



Il governo della Catalogna lancia un progetto di registro per le prostitute e per i loro clienti per arginare l’esercizio della prostituzione nelle strade.
Un riforma pionieristica – e già bersagliata dalle polemiche – quella contenuta nel progetto di legge della Generalitat Catalunya, che prevede la creazione di un file con nome, carta d’identità, indirizzo, data di nascita, nazionalità, tipo di violazione amministrativa e “dati sensibili (natura sessuale)” delle persone che violano l’articolo 56, comma 4, della Legge delle strade, che sanziona come reato l’occupazione temporanea delle aree pubbliche delle strade per negoziare prestazioni di natura sessuale. La legge punisce con sanzioni fino a 30mila euro le violazioni di tale articolo.
Particolare scalpore ha generato la decisione di creare un archivio con i dati contenenti particolari sulla vita sessuale dei clienti. La legge prevede che tali dati servano per la segnalazione di eventuali denunce, recapitare le sanzioni ed elaborare statistiche sul fenomeno. Sono insorte le associazioni per la tutela dei diritti civili, che hanno espresso preoccupazione sul rischio di stigmatizzazione delle donne: “Ciò che ci preoccupa maggiormente è che con tutta la penalizzazione e la criminalizzazione nei confronti delle prostitute, alla fine queste donne finiranno per nascondersi, o auto-recludersi in appartamenti dove nessuno potrà avere accesso, rendendole ancora più vulnerabili”, lamenta al quotidiano spagnolo El Pais Clarisa Velocci, portavoce della Ong ‘Genera’, associazione per la difesa dei diritti delle donne.
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