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Il saluto di Emergency

16 luglio 2012versione stampabile

Di Cecilia Strada
Presidente di Emergency, già collaboratrice di PeaceReporter

E-il mensile interrompe le pubblicazioni. Diciott’anni di lavoro con Emergency mi hanno insegnato a lavorare con la testa e con il cuore e in questo saluto voglio farli parlare entrambi.

La testa dice che Emergency non può più permettersi di sostenere i costi di questo straordinario progetto culturale, che parte dal 2003, con un quotidiano online, e si conclude alla fine di questo mese, con l’ultimo numero di un mensile di carta.

Come sapete, la crisi economica globale ha dato un colpo durissimo a tutte le realtà che, come Emergency, vivono soprattutto delle donazioni dei piccoli contribuenti: proprio le prime vittime della crisi. La difficile situazione mondiale riempie le sale d’attesa delle nostre strutture sanitarie, anche in Italia, dove visitiamo sempre più cittadini italiani; la difficile situazione mondiale priva i nostri sostenitori – per la maggior parte, proprio cittadini italiani – della possibilità di continuare a donare per tutte le buone cause come quella di Emergency. Essere costretti a lavorare sempre di più, potendo contare su sempre minori risorse economiche: questa, in estrema sintesi, è la realtà che Emergency sta affrontando da più di un anno. Per far fronte a questa situazione, siamo costretti a scegliere: e prima di chiudere la porta di un ospedale, siamo costretti a chiudere la porta di un giornale. Siamo costretti a rinunciare a uno strumento (che è fatto di molte cose: della carta di questo mensile, dei pixel del quotidiano online, delle immagini e dei suoni di tutti i prodotti multimediali) che in questo momento non possiamo più sostenere. È una grossa rinuncia, per tutti noi: fare cultura, cultura di pace, cultura di diritti e solidarietà, è uno degli obiettivi statutari di Emergency, quello che ci ha portato, nel 2003, a dare il via al progetto PeaceReporter.

E il cuore, cosa dice? Il cuore dice tutto il suo dolore per essere stati costretti a dover scegliere. Il cuore mi ricorda anche di non dare niente per scontato: ci capita mai di ringraziare uno dei nostri infermieri perché ha assistito bene un paziente? No, non lo ringraziamo, perché ha “solo” fatto il suo dovere, lo diamo per scontato. Eppure, è giusto, bello e utile dirselo, ogni tanto.

Anche “il mondo di E”, dal direttore, all’intera redazione, a tutti i collaboratori che hanno reso possibile questo progetto, ha fatto “solo” il proprio dovere: fare cultura, farne tanta, farla bene. Però, in questo saluto, il cuore mi ricorda di dirlo, e di dirlo a voce alta: grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, grazie per tutto quello che avete fatto e per come lo avete fatto.

La testa, in questo momento, deve dire addio. Il cuore sussurra: speriamo che sia un arrivederci.

 

87 Responses to Il saluto di Emergency

  1. valentina Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:21

    Ma… ma come? Vorrei fosse il primo aprile… Questa notizia è una doccia fredda. “E” era molto più di un giornale. Erano i vostri occhi sul mondo che non possiamo leggere altrove. Tristezza e grande amarezza

    • Lucia Mariuz Rispondi

      17 luglio 2012 at 16:50

      Sono davvero desolata. Vi ringrazio per la preziosa opera di informazione e spero di poter tornare a leggere E!

    • Elisabetta Rispondi

      23 luglio 2012 at 18:44

      mi dispiace tantissimo, anche se capisco la situazione. E è stato veramente l’unica informazione vera, quella che ormai da molto nessuno ci da pìù. Speriamo sia un arrivederci, Vi ringrazio e vi abbraccio tutti
      Elisabetta

    • Stefania Presta Rispondi

      28 luglio 2012 at 11:43

      Mi chiamo Stefania , codice abbonamento 64019, sono abbonata ad E IL MENSILE da quando e’ nato il giornale , e prima ancora leggevo Peacereporte.Mi ero abbonata al cartaceo , pur sapendo che era magari uno spreco di risorse e antieconomico, ma con l’intento di portarlo in giro e farlo vedere a piu’ persone possibili, non a caso me lo portavo sempre nei miei frequenti viaggi in treno. Timida illusione di diffonderlo ancora di piu’!!! E’ sconcertante dover apprendere che non verra’ piu’ fatto!!!Era una rivista stupenda e molto interessante, ma soprattutto diversa da quello che abitualmente si trova in giro. Capisco la scelta ma e’ pazzesco pensare a quante riviste di gossip vediamo ogni giorno sotto i nostri occhi!!!
      Mi dispiace veramente molto e mi sembra anche un fallimento per la libertà di stampa.MA GRAZIE DAVVERO COMUNQUE
      Saluti
      Stefania

  2. Grazia Sampietro Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:21

    Leggo con enorme dispiacere queste righe. Sono abbonata al mensile fino al febbraio 2013. Naturalmente so che il mio piccolo contributo verrà ‘spostato’ per le attività di Emergency, aggiungendosi a quello che posso dare ogni anno. Un abbraccio.

