolo imprenditore che unisce se stesso e la propria personalità all’impresa. La si vede troppo come un’unica cosa e dal momento in cui cade l’impresa cade anche la persona. Questo è un problema diffuso, bisognerebbe essere in grado di riuscire a far cambiare la mentalità al piccolo imprenditore”.

Il problema – come ci ricorda Massimo Mazzucchelli – deve essere affrontato anche a livello politico: “È un problema che non si può relegare solo a gruppi spontanei di piccoli imprenditori. Le istituzioni devono dare risposte. È un problema sociale e non abbiamo idea a cosa possa portare questa situazione”. Già una trentina di imprenditori hanno contattato gli psicologi di Terra Ferma e la metà di loro hanno iniziato un percorso personale.

Una delle conseguenze della crisi hanno portato ad una escalation dei suicidi. Già nello scorso anno in Grecia si registravano numeri altisonanti e con le approvazioni delle nuove misure aumentano ancora il numero (dall’inizio della crisi sono aumentati del 40 per cento). Ora si registrano parecchi casi anche in Italia: imprenditori e lavoratori si suicidano e si danno fuoco non sapendo più a chi appellarsi e stretti dalla morsa di banche e agenzie delle entrate. Abbiamo sentito Massimo Mazzucchelli che fa parte di un gruppo spontaneo di piccoli imprenditori riunitisi sotto il nome di “Imprese che resistono” che come indicano nel sito è un “gruppo di imprese costituite in Comitato composto per l’80 per cento circa da piccole aziende. Siamo trasversali alle associazioni ed apartitici. Valorizziamo la nostra ‘forza lavoro’ per difendere Occupazione e Impresa” aiutano i lavoratori e i piccoli imprenditori fornendo soluzioni alternative. “Costituitosi nel 2009, già allora denunciavamo il fatto che stessero aumentando a dismisura le azione eclatanti di imprenditori che si toglievano la vita e quando lo dicevamo le istituzioni ci rispondevano che ciò non era vero”. “Ed ora invece, dal non parlarne per niente si è passati al parlarne sempre” arrivando ad affermare anche “che in una situazione di crisi come questa l’aumento dei suicidi è una cosa normale ha detto qualche politico. Il cominciare a parlarne in modo diffuso avrebbe potuto innescare il fenomeno dell’emulazione, come mi pare di intravedere in questo momento”. Sentitosi in dovere di “fare qualcosa in più” dato che “risposte dalle istituzione non vengono” hanno costituto una rete di psicologi e psicoterapeuti che in soli due mesi è diventata più che una realtà. Si chiama Terra Ferma perché come si spiega nel sito “A volte non bastano le parole di noi colleghi che facciamo tutti i giorni la stessa esperienza. In molti casi è necessario affidarsi al sostegno di professionisti che abbiano la possibilità di valutare dall’esterno le situazioni e gli stati d’animo e che sappiano accompagnare le persone in un percorso che allontani dall’ansia e dalla depressione che offuscano le capacità necessarie all’imprenditore”. Ovvero un “gruppo di persone che potessero dare un sostegno psicologico. L’idea è quella di offrire la disponibilità di uno psicologo in qualsiasi ora ed in qualsiasi territorio”. A soli due mesi dalla creazione del progetto gli psicologi sono presenti in molte regioni d’Italia, “vorremmo arrivare ad avere due rappresentanti della nostra rete per ogni regione”. “Da nove psicologi siamo passati già a 20 da nord a sud, anche se qualche regione rimane da coprire. Ma vogliamo che l’iniziativa non debba limitarsi a questo sportello a cui i lavoratori e gli industriali possano rivolgersi ma vorremmo creare delle iniziative. Cercare di fare uno screening delle problematiche che gli industriali si trovano a dover affrontare per dare risposte più accurato”. “Da un certo punto di vista vorremo cambiare la mentalità del piccolo imprenditore che unisce se stesso e la propria personalità all’impresa. La vede come un’unica cosa e dal momento in cui cade l’impresa cade anche la persona. Questo è un problema diffuso, bisognerebbe essere in grado di riuscire a far cambiare la mentalità al piccolo imprenditore”. Il problema ci ricorda Massimo Mazzucchelli deve essere affrontato anche a livello politico: “È un problema che non si può relegare solo a gruppi spontanei di piccoli imprenditori. Le istituzioni devono dare risposte. È un problema sociale e non abbiamo idea a cosa possa portare questa situazione”.Già una trentina di imprenditori hanno contattato gli psicologi di Terra Ferma e la metà di loro hanno iniziato un percorso personale.

