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Italia, due attentati in Calabria, ma la gente non ha più paura

4 maggio 2012versione stampabile

Il sud che si ribella continua a fare i conti con ritorsioni violente. Succede a Lamezia Terme, in provincia di Cosenza, dove negli ultimi due giorni si sono registrate due forti esplosioni di chiaro stampo mafioso. La ‘Ndrangheta in questi giorni sta subendo una forte controffensiva da parte della società civile, riunita tutta attorno a Don Panizza, divenuto faro di resistenza con la creazione della cooperativa Progetto Sud, dichiaratamente antimafia e con intenti di forte integrazione sociale.

Quel prete venuto dal nord ieri ha incontrato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, per discutere proprio delle norme utili a smantellare l’egemonia della criminalità organizzata in Calabria. Durante quest’incontro è esploso un ordigno davanti a uno studio fotografico e oggi si è bissato con la deflagrazione di una bomba dinanzi a una pizzeria. In entrambi i casi le vittime degli attentati non hanno riportato danni fisici e non hanno denunciato alcuna precedente minaccia o richiesta di racket.

Tuttavia gli investigatori della Dda di Catanzaro pensano che entrambi gli episodi possano essere legati a regolamenti di conti passati. Infatti Raffaele Ventura, fotografo, è il fratello di una vittima di ‘Ndrangheta ammazzato nel 1996 i cui colpevoli non sono stati mai identificati. Proprio in questi mesi le autorità hanno deciso di riaprire il caso e questo potrebbe essere stato il motivo dell’avvertimento.

La violenza e il clima di terrore questa volta però non piegano al silenzio la gente, che sta rispondendo con profondo impegno civile, stringendosi in associazioni antimafia e invocando l’intervento politico in tutti i passaggi chiave.

Il tribunale di Lamezia Terme, per mancanza di fondi, potrebbe essere chiuso, ma il sindaco Speranza e molti cittadini stanno protestando affinché la decisione venga revocata.

 

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