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Argentina, approvato alla Camera il disegno di legge che inserirebbe il femminicidio nel codice penale

19 aprile 2012versione stampabile

Con 203 voti a favore, nessun contrario e un’astensione, è stato approvato ieri dalla Camera dei Deputati argentina un disegno di legge che inserisce il femminicidio nel codice penale. Il progetto è il risultato dell’unificazione di 13 iniziative separate su questo tema. Il disegno di legge approvato andrebbe a modificare le sezioni 1 e 4 dell’articolo 80 del codice penale e stabilisce come “fattore aggravante”  il legame sentimentale tra l’assassino e la vittima. Sarà da definire il periodo di reclusione o l’ergastolo “per coloro che uccidono un ascendente, discendente, coniuge o persona con la quale egli sostiene, ha mantenuto o ha provato senza successo ad iniziare una relazione”.

Sarà possibile specificare anche come fattore aggravante che definisce il femminicidio l’omicidio di “una persona di sesso feminnile, quando l’atto è perpetrato da un uomo con la violenza di genere” e l’applicazione della massima pena quando l’omicidio è stato effettuato anche “come mezzo per infliggere sofferenza ad una persona abbia mantenuto stia mantenendo un rapporto”.

Il presidente della commissione sul diritto penale, Oscar Albrieu, ha detto che il crimine “non è nuovo come una forma estrema di violenza contro le donne”. Il deputato del governo ha spiegato che il concetto di femmicidio si tratta di “una questione pubblica da risolvere da parte dello Stato perché si radica in cause sociali, culturali ed economiche”.

Nel corso del 2011, secondo l’Osservatorio sugli omicidi di genere in Argentina ci sono stati 282 omicidi di donne anche se al momento non ci sono statistiche ufficiali nazionali su questo tema.

51 Responses to Argentina, approvato alla Camera il disegno di legge che inserirebbe il femminicidio nel codice penale

  1. giuliana meroni

    19 aprile 2012 at 18:59

    fate capire, ma finora cosa era considerato uccidere una donna? non perseguibile in quanto essere inferiore?

    • Riccardo

      20 aprile 2012 at 09:13

      Sei in grado di leggere? Uccidere una donna sarà un’aggravante, quindi la vita di un uomo varrà molto meno.

      • fazi

        20 aprile 2012 at 10:11

        bella risposta, complimenti.
        la vita di un uomo non varrà meno da ora in poi. è la vita di una donna che smetterà di valere meno.
        tu sai leggere?

        • vnd

          20 aprile 2012 at 12:00

          Non sono d’accordo.
          Se uccidere una donna è un’aggravante, significa che la vita di una femmina è più considerata di quella maschile.
          Sono disequazioni matematiche. Non è che e si possa infarinare di retorica più di tanto.
          Se F > M, ne consegue che M M, Ossia F diverso da M è sessismo, femminismo ergo diseguaglianza e ingiustizia.

          • Ang

            20 aprile 2012 at 15:51

            Non credo che sia una questione di sessismo. La donna, fisicamente e scientificamente parlando, è inferiore (in termini di forza fisica) all’uomo e ha bisogno di maggiori tutele che talvolta cerca negli uomini e che purtroppo a volte risulta essere un vero inferno. Quindi, visto che l’uomo usa da sempre la forza per sottomettere la donna, anche quando le leggi lo vietano, è opportuno tutelarla con la legge. Questo, cari uomini, dovrebbe farvi riflettere sul fatto che sia necessaria una legge per impedirivi, o quanto meno punirvi, per non fare una cosa che non andrebbe fatta a prescindere dalla cultura, dal sesso o da altre forme di discriminazione.
            Per fortuna questi uomini rappresentano una piccola parte del mondo maschile.

          • vnd

            21 aprile 2012 at 09:17

            Rispondo al messaggio di Ang del 20/04, ore: 15:51
            Ang
            Non credo che sia una questione di sessismo.

            vnd
            Ogni volta che un provvedimento legislativo prevede esiti o modalità diverse in base a genere sessuale dei soggetti, si tratta di sessismo.
            Il sessismo è da condannare sempre. Non abbiamo voluto la parità per avere una categoria privilegiata.

            Ang
            La donna, fisicamente e scientificamente parlando, è inferiore (in termini di forza fisica) all’uomo e ha bisogno di maggiori tutele che talvolta cerca negli uomini e che purtroppo a volte risulta essere un vero inferno.

            vnd
            Considerato che gli uomini che picchiano le donne sono una strettissima minoranza, le donne dovrebbero imparare a sceglierseli meglio.
            Poiché è noto che non è certo il dottore a prescrivere di sposarsi e, soprattutto, di sposare Tizio piuttosto che Caio….
            Se cerchi, in rete, troverai addirittura tesi pseudoscientifiche che alludono ad un innato masochismo femminile, tale che, anche di fronte al danno compiuto, con la belva in casa, queste donne, provocherebbero la violenza perché la punizione darebbe loro sicurezza e conferme.
            Ora… , a mio modesto parere, senza arrivare a tanto, che mi pare mortificante oltre che esagerato, è pur vero che dopo una certa età, complice anche lo spettro della menopausa, avvicinandosi ai trent’anni, le donne si sentono con l’acqua alla gola e, avendo vissuto la loro vita in piena libertà fino a qual momento e, di conseguenza, avendo perso crediti in termini di affidabilità e costanza, finiscono col prendersi il primo che capita.
            Il che non solo non è saggio, è addirittura imprudente.

            Ang
            Quindi, visto che l’uomo usa da sempre la forza per sottomettere la donna.

            vnd
            Qui decidi di insultare il genere maschile, quindi me.
            Io non ti ho mai insultata.
            Sarei io il violento?
            Le evidenze dimostrerebbero, semmai, il contrario.

            Ang
            Anche quando le leggi lo vietano, è opportuno tutelarla con la legge.

            vnd
            Se le leggi lo vietano, le donne sono già tutelate.

            Ang
            Questo, cari uomini, dovrebbe farvi riflettere sul fatto che sia necessaria una legge per impedirivi, o quanto meno punirvi, per non fare una cosa che non andrebbe fatta a prescindere dalla cultura, dal sesso o da altre forme di discriminazione.

            vnd
            Ti stupirà sapere che io non ho mai alzato le mani su una donna.
            Ne credo lo farò mai, a meno che questa non lo faccia per prima.
            Ma la compagna che mi sono saputo scegliere è una donna molto intelligente. Quindi, non credo che questo possa mai avvenire.
            [Io non sono certo tra quelli che crede che "se una donna tira una sberla ad un uomo va tutto bene, mentre se un uomo reagisce con uno schiaffetto è violenza maschile contro le donne".]

