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Disabili, assistenza a rischio nelle superiori lombarde

3 maggio 2012versione stampabile

Luca Galassi

L’ennesimo conflitto di attribuzioni tra Comuni e Province rischia di negare il servizio di assistenza educativa dei ragazzi disabili nelle scuole superiori lombarde. A denunciare la situazione è l’associazione Ledha, che ha già ricevuto segnalazioni di diverse famiglie a cui i Comuni hanno preannunciato l’intenzione di non proseguire il servizio. Un servizio che per legge dovrebbe essere garantito dalle Province, le quali continuano a dichiararsi non competenti a riguardo.

L’associazione ha scritto una lettera agli enti interessati e all’assessore all’Istruzione della Regione Lombardia, Valentina Aprea, per chiedere che si trovi, entro la fine dell’anno scolastico, una soluzione che consenta di guardare con tranquillità all’apertura delle scuole dopo la pausa estiva. E che possa vedere garantito senza ritardi e disagi, il pieno diritto allo studio per tutti i ragazzi con disabilità che frequentano le scuole superiori della regione.

E Online ha chiesto al direttore della Ledha, Giovanni Merlo, di spiegare a cosa potrebbero andare incontro gli adolescenti con disabilità all’apertura dell’anno scolastico.

La questione riguarda il servizio di assistenza educativa nelle scuole superiori. Non parliamo di insegnanti di sostegno, ma di educatori. Il servizio di assistenza educativa nelle elementari e medie è garantito dai Comuni e viene attivato quando previsto nel progetto educativo individuale. Per quanto riguarda le superiori, il servizio di supporto e integrazione, storicamente garantito dai Comuni, apparterrebbe per legge alle Province. In questi anni il numero dei ragazzi disabili iscritti alle superiori è aumentato e sono diminuiti i soldi. Il taglio del fondo per le politiche sociali ai Comuni lombardi è quest’anno di 100 milioni di euro. I Comuni, in difficoltà economica, hanno cominciato a fare riferimento alla legge che investe le Province dell’assistenza, affermando che loro non avrebbero più garantito questi servizi.

Chi ha ragione?

I Comuni hanno ragione, ma nello stesso tempo il diritto dei disabili rimane. I Comuni, che hanno avuto in carico questo servizio per tanto tempo, devono continuare a erogarlo, eventualmente facendo azioni di rivalsa nei confronti della Provincia.

Cosa si prevede per l’anno scolastico?

Quest’anno si parte malissimo. Molti Comuni hanno già evidenziato le loro difficoltà economiche alla fine del 2011. Una circolare dell’Anci paventava la possibilità di non erogare proprio il servizio, perché in una situazione di sofferenza finanziaria c’era anche il rischio di segnalazioni alla Corte dei Conti. Alla fine i Comuni, con un atto di responsabilità hanno detto: per quest’anno ci pensiamo ancora noi, però l’anno prossimo non se ne parla. Ci aspettavamo quindi che il tavolo tra Comuni, Province e Regioni portasse a una soluzione, invece nulla. Il problema rimane, e ce lo stanno segnalando le famiglie dei ragazzi che hanno finito la terza media e devono iscriversi alle superiori, e che non sanno a chi inoltrare le loro domande. I Comuni dicono: non è nostra competenza, le Province… nelle Province non esiste nemmeno un ufficio che se ne occupa.

Per questo voi avete scritto una lettera…

…a firma del presidente della Ledha, Fulvio Santagostini, indirizzata a Regione, Anci e Upl (Unione province lombarde), mandandola per conoscenza all’ufficio scolastico regionale e dicendo loro che è una situazione intollerabile. Il servizio deve essere garantito, perchè il diritto allo studio è un diritto soggettivo perfetto. Chi lo paghi, ci interessa anche poco, anche se la partita, secondo i calcoli dell’Anci, vale 15 milioni di euro, che sia Comuni che Province dichiarano di non avere. E questo è anche il motivo per cui la Regione non scioglie il nodo della competenza, perché sa benissimo che nel momento in cui dovesse attribuire la competenza, dovrebbe anche provvedere a stanziare risorse che nessuno sembra avere.

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