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Binario 21/ Il diario: giorno 192

17 giugno 2012versione stampabile

Giorno 192.  Milano, 17 giugno 2012

foto Kikapress

Sono passati 192 giorni, dall’inizio della protesta, 135 per me personalmente. Sono salito a meno 6 e sto scendendo a più 40 gradi. Mi sono affezionato a questa torre, ma è tempo che io l’abbandoni. Solo lei s’intende. La lotta resta viva e io continuerò a presidiare il binario 21 da terra insieme ai miei colleghi. Domani è il gran giorno. Scenderò a terra dopo oltre quattro mesi. I risultati per la lotta civile sono stati raggiunti, ma siamo rimasti in venti senza busta paga, eravamo 152. Questo è il dato che ci lascia l’amaro in bocca. I treni notte a Milano sono tornati, ma per noi non c’è ancora nulla da fare. Resta il presidio a terra, nelle tende, e rimarremo lì finché non si compierà la piena occupazione di tutto il personale. Soprattuto dobbiamo rivolgerci alle istituzioni e a quegli organi che in questi mesi ci hanno dimenticato. Dobbiamo ancora far sentire la voce a chi in questi mesi ha fatto finta di non vederci, a chi ha fatto i suoi giochi senza di noi, a chi ancora non ha capito quanto siamo determinati in questa lotta. Questa torre è il simbolo della lotta, è il simbolo del coraggio di noi cinque che l’abbiamo occupata e dei compagni che ci hanno sostenuto da giù e senza i quali non avremmo potuto farcela. Questa torre la sentiamo un po’ nostra, perché è entrata nella nostra storia personale e in quella delle milioni di persone che hanno letto della nostra protesta. è un simbolo di rivalsa contro i poteri forti, questa torre e noi ci siamo affezionati. Dei cinque che siamo saliti, Carmine ha iniziato a lavorare in Trenord, Giuseppe ha ricominciato in Servirail due giorni fa e Oliviero dovrebbe essere chiamato a ore per ottenere di nuovo il suo posto. Per loro ha contato il livello di carichi familiari, io e Rocco rimaniamo, insieme ad altri colleghi, ancora in attesa di una risposta. Una risposta che sembra sempre meno probabile visto che le politiche di liberalizzazione avviate dal governo Monti permetteranno da settembre, con il nuovo cambio di orario, l’ingresso di compagnie private che potrebbero seppellire definitivamente il servizio universale che lo Stato dovrebbe garantire. Accadrà questo anche per il trasporto ferroviario regionale, vedrete che finirà tutto in mano a ditte estere. Ma non abbiamo le prove, non ci sono carte e tutti agiscono nel più completo silenzio. Domani alle 11 scenderò da qui, andremo a Palazzo Marino dal sindaco Pisapia, che ha chiesto di vederci, riposerò qualche giorno e poi tornerò al binario 21. La mia estate sarà qui, vicino ai miei compagni.

La lotta continua…

Stanislao

Giorno 188.  Milano, 13 giugno 2012

Finalmente è ritornato il sole. Almeno è ritornato il sole. L’estate è alle porte e noi siamo ancora qui, la nostra resistenza non conosce ormai limiti temporali. I volti stanchi di coloro che ormai da mesi e mesi presidiano la torre con tanta dignita e orgoglio, suscitano un sentimento di rabbia verso tutte le istituzioni che non hanno fatto nulla per risolverre questa vertenza occupazionale. C’è ancora qualcuno che ha il barbaro coraggio di affermare che con l’accordo della Regione Lombardia siamo stati tutti ricollocati: una grandissima bugia usata come slogan mediatico da parte di stuoli di politici che ormai non sanno più come salvare la loro poltrona. Ciò che mi rammarica di più è pensare che il sindacato in cui ho sempre creduto fin dall’adolescenza sia stato il primo a venderci al miglior offerente, non firmando quel becero accordo, ma di fatto avallandolo indirettamente. Ho sempre creduto in una grande sigla sindacale come la Cgil che, invece, alla prima occasione, ci ha dato in pasto ai leoni in cambio del mantenimento di tutti i loro privilegi. Così distruggono il presente e il passato di tutte le generazioni che verranno. Siamo stremati da questa lotta senza precedenti, nonostante ciò noi disoccupati della torre faro del binario 21 continuamo la nostra resistenza.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 187.  Milano, 12 giugno 2012

Per tre giorni la pioggia è stata incessante, ne sono uscito distrutto. Grazie al cielo ora è uscito il sole. Domenica scorsa, qui al presidio, tanta gente si è unita a noi per chiedere il ripristino di questo servizio utile alla collettività. Il 12 dicembre scorso è iniziato un incubo che ha coinvolto tanto il Nord quanto il Sud di questo Paese. Anche se qualche tratta sembra essere stata ripristinata, molti di noi rimangono fuori, espulsi dal servizio come se fosse in atto una vendetta compiuta dai sindacati e dalle Ferrovie dello Stato. È un gesto indegno e vergognoso nei confronti di chi, come noi, ha messo a repentaglio la propria vita. Dopo tutto questo tempo, penso di potere affermare con certezza e molto rammarico, che tutte le segreterie nazionali e regionali dei sindacati dei trasporti, sono una vera e propria associazione a delinquere, con un organigramma strutturato come una cupola mafiosa. Come è possibile che in un Paese che si definisce democratico per Costituzione, le parti sociali deputate a difendere i lavoratori, si trasformino nei veri artefici di questa macelleria sociale? Spero che un giorno non molto lontano, qualcuno si decida a commissariare queste strutture malavitose e corrotte, per far tornare il sindacato allo splendore e alla pulizia morale dei tempi passati. Noi nel frattempo continuiamo la nostra lotta.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 179.  Milano, 4 giugno 2012

Nonostante il fatto che la battaglia civile sia stata vinta, e i treni notte ripristinati, resta da vincere la battaglia occupazionale. Vogliono a tutti i costi estrometterci da tutto ciò in cui abbiamo creduto fin dall’inizio. Il tavolo tecnico previsto per oggi a Roma, è stato spostato al 6 giugno. Ho sentito telefonicamente Rocco che stamattina è andato in ospedale per informarsi sull’esito della Tac effettuata nei giorni scorsi. La diagnosi è distacco della rotula del ginocchio. Infatti cammina con le stampelle. La scorsa notte è stata tremenda, il violento acquazzone che si è scatenato su Milano ha fatto grossi danni alla torre, pioveva dappertutto, i teloni non hanno retto il peso dell’acqua. Il meteo non è chiaramente dalla nostra parte, ma tutto ciò non ci impedisce di proseguire la nostra lotta. Ora continuo a riparare i danni fatti. Non vorrei che nelle prossime ore ritorni il maltempo.
Noi tutti continueremo a resistere fino alla fine.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 176.  Milano, 1 giugno 2012

Qualche giorno fa è sceso Rocco. Problemi al menisco. Era ormai molti giorni che soffriva, ma ha stretto i denti ed è andato avanti nonostante tutto. Poi il dolore è diventato atroce, ma lui si è comportato come un vero gladiatore. Ha preferito lottare fino alla fine malgrado la sua salute fosse precaria. Solo i grandi riescono in queste imprese. Sono lezioni di vita da tramandare ai posteri e io mi sento un ragazzo fortunato ad avere intorno a me queste persone meravigliose che da sei mesi stanno lottando per portare avanti le idee in cui credono. Non ci sono aggettivi per descrivere la grandezza di questi uomini. Nel frattempo nella stessa mattinata in cui Rocco è sceso a terra, nella stazione Termini di Roma, con una cerimonia in pompa magna, è stato presentato il nuovo orario estivo dei treni: tra le numerose frecce bianche, rosse e argento, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato ha deciso, su pressione del ministro Corrado Passera, di inserire anche delle tracce notturne, così come previsto dal contratto di servizio 2012-2014. Nonostante la battaglia civile sia stata vinta, noi restiamo ancora senza lavoro e auspichiamo che a breve sia istituito un tavolo tecnico per decidere del nostro futuro. Nel frattempo la resistenza continua.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 168.  Milano, 23 maggio 2012

foto Kikapress

Dopo tanti giorni di intemperie, siamo sprofondati di nuovo nella morsa del caldo. Tutti questi sbalzi di temperatura mettono sempre più a repentaglio la nostra salute. I treni notturni tornano, ma qualcuno nelle alte sfere delle Ferrovie dello Stato cerca di nasconderlo, allungando i tempi dell’ufficializzazione dell’orario estivo. Forse perché, nel perfetto mosaico costruito da Trenitalia, istituzioni e sindacati, ci siamo inseriti noi con la nostra resistenza che mette in luce tutte le nefandezze compiute da questi signori. Nessuno si aspettava che questa lotta durasse così tanto, ecco perché i continui e ripetuti appelli di istituzioni e sindacati a scendere dalla torre, non sono andati a buon fine. Forse non avevano compreso con che tipo di persone hanno a che fare: pensavano, dopo l’accordo firmato in Regione Lombardia, di poterci comprare con qualche squallido posto di lavoro in Trenord e Atm, facendoci non solo mettere l’orgoglio sotto i piedi, ma cercando di colpire tutti gli altri lavoratori che per motivi numerici o mancanza di requisiti, restavano fuori da questo patto schifoso e scellerato. Le disuguaglianze, nonché l’estromissione dal mondo ferroviario, insieme al mancato rispetto dell’articolo 16 della Costituzione che garantisce la mobilità a tutti i cittadini, fa sì che quell’accordo regionale diventi carta straccia. Un documento degno di chi l’ha scritto e firmato.