            Ang
            Per fortuna questi uomini rappresentano una piccola parte del mondo maschile.

            vnd
            Ah…. meno male.
            Ci sei arrivata.
            E allora non permetterti più di insutare gli uomini, generalizzando.
            Come donna, pensa piuttosto a imparare a sceglierteli meglio, gli uomini.

    • Angela

      30 aprile 2012 at 03:13

      Ben fatto!! Spero che una cosa del genere avvenga presto anche in europa e soprattutto qui in Italia dove queste belve se la cavano sempre!

  2. carol v.

    19 aprile 2012 at 20:05

    Attent* che non fu ancora inserito nel Codice Penale, il progetto di legge deve ancora essere approvato dal Senato: http://www.pagina12.com.ar/diario/sociedad/3-192219-2012-04-19.html Comunque una grande vittoria. Matrimonio gay, ley de medios, nazionalizzazione della YPF… L’Argentina si afferma come il paese più interessante in Sud America (e guarda che qui parla una brasiliana!)

    • vnd

      20 aprile 2012 at 12:07

      L’argentina è anche il paese della legge che obbliga gli uomini a fare, per legge, i lavori di casa.
      Tuttavia,come ogni altro paese del mondo, Svezia e Norvegia comprese , a maggioranza di morti bianche, infortuni e vittime di violenza, maschili.
      Un paese, quindi, nel quale regna l’incoerenza, il concentrarsi su dettagi insignificantio a discapito dei problemi reali. Un paese nel quale pochi anni fa è stato possibile che le banche (tra le quali S.Paolo Intesa) derubassero un intero popolo.

  3. silvana

    19 aprile 2012 at 21:56

    ma tu dove abiti? in italia le donne vengono uccisse tutti i giorni, vengono violentate, prendono un salario minore, e devono anche ofrire delle prestazioni sessuali a scambio di….. posti di lavoro, essami, ecc, magari avessero una legge che gli protega specificamente.
    scusate gli altri ma un pochino di autocritica dovrebbe esserci qualche volta,……….

    • Riccardo

      20 aprile 2012 at 09:11

      Certo Silvana ammazzare un uomo è meno grave vero? Le persone come voi non fanno altro che uscirsene con i soliti discorsi: le donne vengono violentate, le donne vengono pagate meno, le donne devono prostituirsi, sapete solo lagnarvi. Prova a guardare quante donne muoiono sul posto di lavoro, quante donne separate finiscono per strada per mantenere il marito, quante donne vengono ammazzate sul numero totale rispetto agli uonini. Il discorso è che se crepa un maschio va bene, si è abituati. Se un uomo ammazza un uomo nessuno se ne va in giro dicendo….basta violenza contro gli uomini….se ci sono 50 donne a scapito di 500 uomini a nessuno interessa o si lamenta dei 500 ma tutte voi fate le vittime, come se ci fossero persone di serie a e persone di serie b. Vergognati.

    • vnd

      20 aprile 2012 at 12:14

      Che le donne percepiscano salari minori è una fantasiosa sciocchezza.
      in Italia, infatti, le maestre sono pagate quanto i maestri, le infermiere quanto gli infermieri, le giudicesse quanto i giudici.
      Salvo godere di molti più agevolazioni, diritti, se non proprio ingiustificati privilegi, come l’esonero dai turni notturni e l’età pensionabile anticipata.
      Il fatto poi che le donne possano stare a casa per i dolori mestruali, e che soffrano, in almeno il 60% dei casi di sindrome premestruale con episodi anche gravi, fino a 15 gg al mese di depressione (che porta ad un calo di rendimento proprio), o alterabilità (che porta ad un calo del rendimento del resto del personale, fa si che le donne costino alla collettività, molto più degli uomini.
      Costate di più e, quindi, siete meno efficienti.

  4. fazi

    20 aprile 2012 at 10:16

    Riccardo, la tua risposta può sembrare arrogante, fuori luogo, maschilista ecc..ecc. ma non voglio partire dalla polemica, quindi ti risponderò con più calma possibile.

    gli uomoni, come le donne, sono vittime del sistema. muoiono sul lavoro, vengono investiti alle strisce pedonali, fanno la coda alla posta e vivono tutti pregi e i difetti del nostro paese in egual misura.
    con una sola differenza: SONO SOLO GLI UOMINI AD UCCIDERE LE LORO EX MOGLI,FIDANZATE,COMPAGNE O PRESUNTE TALI CHE HANNO DECISO DI INTERROMPERE UNA RELAZIONE.

    se gli uomini sanno comunicare solo con violenza e sopraffazione fisica, cacchi loro. che si scannino.
    ma che usino una presunta superiorità fisica per schiacciare fisicamente e mentalmente chi è piu debole, NO!

    e una persona normale, avrebbe gioito per un importante risultato legislativo.
    ma agli uomini di questa tutela alle donne o di questa giustizia che verrò fatta a tutte le vittime, non interessa niente.
    e tu ne sei la riprova.
    le donne però, hanno combattuto battaglie che potevano interessare anche gli uomini.
    si battono èper la libertà.

    • Alessio

      20 aprile 2012 at 11:41

      Definire questa proposta di legge un importante risultato legislativo di cui gioire è una visione parziale…. o, detto in modo più rozzo, una stronzata sessista. Una legge che ritenga un aggravante dell’omicidio l’aver colpito un coniuge o simili va bene, nè il fatto che le vittime di questo specifico crimine siano in maggioranza donne cambia qualcosa; rimane cmq una legge che punisce un comportamento X chiunque lo faccia o lo subisca. Ma prevedere un aggravante se la vittima è femmina è profondamente ingiusto: per quale motivo dovrebbe essere considerato un crimine più grave che se si uccide un maschio?

    • vnd

      20 aprile 2012 at 12:22

      La violenza viene sempre esercitata da un individuo che si percepisce (ed è percepito) come più forte, ai danni di un altro individuo percepito come più debole.
      Pertanto lamentarsi lamentarsi del fatto che la direzione della violenza è, quasi sempre, Uomo verso Donna, Donna verso bambino, bambino verso animale, è come lamentarsi per il fatto che l’acqua scorre sempre dall’alto verso il basso.

      va inoltre considerato che la maggior parte delle vittime di infortunio sul lavoro, morti bianche e, soprattutto, vittime di violenza, sono uomini.

