home » esteri » asia e pacifico » Cina, primo attentato suicida contro le requisizioni di terre

Cina, primo attentato suicida contro le requisizioni di terre

11 maggio 2012versione stampabile

G.B.
da Pechino

Una donna si è fatta esplodere ieri nell’ufficio della comunità nella contea di Qiaojia, provincia dello Yunnan, uccidendo altre tre persone e ferendone quindici, in quella che sembra essere una protesta  contro la demolizione forzata della sua casa. Si ritiene sia la prima volta che succede in Cina.

Citando le autorità locali, Xinhua ha detto che l’attentato è avvenuto alle 9 circa, ora locale, nell’ufficio demolizioni dell’edificio amministrativo nella città di Baihetan.
L’agenzia ufficiale cinese, riprendendo un giornale Kunming, sostiene che la donna avrebbe innescato esplosivi precedentemente presi proprio nell’ufficio demolizioni, dopo che le è stato chiesto di firmare un accordo di trasferimento dalla propria residenza. Con lei sono morti due funzionari dell’ufficio, mentre è ignota l’identità della quarta vittima.
Le autorità di Qiaojia si sono rifiutate di ammettere che l’esplosione è stata causata da un attentatore suicida, e hanno promesso di arrestare i colpevoli. E’ stata quindi costituita una task force per condurre le indagini e mantenere la stabilità sociale.

Nella stessa contea, un uomo che protestava contro le requisizioni forzate è stato ucciso circa tre settimane fa; i residenti che accusano la brutalità dei funzionari locali. I media di Qiaojia scrivono che Ding Fachao, dal villaggio di Laodian, era stato portato nella sede della comunità il 17 aprile, uscendone cadavere il giorno successivo.
Ma quello della disperazione per gli espropri arbitrari non è un problema solo dello Yunnan.
Una settimana fa, una donna si è lanciata nel vuoto per protesta contro la demolizione forzata della sua casa nel villaggio di Yangji, vicino a Guangzhou. Ed è ormai una pietra miliare la vicenda di Wukan, il villaggio del Guangdong dove l’intera cittadinanza è insorta contro le requisizioni. Anche lì un leader della protesta era precedentemente morto in prigione, in circostanze che ricordano il caso di Qiaojia ricordato poc’anzi.
Circa un anno fa, un uomo aveva fatto esplodere tre ordigni all’esterno di altrettanti edifici governativi di Fuzhou, Jiangxi, uccidendo due persone e ferendone altre sei. La sua casa era stata precedentemente demolita per far posto a una superstrada.
Tuttavia – rimarcano i media cinesi – questa è la prima volta che una donna compie un suicidio-omicidio di questa portata.

L’avvocato per i diritti civili Tang Jingling ha dichiarato al South China Morning Post che questo “incidente” segna un punto di svolta. “E’comune vedere persone che commettono il suicidio durante le proteste contro gli sgomberi forzati, ma l’attentatrice suicida in Yunnan rappresenta un cambiamento di mentalità”. La gente ha ormai capito che “prendere la propria vita non è più sufficiente per fermare i bulldozer che devastano la sua terra”.
Se in passato minacce e violenze da parte dei funzionari locali, spalleggiati spesso da teppisti assoldati ad hoc, sarebbero bastati per reprimere le proteste, oggi – sostiene Tang - ”alcuni che sono completamente senza speranza hanno deciso che non c’è altra via d’uscita se non morire insieme a coloro che fanno loro del male”.

Zhan Jiang, professore di comunicazione all’Università di studi Esteri di Pechino, ha detto che in Cina non si era mai sentito di un attentatore suicida donna, e che la tragedia potrebbe indurre le autorità a prendere in seria considerazione i problemi causati dalle demolizioni forzate.
Tuttavia – ha aggiunto – le proteste più violente e aggressive potrebbero continuare in tutta la nazione. “Per un cinese, la casa e la terra sono tutto. Combattono per conservare  l’ultimo pezzo di terra che hanno, a ogni costo”.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>