Ci sentiamo domani…

Rocco

Giorno 167.  Milano, 22 maggio 2012

Oggi facciamo la conta dei danni causati dal maltempo durante i giorni scorsi. L’acqua è entrata dappertutto rendendo la torre invivibile: stiamo riparando i teloni e cambiando i cartoni per terra. Sembra di stare in uno stagno. Il meteo, ormai da mesi, non è dalla nostra parte, come del resto non lo sono le istituzioni e i sindacati. Fosse per loro potremmo anche morire. Sul nostro futuro pende come una spada di Damocle l’accordo con la Regione Lombardia che non si sa ancora per quale motivo non venga rivisto cosiderati anche i numerosi illeciti e le numerose incongruenze in esso contenuti. Ma soprattutto dato il ritorno dei treni notturni, invocato a gran voce da tutti noi durante questi mesi. Noi lavoratori crediamo nella lotta e resistiamo. Ma alla fine di questa lotta qualcuno dovrà pagare.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 162. Milano, 17 maggio 2012

Ancora non c’è alcuna notizia ufficiale per quanto riguarda il ripristino dei treni notturni. Oggi a Torino, alla presenza degli alti vertici di Trenitalia, l’imprenditore Giuseppe Arena, ad di Arenaways, ha presentato i suoi nuovi treni hotel sulle tratte Torino-Bari e Torino Reggio Calabria. Oltre a reintegrare i suoi lavoratori in Cassa Integrazione, l’Arenaways ha deciso di assumere 26 accompagnatori notturni della ex Servirail, a partire dal cambio orario del 12 giugno. Dopo un letargo durato diversi mesi, dalle segreterie nazionali delle parti sociali hanno chiesto un incontro con i ministri dei Trasporti e del Lavoro e con Trenitalia per discutere della rimodulazione del trasporto ferroviario notturno e del reintegro del personale licenziato. Siamo convinti oggi più che mai che la nostra lotta porterà i risultati che ci siamo prefissati dal primo giorno, riuscendo a smontare quel giocattolo che Trenitalia, ministero dei Trasporti e sindacati avevano preparato per escluderci dal mondo ferroviario. La lotta continua…

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 161. Milano, 16 maggio 2012

Sono 161 giorni, quasi mezzo anno, che noi lavoratori ex Servirail, Wasteels, Rsi, tra le intemperie di natura climatica (neve, ghiaccio, pioggia, vento e caldo) facciamo i conti ogni giorno con problematiche di natura prettamente personale: sentimenti negati, reddito azzerato, famiglie divise, salute precaria e tanto altro. Lottiamo come il primo giorno per questa nobile causa e io mi chiedo chi ricompenserà tutti questi lavoratori dei sacrifici immani e delle umiliazioni accumulate in tutti questi mesi? Oggi 16 maggio 2012, dopo un silenzio imbarazzante, le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Salpas Orsa e Fast Ferrovie, con un comunicato ufficiale, denunciano le irregolarità della società a cui è stata affidata in maniera diretta la gestione dei treni notte in data 12 dicembre. Quel volantino fa riferimento a losche procedure di cambi d’appalto, al fatto che codesta società non si sia accordata con le parti sociali e l’applicazione del contratto collettivo nazionale dell’attività ferroviaria; che siano stati assunti, solo in parte, i lavoratori del precedente appalto, senza passaggio diretto e senza criteri di trasparenza; che non siano stati riconosciuti i diritti acquisiti dei lavoratori e gestione del personale alquanto discutibile. Ma questi signori dove si trovavano quando noi in tutti questi mesi abbiamo denunciato a mezzo stampa e in trasmissioni televisive, tutto questo sistema corrotto? Ma soprattutto come mai con questa società denominata Angels Service, così poco trasparente, le stesse sigle sindacali di Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti (escludendo in questo caso Cgil e Fast Ferrovie non firmatarie) hanno sottoscritto un accordo regionale in data 30 dicembre 2011 in Regione Lombardia, per la ricollocazione di 40 lavoratori: 12 su Milano e 28 su Bologna. Come sempre si fanno autogol ed è arrivato il momento che chi ha sbagliato se ne vada a casa, come in qualsiasi Paese che si reputa civile e democratico.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 160. Milano, 15 maggio 2012

Oggi è venuto a trovarci Giorgio Cremaschi della Fiom, invitandoci a resistere perché la lotta è ancora uno strumento importante per il diritto alla dignità dei lavoratori. D’altronde la Fiom è l’unico sindacato che tutela i sacrosanti diritti dei propri iscritti. Purtroppo la Filt non è la Fiom e, pur facendo parte della stessa famiglia Cgil, preferisce vendere e scaricare i propri lavoratori in cambio di mazzette e privilegi. Tutto ciò avviene senza controllo da parte della segreteria generale della Cgil che invece di rimuovere questi signori dalla loro poltrona, continua a fare finta di niente. A volte non mi sembra di vivere in Italia ma in un Paese del Sudamerica dove la corruzione è la regola di vita per i governanti locali. Io credo in un Paese migliore ecco perché non scenderò da questo traliccio fino a quando non verrà data dignità a tutta la nostra categoria.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 159. Milano, 14 maggio 2012

Il caldo è sempre più pesante. Noi siamo sempre più stanchi ma anche sempre più determinati e incazzati. Non ci sono ancora notizie ufficiali sul ripristino dei treni notte: il gruppo Ferrovie dello Stato continua a nascondere le tracce orarie, mentre qualche altra azienda privata, vedi Arenaways, ufficializzerà il 17 di questo mese a Torino, alla presenza dell’ad di Trenitalia Vincenzo Soprano, i suoi nuovi treni sulle linee Torino-Bari, Torino-Villa San Giovanni e Torino Napoli. Questo darà il via a un vero e proprio processo di liberalizzazione dei treni a lunga percorrenza, forse perché questi rami non erano poi così secchi come sosteneva Mauro Moretti. La nostra presenza è sempre più ingombrante per qualcuno visti i ripetuti appelli a scendere da parte di molti esponenti del mondo politico e sindacale. Niente e nessuno ci farà desistere dalla nostra resistenza, fino a quando non avremo ottenuto il nostro risultato.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 153. Milano, 8 maggio 2012

Sono passati 153 giorni dall’inizio della nostra protesta. Siamo passati dalle temperature glaciali dell’inverno a questa cappa di calore che rende l’aria irrespirabile e la torre rovente come una camera a gas. Ma ciò non ci fa desistere dalla nostra lotta contro l’indifferenza delle istituzioni e delle parti sociali. Ad oggi non sappiamo ancora nulla sul ripristino dei treni a lunga percorrenza: un silenzio imbarazzante da parte del ministero dei Trasporti e del gruppo ferrovie dello Stato. L’ennesimo incivile silenzio che si traduce in un danno ai cittadini e ai dipendenti del settore: i primi lesi nel loro diritto alla mobilità, i secondi espulsi dal loro posto di lavoro. Tutto questo con il beneplacito dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl. Più volte hanno tentato di farci scendere dalla torre e mettere a tacere la nostra voce, la nostra coscienza. Un gesto degno di un Paese a regime dittatoriale. Nonostante questi tentativi di oscurarci, la nostra resistenza continuerà finché non avremo ottenuto i risultati sperati.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 152. Milano, 7 maggio 2012