      Il che dovrebbe poter suggerire, anche all’uomo della strada che esiste la violenza, e non la fantomatica violenza maschile contro le donne.

      La violenza va prevenuta, combattuta e perseguita sempre, a prescindere da sesso della vittima.

      • vnd

        20 aprile 2012 at 14:24

        I casi di violenza nei quali la vittima è maschio sono di gran lunga molti più numerosi di quelli nei quali la vittima è femmina.
        In soldoni, sprecare risorse per fare distinzioni sessiste sulla natura della violenza è assolutamente privo di senso logico.

    • vnd

      20 aprile 2012 at 12:37

      Le donne non hanno combattuto nessuna battaglia.
      L’aborto e e il divorzio sarebbero arrivati comunque, con e senza le femministe.
      E comunque, l’aborto, che pure è presentato dalle femministe come un fiore all’occhiello, è una vittoria di Pirro, visto che, oggi più che mai, si continua ad abortire per stupidità ed ignoranza.

      il vero risultato delle femministe, semmai, è l’inversione dell’onere della prova in caso di presunta violenza sessuale.
      Che rappresenta un’aberrazione giuridica senza precedenti, madre di tutte le ingiustizia.
      Rende ogni uomo, potenziale vittima di persecuzione, minaccia, ricatto e vendetta, per mezzo della calunnia.
      E’ dimostrato che l’80% delle accuse di violenza, nelle coppie di separandi, è strumentale.
      Tuttavia, anche in questo caso, non si può parlare di battaglie.
      chiamiamo le cose col loro nome, per favore.
      Le battaglie prevedono sacrifici, vittime, costi.
      I diritti della donna (in qualche caso veri e propri privilegi) invece, sono caduti loro dal cielo.
      Ma finiamola!

      • Calypso

        29 aprile 2012 at 17:04

        “oggi più che mai, si continua ad abortire per stupidità ed ignoranza.”

        Per favore, vallo a dire alle donne rimaste incinte dopo essere state stuprate.

        • vnd

          1 maggio 2012 at 06:46

          Pensi che si possa essere così insensibili da dare della stupida ad una donna che abortisce in seguito ad uno stupro?
          Mi dispiace. Non io.
          Però… mi sono dimenticato di specificarlo… di solito lo faccio, proprio per evitare che…
          Per dirla tutta non mi permetterei mai nemmeno di criticare a donna che abortisse per gravi motivi di salute suoi o del feto.

          Sai quante sono le donne rimaste incinta dopo uno stupro?
          O quelle che lo fanno per gravi patologie?

          Purtroppo, le motivazioni del’aborto ed il parere del padre sono dati che Istat non raccoglie. Forse sarebbe un gesto di civiltà e responsabilizzazione registrare tali notizie nella documentazione sanitaria, tuttavia….
          Bisogna arrivarci indirettamente.
          (Le tabelle ISTAT parlano di aborti terapeutici, mentre per quelli per stupro bisogna andare per esclusione)
          Anni fa avevo fatto questo calcolo e mi sembra di essere arrivato al 2%.
          Se ne hai il tempo, puoi sempre fare delle tue stime ma, noterai, non potrai mai superare il 3%.

          Questo significa che il 97% delle donne che abortisce, lo fa perché ha “dimenticato” (o ignorato)di assumere la pillola.
          Il 97% è “la quasi totalità”.
          Pertanto, la quasi totalità delle donne che abortisce lo fa per stupidità o ignoranza.
          L’ignoranza l’ho messa come possibilità… ma la ritengo decisamente improbabile.

    • zwax

      20 aprile 2012 at 17:35

      Fazi, il discorso è molto complesso e va analizzato alla radice più che in superficie! Ci chiediamo mai perché certi uomini siano tanto violenti e la loro violenza non è mai giustificata, a differenza di quella che commette una donna? In Inghilterra e Francia una donna violenta può persino godere dell’assurda attenuante della sindrome premestruale, mentre nell’uomo violento non c’è attenuante che tenga, lo perdoni e lo assolva, per quanti traumi e violenze possa aver subito sin dall’infanzia, da creatura innocente ed indifesa, magari picchiato selvaggiamente da femmine adulte vigliacche, spietate e senza scrupoli, tipo la madre o la maestra, responsabili della sua educazione fin da piccolo! Dietro ogni grande uomo c’è una donna? è ancor più vero che dietro ad un uomo disturbato c’è sempre una donna!

    • indignatus

      23 aprile 2012 at 06:59

      “se gli uomini sanno comunicare solo con violenza e sopraffazione fisica, cacchi loro. che si scannino”……..ma ti rendi conto di ciò che hai scritto? Se avessi un figlio maschio che subisce pestaggi e violenza, vittima di gravi atti di bullismo da parte di vigliacchi il triplo più grossi di lui, che è mite ed indifeso e non può reagire, cosa gli dici: “impara ad essere uomo e a difenderti da solo perché non sei una femminuccia”? Per te dunque ha meno importanza la violenza se avviene all’interno di persone dello stesso genere? Bene, sappi che il bullismo e la violenza esistono anche “in tinta rosa” e non immagini quanto godo nel vedere ragazze fragili pestate a sangue da altre femmine violente, è una guerra tra sole donne e dunque chissenefrega!!!

    • indignatus

      24 aprile 2012 at 01:09

      “ma che usino una presunta superiorità fisica per schiacciare fisicamente e mentalmente chi è piu debole, NO!”……sei fuori tema! Qui si tratta di considerare aggravante il donnicidio (fatto inaccettabile in una società che si professa e che dev’essere UGUALITARIA), non certo in ragione della presunta superiorità fisica dell’uomo rispetto alla “fragilità” della donna, di sicuro meno forte fisicamente (ma che spesso abusa vigliaccamente della propria forza fisica contro i più deboli, tipo bambini e anziani) ma assai più diabolica e violenta psicologicamente e inoltre potenzialmente capace tanto quanto un uomo e persino un bambino di commettere un omicidio ingiustificato e a sangue freddo premendo un semplice grilletto!!!

