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Siria, le donne di Homs

21 aprile 2012versione stampabile

Pierangela Zanzottera

Homs, la terza città della Siria, a pochi chilometri dal confine libanese, è tradizionalmente nota in tutta il Paese per la bellezza delle sue donne. Se si percorrono i quartieri di al-Hamidiya, al-Zahra, al-Arman, Bistan al-Diwan, Hay al-Sabil, al-Muhagirin, al-Madabyà, Karm al-Zaitoun, al-Nizha, abitati dalle minoranze religiose, sarà facile incontrare donne fiere che affrontano la vita a volto e capo scoperti, solo quelle più anziane usano fermare i capelli in un foulard.

In questi quartieri abitano le donne che hanno deciso coraggiosamente di aprire il loro cuore e di offrire una testimonianza. Sono donne che abbiamo scelto di lasciare senza nome, per tutelare la loro incolumità e perché non serve un nome per sentirle più vicine. Date voi il nome che preferite ad ognuna, se credete.

Tutte appartengono a famiglie comuni, come a Homs ce ne sono tante, alawite e filo governative, non particolarmente abbienti (contrariamente a quanti sostengono che tutti gli alawiti siriani siano benestanti perché membri della setta che è al potere), prive di esponenti nell’esercito o nella pubblica amministrazione. Alcune sono dipendenti pubblici, altre lavorano in aziende statali, altre ancora hanno un lavoro autonomo; i figli e i nipoti, numerosi, frequentano scuole statali; non sono solite frequentare i luoghi di culto, pur rispettando i dettami religiosi; tutte amano il proprio Paese e rispettano il governo in carica.

Nella città, ci dicono, da ormai diversi mesi è scattato un naturale coprifuoco: “Dopo le cinque del pomeriggio non si può circolare, i proiettili vaganti sono troppi e il rischio di venire colpiti è talmente elevato che bisognerebbe avere delle ottime ragioni per volerlo affrontare. Anche le vie troppo grandi sono da evitare, perchè sono quelle che i cecchini prendono più facilmente di mira. Ieri mia sorella stava attraversando una strada che l’avrebbe riportata a casa e all’improvviso ha sentito un soffio passarle dietro la nuca e scompigliarle i capelli: una pallottola. Il soffio della morte. Ma non era ancora giunta la sua ora e terrorizzata, ma illesa è riuscita a tornare a casa. Si assiste alla morte violenta di amici, vicini, parenti come a un evento naturale in attesa di intuire chi potrà essere la prossima vittima augurandosi che non tocchi a noi e, subito dopo, sperando che tocchi a noi pur di non continuare a vivere così, con questa paura e questo senso di impotenza addosso. Purché ci risparmino la tortura e permettano ai nostri cari di piangerci. Ma che vita è questa? E cosa abbiamo fatto noi per meritarci una tale tortura quotidiana che non ci abbandona mai, ma ci segue costantemente notte e giorno, giorno e notte, e non ci lascia dormire, lavorare, vivere, ci toglie le piccole gioie quotidiane, quello per cui vale la pena di stare al mondo.”

Una giovane donna, che vive al confine con la zona di Bab Tadmour, racconta con ancora la paura negli occhi delle terribili giornate delle scorse settimane: “I terroristi hanno cercato di invadere il nostro quartiere e hanno impedito agli abitanti di uscire, quanti non sono riusciti a fuggire si sono ritrovati bloccati nelle case, rifugiati nelle stanze più interne, lontani da porte, finestre o balconi con il timore di venire colpiti dagli spari. In quegli interminabili giorni pensavo solo a come proteggere i miei bambini, alla prima occasione siamo fuggiti da parenti in una zona più tranquilla e i miei figli hanno cambiato scuola; ma ero in pena per mio marito, rimasto solo a presidiare l’appartamento per evitare che venisse occupato dagli armati, devastato e utilizzato come base per nuovi attacchi, come accaduto a molti nostri vicini. Mentre ero ospite dalla mia famiglia d’origine, un giorno sono arrivati dei militari, con noi c’era anche mio zio. Il sangue mi si è fermato. In un istante interminabile ho ripercorso tutti i volti cari e mi sono chiesta a quale di loro avrei dovuto dire addio questa volta. La vittima era mia zia. I militari erano venuti fin lì a cercare il nostro ospite per informarlo che la moglie, mentre stendeva i panni sul tetto di casa era stata colpita da una granata. A Homs si muore anche così, mentre si stanno compiendo le azioni più innocenti e naturali, come apparecchiare, cenare, mangiare un biscotto, giocare o stendere i panni all’aperto. Non potrò mai dimenticare lo sguardo di mio zio in quel momento. Non c’è spiegazione per una simile sofferenza, non ci sono parole da pronunciare in un momento così. E in silenzio ci siamo congedati. Quando, dopo quasi un mese, siamo riusciti a tornare nelle nostre case non riuscivo più a riconoscere il mio quartiere, quelle strade che tante volte avevo percorso e che padroneggiavo palmo a palmo ora mi sembravano estranee, come profanate, contaminate da un morbo misterioso che le stava devastando. Sapevano solo di morte e dolore.”