I signori sindacalisti sono assenti dall’inizio. Dopo tanti giorni di intemperie, un sole splendido scalda Milano, ma non la coscienza di chi vuole estrometterci dal nostro legittimo posto di lavoro. Continua il reclutamenti in puro stile legione straniera effettuato dalla Angel Service, che non sappiamo spiegarci come faccia a gestire un servizio con una revoca di gara d’appalto e con uno statuto di cooperativa. Sono i soliti inciuci tra Trenitalia, società appaltatrici e sindacati e a farne le spese sono sempre i lavoratori. Ho sempre creduto nel sindacato come nobile istituzione, oggi rimango esterrefatto di fronte a questa vera e propria cupola, fatta di segretari e dirigenti squallidi e corrotti che in cambio di tangenti, fomentano sistemi malavitosi e infangano la memoria di sindacalisti come Placido Rizzotto che hanno pagato con la vita per i propri giusti ideali. Vergognatevi, siete i responsabili morali di questi suicidi e di tanta disperazione che affolla le cronache quotidianedi questo Paese. Sono 152 giorni quassù. Ma la lotta continua.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 149. Milano, 4 maggio 2012

Oggi vi voglio parlare dell’accordo firmato in Regione Lombardia il 30 dicembre 2011, che sembra avere dato i suoi frutti. Numero 23 lavoratori assunti in Trenord, grazie alla tessera sindacale oppure alla chiamata effettuata direttamente da qualche segretario regionale Fit-Cisl e Ugl Trasporti. Numero 10 lavoratori assunti in Atm grazie alla tessera o alla chiamata effettuata da qualche rappresentante regionale Filt-Cgil. Numero 60 lavoratori chiamati per corsi di formazione finanziati con soldi pubblici nella cifra di 150mila euro: corsi di formazione non retribuiti e senza alcuna prospettiva per il futuro di chi vi partecipa. Numero 40 posti all’Angels Service Cooperativa, assegnati tramite caporalato legalizzato, senza rispetto di regole civili quali anzianità di servizio, carichi familiari, e nella più totale non curanza del contratto nazionale dell’attività ferroviaria. Non c’è limite alla vergogna: siamo alle solite logiche clientelari di spartizione sindacale dei posti di lavoro con l’aggravante che, in questo caso specifico, viene fatta nei confronti di ottocento lavoratori licenziati del settore notte. Viva l’Italia.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 148. Milano, 3 maggio 2012

Sono passati quasi 150 giorni dall’inizio della nostra protesta che si può dire essere senza precedenti in questo Paese. Cinque lavoratori sulla torre, più decine e decine nei presidi sottostanti, hanno intrapreso una battaglia civile per il ripristino del diritto alla mobilità in Italia. Democrazia significa che non si può permettere all’amministratore di un’azienda di Stato, finanziata con i soldi dei contribuenti, di svegliarsi una mattina e fare quello che vuole, continuando a combinare catastrofi. Tutto questo con l’avallo della politica e dei sindacati di categoria: da quando il signor Moretti è amministratore del gruppo Ferrovie dello Stato, non c’è stato un governo, di centrodestra e di centrosinistra, che nonostante le sue malefatte lo abbia rimosso dalla sua poltrona. Questo grida allo scandalo: in un Paese che si reputa civile, la cattiva gestione è diventata consuetudine. Io e tutti i miei compagni di lotta non ci sottometteremo mai a queste regole incivili e continueremo la nostra resistenza.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 147. Milano, 2 maggio 2012

Ieri è stata la festa del 1° maggio. La festa dei lavoratori. Purtroppo bisogna fare i conti ogni giorno con un vero e proprio bollettino di guerra: persone che si suicidano per aver perso il posto di lavoro, presidi e proteste in tutta Italia di gente licenziata a cui non rimane nulla. Ringraziamo il cantante Caparezza che sul palco del concerto di ieri a piazza San Giovanni a Roma ha ricordato la nostra lotta che ormai prosegue da cinque mesi. I segretari nazionali dei tre sindacati Cgil, Cisl e Uil, presenti nella Capitale dovrebbero farsi un esame di coscienza sulle malefatte e sul silenzio operato nei confronti di questa vertenza da parte delle proprie federazioni dei trasporti. Che sono state, e sono, completamente assenti dalla nostra lotta e continuano a infangare una così nobile istituzione qual è il sindacato. Noi continueremo la nostra lotta fino a quando non avremo ottenuto i risultati che ci siamo prefissati l’8 dicembre.
Ora e sempre resistenza!

Ci sentiamo domani…

Rocco


 

Giorno 142. Milano, 27 aprile 2012

Oggi è iniziato il caldo. Un caldo che con questi teloni diventa un forno per noi. Dopo quasi cinque mesi di protesta, di cui tre passati da me su un traliccio, mi chiedo che razza di Paese sia questo. Dopo l’annuncio, seppure in via ufficiosa, del ripristino dei treni notte, le stesse persone che confermano la notizia stanziano 150mila euro in corsi di formazione. Corsi per formare a pulire i wc. Chiaramente soldi pubblici. Soldi dei cittadini usati per dirottare i lavoratori in questa realtà. Questa battaglia civile allontana i lavoratori dal loro sacrosanto posto, e tutto perché la Regione Lombardia, di concerto con Trenitalia e le associazioni sindacali, decidono di non lottare per il ripristino dei treni notte. La solità vergogna nazionale: i sindacati dei trasporti andrebbero commissariati, da decenni svendono i lavoratori degli appalti ferroviari in cambio di privilegi. Tutto questo nella totale indifferenza delle istituzioni. Noi da quassù guardiamo a un mondo migliore e non molliamo assolutamente di fronte a questa corruzione che ci nega il nostro diritto di lavoratori nel settore notte ferroviario.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 141. Milano, 26 aprile 2012

Non capiamo il motivo che porta la Regione Lombardia e Trenitalia a spingerci fuori dal nostro settore. In una seduta della giunta lombarda sono stati deliberati dei corsi di formazione che riguardano operazioni di pulizia e decoro e micromanutenzione per conto di ditte dipendenti da Trenitalia. Intendono aprire anche quello per addetto a operatore di assistenza per viaggiatori disabili all’interno della stazione per conto di Rfi.
Questi corsi di formazione ci impediranno di tornare al nostro lavoro. Dopo le mosse di Trenord, Angels e Atm anche questa manovra intende tagliarci fuori dal mondo ferroviario al quale noi apparteniamo a pieno diritto.
Noi dalla torre non ci muoviamo.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 138. Milano, 23 aprile 2012

Novità non ce ne sono e non ce ne saranno finché non verrà aperta e ufficializzata la trattativa che aspettiamo da dicembre. Tutte le notizie sono ufficiose, prova lo è che non è stato comunicato ancora nulla e le parole di Improta finora rimangono solo parole. In queste settimane stiamo combattendo contro il maltempo, lavoriamo per evitare che la pioggia ci ricopra. Piove continuamente e Rocco non fa altro che sistemare i teloni che ci fanno da tetto, entra acqua da tutti i lati. Speriamo che il maltempo passi. Almeno questo. La gente continua a starci vicina e a venire al presidio, alcuni colleghi hanno iniziato a lavorare con il patto di Trenord. Altri, come noi, continuano a crederci e a stare qui. Il sostegno dall’esterno è forte. Alcune sere intorno a questa torre si stringono l’affetto e la solidarietà di tante persone. I colleghi, sotto, mantengono il morale alto, anche se la stanchezza si fa sentire. È lecita, siamo in presenza di una protesta da record: l’8 maggio scoccherà il quinto mese. Ma noi continueremo finché non avremo ottenuto quello che vogliamo. Abbiamo speso tanto. Abbiamo lottato tanto.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 131. Milano, 16 aprile 2012

Ci giungono notizie ufficiose che al cambio orario di giugno ripristineranno alcuni treni a lunga percorrenza, e già qualcuno si prende meriti di ciò che non ha fatto. Mi riferisco in primis all’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, che non solo ha svenduto i lavoratori con l’accordo farsa del 30 dicembre, ma si gongola di aver fatto di tutto per il ritorno dei treni notte. Poi passiamo ai sindacalisti, inesistenti fin dall’inizio. Anche loro, da quanto si apprende da alcune interviste rilasciate ai giornali, ritengono che l’eventuale ritorno dei servizi universali sia merito loro. La solita vergogna nazionale che non dà i meriti a chi veramente ha creduto e combattuto per questa nobile causa. Noi resteremo qui fin quando non avremo ottenuto ciò per cui stiamo lottando.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 128. Milano, 13 aprile 2012

Hanno di nuovo ceduto i teloni, anche ieri notte abbiamo dormito sotto la pioggia. Stiamo aspettando questa nota ufficiale di Trenitalia che ci dica quanti e quali treni verranno ripristinati. Ci sono in ballo ottocento lavoratori. Dobbiamo ancora capire se l’accordo con la Regione Lombardia, firmato in modo scellerato da Cisl, Uil e Ugl il 30 dicembre scorso, ci penalizzerà in caso di convocazione di un tavolo nazionale. Ho letto che Trenitalia sta aspettando una risposta ufficiale del ministero dei Trasporti. Il sottosegretario Improta ha detto che i fondi ci sono. Ora è un giro di attese: l’azienda aspetta i fondi per stabilire le tracce orarie, noi aspettiamo la comunicazione del fornitore del servizio. Se si fa l’allungamento dei treni si risolve ben poco: è solo uno spostamento di hub. Non si ripristina un treno ex novo, si sposta semplicemente l’hub di Roma fino a quello di Milano. Quindi l’attuale Palermo-Roma diventerà Palermo-Milano, ma sarà lo stesso identico treno. Noi aspettiamo e continueremo a portare avanti la nostra lotta.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 127. Milano, 12 aprile 2012