  5. Elle Ryuzaki

    20 aprile 2012 at 11:47

    Giusto, Silvana, un po’ di AUTOCRITICA. Finora gli uomini, in combutta con le donne, si sono talmente autocriticati che hanno finito per demonizzare il loro stesso genere. Sento affermazioni orribili e disgustose tipo “mi vergogno di essere maschio”. Sarebbe ora che vi autocriticaste un po’ anche voi donne. Cerca, infatti, un po’ di notizie riguardanti donne che commettono violenze nei confronti dei maschi (che siano bambini, uomini o anziani). Dovremmo cercare anche noi un aggravante? Dovremmo parlare anche noi di femminicidio? Oppure dovremmo giustificare le violenze femminili perché “finora discriminate”? Il vittimismo funziona sempre.

    -L-

  6. Elle Ryuzaki

    20 aprile 2012 at 11:49

    Scusa, intendevo dire “dobbiamo parlare anche noi di MASCHICIDIO”?

  7. Gabriele Battaglia

    20 aprile 2012 at 12:48

    E’ la classica misura presa in base alla “uguaglianza dei diseguali” (si parte dalla constatazione di una diseguaglianza e si cerca di porvi rimedio favorendo gli svantaggiati), molto più giusta ed efficace rispetto alla “diseguaglianza degli eguali” (formalmente si è tutti uguali, ma di fatto no), è questa la ratio che ispira una legge del genere ed è più consona a una società complessa.
    Mi trovo a Pechino, ma sto in mezzo a colleghi colombiani che mi spiegano la situazione dell’America Latina (ma anche dei Paesi latini d’Europa), dove la violenza (spesso letale) sulle donne è un’emergenza sociale. Da parte mia, ricordo le pubblicità sui muri delle città spagnole una decina di anni fa: cartelloni che invitavano le donne (e non solo) alla denuncia.
    Dare l’aggravante sintetizzata nel termine “femminicidio” non è solo una misura legale, ma anche culturale: combatte un fenomeno diffuso, partendo dal presupposto che c’è una parte più debole della società e che questa debolezza la espone a maggiori rischi personali. Quando parlo di “debolezza” mi riferisco sia a un fatto fisico (le donne sono generalmente meno forti degli uomini) sia psicologico, perché viviamo in una società dove la prevaricazione dell’uomo sulla donna è spesso accettata (talvolta dalle donne stesse).

    • vnd

      20 aprile 2012 at 13:21

      Era la società tradizionale a creare una uguaglianza tra diseguali con vari strumenti legali che tendevano a tutelare le donne.
      In ottica paritaria, concetti come il privilegio sessista, la discriminazione positiva e le quote rosa dovrebbero essere rigettati dalle donne in quanto umilianti e ingiusti.
      Bisogna scegliere da che parte stare.
      le donne vogliono scegliere di essere considerate individui o preferiscono essere umani di serie B da tutelare e porre su un piedistallo, come avveniva nel passato?
      Delle due, una.
      Voler tener il piede in due scarpe e andare ora da una parte, ora dall’altra a seconda della convenienza, può essere umanamente comprensibile ma non è più accettabile.
      Crea confusione e ingiustizia.

    • vnd

      20 aprile 2012 at 13:38

      Anche da noi circolano statistiche che creano terrorismo psicologico tendendo ad alimentare il mito del maschio maschilista e aguzzino.
      Poi… scava, scava, scopri che queste statistiche vengono ottenute, abche da ISTAT, con rilevamenti bizzarri, più al servizio dell’ideologia che per rappresentare una situazione reale.
      In questi sondaggi viene considerata violenza persino il mancato apprezzamento.
      Scava scava, scopri anche che promotori e diffusori di tali falsità sono dei centri che si definiscono antiviolenti privati, sempre alla disperata ricerca di fondi pubblici che sul luogo comune e sul pregiudizio raccimolano ricchezze.
      Salvo poi gridare allo scandalo e alla discriminazione, quando comuni, come quello di Roma, all’ennesima dimostrazione che questi centri, quando mancano le prove, hanno la tendenza di “costruirle”, ritira loro queste regalie che, tutti, paghiamo con le nostre tasse.
      Ci vuole niente a creare falsi allarmi.
      io ad esempio sono in possesso di statistiche che dimostrano risultati diametralmente opposti, sia sulla violenza domestica che su quella sessuale, a quelli propagandati dalle femministe.
      Come mai?
      La violenza sule donne va sempre analizzata nel contesto della violenza analizzata in modo asessuato..
      Piaccia o no, ci sono posti nel mondo nei quali la vita umana vale molto meno di quanto ritiene la nostra cultura.
      Ne consegue che si uccide per molto meno.
      maschi e femmine.
      Ci sono posti dove le donne, per cultura, sono mantenute dagli uomini.
      Un privilegio che si paga, perché fa si che la mancanza di rispetto, ad esempio il tradimento, venga percepita molto peggio che da noi.

  8. Alex

    20 aprile 2012 at 14:16

    Ho letto l’articolo e anche un po’ di commenti. Le donne esprimono le loro ragioni e gli uomini esprimono i loro dubbi. Cavolo, si parla!

    Il punto è che secondo me avete un po’ tutti dimenticato un fattore essenziale: la contestualizzazione di questa proposta di legge.
    Ossia: perché uno stato (che è stato esempio di espressione della cultura del “machismo”) sente l’esigenza di doversi dotare di una legge simile? Quale fenomeno tenta di arginare? Quale parte della sua cultura tenta di cambiare? In che direzione tenta di guidare la sua società?
    La legge è sempre perfettibile, questo si sa. Ma anche nella sua imperfezione qualcosa di utile la fa. Se così non fosse, non avremmo leggi, tanto nessuna sarebbe abbastanza perfetta da risolvere in toto i problemi.
    Ora, io dubito che qui abbiano voluto dire che la vita di XX vale meno della vita di XY. Penso che siano semplicemente partiti da un dato di fatto: nella stragrande maggioranza dei casi XY, quando muore di morte violenta, muore per mano di XX. Domanda: come facciamo a dissuadere XX dall’uccidere XY?
    Forse non hanno dato la migliore risposta possibile, ma si sono dati un punto di partenza per instaurare un dialogo in merito alla vita, alla libertà e all’eguaglianza tra i generi. E un punto di partenza è sempre meglio che niente. Il silenzio uccide tutti, XX e XY.

