



Tremilacinquecento licenziamenti. E’ questa la “cura” che prevede Lufthansa, la compagnia aerea tedesca, per affrontare perdite che nel primo trimestre del 2012 sono state di 381 milioni di euro: una cifra di molto superiore ai 169 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.
In Germania c’è preoccupazione per le probabili tensioni sociali che i tagli provocheranno: dei 3500 esuberi, almeno 1500 potrebbero essere all’aeroporto di Francoforte, primo hub tedesco e secondo in Europa dopo Londra-Heathrow.
Oltre a lasciare la gente a casa – riporta Repubblica – la prima compagnia europea nel trasporto civile dovrà probabilmente cedere parte degli aeromobili per il corto e medio raggio a una controllata low cost. L’obiettivo, dicono dalla compagnia, è di risparmiare almeno 1,5 miliardi di euro di qui alla fine del 2014.
All’origine delle perdite, secondo fonti della compagnia, ci sarebbero gli aumenti dei prodotti petroliferi e le tasse tedesche sui carburanti, in un quadro di concorrenza sempre più agguerrita da parte delle linee low cost -Easyjet, Ryanair ad altre – e, nel campo del servizio aereo di alta qualità, da parte delle compagnie in crescita degli Emirati: Emirates, Qatar Airways, Etihad, Gulf Air.
Se i tagli al personale e la rinuncia a rotte non redditizie non basteranno, è prevista la creazione di una nuova linea low cost: potrebbe chiamarsi “direct4U” (“direttamente per voi) e servirsi degli aerei esistenti.
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