Anche oggi ci tocca rifare il tetto. Ieri notte ha piovuto forte e il riparo ha ceduto in parte. Ancora non ci sono novità ufficiali a parte quelle che riportano i giornali. Hanno soppresso tanti treni, non basta ripristinarne tre. Chiediamo il ritorno di tutti i vettori che collegavano il nord al sud. Tra due giorni parte Italo, il treno veloce di Montezemolo e Della Valle. Non so se questa cosa riuscirà penalizzerà la nostra causa. Sono due linee differenti: noi abbiamo una seconda traccia sui binari; non rompiamo le scatole all’Eurostar. Noi da qui non scenderemo fino a quando non verranno ripristinati i treni, non si comincerà una trattativa seria e non riavremo il lavoro che ci hanno tolto. Senza queste garanzie staremo qui.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 126. Milano, 11 aprile 2012

Ho letto che hanno ripristinato i treni notte. Sono notizie ufficiose. Non c’è nulla di concreto. Stiamo aspettando la conferma da parte delle Ferrovie dello Stato. E poi c’è una trafila da fare: parlo del tavolo nazionale di trattative. Se dicono di ripristinare i treni devono anche dire chi sarà impiegato per lavorarci su; chi riguarderà la vertenza; quanti lavoratori verranno assunti e quanti rimarranno fuori. I treni che dicono di voler ripristinare sono tre: Torino-Lecce, Milano-Lecce e Milano-Palermo. Rimangono fuori snodi importanti come Venezia che pertanto resteranno isolati. Con la manovra di dicembre sono stati aboliti circa trenta treni, ripristinarne solamente tre non credo possa essere la soluzione definitiva. Che fine faranno, per esempio, il Torino-Palermo e il Venezia-Palermo?. Non solo si rischia di lasciare realtà isolate, ma anche lavoratori isolati: se penso ai miei colleghi di Venezia che rimarranno senza un lavoro, mi viene da chiedere ai vertici di Trenitalia, che cosa ne sarà di loro. Noi aspettiamo, comunque, una notizia ufficiale e un tavolo unico prima di festeggiare. Da qui non ci muoveremo fino a che non metteranno nero su bianco. Le promesse di Pulcinella lasciano il tempo che trovano e noi non vogliamo sprecare 126 giorni di lotta. La battaglia civile è stata vinta, ora cercheremo di vincere quella occupazionale. Si dovrà rivedere l’accordo territoriale del 30 dicembre che prevede una revisione in caso di futuri accordi nazionali. Ho letto che ufficializzeranno a giorni: aspetteremo. Noi siamo qui.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 125. Milano, 10 aprile 2012

Dopo Natale abbiamo passato anche Pasqua quassù. La situazione è sempre la stessa. Domenica abbiamo ricevuto la telefonata di Dario Fo che ci ha dedicato un’opera che ha esposto fra le altre nella sua mostra a Palazzo Reale. Abbiamo chiacchierato con un premio Nobel, ci ha detto che ci è vicino e che verrà presto a trovarci. Oggi sono partiti i contratti che la Angels Service ha sottoscritto con dodici licenziati. Lavoreranno sulla tratta Milano-Vienna. La Angels non poteva assumere, è una cooperativa, invece sta stipulando contratti di attività ferroviaria. Portano avanti l’accordo della Regione Lombardia che penalizza tutti. Io e Rocco stiamo bene, noi lottiamo per un altro obiettivo: il ripristino dei treni notte. Noi aspettiamo fiduciosi che la politica si attivi e metta fine a questa ingiustizia. Più di una voce ci ha confermato che alcuni treni notte saranno di nuovo resi operativi. Speriamo che le voci diventino realtà e che si dia il via al tavolo nazionale.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 118. Milano, 3 aprile 2012

Ci giungono voci attendibili che potrebbero ripristinare i treni notturni. Non mi spiego, però, come mai la Regione Lombardia, la Cisl, la Uil e l’Ugl, stiano facendo di tutto per sbatterci ai margini del mondo ferroviario. Noi siamo sempre stati ferrovieri, vincolati dal contratto nazionale dell’attività ferroviaria. Non permetteremo che ci svendano a cooperative varie di dubbia natura. I tempi sono maturi per un tavolo di trattativa nazionale che cancelli quell’accordo fasullo firmato il 30 dicembre. Confidiamo in quella parte sindacale, la Cgil e la Fast Ferrovie, che non ha mai firmato quell’accordo, perché i treni sono un bene essenziale per i cittadini e noi vogliamo tornare a fare il nostro lavoro come prima.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 117. Milano, 2 aprile 2012

Forse i dirigenti Cgil si sono resi conto dopo quattro mesi che in Regione Lombardia è stato fatto un disastro: la Angels sta assumendo, ma non potrebbe farlo in quanto cooperativa e, nello statuto, i dipendenti risultano soci, quindi devono partecipare alle decisioni. Tutte le società dell’accordo, a parte la Trenord, promettono lavoro ma non possono comprarlo. Sono aziende e aziendine precarie e con pochi soldi. Alcune fanno i colloqui con i lavoratori sapendo di non poter andare oltre. La Angels il 6 giugno concluderà il mandato ottenuto da Trenitalia. Il che si traduce con un “tutti in mezzo a una strada”. Tutto ciò significa che l’accordo del 30 dicembre era e resta una pagliacciata. Quei trenta lavoratori che pochi giorni fa hanno firmato con Trenord, rinunciando al diritto di denunciare Trenitalia, hanno iniziato oggi il corso di preparazione. È un’amarezza, ma capisco quelli che hanno famiglia. Ognuno ha i propri problemi. Il punto è che il lavoratore non dovrebbe mai trovarsi davanti a una scelta del genere. Penso che sia arrivato il momento di annullare l’accordo locale, che è fasullo perché nessuno può assumere, e istituire un tavolo nazionale. Sono certo che i servizi verranno ripristinati, siamo ad aprile e a giugno dovrà essere istituito un nuovo orario. Noi continuiamo a resistere e a credere che si possa vincere.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 114. Milano, 30 marzo 2012

Oggi è stato firmato il contratto fra i trenta lavoratori e la Trenord. Un accordo fasullo per sistemarsi e sistemare amici. Quello che sento dentro di me è un senso di ribrezzo, di schifo. C’è gente del sindacato che ci ha anche accusato di essere vagabondi, ci hanno detto che non abbiamo voglia di lavorare. Mi chiedo se queste persone sono capaci di leggere in italiano per capire che cosa preveda questo contratto, per capire che in realtà è una svendita. Sono incazzato nero, ci hanno venduti con tutte le scarpe per far lavorare i loro “clienti”. Noi restiamo qui, non molliamo e resistiamo fino in fondo.

Ci sentiamo domani

Rocco

 

Giorno 113. Milano, 29 marzo 2012

Ieri presso la Regione Lombardia si è tenuto un tavolo tecnico tra le aziende e i sindacati firmatari dell’accordo del 30 dicembre, insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Cattaneo. A parte la Trenord tutte le altre aziende si sono trovate nella condizione di non poter assumere i lavoratori licenziati, per motivi di natura economica. Il comportamento antisindacale e clientelare della Fit-Cisl e dell’Ugl Trasporti, porterà domani mattina a far firmare un accordo che di per sé risulta nullo, trenta lavoratori in Trenord, dimenticando gli altri 122. Dopo la colluttazione territoriale siamo arrivati a quella individuale: una vergogna non degna di una società che si reputa civile e democratica. Tutto ciò ci spinge a lottare ancora di più contro queste ingiustizie sociali. Fra i trenta lavoratori ci sono i due rappresentanti della Cisl e quelli dell’Ugl che hanno appoggiato quel patto schifoso di dicembre: si sono sistemati loro, hanno sistemato i loro iscritti e hanno mandato allo sbaraglio tutti gli altri. Anche se le altre aziende (Atm e Angels) non hanno fatto nessuna offerta, perché non possono, il tavolo è andato avanti salvando solo trenta protetti.