    • vnd

      21 aprile 2012 at 12:12

      Colgo i tuo pacato punto di vista,tuttavia ritengo che a chiave di lettura potrebbe essere un’altra. Innanzitutto parliamo di Argentina, paese emergente in ansia di scrollarsi di dosso un passato scomodo (Falkland, fallimento del 2001, desaparecidos). Come tutti i paesi in via di sviluppo (quale anche il nostro è da tempi immemorabili) spende molte risorse per inventarsi una identità nazionale tramite la squadra di calcio… come tutti i paesi in via di sviluppo adotta un femminismo di facciata.
      Perché?
      La storia che si insegna nelle varie scuole molto difficilmente scende in dettagli importanti quali e varie rivolte del popolino arrabbiato per essere stato troppo impoverito. Tuttavia, queste son cose che capitavano anche nelle civiltà più antiche. Chi è potente, tende a far quadrato, setta, combriccola, mafia, ai danni del debole. Il gioco è quello di sfruttare al massimo il debole per trarre il massimo beneficio dal suo lavoro e dal suo sfruttamento. Bisogna però fare molta attenzione a non superare una soglia pericolosa, la soglia di povertà che segna il punto di non ritorno e, storicamente, innesca la rivolta. Quando un uomo torna a casa e vede i suoi bambini che piangono per fame, se vincendo il pudore non teme di nascondere il segno di quello che percepisce come suo fallimento, ne parla con altri e scopre che la causa delle sue sfortune non è sua ma di chi lo sfrutta e di chi, governando, rende possibile lo sfruttamento oltre misura, scatta quel meccanismo che, tramite la rivolta, porta al ribaltamento degli equilibri sociali. Queste rivoluzioni non sono mai indolori e, difficilmente, vengono condotte con criteri di moderazione e giustizia. I potenti, più in vista vengono spodestati (quelli nascosti, ovviamente, no). Rivoluzione francese, sovietica, cubana… ecc…
      Ora… come può un potente abbassare il costo del lavoro senza rischiare di impoverire il popolo e farlo scendere al sotto della soglia di ribellione?
      Un metodo può essere quello di incoraggiare l’immigrazione, ossia far entrare gente disposta a lavorare ad un salario inferiore e più competitivo. Un altro metodo e quello di incoraggiare il lavoro femminile. Se in una famiglia, entrano due salari, al posto di uno, e questo fenomeno è generalizzato, si potranno dimezzare i salari.
      sarebbe questo il fantomatico 2apporto femminie a mondo de lavoro” del quale si sente spesso parare nei talk show ma che nessuno si preoccupa mai di spiegare di che cosa si tratta (forse perché nemmeno lui (che quasi sempre è una lei) sa cosa sia).
      Le masse femminili, sono, notoriamente, più disciplinate, o più disciplinabili degli uomini (leggi pure, malleabili, manovrabili, uniformabili). Le donne diventano quindi le volontarie carnefici di loro stesse. Le loro stesse kapò.
      L’emancipazione femminile non è che una tra le tante forme di sfruttamento attuabile con operazioni di ingegneria sociale.
      In rete c’è persino un po’ di roba in merito a tesi complottistiche in tal senso ma, senza arrivare a tanto, puoi notare che il processo che ti ho descritto è semplicissimo e, a quanto pare, infallibile.
      Un paese come l’Argentina, deve quindi inventarsi femminista a tutti i costi, anche con l’adulazione e il “lecchinaggio” delle donne.
      Presidentessa donna, privilegi femminili, violenze di genere, obblighi domestici maschili, età pensionabile agevolata, esonero del lavoro notturno, affido dei figli in caso di separazione, ecc….
      Non si regala mai niente per niente.
      Il popolo è lento a capire e se la beve con quel poco di zucchero che, nelle scuole, gli è stato insegnato essere dolce: sconfiggiamo l’ingiustizia sessuale e il maschilismo (che, a ben guardare, non è mai nemmeno esistito).
      Anche noi, in Italia, dovremmo imparare ad avere rispetto per le ultime casalinghe meridionali. E’ ancora grazie a loro che possiamo permetterci il lusso di un’automobile. Quando il 75% delle coppie avrà due redditi, le famiglie monoreddito si estingueranno in poco tempo.
      Il lavoro femminile è un’esigenza non un’opportunità.
      Schiavitù.

  9. punto_fra

    20 aprile 2012 at 14:26

    Ma sapete leggere? “femminicidio” è come lo chiama l’articolo, la legge parla di ascendenti, discendenti ecc. senza specificare il sesso, quindi se una donna uccide il marito o un uomo con cui cerca di avere una relazione avrà comunque un’aggravante. Sappiamo però tutti che nella pratica si tratta di casi rari.
    Si parla poi di “violenza di genere” che come aggravante equivale, immagino, a quella per la violenza sugli omosessuali in quanto omosessuali o sui neri in quanto neri ecc; è una cosa che ovviamente va dimostrata caso per caso e non è certo facile.

  10. ilmiux

    20 aprile 2012 at 16:17

    Fazi, il discorso è molto complesso e va analizzato alla radice più che in superficie! Ti chiedi mai perché certi uomini siano tanto violenti e la loro violenza non è mai giustificata, a differenza di quella che commette una donna? In Inghilterra e Francia una donna violenta può persino godere dell’attenuante assurda della sindrome premestruale, mentre nell’uomo violento non c’è attenuante che tenga, lo perdoni e lo assolva, per quanti traumi e violenze possa aver subito sin dall’infanzia, da creatura innocente ed indifesa (magari picchiato selvaggiamente da femmine adulte vigliacche, spietate e senza scrupoli, tipo la madre o la maestra, responsabili della sua educazione fin da piccolo! Dietro ogni grande uomo c’è una donna? è ancor più vero che dietro ad un uomo disturbato c’è sempre una donna!)

  11. Miss Dee

    20 aprile 2012 at 16:35

    1) Giudicesse non esiste. Giudice è un titolo e non un aggettivo e pertanto non si presta a variazioni dovute al genere.

    2) Se uno ammazza la propria EX moglie di botte è sì un’aggravante, molto più che se questa fosse stata uccisa da un barbone o un ladro casuale. Perché l’intenzione c’è, così come la premeditazione e la crudeltà. Tutte cose che vanno punite.

    3) Quando ci saranno 282 stuprati e ammazzati di botte dalle ex compagne presumo che faranno una legge apposta. Personalmente l’avrei già fatto in questo caso.

    • vnd

      20 aprile 2012 at 18:51

      1) Giudicesse esiste
      http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/giudicessa.aspx?idD=1&Query=giudicessa anche se con un significato diverso.

      2) La crudeltà, l’intenzione o la premeditazione non sono automaticamente dimostrate dal semplice fatto che due siano o siano stati sposati.

      3)Le vittime di violenza sono in maggioranza uomini. Quindi applicando criteri di valutazione economica bisognerebbe fare leggi per proteggere gli uomini, mica le donne.