E difficoltoso, come racconta un’altra, è anche raggiungere i luoghi di lavoro: “Io lavoravo in un ufficio comunale nella zona centrale della città, poco distante dal suq al-Hashish, un lavoro gratificante, che mi permetteva anche di dedicarmi alla famiglia nel resto della giornata. Questo fino alla scorsa estate, quando raggiungere l’ufficio è iniziato a diventare ogni giorno un po’ più complesso, fino a trasformarsi in un vero e proprio azzardo. Se all’andata non avevo problemi, spesso all’uscita dovevo muovermi con circospezione, più volte darmi alla fuga fino a mettermi in salvo nella zona cristiana due chilometri più in là. Tutte le donne che osavano avventurarsi da quelle parti sole e non velate venivo guardate con sospetto. Ricordo che una volta sono stata costretta a nascondermi da un gruppo di una decina di individui barbuti armati di sciabole, coltelli e bastoni e per un soffio sono riuscita a prendere al volo un taxi di passaggio. Ora da ormai due mesi gli uffici sono stati chiusi per motivi di sicurezza e tutti i dipendenti costretti a casa. Ogni tanto mi sorprendo a pensare a come sarà diventata quell’area della città che non ci appartiene più e vengo invasa dalla desolazione. Anche la vita di mio marito è cambiata da allora, lui è uno dei dipendenti della ditta petrolifera appena fuori città. Da quando, il 5 settembre scorso, il pulmino adibito al trasporto degli operai è stato assalito da un gruppo armato e tre dei passeggeri sono morti, ad ogni viaggio trattengo il respiro. Ora, per evitare troppi rischi inutili, viene e va da lavoro ogni tre giorni, in casa io e i nostri cinque figli sentiamo molto la sua mancanza (non siamo mai stati separati neppure un giorno da quando siamo sposati), ma almeno sappiamo che laggiù  è al sicuro e ci facciamo forza a vicenda”.

Le fa eco una terza, insegnante: “Fino a tre mesi fa insegnavo in una scuola di al-Bayada. Tutta la mia famiglia mi sconsigliava di attraversare ogni giorno la città per arrivare fin lì, in un quartiere controllato da terroristi che ci odiano, ma io sono un’insegnante, è mio dovere andare dove mi è stato assegnato. Del resto, che colpa ne hanno i miei alunni di questa assurda situazione? Perché far pagare loro anche questo? Non è già abbastanza il peso con il quale abbiamo caricato le loro giovani vite? Nessuno, quanto noi insegnanti, ha avuto modo di rendersi conto di quanto questi stravolgimenti abbiano inciso sulla vita dei bambini. Ognuno di noi porterà i segni di quanto sta accadendo, ma loro, vittime innocenti per eccellenza, che si sono visti strappare via familiari, amici, case, giochi, serenità, più di ogni altro. Per quanto stanno sopportando non c’è giustificazione. E noi insegnanti, madri di famiglia, mogli, sorelle, figlie di tante, troppe vittime, non siamo state preparate per offrire un supporto psicologico adeguato a queste povere anime, non sappiamo cosa dire, come spiegare quanto stiamo subendo. Mi sono arresa dopo l’ennesima giornata in cui mi sono trovata bloccata nell’istituto, chiusa ogni via di accesso alla strada, minuti, ore interminabili durante le quali non ho fatto che pensare ai miei figli e a quanto insensata poteva essere una morte così, non mi importava a cosa sarei andata incontro, il rapimento, la tortura, l’uccisione efferata, temevo solo di abbandonare i miei cari nel momento in cui potevano avere più bisogno di me. Senza pensarci ho chiamato mio padre e in preda alle lacrime l’ho salutato per l’ultima volta e gli ho affidato quanto ho di più caro al mondo: i miei tre figli. Poi, non so bene come, è arrivata la salvezza. Quello é stato il mio ultimo, terribile giorno ad al-Bayada. Il giorno seguente ho chiesto e ottenuto il trasferimento in un’altra zona più vicina a casa. Dopo di allora non ho più visto la mia scuola e i miei alunni, ma non passa giorno senza che non pensi a loro e alle loro famiglie. E i loro destini sono parte di me”.

