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Kosovo, contestato inviato Ue

22 giugno 2012versione stampabile

Robert Cooper, inviato dell’Unione Europea per la questione delle relazioni tra Serbia e Kosovo, appena giunto a Pristina per incontrare il premier Hashim Thaci e prima di volare a Belgrado, è stato contestato dalla folla nella capitale kosovara.

Ermal Meta/AFP/Getty Images

Un lancio di pomodori ha accolto Cooper, dove militanti del movimento radicale Vetvendosjie (Autodeterminazione) guidato dal leader Albin Kurti, hanno chiesto la sospensione di qualsiasi trattativa con la Serbia e l’unione con l’Albania.

”Continueremo a ribadire il nostro no con tutti i mezzi possibili”, ha dichiarato il parlamentare Gllauk Konjufca. ”L’autonomia che i nostri governanti sono pronti a riconoscere al nord del Kosovo, metterebbe a repentaglio la nostra sovranità”.

I contestatori si riferiscono a quello che sempre più pare l’unica exut strategy che Bruxelles è in grado id mettere in campo per la soluzione della querelle tra Serbia e Kosovo. Dopo la guerra del 1999, infatti, la zona settentrionale della ex provincia della Serbia è l’unica a maggioranza serba. Per normalizzare le relazioni tra i due stati, l’Ue punta a far riconoscere una forte autonomia al Kosovo settentrionale.

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