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Dramma/Commedia

5 maggio 2012versione stampabile

Scena prima. È mattina presto, il sole splende già e un negoziante alza le saracinesche guardandosi intorno un po’ perplesso. Mentre predispone la merce nel negozio deserto, l’uomo pensa a voce alta: “E come fare acquisti? Il volume degli affari è ridotto della metà, tasse straordinarie, contributi, affitti. Ho avuto mille difficoltà, mi sono angosciato. Poi ho pensato ‘che senso ha?’: la situazione è questa e ho deciso di non mollare, sono ottimista”. L’uomo, poi, fa un timido sorriso, fissando la cinepresa.

Scena seconda. In una classe d’asilo bambini stanno seduti intorno a un grande tavolo rotondo. La maestra si avvicina, pensando a voce alta: “Ho una famiglia, il mio stipendio è stato ridotto e poi ridotto ancora e per di più devo sentir dire circa gli oziosi statali. Come mi devo sentire? Però devo essere positiva per i bambini e pensare che tutto questo conduce da qualche parte. Se non domani, dopodomani tutto si risolverà”. La donna, poi, fa un timido sorriso, fissando la cinepresa.

Scena terza. Tavolino all’aperto e un ragazzo beve caffè freddo con gli amici; fa veder loro dei fogli. Pensa a voce alta: “sono laureato in ingegneria e i lavori occasionali che ho fatto non sono durati”. Poi il ragazzo viene ripreso a fissare il “cercasi curier” di un asporto e aggiunge: “sono tornato a vivere con i miei e sono arrabbiato, deluso; ho pensato di migrare ma non voglio, voglio tentare qui”, aggiunge, guardando il tramonto dietro l’Acropoli dal balcone di casa (sic). Immancabile il sorriso timido alla cinepresa.

Poi il messaggio scritto in nero, su fondo bianco: “la nostra strada è difficile ma sicura. Uniamo le nostre forze per una Grecia fuori dal memorandum in tre anni. I greci lottiamo e ce la faremo”, firmato: Pasok, Grecia autosufficiente.

Lo stesso Pasok che ha introdotto le politiche economiche responsabili dello sconquasso sociale presente, lo stesso che denuncia il populismo degli oppositori alle politiche economiche introdotte dal partito socialista due anni fa, lo stesso leader del Pasok Evanghelos Venizelos che, in qualità di ministro delle finanze, ha pattuito con la troika un prestito salva – Grecia sottoposto a condizioni durissime, strumentalizza ora l’infelicità di cui partito e vertici sono responsabili. Tutto questo per convincere gli indecisi rimasti a sostenere chi promette che, fra tre anni appena, la Grecia si risolleverà.

Dalla mezzanotte di venerdì le pubblicità politiche sono finalmente vietate.

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