3 Responses to Suicidi ai tempi della crisi

  1. gianluca Rispondi

    7 aprile 2012 at 10:23

    giusta iniziativa!!!

  2. stampasanatoria Rispondi

    7 aprile 2012 at 13:04

    PER SALVARCI DAI SUICIDI E SALVARE LE FAMIGLIE ! ! ! ! !

    MANIFESTO “ LIBERA l’IMPRESA ”

    MANOVRA PER LO SVILUPPO A COSTO ZERO

    Premessa

    La Crescita è il sinonimo della Produzione, la Produzione è il sinonimo di Creazione di Reddito, Creazione di Reddito è il sinonimo di PIL, PIL è il sinonimo di abbassamento del DEBITO PUBBLICO, ma tutti questi SINONIMI resteranno tali se non si passerà agli investimenti nella PRODUZIONE. Adottare un sistema di RISANAMENTO o RISTRUTTURAZIONE del DEBITO del SISTEMA PRODUTTIVO attraverso l’adozione dei proponimenti ed i valori evidenziati nella PdL n°3804 che in sintesi si elencano nella seconda parte di questo documento , potrebbe essere l’Elemento Qualificante della Ripresa Economica e Produttiva.

    CARTA D’IDENTITA’ DEL DEBITO. (CASISTICHE )

    · L’assenza di norme STRUTTURALI, le quali obbligano e regolamentano il rapporto dare -avere o come committente – esecutore, diventano elementi penalizzanti delle REDDITUALITA’ e degli ADEMPIMENTI.

    · L’inefficienza del sistema GIUSTIZIA CIVILE non consente di poter RECUPERARE i CREDITI da PRODUZIONE .

    · Le Pubbliche Amministrazioni non PAGANO i Fornitori e gli Operatori nei tempi derivanti dai CONTRATTI tra le parti .

    · Il PATTO DI STABILITA’ lo hanno dovuto sopportare i BILANCI delle AZIENDE.

    · Ed ancora , come se non bastasse , l’impossibilita di essere regolari per ottenere il DURC (documento unico di regolarità contributiva) vietando così la possibilità di LAVORARE.

    · AMMINISTRAZIONI PRIVATE senza stato di RESPONSABILITA’ con gli OPERATORI alla MERCE’ di RICATTATORII sistemi COMPORTAMENTALI

    · Come se non bastasse, EQUITALIA con un sistema Sanzionatorio, frutto di Norme di derivazione Parlamentare, la quale crea pregiudizio per ottenere linee di CREDITO e difficoltà di RIENTRARE DALLO STATO DEBITORIO DICHIARATO E’ NON EVASO.

    · Non ultimo il binomio DIRITTO – DOVERE che dovrebbe essere determinato dall’efficienza delle LEGGI delle TUTELE ma che non trova nelle stesse il parallelismo necessario per la pariteticità del risultato e del rapporto. Alcune , non TUTTE le CAUSE.

    QUESTO NON E’ UN CONDONO, MA UN PROGETTO PER LO SVILUPPO
    I punti QUALIFICANTI della PdL n° 3804 On. Polledri, Stucchi, Reguzzoni Pionati

    Vantaggi per il CONTRIBUENTE

    · Pagamento dello stato originario del Debito

    · Eliminazione delle Sanzioni , Interessi ed Aggi

    · Pagamento del 10% di sopratasse sul Debito Originario

    · Ripresa della possibilità di poter accedere alle Linee di Credito (oggi impossibile per il perdurare dello stato delle pregiudiziali inibitorie, è causa di USURA).

    · Ripresa della produzione con costituzione di nuova redditualità Riassunzione delle figure qualificanti l’attività (dipendenti)

    · Recupero del Contribuente del suo Valore Sociale e Morale

    VANTAGGI PER LO STATO

    · Recupero del 90% dello stato di credito vantato in tempi ragionevoli con l’immediatezza di introitare capitali senza che l’Ente preposto alla riscossione e di conseguenza anche lo Stato fossero gravati da spese e procedure ( in 20 anni non più del 50% oggi la media del recupero del pregresso si aggira intorno al 2,5% su base annua )

    · Recupero del 10% come stato sanzionatorio

    · Risparmio degli importi da sostenere per finanziare gli Ammortizzatori Sociali (CIG e DISOCCUPAZIONE, MOBILITA’ (mediamente lo Stato ne finanzia il triennio di legge)