Anche io ero stato chiamato per un colloquio di lavoro, ma ci ho rinunciato perché questa lotta è di tutti e non possono trovare lavoro solo quei pochi che loro scelgono arbitrariamente.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 112. Milano, 28 marzo 2012

Aspettiamo notizie dall’Assolombarda dopo la svendita di ieri. Abbiamo saputo che l’Atm (Azienda Trasporti Milanesi) si è rifatta sotto senza garanzie per i lavoratori e con il metodo del caporalato: ne ha contattati cinque privatamente offrendogli un accordo. Non capisco perché tutte queste aziende coinvolte (Trenord, Atm e Angels Service) non chiedano di partecipare a tutti i 152 lavoratori licenziati in Lombardia. L’accordo è l’ennesimo scandalo e la Cisl, la Uil e l’Ugl sono tutto tranne che sindacati. Vergogna!

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 111. Milano, 27 marzo 2012

Oggi presso l’Assolombarda di Milano si è consumata l’ennesima vergogna italiana: trenta lavoratori ex Servirail, Wasteels e Rsi, sono stati costretti, con l’arma più antica del mondo – quella del ricatto – a firmare un accordo tombale per farli rinunciare al diritto di proseguire la causa per interposizione di manodopera contro Trenitalia, e a quello di presentare contenziosi legali in futuro. Tutto questo in cambio di un posto a tempo determinato in Trenord. Che si concretizzerà il prossimo 30 marzo, quello di oggi era solo il preaccordo. Io non capisco come si faccia a definire sindacato la Fit-Cisl dopo che questa ha fatto firmare uno dei tanti accordi padronali che tutela le aziende e svende i lavoratori in cambio dei privilegi di casta dei sindacalisti. Non riesco a capire come si possano sventolare tessere di sindacato in bianco. Dovete solo vergognarvi signori della Cisl e dell’Ugl. Noi lottiamo e lotteremo fino alla fine anche contro questo stillicidio sociale. E vinceremo.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 110. Milano, 26 marzo 2012

Nessuna novità, tutto tace da centodieci giorni. Non so più che cosa pensare, anche se la tattica della lotta rimane chiara. Il tempo della semina è finito, ora bisogna raccogliere. Non sono stanco e non ho intenzione di abbandonare la torre: se si retrocede si è finiti. E questo non ce lo possiamo permettere. Fra di noi la speranza è ancora alta, pensiamo che non è giusto buttare ora centodieci giorni di lotta e di sacrifici.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 106. Milano, 22 marzo 2012

Sempre la solita vita. Oggi sembra di essere in un forno. Quando il sole colpisce la torre, i teloni di plastica che ci coprono riscaldano l’interno tipo effetto serra, e se fuori ci sono 20 gradi, dentro salgono a 40. Aspettiamo una risoluzione e il ritorno di questi treni. Pensavo che in vista di Pasqua qualcosa si muovesse, invece la situazione rimarrà quella di Natale, quando si è creato un ingorgo pesante dei trasporti. Quassù siamo isolati dal resto del mondo, la torre fa da schermo e non arriva la linea internet. Quando riusciamo a prendere il segnale, lo perdiamo subito dopo. Attenderemo con pazienza e grinta.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 105. Milano, 21 marzo 2012

Oggi è venuto a visitarci un medico di Emergency. Ci ha detto di averci trovato in forze, nonostante la situazione in cui siamo costretti a vivere. È iniziata la primavera, e il caldo è aumentato, questo è debilitante per chi vive come noi, con poca ombra per tutto il giorno. Cerchiamo di ripararci come possiamo. Il sole batte molto di più da quando è iniziata la protesta e la variazione di temperatura ci ha fatto venire un po’ di raffreddore. Anche l’aria che respiriamo non è il massimo. Al presidio il morale resta alto, anche se continua questo assordante silenzio.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 104. Milano, 20 marzo 2012

Sono arrivato quasi al cinquantesimo giorno e nessuno mi ha comunicato novità. Sotto di noi sento che il fronte si sta spaccando per colpa di pochi. La Regione Lombardia e le aziende che hanno firmato il contratto del 30 dicembre scorso si incontreranno a breve per confermare un tavolo tecnico e procedere alle assunzioni di quei pochi che hanno accettato. Un anno e la rinuncia a denunciare Trenitalia. Invece di chiamare un tavolo nazionale per abrogare quell’accordo, le Rsu di Cisl, Uil e Ugl, si siederanno con i signori di Trenord e accetteranno il ricatto. Stranamente i sindacalisti che hanno firmato sono anche quelli che, dopo le varie strette di mano, andranno a lavorare. Tutto ciò darà loro una poltrona, ma andrà a colpire chi, come noi, sta lottando da tutto questo tempo. Alcuni sono padri di famiglia e non possono dire di no a un anno di stipendio. Chi ha preparato questa intesa non ha tenuto conto del resto e ha preferito obbligarci a dividerci.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 103. Milano, 19 marzo 2012

Venerdì è venuto a trovarci Fabio Volo, è salito e abbiamo parlato un po’. Ha cercato di capire quelli che sono i nostri problemi e ci ha promesso che proverà a far conoscere la nostra vertenza. Oggi ho problemi di tosse, quassù ci sono sbalzi di temperatura molto forti. Se non ci si copre di sera si rischia di beccarsi un malanno. Si passa dai venti agli otto gradi.
Per il resto va bene, ma oggi è lunedì non mi sento di aggiungere altro.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 100. Milano, 16 marzo 2012

Foto Kikapress

Dall’8 dicembre sono passati cento giorni e tutto è fermo. Nulla di nuovo oltre quell’orizzonte. Ci sono molte difficoltà a convocare un tavolo nazionale, la prima è la volontà di farlo. Vogliono buttarci fuori dal mondo ferroviario, quello di Trenord è un contratto farsa che porterà molti lavoratori a uscire dalla vertenza nazionale quando verrà aperta e proseguirà lungo la sua strada. Abbiamo fatto i ferrovieri da sempre e ora non ce lo riconoscono. I posti dell’Angels Service che dovevano essere attivati da gennaio sono fermi. La Regione Veneto voleva intervenire per i suoi 28 licenziati con un accordo con la Wasteels che copre la tratta fino a Parigi, ma su quel treno c’è solo personale francese, i nostri volevano mandarli a fare le pulizie in società fittizie e in subappalto. Per la società committente dei servizi, Trenitalia, noi rimaniamo i ferrovieri di serie B e per tanto vogliono liberarsi di noi.

Stanislao

Oggi ho appreso dell’ultimo tiro mancino: ai colleghi che si sono recati al colloquio di lavoro, Trenord ha promesso assunzioni a tempo determinato in cambio di una rinuncia ufficiale a continuare la vertenza contro Trenitalia. Uno schifo. L’accordo regionale è un accordo farsa. E doverlo dimostrare ci dà coraggio. Cento giorni? Ne farei altri cento se dovesse servire a far capire a questa gente che razza di ingiustizia sta commettendo. Sono abbastanza lucido e guardo la realtà in faccia, con l’idea e la convinzione di volerla cambiare.

Rocco

Non so se sto meglio sotto o sopra la torre. Cerco comunque di combattere come se stessi ancora lassù. Oggi sono cento giorni dall’inizio della lotta. La stanchezza si fa sentire, ma noi non abbiamo intenzione di mollare: difendiamo un diritto prezioso – tanto quanto quello dell’accesso all’acqua – che è quello alla mobilità, sancito dall’articolo 16 della nostra Costituzione. Il ripristino dei treni notte è fondamentale quindi. La difficoltà più grande è questo gelo istituzionale. Alcune realtà, però, si stanno muovendo: l’unione consumatori per esempio. Il resto sono iniziative separate e timide che rendono la macchina lenta, ma non immobile. La differenza fra combattere sopra e farlo sotto sta la percezione delle cose. Alcune voci che vogliono colpirti, da sopra non le senti, non ti toccano. Qui è differente, ma l’importante è non perdere mai l’obiettivo.

Oliviero

Non ci sono progressi nella trattativa. Dopo cento giorni guardandomi dietro vedo che i tempi lunghi che avevamo prospettato si sono avverati. Ma sono sempre stato positivo e continuo ad esserlo. Sempre. Anche i ragazzi che ora sono sulla torre, restano determinati e intendono andare avanti per lungo tempo. Continuerò anche io a dargli coraggio da giù.