  3. Giuseppe Michieli Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:14

    Mi mancherete. La vostra voce riusciva a penetrare attraverso l’assordante silenzio sulle guerre e sulle miserie di milioni di umani. Grazie e… vi aspetto.

  4. Benny Maffei Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:16

    una notizia che mi rattrista moltissimo….in questi giorni il governo elargirà centinaia di milioni di euro a giornali e giornalisti che di questo hanno solo il nome e null’altro,mentre voi siete costretti a chiudere……non ho perso nessun vostro numero e li terrò tutti custoditi facendoli leggere a chi avrà voglia di guardare il mondo dal lato giusto…

  5. viviana Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:19

    mi dispiace tanto, faccio parte anch’io di un’associazione e vi capisco benissimo … anche noi abbiamo purtroppo dovuto fare delle scelte …

    Speriamo che prima o poi il giornale possa tornare nelle ns. caselle !

    ciao

  6. ventopiumoso Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:01

    voi siete una piccola ma vivida fiammella nel neroceano dominato dalle onde puteolenti del mainstream. allora spero arrivederci, e grazie per il vostro lavoro – di questi dieci anni per il giornale, da sempre per emergency.
    abbraccio

  7. Lena Ohlsson Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:12

    Spero sia una pausa!Una pausa puo essere lunga o corta dipende dalle circostaze!Io sono qui e aspetto che la pausa finisca e intanto vi ringrazio di tutto cio che fatte siete meravigliosi forti e coraggiosi.Come sarebbe questo mondo senza le persone come voi?!Vi aspetto!Lena

    • Tullio Florio Rispondi

      17 luglio 2012 at 12:52

      Vi ho sempre seguito dai tempi di Peacereporter perchè mi è sempre piaciuto come avete raccontato la realtà delle cose. Non è stato solo il diffondere una cultura di pace, ma il cercare di far scattare quel “clic” in chi leggeva per far si che proseguisse e capisse che”un altro mondo è possibile” non è uno slogan, ma qualcosa che parte da te. Da tempo deluso da altre riviste di “controinformazione”, ho acquistato con fiducia il primo numero, come ho continuato a comprare tutti gli altri, sapendo che non avreste tradito la linea editoriale che avevate scelto. Ho avuto modo di constatare di persona la disponibilità dei vostri giornalisti, subito pronti a dar voce alle istanze dimenticate. Il 25 luglio sarò in edicola a comprare l’ultimo numero della rivista sapendo con dolore che, una volta finita di leggerla, quel momento di gioia di sapere che c’è chi scrive con ferma decisione non ci sarà più il mese dopo. Un abbraccio di pace e resistenza.

  8. Gianni Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:18

    una notizia così brutta proprio non ci voleva.
    era un decennio che non si vedeva una rivista così ben fatta nella sua interezza.
    mi mancherà terribilmente, sebbene condivida le ragioni.
    Emergency, ti voglio bene.

  9. manuela failli Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:37

    che dire? tutto l’affetto possibile a voi di Emergency e a quelli che hanno lavorato per Peacereporter e poi per il giornale…è davvero un dispiacere.

  10. lia Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:55

    leggo tutto questo con la tristezza nel cuore…
    mi dispiace davvero ma spero e voglio che sia un arrivederci. a presto ragazzi

  11. frieda Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:05

    “Volere è potere”, così si dice…Forse sarebbe bastato mettere sullo stesso piano la nobile missione del curare i corpi ingiuriati dalle guerre (e dalla crisi, come ci ricorda la presidente di Emergency), con l’attenzione irrinunciabile verso cultura,(in)formazione e verità: forme altrettanto nobili di cura, ma dagli effetti meno visibili nel breve periodo.
    Questo però ha a che fare con la “visione” – molto più con la visione, che con la crisi economica…
    Grazie, E: hai abbondantemente meritato la tua “medaglia di umanità”. Spero di incontrarti di nuovo, da qualche parte.
    Peace.

  12. dino ruggiero Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:08

    noooo, non ci posso credere..!! Ho amato subito questo giornale davvero originale: lo leggo dall’inizio alla fine mi piace moltissimo tutto dal fomato alla carta all’inchiostro all’odore alle foto alle parole alle facce delle persone… come possiamo fare per aiutarvi a farlo ancora..?? Non abbandonateci: è un po’ il nostro “ospedale” dell’anima..!!

