



Human Rights Watch, dopo una missione di dieci giorni a Bamako dove ha ascoltato centinaia di testimonianze, ha accusato di crimini di guerra i gruppi armati attivi nelle regioni settentrionali del Mali. In primi, dito puntato contro i tuareg del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad, le formazioni jihadiste e le milizie arabe. Hrw elenca violenze, saccheggi e arruolamento di bambini-soldato. Secondo l’organizzazione, scorribande e saccheggi sono stati effettuati principalmente contro ospedali, scuole, chiese ed edifici pubblici. La maggiore responsabilità viene attribuita, da Hrw, alle formazioni dell’Mnla e, in misura minore, al gruppo islamico di Ansar Dine. Miliziani islamici avrebbero giustiziato, sommariamente, due uomini, e mozzato la mano almeno a un altro, oltre ad avere “organizzato delle sedute di flagellazioni pubbliche di donne e cristiani”. Gli islamici deterrebbero, in modo illegale, delle persone e si sarebbero resi responsabili di “esecuzioni sommarie di tuareg, membri delle forze di sicurezza e civili”.
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