



Due lavoratori migranti eritrei sono rimasti feriti ieri, 3 giugno 2012, a causa di un incendio scoppiato nel loro appartamento nel centro di Gerusalemme. Secondo l’inchiesta immediatamente avviata dai vigili del fuoco, si tratterebbe di incendio doloso.
Dei dieci immigranti eritrei rimasti intrappolati all’interno dell’appartamento situato sulla Jaffa Street, nel centro di Gerusalemme, due riportano ustioni e lesioni gravi. I vigili del fuoco, trovando sul luogo dell’accaduto dei graffiti con la scritta “abbandonate il quartiere”, hanno aperto un’inchiesta.
Il capo distrettuale della polizia di Gerusalemme, Niso Shaham, infatti, ha forti dubbi sul fatto e ha incaricato una squadra speciale al fine di condurre indagini ulteriori sull’incidente.
L’incendio è avvenuto poche ore dopo che Netanyahu ha ordinato di accelerare il rimpatrio dei cittadini di Sud Sudan, Costa D’Avorio, Ghana ed Etiopia presenti clandestinamente in Israele. Gli immigrati senza il permesso di soggiorno sono oltre 62mila nel Paese, soprattutto sudanesi ed eritrei arrivati dal Sinai. La loro presenza aveva già scatenato nelle scorse settimane scontri e proteste soprattutto nella capitale, dove gli immigrati sono più numerosi.
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