



Luigi Cascone
Si respira una nuova aria in Europa. Nel vertice informale dei capi di stato europei che si è chiuso oggi è emerso un nuovo asse: quello italo-francese. Il neo-eletto Presidente François Hollande e il suo omologo di Roma, Mario Monti, hanno rubato la scena alla cancelliera Merkel con una inedita intesa sugli eurobond.Sebbene il primo inquilino dell’Eliseo abbia detto che non vuole prendere alcuna decisione senza la Germania, il summit di oggi segna un cambiamento molto importante: è la prima volta, da diversi anni ormai, che Parigi e Berlino non si incontrano in anticipo per formulare una posizione comune. Ieri, infatti, quella che spesso è stata definita come “la locomotiva d’Europa” si é presentata divisa e su due fronti opposti.
In un’affollata conferenza stampa, Hollande ha spiegato ai giornalisti, per più di un’ora, la sua “visione della crescita”. Al centro del discorso del presidente francese gli eurobond, titoli di stato emessi congiuntamente da tutti Paesi dell’area euro allo stesso tasso d’interesse. Il presidente francese ha più volte sottolineato che gli eurobond sono parte fondamentale del dibattito sulla crescita permettendo, a Paesi come Spagna e Italia, di abbassare gli interessi sul debito e di utilizzare i fondi risparmiati in investimenti utili allo sviluppo. Sul fronte opposto, invece, la cancelliera Merkel che, ai microfoni del Der Spiegel, ha definito i bond europei come “non adatti a promuovere la crescita nel continente e contrari alle normative comunitarie”.
Sulla questione dei titoli europei, si è detto d’accordo anche il primo ministro italiano Monti che ha aggiunto, inoltre, di condividere il punto di vista di Parigi anche sulle altre misure per riportare la crescita nel vecchio continente tra cui investimenti pubblici a livello europeo e una maggiore attenzione della Bei (Banca Europea per gli Investimenti) ai Paesi in difficoltà. “L’Italia – ha detto Monti – vede molto favorevolmente la creazione degli eurobond. Ogni cosa che servirà a rafforzare la preparazione dei Paesi europei per il loro futuro attraverso un’intensa attività di investimenti proficui sarà incoraggiata dall’Italia”.
In ogni caso, per avere una decisione definitiva, bisognerà aspettare il vertice ufficiale dei Capi di Stato e di Governo che si terrà a Bruxelles verso la fine di Giugno. Semaforo verde, invece, per le misure di crescita proposte dal governo italiano. Tra queste, le novità principali saranno una grande iniezione di capitali nella Banca Europea per gli Investimenti e l’emissione dei cosiddetti “project bonds”, titoli di stato emessi in maniera congiunta, i cui ricavati andranno a finanziare progetti infrastrutturali paneuropei.
Per quanto ringuarda, infine, lo spinosissimo dossier Grecia, il messaggio che viene da Bruxelles è contraddittorio. Infatti, se da un lato, i leader europei vogliono rassicurare i mercati che si riuscirà ad evitare la fuoriuscita della Grecia dall’area euro, dall’altra, minacciano gli elettori e i politici greci proprio di un ritorno alla Dracma. Secondo l’inviato a Bruxelles del Der Spiegel, Carsten Volkery, questo dilemma persisterà fino alle nuove elezioni greche del 17 Giugno. In queste tre settimane che ci separano dalla nuova chiamata alle urne, quindi, la zona euro rimarrà paralizzata e sarà difficile per Francia, Germania e Italia trovare un accordo per dare un nuovo rilancio al progetto europeo.
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