31 Responses to Siria, le donne di Homs

  1. Rodolfo Spada

    21 aprile 2012 at 10:57

    La Zanzottera è la moglie del capo dei servizi di sicurezza siriani del nord-italia. Lui è un alawita, ovviamente filo-regime. Come può Emergency credere a simili versioni che ripropongono solo la versione del regime?

    • vnd

      22 aprile 2012 at 06:32

      Ho pensato la stessa cosa.
      Dopo alcune righe mi è venuta voglia di vomitare.
      I manifestanti sarebbero terroristi…
      Mah…
      Del resto Emergency per svolgere bene la sua missione non deve prendere posizione.
      Un colpo al cerchio e uno alla botte…

      Saranno anche belle donne.
      Ma se davvero ci fosse una maggior concentrazione di belle donne in un’area specifica a discapito delle altre, il fenomeno meriterebbe di essere analizzato dal punto di vista scientifico…
      Ma poi…
      Che c’entra la loro presunta bellezza e, soprattutto, chi se ne frega?

    • Rustam Chehayed

      22 aprile 2012 at 12:54

      Caro Sig.Rodolfo Spada inanzitutto per fare certe insinuazioni diffamatorie deve avere qualcosa di tangibile che lo dimostri io conosco la Sig.ra e pure il marito , le garantisco che sono un semplice cittadino sirio-italiano e non faccio parte di nessun servizio di sicurezza o spionaggi vari , a lei credo sia stato fatto una sorta di lavaggio del cervello dalle persone del suo gruppo che vogliono farle credere certe cose e che si oppone alle riforme del presidente Assad e lo vorebbe vedere morto sputando in faccia alla maggioranza dei siriani che ancora volente o nolemte lo sostengono, oltre ai media mainstream italiani che sono complici della guerra mediatica e campagna diffamatoria nei confronti dello stato siriano per ovvi motivi di alleanza e subordinamento politico militare e in questo caso mediatico dei governanti italiani , il signore a cui si riferisce e’ alawita e allora? non e’ forse un siriano anche lui? alcuni di voi vorebbero vedere i sostenitori del governo siriano alawiti tornare sulle montagne o nei campi oltre all’odio religioso e al settarismo verso altre minoranze , anche i sunniti che spesso vengono visti come traditori perche’ credono ancora nella laicita’ del governo invece di volere credere ad alcuni imam integralisti e fanatici subiscono questo genere di discriminazione da quella parte dell’opposizione piu’ ignorante. Certamente un esempio di democrazia e di liberta’ da condannare a priori . Alcuni di questi ignoranti sono anche nel nord italia e non perdono tempo cercando di capire o dialogando con un punto di vista opposto ma cercano di organizzare spedizioni punitive oltre a minacciare e cercare di intimidire anche con reati gravi e spinaggio che proprio lei tenta di affibiare a un padre di famiglia siriano che vive in italia e sostiene apertamente il suo governo e quello che e’ meglio per la sua visione della crisi siriana in patria , non crede che ne abbia il diritto? crede forse che quello che viene raccontato nell’articolo che coraggiosamente emergency ha pubblicato a differenza di molti giornalisti italiani che non tentano di dire ,vittime o complici dei dictat mediatici come e’ palesemente la stampa mainstream italiana in questo momento, non sia vero? anche in questo caso lei spara accuse diffamatorie senza dimostrare il contrario , io la lascerei da solo in uno di quei quartieri cosi’ martoriati da una guerra di questa portata a morire sotto qualche granata e se magari si salverebbe spero le possa servire per aprirle il cuore inanzitutto e anche a liberarla da alcuni paraocchi che evidentemente ha sulla sua visione dell’attuale crisi siriana il suo commento a mio vedere e’ decisamente penoso e mi auguro per lei che l’abbia incentivata a scriverlo qualcuno dei suoi amichetti che professano liberta’ e democrazia ma dall’altra parte sono a loro volta complici ingenuamente per i casi piu’ comuni e indiscriminati dello spargimento di sangue e del terrorismo che sta’ uccidendo la siria altri invece sono coplici anche finanziariamente e ideologicamente con questo disastro per vendetta o per i piu’ svariati motivi personali religiosi e non .
      Dopo questo vorrei ringraziare Emergency per avere pubblicato questa testimonianza da parte di alcune donne siriane tramite la Sig.ra che ha dato voce a chi sfortunatamente in italia e fuori dalla siria non ne ha , perche’ questo genere di testimonianze sono verita’ scomode per la violenta campagna mediatica diffamatoria verso la siria dei media del bel paese e di tanti altri nel mondo. Se vuole altre versioni visto che vuol fare credere di essere un lettore attento non sono certo io a voler consigliare dove andarle a cercare , ha solo l’imbarazzo della scelta nei media piu’ svariegati o nelle pagine del suo gruppo di oppositori al governo siriano. Per concludere il mio augurio e che le persone come lei non caschino nel tranello semplicistico al quale vorrebero farle credere la stampa e i politicanti filo nato sionisti integralisti ecc.. in generale e che possa capire alla svelta la complessita’ vista da piu’ punti anche quello del quale parla questo articolo e ha valutare con piu’ obbiettivita’ la delicatezza della crisi siriana senza soffermarsi sulla mentalità condivisa dall’opinione pubblica.
      Tutto il popolo siriano è convito che serva un miglioramento del resto, quale stato non ne avrebbe bisogno? di un’efficace lotta contro la corruzione e di una maggiore libertà e piu’ diritti .
      Se ancora molti siriani sono convinti e credono nel piano di riforme di Assad credo sia un loro diritto poterlo fare liberamente in fondo sono ancora la maggioranza senza poi parlare dei programmi politici delle opposizioni per la siria , vogliono solo far cadere Assad senza considerare e annulando totalmente l’oppinione del resto dei loro paesani. Complimenti se lei sostiene questo genere di ideali !! si deve solo vergognare . Addio al Rodolfo , e un grazie ancora a Emergency e ha tutte le persone al quale sta’ a cuore il futuro del popolo siriano .

