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Enrico Letta e Lilli Gruber al Bilderberg

1 giugno 2012versione stampabile

Enrico Piovesana

In un lussuoso hotel alle porte di Washington, il Westfields Marriott Washington Dulles di Chantilly (Virginia), è in corso da giovedì, fino a domenica, il sessantesimo conclave annuale del Bilderberg Group.

Protetti da imponenti misure di sicurezza volte a tenere lontani giornalisti e manifestanti, i dirigenti delle grandi banche e multinazionali occidentali, accompagnati da leader politici e ministri delle Finanze, economisti e giornalisti ‘opinion maker’, discutono a porte chiuse, nella massima riservatezza, dei principali problemi globali del momento e delle politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali (Ue, Fmi, Nato, G8, G20, ecc).

Dopo decenni di segretezza assoluta su argomenti e partecipanti di questi meeting annuali, iniziati nel 1954, da tre anni gli organizzatori – i fondatori David Rockefeller (JP Morgan, Exxon Mobil) e la regina Beatrice d’Olanda, e il presidente in carica dal 2001, conte Henri de Castries (Axa) – rendono pubblici i temi in discussione e la lista degli invitati.
Quest’anno si discute di “austerità e crescita economica, sicurezza informatica, sfide energetiche, futuro della democrazia, Russia, Cina e Medio Oriente”. Indicativa la presenza al meeting dell’intellettuale della diaspora siriana Bassma Kodmani, e del leader dell’opposizione russa Garry Kasparov.

Tra i partecipanti figurano il direttore del Wto Pascal Lamy, il capo della Nsa e della Cyber Command Usa generale Keith Alexander, il commissario europeo per la Concorrenza Joaquin Almunia, la vicepresidente della Commissione europea e commissaria all’Agenda digitale Neelie Kroes, il lord cancelliere e ministro della Giustizia britannico Kenneth Clarke, la vicepremier spagnola Soraya Saenza Santamaria, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Thomas Donilon, ed ex protagonisti della vita politica Usa, ancora molto influenti, come Henry Kissinger, Richard Perle e John Kerry.

Tra i banchieri spiccano il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick e i rappresentanti di Goldman Sachs, Citigroup, Deutsche Bank e Hsbc. Per le grandi multinazionali ci sono top manager di Google, Micorsoft, Linkedin, Bp, Shell, Siemens, Vodafone, Unilever, Novartis, Dow Chemicals, Michelin, Alcoa, Allianz. E poi i vertici di influenti testate giornalistiche come il Washington Post, il Wall Street Journal, l’Economist, il Financial Times, Le Monde, El Pais, Die Zeit.

Per l’Italia quest’anno ci sono habitué come il presidente Fiat John Elkann, l’ad di Telecom Franco Bernabè e quello dell’Enel Fulvio Conti, più due interessanti new entry: il vicesegretario del Pd Enrico Letta, e la giornalista di La7 Lilli Gruber.

10 Responses to Enrico Letta e Lilli Gruber al Bilderberg

  1. micros Rispondi

    2 giugno 2012 at 13:26

    speriamo se non altro questo serva a far aprire gli occhi agli italiani sul tema: da quale parte sta il pd?

  2. anna quercia Rispondi

    2 giugno 2012 at 14:15

    solo dei deficienti o mafiosi possono votare enrico letta,sono noi italiani abbiamo i letta ovunque se questa non è mafia cos’è,io da sta merda non mi sento di sicuro rappresentata

    • Fabio Rispondi

      15 luglio 2012 at 19:43

      Sicura di non confondere Enrico Letta con Giovanni(Gianni) Letta ex ministro degli interni con il governo Berlusconi?

  3. Sergio Rispondi

    3 giugno 2012 at 14:21

    a meno di non essere dei complottisti paranoici non vedo il problema

    • fabio Rispondi

      3 giugno 2012 at 21:10

      il problema è: chi decide, cosa decide, per chi decide. Banchieri e industriali sono lì per decidere come fare più profitti sfruttando ancora lavoro e risorse naturali, anche a costo di guerre, dittature, genocidi etc etc. i politici sono lì per fare poi nei propri parlamenti e nelle proprie democrazie le leggi giuste per le suddette politiche con un occhio anche agli interessi economici personali (bush era insieme presidente usa e petroliere per esempio) e poi i giornalisti e gli opinion maker sono lì magari per indirizzare l’opinione pubblica che tutti i sacrifici che dobbiamo sopportare sono per il nostro bene.
      c’è poco da essere paranoici e complottisti…è il capitale signori…il capitale

    • Paolo Rispondi

      6 giugno 2012 at 17:01

      Il problema è questo: cosa ci fa a fare una giornalista in un posto se poi, come da contratto, non può riferire nulla di quello che viene detto? Va per caso a prendere le istruzioni?