    · Ripresa Economica per la nuova Redditualità del Sistema Produttivo

    · Ripresa dei Consumi e Beni Strumentali quindi con ripresa dell’industria manifatturiera pari a quella generata dalla Legge 449 sulle ristrutturazioni

    · Introito IVA sui consumi e acquisti

    · Ripresa del Mercato Interno dal quale è risultante il 75% del PIL

    · Assenza di cancellazioni e fallimenti delle Imprese

    · Le imprese che si cancellano dagli elenchi camerali diventano Lavoratori in Nero perché con l’eventuale assunzione rischierebbero il 1/5 dello stipendio

    · Le cancellazioni diventano l’iscrizione di nuova azienda con la quale operare per togliere i debiti della precedente attività , conseguenza che dopo tre anni va in crisi la nuova attività

    · I punti qualificanti di questa proposta interessano il 75% delle partite IVA , con particolare incidenza in quelle con Storia e con Dipendenti.

    REGOLAMENTO di DIFFERENZIALE APPLICATIVO

    · IL 10% per importi dichiarati

    · IL 20% per importi derivanti DA EVASIONE ACCERTATA ed ACCLARATA.

    Documento Elaborato da Giovanni Bevacqua

    Coordinatore Nazionale Gruppi di Proposta e Presidente Regionale Calabria Confartigianato Edilizia

    Eventuale contatto 366 3017413 337 871541 0961 794426

    http://www.clubpanterarosa.com/dblog/articolo.asp?articolo=258

    https://docs.google.com/document/pub?id=1Gs0zbRICetDVM_kLQwVjwnuZ3SBso1LzhTELbp-S504

    http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/16PDL0048990.pdf

  3. Laura Rispondi

    8 aprile 2012 at 23:04

    Il problema è ed è sempre stato uno nel nostro paese, le politica del sondaggio finalizzata al mantenimento dei privilegi, partendo da una scarsissima civiltà del cittadino italiano che si riflette nelle alte sfere del governo. Si deve partire da una presa di coscienza individuale, il bene comune è il bene di tutti e l’ individualismo che ha sempre contraddistinto la nostra società ha creato quel mostro che è il parlamento attuale, che lavora unicamente per i propri interessi e per quelli di pochi amici. Le promesse elettorali toccano punti sensibili di questa o di quella parte sociale, accapparrandosi i voti di coloro che pensano di trarne vantaggio, e puntualmente vengono poi disattesi. Noi cittadini dobbiamo cambiare ottica, perché a questo punto dobbiamo pensare a che tipo di paese vogliamo lasciare ai nostri figli perché per noi è troppo tardi. Questa politica ha fallito e deve rimettere il mandato che ha così evidentemente disatteso, devono andare tutti via, lasciando spazio ai giovani meritocratici e pieni di giusti ideali. La gerontocrazia ammorba con il conflitto di interesse l’aria del paese ed è ora che la smetta di fare lo scarica barile, gente che sta in parlamento da tre o quattro lustri che giudica l’operato di un governo fantoccio messo in carica dai poteri finanziari in barba alla democrazia. Teniamoci pure Monti ma svuotiamo quella farsa immorale che giace rannicchiata su poltrone immeritate. Per il resto se la matematica non è una opinione, ci sono 60 mld di euro di sprechi accertati dalla corte dei conti, 140 mld di euro di grande evasione in svizzera e in altri paradisi fiscali, 3.700.000 lavoratori in nero nel paese, 60 mld di corruzione nelle alte sfere e dobbiamo inventarci quale alchimia per spennare i cittadini e metterli sul lastrico in nome del bene del paese. Non inventiamo formule astratte, basta mettere mano seriamente ai numeri enunciati per rimettere a posto il paese, senza percentuali di sanzioni, le sanzioni se le prendano non chi dichiara ma non può pagare ma tutti coloro che rubano il denaro frutto del lavoro di persone oneste per buttarlo dalla finestra o utilizzarlo “senza che nessuno sapesse” per i propri comodi. Facciamo le persone serie che sarebbe proprio ora, perché di invenzioni e chiacchiere ne abbiamo le scatole troppo piene. Benvenga terraferma, imprese che resistono, e tutti quanti si stanno svegliando, dobbiamo svegliarci noi perché questo cancro romano sta ancora massacrando la gente con la malafede che da sempre la distingue.

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