    • alfredo

      24 aprile 2012 at 00:30

      interessante vedere il punto di vista di chi appartiene alla setta del sanguinario regime al potere.Già il fatto che ci sia una setta religiosa al vertice di uno stato vi fa capire che tipo di stato laico ci sia e rende palese di come ci sia già in atto una teocrazia, in cui la divinità è assad e qualsiasi posizione di responsabilità + o meno elevata, sia in mano agli alawiti come fossero una sorta di sacerdoti del culto assadita. Interessante notare come le intervistate parlino in modo simile ai texani pro-bush o ai padani pro-borghezio : barbuti terroristi con le sciabole in mano, terroristi generici causa di ogni male,insomma ,l’immagine perfetta, il colpevole perfetto, l’uomo nero della situazione. Dopodichè viene fuori che la signora in questione sia sposata a un siriano che ha a che fare con l’ambasciata e spunta una sua foto con il dittatore ….provate a fare 1+1, forse vi verrà 2, ma forse no…

  2. susan

    21 aprile 2012 at 16:07

    è interessante sapere che nella stessa città in cui si moriva dissanguati per una banale ferita (senza sufficiente sangue per trasfusioni negli opsedali clandestini) c’erano signore che richiedevano ed ottenevano il trasferimento del posto di lavoro. Il reportage è davvero prezioso perché svela qualcosa di cui non si è paralto finora, sarebbe stato doveroso però spiegare chi ha creato questa situazione di conflitto vista la sprporzione delle forze in campo. Non credo sia banale ma solo onesto.