      La cosa ridicola è che tutti quelli che usano in modo sprezzante la parola “complottista” sono gli stessi che a giorni alterni si lamentano che sia finito il giornalismo di inchiesta. Puah!

  4. pierre Rispondi

    5 giugno 2012 at 11:14

    Altro bell’articolo che vi raccomando è “Dens dŏlens 54 – Il Bilderberg Group e gli Stati nazionali” al link “http://iskra.myblog.it/archive/2012/04/27/dens-dŏlens-54-il-bilderberg-group-e-gli-stati-nazionali.html” che vi riporto qui di seguito: Perché il Bilderberg Group ha paura della capacità autonoma organizzativa delle persone?
    Perché il Bilderberg Group tenta tutto il possibile per evitare che le persone non vengano a conoscenza di cosa viene discusso ogni anno durante le loro riunioni?
    Perché il Bilderberg Group teme così tanto la democrazia?
    Perché i paesi sovrani che ospitano le riunioni del Bilderberg Group permettono che non trapeli nulla, non ne chiedono conto, ma anzi, danno una protezione “poliziesca” a quest’organismo?
    Sono domande che inquietano, che rendono perplessi i meno “addentro” a siffatto organismo lasciando, inoltre, uno strano “sapore”… come di “involuzione della specie umana”.
    Bisogna pensare che, anche se il Bilderberg Group è stato fondato nel lontano 1954 ben poche informazioni si è riusciti a raccogliere su tale organismo e su quanto dichiarato dai suoi componenti, infatti la regola ferrea per i componenti del “Gruppo” è la totale “discrezione” sia su quale luogo, sia sulla data di convocazione degli incontri e sull’esito delle discussioni.
    Questa “discrezione”, che assomiglia più a segretezza, lascia trasparire il timore del confronto con posizioni diverse da quelle decise e stabilite in quell’occasione.
    Visti i pochissimi documenti recuperati da ottimi giornalisti o pubblicisti si può constatare che molte cose accadute nel mondo siano, proprio, frutto di scelte uscite da quel “Gruppo” e che tale organismo operi al di sopra di ogni regola democratica ed, anzi, usi questo strumento per affossare le conquiste dei lavoratori creando un ulteriore divario tra chi è già ricco e i poveri (che sono la stragrande maggioranza) del pianeta.
    Per non cadere nella sciocca costruzione di un mito pensando che il “Gruppo” non abbia “talloni d’Achille” ed addossargli una valenza di immortalità si deve, innanzitutto, considerare che quest’organismo ha bisogno del supporto di “uomini” per poter sopravvivere e di complicità organica nei confronti delle proprie posizioni.
    Quest’organismo lavora molto sul condizionamento culturale e sul “lavaggio del cervello” determinato da una pessima informazione, ignoranza e subordinazione culturale per le gerarchie; difatti, tra i piani che il Bilderberg Group ha al momento, vi sono delle priorità:
    a) rafforzamento delle istituzioni internazionali con lo scopo di distruggere completamente le identità nazionali a vantaggio di un’unica civiltà internazionale; – contano sempre più ONU, UE, BCE ecc. -
    b) controllo centralizzato delle persone (descritto nel libro di uno dei componenti del Gruppo: Zbigniew Brzezinski “A cavallo di due epoche: il ruolo dell’America nell’era tecnocratica”) che prevede la scomparsa del ceto medio con la creazione di un’unica massa di “poveri”; – i dati statistici economici di questi ultimi decenni portano verso questo disuguaglianza sociale. -
    c) previsione di una società a crescita zero nel senso che tale situazione preannuncia una de-industrializzazione mirata ad un impoverimento determinato dall’arresto del progresso; – aumento vertiginoso dello spostamento delle attività produttive (anche in attivo) verso paesi a minor costo e con più ricattabilità sociale o schiavizzati. -
    d) aumento dello squilibrio psicologico (causato da continue crisi economiche) che tende a produrre demoralizzazione e confusione nella classe lavoratrice; – un contributo determinante a questo stato di cose viene dato dai partiti compiacenti e dalle OO.SS. che non assolvono più alla loro funzione primaria ma, diventano, invece, solo un contenitore per le tensioni sociali. -
    e) eliminazione della conoscenza storica del mondo attraverso un controllo centralizzato di tutti i sistemi educativi; – non si contano più le varie leggi che hanno reso inservibili alcune materie scolastiche. -
    f) potenziamento del controllo centralizzato delle politiche interne ed estere; – passaggio dalle figure istituzionali, come i partiti, ai tecnocrati (meglio se componenti del Bilderberg Group come, ad esempio, Mario Monti, Jean-Claud Trichet, Romano Prodi). -
    g) rafforzamento dell’ONU con l’obiettivo della costituzione di un governo mondiale;
    h) mercato unico occidentale; – dinamiche di mercato imposte dal FMI, BM o BCE che hanno imposto spread o altro ai vari Stati nazionali con il solo fine di vincolarli a finanze irreali. -
    i) trasformazione della NATO, espandendola, e trasformandola in un esercito mondiale dell’ONU; – le guerre nel mondo sono la dimostrazione pratica di questo punto (Iraq, Afghanistan, Cosovo, ecc.) tant’è che leggiamo, quotidianamente, sulle pagine dei giornali di guerre che hanno il compito di “esportare” la democrazia ma che, in realtà, sono di conquista di nuovi territori ricchi di materie prime. -
    l) costruzione di un’unica giustizia internazionale con una propria Corte; – le esecuzioni capitali o le morti precoci degli attori di crimini di guerra sono la testimonianza di una volontà di distruzione delle prove di un “gioco” costruito a tavolino. -