      • vnd

        20 aprile 2012 at 18:57

        … e comunque sarebbe interessante se qualcuno riuscisse s dimostrare che una giudicessa ( a me piace chiamarla così per esigenza di sintesi) guadagni meno di un giudice.

  12. Paky M.

    23 aprile 2012 at 11:27

    Mi piace la discussione che si è sviluppata e quindi contribuisco anche io.

    Ritengo che, nella società odierna, le donne non abbiano una parità in molti ambiti. Se poniamo la parità esatta come obiettivo dobbiamo rispettarla in tutto, anche nella legge.

    Io credo che la legge debba tutelare l’essere umano in quanto tale senza fare differenze nè di sesso, di religione o di razza.

    Penso però che esistano categorie sociali più deboli rispetto alle altre ma non è la legge lo strumento adatto per proteggerle, che deve restare un mezzo universale, bensì la politica e la cultura.

    Fare una legge di questo genere significa che la cultura e la politica hanno fallito nel trasmettere il messaggio di tolleranza e, perchè no, apprezzamento del diverso. Anche se in questo caso si parla di genere e non di razza.

    Saluti a tutti.

    • vnd

      23 aprile 2012 at 13:33

      Concordo lin arga misura con quello che hai detto.
      Tuttavia non trovo grosse differenze tra razzismo e sessismo.
      Te lo dimostro.
      Negli ultimi decenni abbiamo dovuto imparare a conoscere e a convivere con un femminismo (quello del “tutti diritti e nessun dovere”, del “tutto è dovuto, tutto è concesso”, “perché noi siamo donne”, delle quote rosa e della discriminazione positiva) che molto somiglia al maschilismo. Anzi… è esattamente speculare.
      Ci ho pensato molto.
      Le associazioni femministe hanno in comune statuti che si ordinano a principi sessisti e, soprattutto, ci costano un sacco di soldi (vegetano grazie ai sussidi di Stato, regioni e comuni).
      Di associazioni maschiliste, invece, sembra che non ne esistano e, pare, non sono mai esistiti gruppi organizzati o partiti politici che si prefiggessero di privilegiare un sesso a danno dell’altro.
      Ne consegue che non solo il femminismo è dannoso quanto il maschilismo ma che il maschilismo non è mai esistito ed altro non è che un mito, inventato dalle femministe per avere un nemico comune in grado di superare le differenze e le divergenze che, inevitabilmente, sarebbero nate tra i vari femminismi.
      Mio nonno amava mia nonna e non le avrebbe mai fatto del male.
      Si servivano vicendevolmente. Lui spaccandosi la schiena sul lavoro e in campagna, lei curando la casa.
      Non vedo perché la memoria di mio nonno debba essere offesa continuamente da cretine che vanno dicendo in giro che lui sottometteva e picchiava mia nonna.
      E nemmeno accetto che la memoria di mia nonna venga continuamente offesa dalle stesse imbecilli secondo le quali, mia nonna non sarebbe stata tanto intelligente da sapersi scegliere un uomo capace di amarla e rispettarla.
      Mio nonno e mia nonna si amavano nè più nè meno di quanto io amo la mia compagna. Almeno mio nonno non aveva leggi vessatorie che gli avevano impedito di sposarla.
      Io questa libertà l’ho persa.

  13. simone

    26 aprile 2012 at 04:50

    Ecco le solite frasi fatte del cavolo che sono solo gli uomini ad uccidere le donne, le mogli, fidanzate ecc…
    Se per voi è maschilismo dire che non è giusto discriminare la pena a seconda dei sessi allora dire che sono solo gli uomini ad uccidere è delinquenza femminista pura oltre che da persone per niente informate sulla realtà, perchè anche le donne uccidono gli uomini i mariti ecc… solo che queste notizie i media non te le spiaccicano in faccia tutti i giorni come fanno per quello che accade alle donne, ma ne danno una notizietta fugace quasi come se avessero paura che la sentisse qualcuno e poi niente più, quindi sembra che sono solo gli uomini ad ammazzare le donne invece non è per niente così, se la costituzione dice che non ci deve essere discriminazione di sesso, fare una legge del genere come me la chiami?E poi basta con la solita scusa della gelosia perchè anche la televisione che parla sempre a favore delle donne ha detto in una trasmissione che questi omicidi accadono quando il rapporto di coppia non va bene e si litiga spesso e in questi casi la colpa può essere dell’ uomo o della donna o di tutti e due.Ovviamente voi donne trovate sempre una scusa assurda per dire che è giusto quando ad essere discriminati sono gli uomini, come per esempio la forza fisica.Vorrei ricordare a tutte le donne che gli uomini non sono dei superman fatti d’acciao inossidabile, ma fatti di carne e ossa e quindi soggetti a ferimenti e morte ne più ne meno come le donne, infatti quel grammo di forza fisica in più non serve a niente oltretutto basterebbe anche un semplice bastone o un sasso per metterci ko o il veleno che pare si l’arma più usata dalle donne per uccidere gli uomini(arma subdola fra l’altro), senza considerare il fatto che molte donne sono superiori di forza a molti uomini, allora se guardiamo la forza fisica si dovrebbe fare una legge che protegge i più deboli fisicamente e psicologicamente, no invece che protegge le donne e basta.E comunque gli uomini muoiono molto più delle donne uccisi sia da uomini che da donne, un uomo che ammazza un uomo non mi sembra meno grave di un uomo che ammazza una donna e viceversa,ma ovviamente voi donne guardate solo i cazzi che vi fanno comodo.
    Leggete quello che si dice in questo sito:
    www .comunicazionedigenere.com/ogni-4-morti-ammazzati-ben-3-sono-maschi-cade-anche-larcano-femminista-del-femminicidio/”

    e anche in quest’altro:
    violenza-donne.blogspot.it

    Senza parlare poi delle denuncie per falsi stupri e molestie sessuali, che basterebbe informarsi quà e là e vedere che la maggior parte di questi stupri e violenze sono inventati, e questi sono dati delle procure e non stupidi sondaggi di opinione che vanno a intervistare solo le donne e che si fidano ciecamente di quello che dicono senza andare a verificare.
    Allora ci vorrebbe anche una legge che punisce le donne più severamente in caso di denunce per falsi stupri e violenze, perchè sono solo loro a fare questo e non gli uomini e prendere una denuncia per falso stupro è una violenza ancora più grave dello stupro stesso anche perchè vieni visto dalla società sempre come un delinquente anche se non hai fatto niente.
    E pare anche che le famose violenze che subirebbero le donne in famiglia siano la maggior parte inventate, leggete quello che si dice qui:
    falseaccuse.blogspot.it/2010/03/i-dati-dellistat-e-il-pregiudizio.html
    E dei padri separati invece che finiscono a fare i barboni per strada solo perchè sono uomini e non hanno fatto niente di male non ne parliamo?
    Anzi parecchi pare che sono addirittura morti di stenti come denunciano le associazioni di padri separati, e anche questi sono omicidi, che perpetrano solo le donne aiutati ovviamente dalla legge femminista.