  3. vale

    21 aprile 2012 at 16:35

    Qusayr (Agenzia Fides) – Bande di miliziani islamici, senza controllo, imperversano nel conflitto in corso in Siria, uccidendo civili innocenti e prendendo di mira i cristiani. Lo confermano fonti dirette dell’Agenzia Fides in diverse località della Siria, che lanciano un allarme per il prosieguo della cosiddetta “rivoluzione siriana”.
    La situazione è tragica nella città di Qusayr, nel Nord della Siria, nel distretto di Homs: bande di miliziani, nelle file dell’opposizione sirana, hanno completamente distrutto un’intera strada cristiana vicino alla chiesa cattolica. Il parroco è fuggito e “non c’è nemmeno la possibilità di seppellire i cadaveri” nota un fonte di Fides.
    Si consumano terribili vendette contro chi prova a denunciare la situazione: il cristiano André Arbache, padre di famiglia di 30 anni, nel gennaio scorso è stato rapito perché suo fratello ha denunciato apertamente in tv le violenze delle bande armate. André è stato costretto ad arruolarsi nell’Esercito di Liberazione Siriano. Due giorni fa il suo cadavere è stato ritrovato a Qusayr, decapitato e abbandonato, straziato dai cani.
    I cristiani sono vittime di sequestri: tre fedeli rapiti, Sate Semaan, Oussama Semaan e Assaad Nakhlé, sono stati lasciti dopo il pagamento di un pesante riscatto. Episodi simili sono registrati anche a Yabrud e Deir Atieh, nei pressi di Qara. “Nessuno sa bene chi sono questi miliziani: sappiamo solo che non hanno nessuno gerarchia e che sono divisi in bande armate, che cercano denaro e che non esitano compiere violenze e ruberie sui civili”, continua la fonte di Fides.
    “Circolano notizie terribili di famiglie intere massacrate, e vi sono quanti istigano alla guerra confessionale”, prosegue. Il canale Tv salafita “Channel TV Safa Cheikh Arour” ha invitato l’Esercito di Liberazione siriano “ad attaccare i cristiani infedeli” a Saydnaya e Maaloula e a “perseguire i cristiani alleati con il regime”. In località come Qalamoun la coesistenza tra le diverse comunità, fino a ieri garantita, è fortemente minacciata e alcuni estremisti invitano a “tagliare qualsiasi rapporto con i cristiani”. (PA) (Agenzia Fides 21/4/2012)http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=38927&lan=ita

  4. brave heart

    21 aprile 2012 at 19:13

    Grazie a Emergency che ha avuto il coraggio di portare una testimonianza controcorrente su una realtà trascurata dai nostri media.
    Invito il sig. Spada, invece di fermarsi a screditare chi scrive con le sue teorie, a concentrarsi sull’importante contenuto dell’articolo

  5. Rustam Chehayed

    21 aprile 2012 at 19:54

    Caro Sig.Rodolfo Spada inanzitutto per fare certe insinuazioni diffamatorie deve avere qualcosa di tangibile che lo dimostri io conosco la Sig.ra e pure il marito , le garantisco che sono un semplice cittadino sirio-italiano e non faccio parte di nessun servizio di sicurezza o spionaggi vari , a lei credo sia stato fatto una sorta di lavaggio del cervello dalle persone del suo gruppo che vogliono farle credere certe cose e che si oppone alle riforme del presidente Assad e lo vorebbe vedere morto sputando in faccia alla maggioranza dei siriani che ancora volente o nolemte lo sostengono, oltre ai media mainstream italiani che sono complici della guerra mediatica e campagna diffamatoria nei confronti dello stato siriano per ovvi motivi di alleanza e subordinamento politico militare e in questo caso mediatico dei governanti italiani , il signore a cui si riferisce e’ alawita e allora? non e’ forse un siriano anche lui? alcuni di voi vorebbero vedere i sostenitori del governo siriano alawiti tornare sulle montagne o nei campi oltre all’odio religioso e al settarismo verso altre minoranze , anche i sunniti che spesso vengono visti come traditori perche’ credono ancora nella laicita’ del governo invece di volere credere ad alcuni imam integralisti e fanatici subiscono questo genere di discriminazione da quella parte dell’opposizione piu’ ignorante. Certamente un esempio di democrazia e di liberta’ da condannare a priori . Alcuni di questi ignoranti sono anche nel nord italia e non perdono tempo cercando di capire o dialogando con un punto di vista opposto ma cercano di organizzare spedizioni punitive oltre a minacciare e cercare di intimidire anche con reati gravi e spinaggio che proprio lei tenta di affibiare a un padre di famiglia siriano che vive in italia e sostiene apertamente il suo governo e quello che e’ meglio per la sua visione della crisi siriana in patria , non crede che ne abbia il diritto? crede forse che quello che viene raccontato nell’articolo che coraggiosamente emergency ha pubblicato a differenza di molti giornalisti italiani che non tentano di dire ,vittime o complici dei dictat mediatici come e’ palesemente la stampa mainstream italiana in questo momento, non sia vero? anche in questo caso lei spara accuse diffamatorie senza dimostrare il contrario , io la lascerei da solo in uno di quei quartieri cosi’ martoriati da una guerra di questa portata a morire sotto qualche granata e se magari si salverebbe spero le possa servire per aprirle il cuore inanzitutto e anche a liberarla da alcuni paraocchi che evidentemente ha sulla sua visione dell’attuale crisi siriana il suo commento a mio vedere e’ decisamente penoso e mi auguro per lei che l’abbia incentivata a scriverlo qualcuno dei suoi amichetti che professano liberta’ e democrazia ma dall’altra parte sono a loro volta complici ingenuamente per i casi piu’ comuni e indiscriminati dello spargimento di sangue e del terrorismo che sta’ uccidendo la siria altri invece sono coplici anche finanziariamente e ideologicamente con questo disastro per vendetta o per i piu’ svariati motivi personali religiosi e non .
    Dopo questo vorrei ringraziare Emergency per avere pubblicato questa testimonianza da parte di alcune donne siriane tramite la Sig.ra che ha dato voce a chi sfortunatamente in italia e fuori dalla siria non ne ha , perche’ questo genere di testimonianze sono verita’ scomode per la violenta campagna mediatica diffamatoria verso la siria dei media del bel paese e di tanti altri nel mondo. Se vuole altre versioni visto che vuol fare credere di essere un lettore attento non sono certo io a voler consigliare dove andarle a cercare , ha solo l’imbarazzo della scelta nei media piu’ svariegati o nelle pagine del suo gruppo di oppositori al governo siriano. Per concludere il mio augurio e che le persone come lei non caschino nel tranello semplicistico al quale vorrebero farle credere la stampa e i politicanti filo nato sionisti integralisti ecc.. in generale e che possa capire alla svelta la complessita’ vista da piu’ punti anche quello del quale parla questo articolo e ha valutare con piu’ obbiettivita’ la delicatezza della crisi siriana senza soffermarsi sulla mentalità condivisa dall’opinione pubblica.
    Tutto il popolo siriano è convito che serva un miglioramento del resto, quale stato non ne avrebbe bisogno? di un’efficace lotta contro la corruzione e di una maggiore libertà e piu’ diritti .
    Se ancora molti siriani sono convinti e credono nel piano di riforme di Assad credo sia un loro diritto poterlo fare liberamente in fondo sono ancora la maggioranza senza poi parlare dei programmi politici delle opposizioni per la siria , vogliono solo far cadere Assad senza considerare e annulando totalmente l’oppinione del resto dei loro paesani. Complimenti se lei sostiene questo genere di ideali !! si deve solo vergognare . Addio al Rodolfo , e un grazie ancora a Emergency e ha tutte le persone al quale sta’ a cuore il futuro del popolo siriano .