    m) imposizione di un unico “welfare state” aperto ai soli obbedienti in cui i disobbedienti verranno esclusi…; – la vertenza FIAT, dove sindacalisti iscritti alla FIOM vengono “eliminati” dal processo produttivo, dovrebbe farci riflettere sulle analogie.
    Dopo questa breve ma, ritengo, suggestiva esposizione dei fatti (senza cadere nella visione complottista che non si confà alla cultura comunista) c’è da chiedersi come possano degli Stati che sono l’espressione democratica delle persone che hanno, anche, sofferto per ottenere la democrazia, concedere al Bilderberg Group di riunirsi e dargli protezione (con la forza pubblica) senza battere ciglio ed, anzi, fingere che questo “Gruppo” sia un organismo come tanti altri nel mondo; organismo, tra l’altro, che è stato capace di aggirare leggi americane come il “logan act” che prevede: “§ 953 – Rapporti privati con Governi esteri. Un cittadino degli Stati Uniti – chiunque esso sia – che, senza l’autorità degli Stati Uniti, direttamente o indirettamente, commerci o intrattenga corrispondenza o un qualunque altro tipo di rapporto con un governo estero, o con un suo rappresentante o un suo agente, al fine di influenzare le politiche o la condotta di un governo estero, di un suo rappresentante o di un suo agente, in relazione a dispute o controversie con gli Stati Uniti o per avversare provvedimenti presi dagli Stati Uniti, viola questa norma e può essere imprigionato per un massimo di tre anni. Questa norma non preclude il diritto di ogni cittadino a impegnarsi per farsi risarcire qualunque tipo di danno subito da un governo estero, o da un suo rappresentante o da un suo agente:” (I Stat.613, 30 gennaio 1799, codificato nel 18 USCI953 -2004)
    Quindi ritengo che sia maturo il tempo per organizzare un reale “partito comunista” che si contrapponga, finalmente, alle malefatte di tutti coloro che fanno parte o sostengono il Bilderberg Group (o altri Think Tanks come: Concil of Foreign Relations, Trilateral Commission, Tavola Rotonda, Club di Roma, ASPEN Institute, ecc.) e che contrasti, con ogni mezzo lecito, le leggi portate avanti da costoro per realizzare il proprio “tornaconto”. Un primissimo passo è stato fatto con la denuncia formale nei confronti del Presidente della Repubblica ed del Presidente del Consiglio per reati contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato, la Costituzione dello Stato, i diritti politici dei cittadini attraverso una cospirazione politica avvenuta mediante accordo e mediante associazione (vedi: http://iskra.myblog.it/archive/2012/04/06/2-denuncia-completa-alto-tradimento-contro-presidente-della.html)… ma non è sufficiente…
    Devono esserci confronti con le forze politiche ed i movimenti in modo da poter prendere le distanze dai propositi suindicati del Bilderberg Group e ristabilire quel senso storico/critico che rispecchi quello che Gramsci chiamava l’“intellettuale collettivo” escludendo quei “pifferai” come Grillo o Di Pietro (vedi: http://iskra.myblog.it/archive/2010/09/28/il-grillo-di-genova-o-il-pifferaio-di-hamelin.html) per non cadere dalla “padella nella brace” e perdere tempo utile per l’organizzazione del mondo oppresso contro gli oppressori.
    Ricordo ai più giovani che negli anni ’60, negli USA, venne creato, da Noam Chomsky dell’“Institute of Policy Studies” -IPS- (creazione della “Tavola Rotonda Britannica” [massoni] insieme al gruppo di Henry Kissinger) un movimento popolare denominato “Nuova Sinistra” che aveva lo scopo di organizzare rivolte e disordini finalizzati alla creazione del caos indirizzando, così, la sinistra verso una visione nichilista e favorendo la politica di abbattimento dell’establishment del momento. Ne fece le spese il Presidente Nixon (anch’esso del Bilderberg Group) che si era opposto, non firmando l’accordo di GATT che era, invece, obiettivo prioritario del Bilderberg Group perché poneva gli USA ad una recessione/depressione che costò il lavoro a 30 milioni di americani (“crescita zero”) per venire sostituito alla presidenza da un altro loro uomo: Gerard Ford.
    Secondo l’ex agente CIA John Coleman (autore del libro La Cerchia dei Cospiratori) subirono le spese della non condivisione della politica del Bilderberg Group anche Margareth Thatcher ed Aldo Moro; la prima dovette dimettersi nel tentativo di difendere la sovranità nazionale mentre il secondo “…che si opponeva alla ‘crescita zero’ e alle politiche di riduzione della popolazione, pianificate per il suo Paese, fu ucciso da killer gestiti dalla loggia massonica P2, allo scopo di piegare l’Italia ai voleri del ‘Club di Roma’ e del Bilderberg, volti a deindustrializzare il Paese e a ridurre in modo considerevole la popolazione.” “… Moro progettava di dare stabilità all’Italia attraverso la piena occupazione e la pace industriale e politica…” “…fu minacciato da un agente del ‘Royal Institute for International Affaire’ (RIIA), mentre era ancora ministro.” “A Guerzoni, [Corrado Guerzoni intimo amico di Aldo Moro che testimoniò al processo, ndr] richiamato dal giudice, venne chiesto se era in grado di identificare la persona, di cui aveva parlato la signora Moro. Guerzoni rispose che si trattava di Henry Kissinger, come aveva già detto precedentemente”. (ibidem)
    La borghesia o aristocrazia elitaria che sia ha bisogno di compromettere i quadri politici per poter sopravvivere… cerchiamo di non dargli pretesti.
    Possiamo farcela… perché ne va del nostro futuro.
    Perché oltre i Monti c’è il sole dell’avvenire!