Carmine

Cento giorni qui. Sapevamo fin dall’inizio che non sarebbe stata una cento metri ostacoli, ma una maratona. Avevamo preventivato di arrivare a Primavera: abbiamo toccato un tasto dolente, quello degli appalti, che sono il marcio presente nei palazzi. Per questo siamo saliti sulla torre, perché è stato toccato un servizio pubblico. In questa storia c’è anche un attacco all’articolo 18. Le persone che gestiscono l’azienda fanno parte di una cricca che ha azzerato il personale e le loro buste paga. Siamo ancora qui e non abbiamo intenzione di fermarci finché non sarà convocato un tavolo nazionale. Siamo consapevoli che è difficile perché abbiamo toccato troppi interessi di malaffare: le ferrovie oggi sono come è stata la Sanità ieri, un posto dove si può “mangiare”, e si può mangiare tanto. E io penso a quelli che erano i nostri viaggiatori, non i manager in 24 ore, ma i migranti: chi doveva partire da Palermo per farsi quindici giorni a Modena, Reggio Emilia, Parma, Milano, Torino, Venezia; o gente malata che doveva venire al Nord per curarsi. Penso ai bambini. Ho lavorato per quattro anni su Torino, tratta Milano, Roma, Genova, Torino. Quanti bambini ho conosciuto che venivano a curarsi al Gaslini, famiglie intere che facevano avanti e indietro. Gli ultimi giovani precari che si spostavano da Bari e Lecce per venire a lavorare nei call center a Milano e che mi domandavano: «come facciamo a tornare a casa ora che ci sarà solo la freccia bianca?». E da Trenitalia sempre la solita litania: il settore era in crisi, era in perdita. Noi avevamo un milione e mezzo di trasportati all’anno, e solo nei quattro treni che erano rimasti. La verità è che c’erano troppi giri d’affari, e noi avevamo un contratto che gli costava troppo per poterci speculare. Chi subentrerà nella gara d’appalto non vuole la nostra categoria, ma precari da pagare quattro soldi. Se la gara d’appalto è di cinquanta milioni di euro, loro devono guadagnarci quaranta, e i restanti dieci spenderli per gli stipendi. Moretti ha spianato la strada a questa gente, cancellando tutto il personale e provando a intontire il Paese con la formula “ammortizzatori sociali”. Ma io non voglio essere un peso per gli italiani. A parte il fatto che ora con la crisi io sarò l’ultimo a essere iscritto nelle liste di collocamento. Vado avanti con i risparmi che ho accumulato negli anni. Speriamo che almeno ci diano una liquidazione. La nostra non è una lotta a chi arriva prima. Non voglio pensare di entrare prima in lista perché sono salito sulla torre. Non fa parte del mio Dna. Non è giusto. Io credo solo che devono rimettere in movimento quei treni.

Giuseppe

 

Giorno 98. Milano, 14 marzo 2012

Oggi è venuto a trovarci il cantautore Daniele Silvestri. È davvero una brava persona, vicina ai problemi dei lavoratori. È salito sulla torre per portarci la sua solidarietà e il suo calore umano. Ha detto che voleva parlarci a quattr’occhi e starci vicino. Gli abbiamo raccontato le nostre storie e lui ci ha promesso che si impegnerà per organizzare qualche iniziativa di sensibilizzazione alla nostra vertenza. Stiamo aspettando questa benedetta trattativa che continua a non muoversi, neanche ad avviarsi. Noi attendiamo, ma purtroppo è tutto immobile. Sembra davvero che ci abbiano dimenticato. Solamente il Comune di Milano ci aiuta in qualche modo mandandoci quotidianamente i pasti. Sulla torre da una settimana abbiamo appeso uno striscione in onore a Placido Rizzotto: un sindacalista che sapeva fare il suo dovere. Dovrebbe essere d’esempio per tutti quelli che dicono di essere sindacalisti, ma che continuano a ignorare i lavoratori.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 97. Milano, 13 marzo 2012

Il sole splende su Milano, ma non sulla nostra vertenza. Il tavolo di trattative nazionale non viene convocato. I sindacati, l’ho detto e lo ripeto, si sono completamente dimenticati di noi. Io sono un iscritto Cisl, e mi ha fatto davvero male leggere le dichiarazioni che il segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni, ha fatto a Repubblica. Ha detto che il primo che è sceso dalla torre è andato poi a lavorare con l’accordo fatto da noi. Ma non è vero. Giuseppe Gison continua a non lavorare. La Cisl dice che la nostra è una passerella, quando invece per noi è la lotta della vita. Una lotta che dura da novantasette giorni. E loro? Hanno firmato un accordo territoriale, non tenendo conto degli altri lavoratori licenziati in tutta Italia, e poi hanno decantato di avere assegnato nuovi posti di lavoro che invece non esistono. Secondo questa gente, due compagnie, la Angels Service e la Trenord, avrebbero già dovuto assumere alcuni di noi, ma questo non è stato fatto. È una bugia, semplicemente una bugia. Sarebbe ora che si finisse di fare il gioco dei padroni. I sindacati in Italia dovrebbero stare dalla parte dei lavoratori, non prenderli in giro. Oggi ho sentito anche Susanna Camusso sostenere che la priorità è quella di collegare la Calabria e la Sicilia al resto d’Italia mediante quel sistema ferroviario nazionale che Trenitalia sta frammentando. Camusso ha parlato dell’importanza dei treni notte, che invece sono stati ridotti e che probabilmente si cercherà di abolire del tutto. Ma anche lei, con gli altri esponenti sindacali, dovrebbe darsi una mossa ed evitare che le sue dichiarazioni rimangano tali. Qui rischiamo di passare altri tre mesi su questa torre.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 96. Milano, 12 marzo 2012

La trattativa è ferma, e l’unica cosa che ci hanno fatto sapere è che la gara d’appalto dei servizi notte esistenti si è fermata. È una revoca che non ci è dato sapere che cosa comporterà. Si abbatterà sui colleghi che lavorano sui treni che partono verso il Sud da Bologna e da Roma. Sono le vetture che hanno spezzettato il servizio su rete nazionale. Non sappiamo cosa comporterà questa revoca della gara, e non sappiamo cosa abbiano in mente i signori di Trenitalia. Staremo a vedere cosa accadrà in futuro. Noi stiamo bene, oggi è il novantaseiesimo giorno, andiamo avanti e siamo forti. La visita di don Gallo, lo scorso weekend, ci ha fatto bene. Ci ha ricordato l’importanza della resistenza, ci ha ribadito di non mollare la lotta. Quell’uomo ci ha lasciato tante cose: non dimenticherò, in particolare, quando ha detto che noi siamo una delle prove del fallimento del capitalismo mondiale. È un concetto che ha ripetuto più volte: siamo dei prodotti di un modello economico non riuscito.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 90. Milano, 6 marzo 2012

Oggi sono venuti quelli di Striscia la Notizia. Ma non voglio parlare di questo. Oggi voglio dirvi quanto sono incazzato: abbiamo passato la notte sotto la pioggia. I teloni non hanno retto e abbiamo preso acqua. Tanta acqua. Ma non è la pioggia che ci fa paura. È, piuttosto, questo immobilismo dei sindacati che continua ad andare avanti: i segretari nazionali, i segretari regionali, non stanno muovendo un dito. Una parte sindacale ci ha detto: «L’unica soluzione è scendere, e basta». Un’altra parte ha sottoscritto un accordo fasullo e parziale con la Regione Lombardia che non ha tenuto conto degli altri 650 colleghi licenziati in altre parti d’Italia. Nessuno si è assunto le proprie responsabilità. Questi esponenti delle parti sociali si dovrebbero solo vergognare, perché non hanno alcuna visione di quanto sta accadendo nella realtà. Qualche sindacalista ha anche dichiarato a la Repubblica che la nostra è una semplice autogestione: e tutto perché lui non sa fare ciò per cui è pagato. Siamo arrivati a tre mesi di protesta, e questa gente pur di mantenere i propri privilegi sindacali, ci ha venduto con tutte le scarpe. Non sono riusciti, in tre mesi, a organizzare uno sciopero, una protesta; non sono riusciti a convocare un tavolo serio, nonostante ci siano in ballo il futuro di 800 famiglie e un servizio di cui gli italiani hanno bisogno. Ci hanno venduto in cambio della poltrona che il loro imperatore Mauro Moretti continua a garantirgli. Sono tutti ferrovieri che non hanno mai lavorato un giorno nella loro vita e che, siccome noi non facciamo parte della loro casta, hanno preferito lavarsi le mani di tutta la vertenza. La trattativa oggi sembra morta, e nessuno propone un’alternativa. Io e Rocco continuiamo a stare quassù, ma solo vedere i miei colleghi con le lacrime agli occhi, ormai da tre mesi, mi fa un male cane.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 89. Milano, 5 marzo 2012

