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Siria alle urne per le elezioni volute dal regime

7 maggio 2012versione stampabile

Alle sette di questa mattina – sei in Italia – sono state aperte le urne in ogni città della Siria. In ballo i 250 seggi del Parlamento di Damasco, primo frutto della recente riforma costituzionale voluta dal presidente, Bashar al-Assad. Più di settemila i candidati. Imponenti le misure di sicurezza, dato che sono ancora molte le zone teatro di violenze e scontri, visto che l’opposizione sta chiedento di boicottare queste elezioni considerate non democratiche.

E questo nonostante per la prima volta i siriani avrebbero la possibilità di votare anche altri partiti oltre al Baath, il partito lealista. Una affermazione in cui il condizionale è d’obbligo, in quanto i controlli e le pressioni sui cittadini che decideranno di votare saranno tali e tanti che la libertà di scelta sarà solo apparente. Queste sono infatti le elezioni volute da Assad proprio per legittimare il suo potere dopo 13 mesi di proteste e violenze che hanno fatto più di 11mila morti, e un risultato a lui contrario non rientra proprio nei suoi piani.

 

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