  6. Patrizio

    21 aprile 2012 at 23:55

    possibile che tutto il dialogo si debba ridurre su “pro o contro il regime”? Le fazioni dei ribelli jiadisti -wahbiti compiono anche di peggio di quello descritto, ci sono interviste ai ribelli stessi che si vantano di queste azioni negli ospedali del libano dove sono curati per le ferite nei combattimenti come riportato dal giornale Spiegel, ci sono poi i rapporti di Huam Rihts (che certo è stata tenera con il regime) e le testimonianze dei profughi siriani in giordania. Non capisco poi come uno sia oggi considerato un criminale solo perchè vuol essere neutrale o perchè politicamente la pensa diversamente. La verità che la rivolta è scappata di mano ed ora l’obiettivo non è certo la democrazia ma la vittoria dei fratelli mussulmani, è solo un passaggio di mano verso un islam più radicale. Si sta distruggendo il paese. Anche la Clinton ha detto in una intervista alla BBC che sono presenti gruppi combattenti di Al Qaeda, e tutti quelli che sono nella “black list ” americana… Non riduciamo per favore la tragedia siriana attuale in un pro e contro Assad! Corre ben altro!

  7. Patrizio

    21 aprile 2012 at 23:58

    Correggo per errore di scrittura dove dico “ci sono poi i rapporti di Huam Rihts (che certo NON è stata tenera mai con il regime).

  8. gv

    22 aprile 2012 at 14:15

    Chi se ne frega se le donne di Homs sono belle, sono d’accordo. Ma non esistono solo due fronti, il buono (i “ribelli”) e il cattivo (il regime). Vedasi quest’intervista, che lascia capire come la situazione sia molto più complessa di quello che possiamo percepire da qui, e come i terroristi provengano da varie parti: http://tinyurl.com/7oeum8h

  9. Andrea

    22 aprile 2012 at 15:34

    Homs è la roccaforte dei ribelli e questo scritto non è altro che un auspicio all’intervento NATO….

