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Mare Chiuso/il film-documentario di Andrea Segre e Stefano Liberti

17 aprile 2012versione stampabile

di Piero Pezzoni

Giovedì 19 aprile alle ore 21 Andrea Segre sarà ospite da MiCamera per presentare i suoi documentari sociali, compreso l’ultimo “Mare chiuso” (ingresso libero).

“Mare chiuso” è l’ultimo film-documentario del regista Andrea Segre, firmato col giornalista Stefano Liberti.Segre, che ha esordito quest’anno anche nel cinema di finzione con il bel film “Io sono Li” (presentato alla Mostra di Venezia), ha realizzato, seppur molto giovane, diversi documentari a carattere sociale, spesso affrontando il tema della migrazione.“Mare chiuso” è legato al precedente “Come un uomo sulla terra”, entrambi hanno come soggetto l’epopea dei migranti africani, uomini che fuggono da guerre e carestie, verso l’Europa e attraverso il deserto libico. “Mare chiuso” descrive un ulteriore dramma: i respingimenti.Il racconto di quest’ultimo lavoro di Segre si sofferma sulla detenzione in terra libica dei migranti, respinti dall’Italia. I protagonisti, senza filtro alcuno e con notevole lucidità, parlano di abusi subiti dai militari libici, ma anche di incomprensibili (ai loro occhi così come ai nostri, di spettatori increduli) comportamenti di militari italiani a bordo di navi italiane, dapprima avvistate con gioia incontrollata (documentata nel film da video girati col telefonino direttamente dai migranti sul gommone in balia delle onde) e che successivamente, ma molto velocemente, si rivelavano “boe di salvataggio”, provvisorie e per nulla accoglienti, né tantomeno a carattere umanitario. Sulle navi i migranti ricevono solo cure approssimative e qualche bottiglia d’acqua, prima del respingimento.I protagonisti riportano le loro storie attraverso interviste realizzate dagli autori, all’interno di campi profughi dell’UNHCR (agenzia dell’ONU per i rifugiati) in terra tunisina, dove sono giunti dopo la caduta della dittatura di Gheddafi.Le interviste asciutte ma al contempo piene d’emozione, non vogliono rappresentare un punto di vista, un’opinione, ma una narrazione di fatti, tragici, quasi assoluti, accaduti ai protagonisti.Così come le immagini di repertorio tratte da Tg, con dichiarazioni di Gheddafi e di Berlusconi, frutto di un trattato internazionale, che risulterebbero quasi comiche se non nascondessero ipocrisia e bugie inaccettabili, “digerite” invece dai tanti distratti telespettatori italici, fanno emergere fatti, violazioni di diritti umani evidenti e non scusabili, non opinioni.Per i respingimenti l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani, questo resterà e anche questo è documentato nel film.Ecco, fare informazione, precisa, documentata, diretta è una delle peculiarità di Segre, questo unitamente alla capacità di coinvolgere lo spettatore, con estetica cinematografica e capacità narrativa.Il protagonista di “Mare Chiuso”, che racconta dalla sua tenda episodi tragici e violenti e al contempo esprime un desiderio forte e atteso, sognato e poi raggiunto, commovente e reale, ne è il più chiaro esempio.

Andrea Segre terrà un workshop a MiCamera venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 maggio. Info: www.micamera.it o sulla pagina facebook dell’associazione.

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