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Francia, Hollande contro le multinazionali che licenziano

10 maggio 2012versione stampabile

È iniziato il braccio di ferro tra il neo eletto presidente François Hollande, che formalmente riceverà l’incarico il prossimo 15 maggio, e le grandi multinazionali che operano in Francia. La campagna elettorale socialista è stata incentrata tutta sulla volontà d’intransigenza con le imprese che attueranno tagli sul personale nonostante il buon andamento deli loro affari.

Nel mirino di Hollande e del possibile ministro delle Finanze, Michael Sapin, ci sono le case automobilistiche General Motors e Peugeot-Citroen, e la Carrefour. Quest’ultima vorrebbe licenziare circa tremila lavoratori, mentre General Motors ha intenzione di dismettere uno stabilimento a Strasburgo e Peugeot è pronta a chiudere il suo più grosso impianto a Parigi. Tutto ciò si scontra con l’opposizione all’austerità del nuovo Governo, che ha promesso centocinquanta mila posti di lavoro sovvenzionati dallo Stato.

Sapin, in una recente dichiarazione, si è detto pronto ad una vera e propria battaglia a suon di sanzioni per le aziende che non rispetteranno i lavoratori. La questione è stata chiarita anche tramite la lettura del codice del lavoro francese, che prevede l’impossibilità di licenziare per le aziende che non presentano un piano di risparmio di lavoro.

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