    Se vi informaste bene prima di parlare e dire cazzate scoprireste che in realtà i dati reali e cioè quelli delle preture e non i soliti sondaggi del cazzo, dicono che l’Italia è una dei paesi più sicuri per le donne.

    Ma ritornado al discorso dei sondaggi, perchè un sondaggio sulle violenze che subisce l’uomo dalla donna ancora non lo fanno?Forse hanno paura del risultato?E non dite la solita stronzata che non serve perchè l’uomo non subisce dalla donna, perchè se questa situazione non viene mai studiata, come fate a saperlo che non esiste?
    Leggete quello che si dice qui:
    www .giannifurlanetto.it/07-05-07_violenza-familiare-verso-uomo.pdf”

    se avete un minimo di intelligenza penso che la situazione sia abbastanza chiara e cioè che si vuole per forza far apparire fischi per fiaschi per poter ottenere quello che fa comodo a voi donne ma la realtà è ben diversa.

    E delle madri assassine ne vogliamo parlare?Pare che i dati dicano che ci sono 30 madri assassine all’anno in Italia e questo lo confermava anche un trasmissione televisiva su La7 in uno di quei rarissimi casi in cui non si parlava di donne vittime ma carnefici.Solo che ovviamente in questi casi si dice sempre che sono delle povere malate bisognose addirittura di aiuto invece quando è un uomo a commettere certe cose si dice sempre che è un mostro.
    In un vecchio articolo di Vittorio Feltri su Libero si diceva: “Ne uccide più la mamma che qualsiasi guerra”, ovviamente parlando di bambini.I padri che commettono tale crimine sono rarissimi.
    Allora perché non mettiamo anche in questi casi un aggravante se l’omicidio di un bambino è commesso dalla madre visto che la cosa interessa quasi esclusivamente le donne?Considerando anche il fatto, visto che a voi donne vi piace tirare fuori la solita scusa assurda della forza fisica perché ovviamente vi fa comodo, in questo caso un bambino è molto più debole fisicamente sia della madre che del padre.

    Ma poi se parliamo di leggi che puniscono di più in base alla forza fisica(assurdità ovviamente visto che si punisce un uomo di più della donna solo perché nasce così), perché non si parla mai di forza psicologica, visto anche che spesso può rovinarti la vita(come spesso accade agli uomini per colpa delle donne) e mi sembra anche più importante di quel grammo(ripeto) di forza fisica in più che ha l’uomo.Ovviamente non viene considerata perché se si facesse una legge che punirebbe in base a questo, a svantaggiarne sarebbero solo le donne, perché sono loro che nella maggior parte dei casi raggirano sempre l’uomo con i loro tranelli psicologici per far fare agli uomini quello che alle donne interessa, come per esempio quelle donne che raggirano gli uomini con la scusa dell’amore poi gli portano via tutto e li abbandonano come se niente fosse e arrivano perfino a sposarseli per togliergli il più possibile, e poi la fine che fanno questi uomini la sappiamo.
    E’ in questi casi che gli uomini a volte vanno fuori di testa giustamente secondo me, perché se ad un essere umano gli rovini la vita poi ne devi pagare le conseguenze, e se la legge non ci pensa anzi è spesso alleata della donna nel compiere tali violenze, è ovvio che qualcuno si fa giustizia da solo.
    Per rispondere ad un commento precedente di cui mi fa ribrezzo nominare pure chi l’ha scritto allora vi dico che se le donne spesso rovinano la vita degli uomini se poi succede che vendono maltrattate o ammazzate “SONO CACCHI LORO”.

    Spero che voi donne non rompete le scatole o offendete come fate di solito quando si mette in evidenza la realtà, perchè voi o per torto o per ragione volete sempre che uno vi vada a favore e se poco poco si limita a raccontare dati di fatto, subito partite con le solite offese e calunnie, questo non vi sembra un comportamento aggressivo?Quindi vedete che anche voi siete violente.
    Comunque sappiate che siccome io non ho offeso nessuno e non ho fatto nomi, se per caso vi viene voglia di offendere come succede spesso in questi casi, mi rivolgerò alla polizia postale per querelarvi .

  14. ettore

    27 aprile 2012 at 15:47

    signori e signore, da quello che si legge il reato che ha questa aggravante è l’omicidio finale conseguenza di uno stalking. “per coloro che uccidono un ascendente, discendente, coniuge o persona con la quale egli sostiene, ha mantenuto o ha provato senza successo ad iniziare una relazione” vuole intendere questo, a casa mia.Il brutto è che sia lì che in Italia non viene affrontato il punto focale: come impedire che lo stalker o la stalker possa nuocere, ovvero bloccarla/o. molte tragedie sarebbero state evitate se la legislazione non fosse stata carente in merito, per il resto continuate pure a scannarvi su questioni di lana caprina..

    • vnd

      28 aprile 2012 at 09:58

      Abbiamo risposto ad un articolo per come ci è stato presentato.
      Non siamo andati a verificarne la fondatezza perché quello sarebbe stato un preciso dovere del cronista.
      E’ lodevole che tu lo abbia fatto ma giro la tua tirata d’orecchi al redattore e a direttore di E-il mensile On line.
      “Scannarsi”, comunque, è un parolone.
      In verità è molto divertente gustarsi l’inutile arrampicata sugli specchi che tenta di affrontare qualsiasi femminista, alla prima obiezione.
      Il femminismo è cresciuto in ambiente ovattato, autoalimentandosi e autoesaltandosi. Per l’infondatezza dei contenuti una femminista non può affrontare un contraddittorio paritario.
      Accorgendosi di non avere argomenti validi, reagisce con l’insulto o tentando di deviare la discussione su dettagli irrilevanti.
      E’ la ragione per la quale nei siti femministi si applica un regime fascista di censura.
      Ciao

  15. vfiore

    27 aprile 2012 at 18:53

    si`, l’Argentina neo-peronista, faro di civiltà e liberalità. Ah ah.

