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Ucraina, scontri violenti dopo che il russo è diventato lingua ufficiale

4 luglio 2012versione stampabile

Decine di scontri si stanno verificando in queste ore nella capitale Ucraina di Kiev tra la polizia e i manifestanti che si oppongono alla legge che fa diventare il russo lingua ufficiale.

 

SERGEI SUPINSKY/AFP/Getty Images

In particolare, gli scontri più violenti si sono avuti stamattina, intorno all’edificio in cui il presidente Viktor Yanukovich avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa alle 11.30.

La legge in questione, proposta dal partito di Yanukovich, è stata adottata dalla Rada, il Parlamento ucraino, ieri, senza dibattito alcuno su numerosi emendamenti.

Circa 700 persone sono scese in piazza per protestare contro una norma che ritengono ingiusta nei confronti della lingua ucraina. Tra gli attivisti anche Vitali Klitschko, pugile di fama che è rimasto ferito durante i disordini.

Secondo quanto riferito dal ministero dell’Interno, anche tra la polizia, equipaggiata con caschi, scudi e manganelli, ci sono dei feriti. Almeno dieci poliziotti sono stati ricoverati in ospedale dopo essere stati aggrediti dai manifestanti con bottiglie e spray lacrimogeni.

La legge approvata in Parlamento ha registrato anche il dissenso del presidente e del vice presidente del Parlamento, Volodymyr Lytvyn e Mykola Tomenko, i quali hanno lasciato l’aula in segno di protesta. Questo ha costretto il presidente Viktor Yanukovich ad affermare che non è da escludere uno scioglimento anticipato della Rada (le elezioni legislative sono comunque fissate per il prossimo ottobre).

I manifestanti, intanto, continuano a protestare affinché Yanukovich non firmi la legge. Se ciò avverrà, infatti, il russo diventerà legge ufficiale regionale in ogni zona del Paese in cui almeno il dieci per cento degli abitanti lo parli come prima lingua (ovvero in 13 delle 27 regioni in cui è diviso il Paese, Kiev inclusa).

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