



Luigi Cascone
In mille e cinquecento tra ufficiali di polizia, celebrità e normali cittadini hanno partecipato alla “Corsa per la pace” nella baraccopoli di Alemao, a Rio de Janeiro. Il tracciato della gara ripercorre la strada usata dai narcotrafficanti per sfuggire alla retata della polizia entrata nella favela nel Novembre 2010.
Tra i corridori vi erano anche il Segretario per la Sicurezza del comune di Rio, Jose Mariano Beltrame e anche alcuni ex-narcotrafficanti. “ Questa gara tira su il morale e l’autostima di una comunità abituata a vivere circondata da una violenza terrorizzante”, queste le parole di Luiz Fernando, fondatore di AfroReggae, l’organizzazione non governativa che ha organizzato l’evento, che aggiunge: “ La giornata di oggi dimostra che siamo capaci di organizzare una cosa del genere anche nelle favelas e non solo nei quartieri ricchi del distretto sud di Rio.”
Per decenni la baraccopoli di Alemao era considerata una zona off-limit per la polizia. “Questa strada ha segnato la storia del Battaglione delle Forze Speciali della Polizia. Qui vi erano combattimenti a fuoco ogni giorno. Correre oggi lungo questo percorso senza un’arma in pugno è incredibilmente significativo”. Così il sergente della polizia Sergio Dantas ai microfoni dell’agenzia di stampa francese Afp. Nel 2009, le autorità della città e dello Stato di Rio de Janeiro hanno lanciato il loro programma di ‘pacificazione’ delle favelas. Agenti delle forze dell’ordine, supportati da truppe e carri armati dell’esercito, sono entrati nelle baraccopoli incontrando minime resistenze. Infatti, nella gran parte dei casi, i trafficanti di droga scappavano il giorno prima dell’annunciata retata. Dopo tre anni di operazioni di questo tipo, molte delle favelas sono, ormai, sotto il controllo della polizia.
Il ‘programma di pacificazione’, che ha ricevuto un grande sostegno da parte della popolazione locale, è stato lanciato dopo che il Brasile ha vinto il diritto di ospitare i Mondiali di Calcio del 2014 e le Olimpiadi del 2016. Alcuni critici, però, sostengono che queste operazioni di polizia non abbiano fatto diminuire le violenze, ma le stiano semplicemente spostando altrove.
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