  16. Rox

    28 aprile 2012 at 12:01

    Grande ettore. Mai vista tanta ottusita’ in una solo pagina Internet

  17. Psicoterapia.it

    28 aprile 2012 at 17:38

    Quando un uomo rivela tanto livore nella trattazione di certi argomenti l’unica motivazione reale non è nè l’ideologia, nè altre razionalizzazioni. La vera motivazione la si ritrova sempre puntualmente in uno sviluppo psicofisico che ha contemplato la presenza di personalità genitoriali di un certo tipo, interagenti tra loro con certe modalità – questa è la cosa più importante, a dire la verità, perchè fornisce un modello di relazione uomo-donna che non si mette mai del tutto in discussione neanche nell’età adulta – e con cui si è instaurato, o NON instaurato, un rapporto affettivo di una certa qualità. O con la figura di riferimento femminile, o quella maschile, non ha importanza.
    Il senso del mio intervento è che la vera motivazione dei propri meccanismi la si individua all’esterno perchè designare un capro espiatorio funge da anestetico, ma in realtà essa risiede sempre all’interno. Perciò, nello specifico caso, invece di passare ore a spiegare nei blog il motivo per cui la guerra tra i sessi sarebbe più o meno legittima e cercare di indottrinare altri alle vostre “convinzioni”, vi consiglio del tutto disinteressatamente di cominciare un lavoro di identificazione delle REALI motivazioni per cui certi argomenti vi provocano certe reazioni.
    Potreste scoprire che sono questi argomenti a controllare voi, piuttosto che, come credete, voi a controllare loro.
    Saluti

  18. Alessio Sportaro

    28 aprile 2012 at 21:28

    riguardo alla decisione argentina la ritengo discutibile , perché già stiamo parlando di un reato cioè l’ omicidio che poi può essere volontario o premeditato, una reato per cui dovrebbero dare 20 anni di prigione per quello volontario e 25 o 30 per quello premeditato, potrei capire considerare l’ aggravante perché parliamo di delitti in famiglia, ma crea un nuovo reato lo trovo discutibile , anche perché poi per coerenza sarebbe stato giusto mettere l’ aggravante per le donne che uccidono il proprio fidanzato compagno marito.

  19. Misa

    30 aprile 2012 at 10:34

    io non riesco a capire perchè tutta sta resistenza a chiamare le cose col proprio nome….per non riischiare d’essere sessisti bisogna essere ingiusti? e dovremmo sentirci privilegiate se un assassino viene punito per come si deve? è assurdo
    Esistono proveddimenti legislativi specifici per combattere la mafia ,perchè? per privilegio? o perchè certi crimini hanno delle peculiarità non indifferenti? Se un uomo viene trovato incaprettato è chiaro e facile parlare di mafia mentre se una donna viene uccisa dal proprio “compagno” come tante altre donne non puo’ esserci una giustizia adeguata a quelle modalità a quella peculiarità che accomunano queste morti? questo è sessismo questo è privilegiare l’assassino e il maschilismo tutto non le donne!

    • vnd

      2 maggio 2012 at 12:25

      Non si tratta di chiamare le cose col loro nome ma di capire che il ritenere che la vita di una donna valga più di quella di un uomo, tanto da meritare una pena maggiore, è concettualmente sbagliato.

  20. angelo alberti

    30 aprile 2012 at 14:47

    Concordo in pieno con vnd, il maschilismo ,ossia ,l’esatto speculare del femminismo non è mai esistito , se non come fantasma creato ad hoc dal delirio femminista per giustificare l’odio misandrico .
    Se si legge la storia senza contaminazioni femministe, è forse esistita qualche esasperazione di ignoranza patriarcale in alcuni tipi di società ,voluta peraltro e accettate dalle donne stesse , in quanto accettata la differenza biologica e attitudinale innegabile. Ma non sono mai esistite associazioni maschiliste intenzionate a voler sottomettere la donna!!….. e finiamola con la farsa della cultura maschilista , l’uomo è XY e la donna è XX ,da milioni di anni.Solo gli sciocchi possono pensare che circa cento anni di femminismo ,possono rivoluzionare quello che la natura ha stabilito in milioni di anni.
    Le associazioni femministe invece pullulano e molte le paghiamo noi uomini, per farci prendere a sputi in faccia … alcune di queste si nascondano sotto forma di potenti lobby mondiali ….attenzione alle ONG !!!!

  21. angelo alberti

    30 aprile 2012 at 15:04

    Cara psicoterapeuta , la psicologia ,non è sempre una scienza esatta!!!
    Qui si critica il concetto di “Violenza di genere” e se ne discute la sua assurdità!!… non riesco a capire cosa centra il vissuto interiore di ciascuno di noi..personalmente non credo nei modelli psicologici ..a partire da coloro che della psicologia ne hanno fatto il loro mestiere!!..Ad ogni modo il mio” vissuto interiore” mi dice che sono fiero di essere maschio !! amo e rispetto le donne in quanto femmine , provo un certo ribrezzo verso donne mascolinizzate e uomini femminilizzati , ho una grande compassione mista a schifo per ” i poveracci maschi pentiti” come alcuni di questo forum .
    Mi sento comunque in accordo con quanto precedentemente ho detto :
    L’uomo è XY ,la donna è XX , potete girarla come volete ….senza andare tanto a scomodare l’inconscio !!!

  22. vnd

    2 maggio 2012 at 12:32

    L’aver preso in mano un vecchio numero di “mente e cervello”, guardandone affascinata le figure mentre aspettavi il tuo turno, dal parrucchiere, e averne tratto l’impressione che l’analisi corrisponda ad un processo evoluto della lettura dei tarocchi ti espone a queste magre figure.

    • Psicoterapia.it

      2 maggio 2012 at 13:00

      Io sono psichiatra psicoterapeuta, caro vnd che senza rendertene minimamente conto stai continuando ad emettere imprecisazioni e a rivelare l’entità della rabbia che ti porti dentro .
      Tu, gentilmente, cosa sei?

      • vnd

        2 maggio 2012 at 14:27

        Non siamo qui per parlare di me.
        In quanto alla carta della gentilezza te la sei già giocata…
        E hai perso.

  23. Angelo Alberti

    2 maggio 2012 at 13:06

    Hai ragione vnd , non vale proprio la pena di perdere tempo in questo blob!!!!
    Buon proseguimento a chi ne ha ancora voglia!!