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Multiculturalismo nel Campo Trento dopo il sisma in Emilia

7 giugno 2012versione stampabile

foto e testo di Michele Miorelli

Campo Trento è l’esempio di quello che si potrebbe definire una multicultura.
All’interno ci si trova con diverse etnie, Magrebini, Egiziani, Indiani, Nigeriani e Ghanesi ed Italiani. Tutti con religioni e culture diverse, ci sono cristiani, ortodossi e anglicani, musulmani e sikh: farli convivere in uno spazio così ristretto, come la piazza del mercato di San Felice sul Panaro, non è cosa semplice. Questo compito, dopo il terremoto che ha scosso l’Emilia Romagna, diventa una priorità, dato che all’esterno del campo il clima della popolazione e della stampa non aiuta il lavoro della Protezione Civile e la Croce Rossa di Trento.
I casi registrati, la rissa del ragù, i mestoli contaminati, sono delle incomprensioni iniziali che il gruppo Nu.Vol.A. e il responsabile della P.C. di Trento hanno prontamente affrontato e risolto. Quello che è accaduto nel tendone della mensa è un punto fondamentale per la buona riuscita di questa convivenza forzata.
Sono stati invitati al tavolo della riunione i responsabili delle comunità presenti nel campo, ho potuto così assistere ad una riunione multi etnica dove tutti avevano il diritto ed il dovere di portare le proprie competenze e invitare le rispettive etnie al rispetto dell’altro. Dall’area fumatori, per evitare di avere il campo sporco di mozziconi, alla turnazione della distribuzione prolungata della colazione per tutti, dove due responsabili per gruppo aiuteranno i Nu.Vol.A., controllo delle presenze per evitare intrusioni di estranei, pulizie dei bagni e lavanderia, fino all’espulsione di chi non rispetta le regole.
Il lavoro della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile, dei Nu.Vol.A. di Trento e di Psicologi per i Popoli, è davvero fondamentale per le persone che ruotano all’interno del campo. Tutti si rivolgono a loro per qualsiasi necessità e richiesta, questi volontari riescono ad instaurare un rapporto umano e di fiducia con tutti, senza precludere l’aiuto ed il sostegno morale a nessuno. Ad aiutare i volontari ci sono anche i Forestali di Trento ed alcuni vigili del fuoco.
La giornata passata al campo Trento trascorre in maniera serena, nonostante alcune scosse che hanno turbato gli abitanti di San Felice, ho avuto la possibilità di vedere e documentare quello che i volontari trentini riescono a fare. Occupare la giornata degli sfollati diventa un compito difficile da sostenere, ci sono persone che il campo non lo vogliono lasciare per la paura.

One Response to Multiculturalismo nel Campo Trento dopo il sisma in Emilia

  1. Tullio Rispondi

    14 giugno 2012 at 10:09

    Io ero al Campo 3 Stadio di Finale Emilia gestito dall’A.N.A.
    Abbiamo avuto anche noi un piccolo diverbio riguardo alla mensa, subito risolto grazie alla buona volontà di tutti.
    Questi eventi accadono anche nella vita quotidiana di chiunque di noi quando ci si trova costretti a fare compromessi o ci si trova in situazioni di promiscuità come le file, che tendono ad innervosire. A maggior ragione in una situazione di stress come quella della vita in tenda dopo un terremoto.
    Non è la discussione più o meno accesa in se il punto fondamentale, ma come si cerca di risolvere.
    Anche al nostro campo si è fatta una riunione e si sono trovate le giuste soluzioni.

    Un plauso a tutti i volontari impegnati e un plauso alla gente del posto che comunque porta pazienza vista la situazione contingente.

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