



I militari che ieri sera avevano rovesciato le istituzioni in Guinea Bissau non hanno “alcuna ambizione per il potere” e sarebbero stati costretti ad agire perché il governo stava tramando per farli “eliminare” dal contingente angolano presente nel Paese. “Costretto ad agire in questo modo” per “difendersi dalle manovre diplomatiche”. È quanto comunica l’Esercito del Guinea Bissau dopo gli arresti del presidente ad interim, Raimundo Pereira, e del premier, Carlos Gomes Junior.
La Guinea Bissau è sempre stata instabile dopo l’indipendenza nel 1974 e nessun presidente è mai riuscito a completare il suo mandato. La storia del Paese è segnata da vari colpi di Stato e continue tensioni fra il governo e i militari. L’Ecowas, l’organizzazione regionale dell’Africa occidentale, ha condannato il golpe definendolo “un atto irresponsabile”. Il Portogallo ha diffuso “un forte appello per la cessazione di tutti gli atti di violenza e il rispetto della legge” comunicando anche la sua preoccupazione attraverso un comunicato. Il ministro degli Esteri dell’Angola, Georges Chikoti, ha intanto invitato la comunità internazionale a condannare la situazione “anti-costituzionale”.
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