Oggi la pioggia ci ha bucato i teloni. Li stiamo riparando. Ed è tornato il freddo. Abbiamo letto della protesta No Tav in questi giorni. Purtroppo queste scelte sono sbagliate, ma inevitabili visto che lo Stato è sordo alla volontà di chi vive in Val di Susa. Mi chiedo se sia giusto che i governanti vadano contro la volontà del popolo. Perché non si fa un referendum? Perché non si chiede direttamente al popolo italiano se vuole un’opera di quella portata? Sono contento che Luca Abbà sia fuori pericolo di vita, e sono contento che la situazione generale sia più tranquilla. Tre giorni fa Francesco Guccini ha incontrato Carmine e Massimo in un hotel di Milano. Ci ha fatto sapere che ci sta vicino e che ci segue. È bello avere un altro appoggio di questa importanza. Quello che invece continua a mancarci è il sostegno dei sindacati. Ancora non riescono a ottenere il tavolo nazionale e a noi non comunicano alcuna notizia. Io continuo a credere che non sia giusto che ottocento lavoratori e le loro famiglie vivano senza uno stipendio. I sussidi di disoccupazione, 850 euro al mese, presto finiranno.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 84. Milano, 29 febbraio 2012

Ci siamo svegliati presto stamattina. Anche la torre ha bisogno di manutenzione. Abbiamo sistemato il pavimento, un pavimento fatto di cartoni, e poi abbiamo sistemato il tetto: il rischio pioggia è sempre alto, e non vogliamo correre rischi. Oggi è l’ottantaquattresimo giorno, e non è ancora arrivata nessuna notizia dal mondo politico e da quello sindacale. Mi viene da pensare che è una vergogna. C’è solo questa parola nella mia testa da quasi tre mesi. Penso ogni giorno che l’Italia stia affondando davvero, che non è un’invenzione dei giornali e della gente comune. Me ne accorgo leggendo i quotidiani e vivendo su una torre senza che nessuno, a parte i miei colleghi e i cittadini solidali, si degni di muovere un dito per noi. Ogni giorno sento la mia famiglia che continua a chiedermi se si sta muovendo qualcosa. A volte mi sembra una triste cantilena: “Notizie? Notizie? Notizie?”. Sono giorni tutti uguali, tutti senza un lavoro e tutti vissuti sopra questa torre.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 83. Milano, 28 febbraio 2012

Il sole va e viene oggi. Leggo il giornale e apprendo i particolari della vicenda che ha coinvolto quel povero ragazzo, Luca Abbà. Una vicenda che parte da una ancora più grande, che da anni si è abbattuta su tutto il popolo della Val di Susa. Che non vuole che un treno attraversi e deturpi la loro terra. È veramente scandaloso, improponibile che in un Paese civile ci sia bisogno di ricorrere a certi gesti per farsi sentire. È allucinante. Più giorni passano più mi rendo conto che in Italia, che si reputa uno Stato civile e democratico, un cittadino non dovrebbe arrivare a tanto per risolvere i suoi problemi. Certe scelte azzardate sono avallate anche dalle istituzioni, e questo è un enorme dispiacere. La nostra vertenza è ferma. Continua a esserci uno stato di immobilismo generale che è incomprensibile. Aspettiamo i tempi della politica che sono lunghi, ma noi siamo abbastanza pazienti e la base della torre si sta allargando. Parlo anche della mia Calabria. Ho saputo che i miei concittadini di Paola si sono attivati per raccogliere le firme per noi. In quindici giorni ci sono stati mille firmatari. Alcuni di loro li ho sentiti e li ho ringraziati di persona. È un grande gesto di solidarietà che evidenzia un grande cuore. Gli voglio bene. Speriamo che questa petizione raggiunga il risultato sperato: arrivare alla commissione trasporti di Bruxelles. Speriamo che tutto questo serva a qualcosa.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 82. Milano, 27 febbraio 2012

foto E il mensile

Non è stato facile decidere di scendere nonostante i quasi 80 giorni. Il cuore mi diceva che dovevo tornare per abbracciare mia figlia che mi aspettava da un po’, e la mente con la buona salute, grazie a Dio, che mi diceva che potevo rimandare perché non volevo lasciare Stanislao solo. Lui sicuramente se la sarebbe cavata comunque e avrebbe continuato con la stessa convinzione la nostra resistenza civile contro la soppressione di un bene comune quale è quello dei treni notte sui quali noi vogliamo tornare a lavorare. Ora che sono a casa, in famiglia, con mia figlia penso che non potevo più rimandare la mia discesa, ma il mio pensiero è sempre verso la torre con chi ci sta sopra. Infatti ogni sera mi informo sulle loro condizioni di salute. La lotta civile continua.

RESISTENZA!

Oliviero

 

Sto bene. I primi due giorni sulla torre sono stati tranquilli, sono pronto a tutto. Mi sono preparato psicologicamente per salire quassù e posso dire di essere disposto a resistere per  il tempo necessario a risolvere questo braccio di ferro. Stamattina abbiamo letto le notizie, alcune drammatiche, e poi siamo scesi al primo piano della torre dove viviamo per la maggior parte della giornata. Da sotto non ci fanno mai mancare l’appoggio. Solo ora capisco quanto sia importante la presenza dei colleghi del presidio permanente, nonostante vi abbia preso parte fin dall’inizio. Penso a Luca Abbà oggi. Penso che queste cose non devono capitare, penso che non è giusto che qualcuno si arrampichi su una torre per protestare, perché sia rispettato un proprio diritto. Però siamo costretti a farlo, purtroppo siamo in Italia.

Ci sentiamo domani…

Rocco

 

Giorno 80. Milano, 25 febbraio 2012

All’una di ieri notte è salito Rocco per continuare questa lotta. La sua decisione rende questa meravigliosa giornata di sole ancora più bella. Il nostro umore è alto quando il tempo è sereno. Ripenso a Oliviero, ripenso al fatto che la sua discesa era quasi inevitabile dopo ottanta giorni al freddo. Ha passato quassù anche Capodanno. Non è incredibile? Pensare che siamo in Italia. Rocco è un altro lottatore, ha la tempra dura del calabrese. Per tutti questi mesi è stato al nostro fianco, aiutandoci in tutto e per tutto. Conosce benissimo le esigenze di quello che ormai noi chiamiamo il presidio del cuore.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 79. Milano, 24 febbraio 2012

Stamattina è sceso Oliviero. Lo capisco, settantanove giorni sono settantanove giorni. È sceso sereno e credo che abbia fatto la scelta migliore. Il corpo ha delle esigenze e noi sacrifici umani non ne vogliamo. L’importante è che il presidio vada avanti. Lui vuole questo, noi tutti lo vogliamo. Giù sono in tanti, c’è sempre qualcuno che potrebbe salire. Non so se accadrà, è un sacrificio davvero grande. Se qualcuno se la sente qui di spazio ce n’è, in fondo lottiamo tutti per lo stesso obiettivo. L’unica cosa di cui sono certo è che, solo o in compagnia, io sono convinto a non mollare, ad andare avanti. Spero che il fisico me lo permetta. Prima di tornare a terra Oliviero mi ha detto di tenere duro, non ha aggiunto altro. A lui non dispiaceva restare qui, avrebbe continuato per altri tre mesi scommetto. È uno che crede nella lotta. Solo che ha delle esigenze personali e una figlia di 8 anni che vive con i nonni. Non poteva restare qui ancora per tanto tempo. E ha fatto bene a scendere. Oggi ho solo un pensiero: la scelta di Oliviero non deve influire sulla forza della protesta.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 78. Milano, 23 febbraio 2012

Oggi è come tutti gli altri giorni. Sveglia alle nove e lettura dei giornali: stiamo passando così le giornate, aspettando una risposta dalla politica. Dalla politica e dai sindacati che sembrano essere latitanti. C’è un immobilismo totale che ci lascia esterrefatti. Credevamo in certe cose, in certi valori che sembrano non esistere più. Oggi è la mia terza settimana sulla torre. 21 giorni esatti. A volte credo di non farcela poi, guardando i miei ex colleghi e la società civile che ci sta intorno, sono sempre più convinto che valga la pena lottare. Ci rendiamo conto che i sacrifici che facciamo quassù rappresentano quelli di tutti i cittadini che hanno a cuore un servizio pubblico fondamentale. C’è una società che ci dà piena solidarietà e che si rende disponibile a lottare con noi. Siamo soddisfatti di questo: è anche per loro che resistiamo. Lo capisco quando guardo i loro occhi da qua sopra. Poi ci sono le parole, quelle che mi dicono e quelle che mi regalano: mi hanno mandato dei libri. Sto leggendo Uomini e no di Elio Vittorini e il Giovane Holden di J.D. Salinger.Poi c’è la mia famiglia. Sento i miei genitori ogni giorno, per farli stare più tranquilli. A mille chilometri di distanza non è semplice. A parte la preoccupazione per la mia salute, loro mi sostengono in questa lotta perché la ritengono giusta, e anche perché hanno sempre creduto in quello che ho fatto. Voglio dire a loro e a tutta la società, che non li abbandoneremo mai. Abbiamo i vostri messaggi, tutti. Ci danno forza e ci riempiono il cuore di gioia.