  10. mauri e. monti

    22 aprile 2012 at 15:42

    E secondo voi a chi dovrebbe credere Emergency ? Alle versioni patacca di Al Jazeera, costruite ad uso e consumo dei “media bombardieri” per le “masse beline” occidentali ? Non vi è bastato il massacro del popolo libico nel 2011 ? Ora gli “scarafaggi della NATO” vogliono anche quello siriano.. Diritti umani e democrazia esportata, le fanfaluche del III millennio..

  11. Jibril

    22 aprile 2012 at 15:55

    Mi dispiace, ma la situazione che vivono i siriani delle zone coinvolte dagli scontri armati (non dalle “manifestazioni pacifiche”) è esattamente questa. Soprattutto se appartengono a qualche minoranza non-sunnita.

  12. paolo sciabola

    22 aprile 2012 at 16:01

    Bell’articolo! Brava Pierangela, una giornalista sempre corretta, alla ricerca della verità…che ha fatto male anche ai lettori facendogli venire addirittura voglia di vomitare!
    Complimenti ad Emergency.

  13. luciana

    22 aprile 2012 at 16:30

    Premesso che dei “manifestanti” che sparano non sono poi così amichevoli, evidentaemente se qualcuno la pensa diversamente da loro è giusto che rischi costantemente la vita,siano essi donne, bambini, etc.-presumo-disarmati. E’ questo che sconcerta nelle due mail precedenti: la vita di alcuni ha decisamente meno valore della vita degli altri.Perchè? Non è forse il fatto di esprimersi armi alla mano il vero, madornale errore di tutti quanti? Luciana

  14. AglieglieBratsov

    22 aprile 2012 at 22:01

    Nel nord italia ci sarebbero dei servizi di sicurezza siriani?
    Con un capo e quindi una struttura? A fare che cosa?
    Rodolfo Spada potrebbe spiegare, per favore?

  15. luciana

    22 aprile 2012 at 22:25

    Una certezza è che che,tra chi è disarmato e chi non lo è,ad uccidere è sempre il secondo.In Siria,purtroppo,le armi le stanno usando tutti e,come sempre,i “civili” sono in mezzo.Oramai più nessuno può vantarsi di avere le mani immacolate.E’sempre,ancora,la stessa storia.
    Luciana

  16. Rodolfo Spada

    23 aprile 2012 at 09:04

    Avete ragione, mi sono sbagliato. Che stupido a non vedere quanto Assad stia riformando il Paese. Chiedo scusa all’autrice di questo fondamentale articolo, a suo marito padre di famiglia. Loro sì che sono dei patrioti. Non come questi miliziani pagati dai soliti noti che vogliono esportare la loro falsa democrazia e distruggere un paese solido e punta di lancia dell’arabismo.

  17. ahahha

    23 aprile 2012 at 19:11

    la zanzottera lavora per l ambasciata siriana a roma..direi che non è sicuramente una voce neutrale…anzi!!!
    zanzottera che ha raccontato la vita di due alawite e si è dimenticata di tutta la popolazione siriana senza distinzione di credo religioso..!!chiedo un paio di cose?insinuate che la siria sia un paese democratico?insinuate che assad sia un presidente e non un dittatore?insinuate che a sparare sia il popolo?e queste domande le rivolgo ad emergency perchè le risposte della zanzottera le conosco gia…!

  18. carola persico

    23 aprile 2012 at 20:07

    Adesso vorrei un articolo anche con interviste a siriani di parte opposta. Come mai i giornalisti non sono, eufemisticamente, graditi sul territorio ? Perchè il governo non li invita e lascia fare il loro lavoro se la situazione è così “ambigua, potrebbero testimoniarlo !. Difficile che i palazzi buttati giù dai carriarmati siano opera di bande, io a un governo che massacra il suo popolo da 50 anni, che ha ucciso 2000 persone ad Hama nel 1981 ( o anche quella è opera di bande “musulmane” ? ) non credo. Assad sono anni che parla di riforme e non ha fatto nulla. Invece ho testimonianza diretta di gente fatta sparire e torturata, prima della rivolta, sempre ! Ho persino amici alawiti che vorrebbero che cadesse il regime, tanto è piacevole stare sotto la dittatura… per il resto ci saranno certo bande di criminali, ma le chiamerei solo bande di criminali senza insultare il popolo siriano che vuole la libertà. ( vogliamo parlare del nostro passato in Italia ??? ).