    Riferimenti sul Bilderberg Group and company:
    http://iskra.myblog.it/archive/2012/04/23/wanted-democrazia-regressiva.html;

  5. estulen Rispondi

    7 giugno 2012 at 10:54

    @ Sergio

    non è questione di complottismo, semplicemente è che nessun personaggio può partecipare a meno che non sia accredidato, e chi è accredidato gli è assolutamente vietato rivelare quello che si è detto. I pochi giornalisti presenti guarda caso erano d’Elleconomist dei Rotschild. Non ti pare strano questo fatto? Se non ci credi informati. Stride come un coltello sui vetri il fatto che due comunisti come la Gruber e Letta stiano insieme a capitalisti, e MARX si starà rigirando nella tomba. Se poi a te pare tutto “normale” per un comunista, buon pro ti faccia. Posso capire un Lapo Elkan a quel consesso di vampiri, ma due comunisti sono proprio due pugni negli occhi. Ovviamente se si parla con questi due ci diranno che tutto è cambiato, che il pci è cambiato, che ora ci sono quattro tronconi del vecchio pci, che il pci non può essere più quello di una volta, che tutto cambia ecc ecc. Banale e squallido

  6. walter Rispondi

    9 giugno 2012 at 11:50

    Al “burattinaio” che attualmente tira i fili del mondo non interessa se il braccio che tira (leggi partito) e’ di destra o di sinistra, l’importante e’ che il braccio di destra o di sinistra (leggi partiti di destra/sinistra) si coordinino per fare cio’ che lui vuole.
    L’illusione di votare a “destra” o a “sinistra” e’ solo per chi e’ ancora nello stato di addormentamento e non si rende conto dell’ illusione di democrazia che gli viene proposta attraverso tutti i partiti e sottolineo TUTTI attualmente in gioco.

  7. Assicuratore Rispondi

    29 dicembre 2012 at 22:52

    Non capisco cosa ci sia di strano nel fatto che ci sia una riunione non aperta al pubblico annuale tra uomini d’affari … non dico che pensino al nostro bene intendiamoci, ma che si facciano i loro interessi lo trovo perfettamente umano.

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