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Mali, continua la catena di rapimenti

16 aprile 2012versione stampabile

Ancora terrore per gli operatori presenti nel Mali. Dopo il sequestro dei diplomatici algerini è la volta di una quarantenne Svizzera, che si trovava nella città di Timbuktu per con una missione cristiana. Il Paese è in preda a disordini e violenze a seguito del colpo di stato dello scorso 22 marzo, che ha destituito il Presidente Amadou Toumani Tourè, rifugiatosi in una località segreta, ed alimentato le rivendicazioni dei Tuareg, berberi islamici che abitano la parte nord del Paese e che da anni reclamano attenzione per giungere ad una secessione, vogliosi di uscire da un Mali che li ha sempre osteggiati e torturati.

I militari protagonisti del colpo di stato (Comitato Nazionale per la Restaurazione della democrazia e dello Stato), guidati dal comandante Sanogo, hanno rovesciato il precedente governo proprio, secondo le loro motivazioni, per la scarsa capacità di contrastare le offensive dei Tuareg. Il comandandte del golpe risponde agli scetticismi ed alle ammende della comunità internazionale (dopo 21 anni di democrazia il Paese ripiomba nel terrore e l’unione Africana l’ha sospeso dalle istituzioni regionali) con una richiesta d’aiuto, affinché vengano supportati nelle operazioni militari contro gli Azawad (denominazione che i Tuareg indicano per identificare il loro territorio estraneo al Mali). Nonostante la netta superiorità, in termini di numeri, dell’esercito centrale del Mali, i Tuareg, approfittando anche dei disordini da colpo di Stato, sono già riusciti a conquistare buona parte dell’area nord, compresi Timbuktu e Gao. In questo contesto di terrore sono fuggiti dal Paese duemila persone, rifugiatesi per lo più in Burkina Faso. I Tuareg esigono rispetto per la loro richiesta d’indipendenza e si definiscono nomadi, più che ribelli. La minoranza, con forte vocazione islamica, respinge gli attacchi che li accusano di essere un braccio di al-Qaeda. Intanto tutti gli stranieri presenti a Timbuktu stanno decidendo di fuggire, spaventati da altre eventuali operazioni di sequestro.

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