  19. carola persico

    23 aprile 2012 at 20:18

    Cavoli, ho visto che la Zanzottera scrive dalla Siria !! Allora devo confermare quello che dice il signor Spada. E’ ESCLUSO che qualcuno possa scrivere liberamente dalla Siria se non è filo-regime. ESCLUSO !!! Volete provare ??? Coraggio !!!Ma siete ingenui veramente, non sapete che genere di dittatura è !!!! Se esiste un “genere” migliore…

  20. Paolo

    23 aprile 2012 at 20:46

    Bah un mio amico a Roma conosceva per ragioni di lavoro il capo dell’antenna del MUKHABARAT di Roma un certo Talal, un DRUSO….
    Se sono a Roma perchè non in NOrd Italia?

  21. Rima

    23 aprile 2012 at 21:21

    TUTTE QUESTE TESTIMONIANZE MI SEMBRANO ABBASTANZA REALI. CIò CHE è ASSOLUTAMENTE FALSO SONO LE CAUSE DI TUTTO CIò. è INCREDIBILE COME IL REGIME, TRAMITE ARTICOLI DI QUESTO TIPO, CERCHI VANO DI LAVARSI LE MANI DAL SANGUE DI OLTRE 12 MILA VITTIME INNOCENTI UCCISE. Sì, INNOCENTI PERCHè CHIEDERE LIBERTà NON è UN DELITTO, NON SI è COLPEVOLI SE SI CHIEDE LIBERTà. FA PROPRIO RIDERE, I MANIFESTANTI IN NOME DELLA LIBERTà E DELLA DEMOCRAZIA SONO I TERRORISTI E I DIFENSORI DEI CIVILI (CHE IN REALTà HANNO DISTRUTTO INTERE CITTà E AMMAZZATTO OLTRE 12 MILA PERSONE) SONO LE FORZE E L’ESERCITO FEDELE AL REGIME. PROSSIMA VOLTA INVENTATEVI UNA BUGIA PIù CREDIBILE!
    è INCREDIBILE INOLTRE COME CIRCA UN MESE FA DA HOMS GIUNGEVANO NOTIZIE DIVERSE, NON SI RIUSCIVANO A PROCURARE I VIVERI PER I FERITI E MOLTE PERSONE SONO MORTE PER CIò. è IL REGIME CHE STA UCCIDENDO IL POPOLO!

  22. mav

    23 aprile 2012 at 21:38

    “I terroristi hanno cercato di invadere il nostro quartiere e hanno impedito agli abitanti di uscire”.. Mmm, terroristi.. Abbiamo già sentito questa parola o sbaglio? “La morte del giornalista francese di France 2, Gilles Jacquier, è stata causata, secondo il regime di Damasco, da terroristi armati”, “Il massacro di donne e bambini a Homs sarebbe opera di ‘bande di terroristi’ lo ha affermato il ministro dell’Informazione siriana”, “Nessuna iniziativa politica per mettere fine alla crisi in Siria può avere successo finché ‘i gruppi di terroristi diffondono il caos’ nel Paese. Lo ha detto il presidente siriano Bashar al-Assad”, “Il regime non cesserà il fuoco a meno che i ‘terroristi armati’ non depongano le armi”. Povero Bashar, i terroristi stanno distruggendo il suo amato Paese, non è così?

  23. Aia

    23 aprile 2012 at 21:55

    non mi stupisco che una pro-regime abbia scritto delle cose del genere.
    chiunque voglia saperne di più ci sono oramai migliaia di video su youtube postati da attivisti che mostrano CHIARAMENTE chi spara contro chi. informatevi sui massacri che la famiglia Assad ha fatto nel corso degli anni. non è nuovo fare genocidi per una famiglia assetata di sangue umano come quella degli Assad.

  24. Alessandro Liberatoscioli

    23 aprile 2012 at 21:58

    Per amore della verità…potete indicarci l’email della vostra redazione per inviarvi una foto di gruppo della vostra Pierangela Zanzottera con Bashar al-assad..Grazie:-)

  25. Alessandro Liberatoscioli

    23 aprile 2012 at 22:17

    Che coincidenza…la Dottoressa Pierangela Zanzottera è sposata con un cittadino siriano…mucci mucci…vuoi vedere che lavora per il Governo Siriano??????

  26. Alessandro Liberatoscioli

    23 aprile 2012 at 23:20

    CENSURANDO IL MIO PRIMO COMMENTO AVETE DIMOSTRATO DI NON ESSERE DEI PROFESSIONISTI….