Ci sentiamo domani…

Stanislao

 

Giorno 77. Milano, 22 febbraio 2012

Oggi è una bella giornata, climaticamente parlando. Anche il sole ci sta scaldando e ci dà conforto. Abbiamo sentito dell’incontro fra Nichi Vendola e il ministro Passera per il ripristino dei treni notte sull’Adriatica e il rafforzamento delle infrastrutture nel Mezzogiorno. Per noi è un segnale di apertura. Questo non è ancora sufficiente, ma noi ci siamo e continuiamo ad andare avanti. Il morale è buono, ci sono queste attese che sono quelle che in genere ti fanno riflettere di più. Questa è la fase più difficile in cui sai che dovresti raccogliere, ma non riesci a vedere la luce in fondo al tunnel. Cerchiamo di essere più ottimisti possibili. In fondo quando abbiamo preso la strada della lotta civile sapevamo che oltre a rivendicare il posto di lavoro, avremmo rivendicato anche il diritto di tutti i cittadini italiani. È l’una e due minuti, ora ci stanno mandando su il pranzo. Sono arrivati i quotidiani e i libri. Stanislao preferisce i secondi, io do la priorità all’informazione. Dopo le telefonate del primo pomeriggio, faremo quattro chiacchiere con le persone che sono venute qui al binario per trovarci: cittadini vicini, colleghi, amici. Ieri è venuto a farci visita Pancho Pardi che si è impegnato a fare pressione affinché anche la Regione Toscana inizi a lottare per il ripristino dei treni notte. La visita più bella, però, è stata quella di due bambini. Hanno regalato alla nostra lotta i loro salvadanai. Sono il simbolo della generosità di quell’Italia che combatte questa battaglia insieme a noi e contro chi vuole stracciare la nostra Costituzione.

Ci sentiamo domani…

Oliviero

 

testi raccolti da Antonio Marafioti

8 Responses to Binario 21/ Il diario: giorno 192

  1. antonio Rispondi

    22 febbraio 2012 at 23:33

    E’ STATA UNA GRAN VIGLIACCATA DA PARTE DI FS, SIA PER VOI LAVORATORI E LE VOSTRE FAMIGLIE E PER NOI UTENTI.
    SPESSO HO PRESO IL TRENO NOTTE VENEZIA SIRACUSA, NON SI DOVEVA CAMBIARE E LE CUCCETTE ERANO SEMPRE OCCUPATE, INFATTI SI DOVEVA PRENOTARE. DI STO PASSO PER I LUNGHI TRAGITTI CONVIENE L’AEREO, CON PREZZI ENORMEMENTE INFERIORI.
    APPOGGIO LA VOSTRA LOTTA E SPERO CHE RIUSCITE TUTTI A RIAVERE IL VOSTRO LAVORO E NOI UN SERVIZIO, CHE IN UN PAESE CIVILE E’ GARANTITO.
    UN ABBRACCIO A TUTTI VOI. ANTONIO

  2. Francesco Rispondi

    23 febbraio 2012 at 19:32

    Chi resiste vince, anche se tante volte non si vuole accettare la vittoria di chi è costretto a testimoniare, l’unica vita che ha ricevuto in dono. Quale quotidianità per i padroni che non sono padroni ma solo firme di un profitto prostituito alle industrie delle loro guerre… E dopo aver visto il concerto e qualche intervista esprimo calorosamente tutta la mia vicinanza e solidarietà dalle preghiere all’attenzione quotidiana Grazie di ESISTERE operai per me non siete uno scarto di fabbrica delle FS ma la vita pigiata e traboccante del tino dell’ira in una Apocalisse che siamo.

  3. Francesco C Rispondi

    24 febbraio 2012 at 00:08

    Abito a Lipari-Isole Eolie (Me), appoggio la vostra dura e democratica lotta prima di tutto per il vostro posto di lavoro e le vostre dignitosissime famiglie e poi per tutti coloro che non possono o non vogliono viaggiare in aereo. Mia figlia studia al Nord e abbiamo parenti lassù. I prezzi sono assurdi per fare il viaggio in treno e i tempi ancora di più. MA GUARDATE COSA HA STUDIATO TRENITALIA: UN TRENO DA LIVORNO A VIENNA CON CUCCETTE E VAGONI LETTO: ma perchè per anadare a Milano, Venezia o Torino devo cambiare e loro per andare a fare una vacanza hanno tutti i diritti??? leggete e fate leggere ai dirigenti questo link: (http://www.mondointasca.org/articolo.php?ida=22021&sez=15) Non facciamo discorsi economici, i servizi pubblici sono un diritto, ammesso che ce ne siano ancora per gli ultimi. FORZA AMICI !!!

  4. salvatore Rispondi

    24 febbraio 2012 at 23:01

    Io…. avevo un bel servizo con la Freccia della Laguna, senza cambiare, salivo a Ferrara e scendevo a Giarre Riposto, ora Trenitalia, mi da il SERVIZIETTO, soprattutto se il treno dalla sicilia arriva in ritardo a Napoli di 30 minuti e l’AV delle 7:45 non ci attende, si deve prendere il treno AV successivo 8:45 viaggiando in piedi ovviamente perche non si ha la prenotazione che … per ora.. sottolineo il per ora, Trenitalia non richiede il pagamento di un altro biglietto ancora.
    il prossimo SERVIZZIETTO sarà che dovro attraversare a nuoto lo stretto di messina ?
    RIVOGLIO IL COLLEGAMENTO DIRETTO NORD SUD E VICEVERSA !

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  6. lorenzo Rispondi

    20 marzo 2012 at 09:37

    Tanta solidarietà a voi Amici miei, in questo momento di difficoltà nessuno come voi può capire quanto possa essere difficile sorridere e, attraverso questo, andare avanti ma.. vorrei davvero tanto che voi poteste riuscire a farlo, nonostante tutto ciò che questi uomini avari (e avarizia, considerando l’interdipendenza che vige tra tutti noi esseri umani che viviamo su questa nostra Terra, significa profonda IGNORANZA, perchè chi nega la felicità al prossimo, la nega anche a sè stesso, pur nascondendoselo dietro alla facciata di una macchina o di una casa più bella) vi stanno provocando, cercate di mantenere il Sorriso e ricordate che è un vostro diritto essere felici e che, nonostante le avversità, farlo valere sta solo a voi, guardando nella direzione giusta, cominciando dagli occhi di chi vi vuole bene e vi sta aiutando e supportando!
    Vi auguro di cuore tutta la fortuna del mondo, tenete duro anche per voi, state spianando una strana migliore per i giovani come me e.. anche se non si “vede”, sappiate che tanti come me, oggi e domani, vi saranno infinitamente grati!

  7. Cinzia Rispondi

    21 marzo 2012 at 21:47

    Siamo sempre con VOI perchè siete uno dei tanti piccoli fari che squarciano l’oscurità della mancanza di valori, di avidità, egoismo e interessi personali che pervade il nostro Paese. Alcune alte istituzioni al pari degli infimi politicanti usano ora parole come ‘bene comune’, ‘il bene della collettività’, per convincerci che dobbiamo accettare le loro soluzioni, che guarda caso sono sempre a senso unico e richiedono il sacrificio agli stessi. Mi chiedo, però, come mai, la loro determinazione nel sostenere tagli e licenziamenti nnon si tramuta anche nel coraggio di intervenire su questioni cruciali quali la corruzione dilagante o le loro spese e privilegi. ‘Collettività’ e ‘bene comune’ significano anche rispetto e protezione dei diritti dei singoli che ne fanno parte.

  8. domenico stimolo Rispondi

    19 giugno 2012 at 14:34

    Tante sono le lotte dure in difesa del posto di lavoro che nel corso degli ultimi anni hanno attraversato l’Italia.

    La vostra, cari amici e compagni di percorso per un mondo migliore, per durata, abnegazione, moralità ed insegnamento civile e democratico, merita il massimo rispetto.

    Vince sicuramente il premio di ” fedeltà al lavoro” fatto in difesa delle esigenze fondamentali per la sopravvivenza quotidiana vostra, personale, e delle famiglie connesse.

    Molti mendaci propagandisti, con le pance piene, fanno finta di dimenticare che il lavoro, prima che “nobilitare”, è strumento fondamentale per l’umana sopravvivenza, almeno per chi è aduso alla legalità e al rispetto dei valori impressi dalla Costituzione, quella conquistata con il sangue dei Resistenti.

    domenico stimolo

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