  13. paolo il pythe Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:12

    E’ davvero un peccato, anche se capisco, dolorosamente e profondamente, le motivazioni di questa scelta.
    E mi monta la rabbia, per tutte le idiozie che si pubblicano al solo scopo di distrarre le menti, per tutte le risorse che vanno sprecate e per l’intelligenza muta di chi lavora nell’ombra che rimarrà ancora più muta. Perché quando si spegne una voce d’informazione così è un lutto nazionale. Arrivederci, “E”, arrivederci ragazzi

  14. Rina Paolini Rispondi

    16 luglio 2012 at 21:23

    Avete già detto tutto… E’ con gran dispiacere che accolgo questa notizia. Mi mancherà tantissimo. Non c’è proprio niente che possiamo fare? Spero sia un “arrivederci”!

  15. Monica Rispondi

    16 luglio 2012 at 21:32

    Sinceramente dispiaciuta. Leggervi fa ridimensionare i problemi della vita quotidiana. Speriamo che sia davvero un arrivederci.

  16. Gio Rispondi

    16 luglio 2012 at 22:01

    Che dire Cecilia,
    secondo me si sta facendo un errore. Delle volte, e non e’ raro, degli articoli o dossier ben fatti sono in grado di salvare molte piu’ vite di quelle che puo’ salvare un ospedale.
    Gli ospedali sono bellissimi e utilissimi, pero’ denunciare le schifo di una guerra, come faceva il giornale e soprattutto il sito, hanno inciso tantissimo smuovendo in molte occasioni sia la politica che l’opinione pubblica. E sono questi i due fattori che fanno la differeza, la politica e l’opinione pubblica!
    Non si puo’ relegare solo ai gruppi scuola la cultura della pace!! Oppure ai pochi incontri che si fanno in giro per l’italia!
    Probabilmente, anzi sono sicuro, questa scelta salvera’ molte vite in meno, per il semplice motivo che avremo una testimonianza di pace in meno e di conseguenza qualche guerrafondaio in piu’(con tutto lo schifo che cio’ comporta).
    In italia non esiste una voce simile che ha cosi’ tanta autorvolezza!
    Chiudo con una provocazione che mi fa un po’ piangere il cuore. Emergency, senza il fattore denuncia, cosa avrebbe di diverso da associazioni legate ad esempio alla “compagnia delle opere”?? Anche le loro organizziazioni salvano vite, ma e’ giusto fermarsi solo a quello?

    un volontario

  17. Bruno Politeo Rispondi

    16 luglio 2012 at 23:47

    Una notizia triste, che non ci voleva! Era una bellissima rivista, ed originale. Non condividevo tutto, naturalmente, e non amavo le pagine a fumetti, mentre le foto erano incantevoli, come anche moltissimi articoli. Spero non si perda lo stampo, e quando il sole riprenderà’ a brillare, si tirino fuori le vecchie rotative e si continui la pubblicazione con ancora maggiore energia e passione!
    Bruno Politeo

  18. Angelo Rispondi

    17 luglio 2012 at 00:09

    Condivido pienamente quanto scritto dal volontario Giò. L’importanza della stampa è fondamentale, anche e soprattutto per gli obiettivi che vi date. Almeno il sito andava-andrebbe mantenuto aperto…magari solo riducendo il numero dei redattori, in attesa di tempi migliori, e lanciando nel frattempo una raccolta fondi apposita.
    Anch’io ho aderito ad Emergency proprio per il suo “fattore denuncia”: in tanti momenti è stata l’unica organizzazione a gridare forte dinanzi a tutti ciò che andava gridato a voce alta e forte, perchè alto e forte era il problema e l’abominio messo in atto.
    Da domani questa denuncia sarà un pò meno forte, mah.
    Certo, in quanto ai “problemi economici”, vi capisco benissimo. Da sette mesi mi han fatto tornare disoccupato, e ancora non se ne vede via d’uscita. Avrei voluto poter fare di più, ma purtroppo anche per me già è assai se riesco a confermarvi l’adesione con il rinnovo della tessera.
    Con immensa stima,
    Angelo

  19. Luciana Rispondi

    17 luglio 2012 at 00:14

    Anch”io sono convinta che in questo modo Emergency perdera’ voce e quindi richiamo! Mi displace di perdere un giornale che mi piaceva perche” le foto erano belle, i servizi originali, ma soprattutto perche’ mi raccontava una verita’ che nessun altro ha il coraggio di raccontare. Le mie donazioni, il mio slancio nel sostenere e suggerire ad altri di farlo sono arrivati grazie alle informazioni che il giornale mi ha trasmesso. Non condivido la scelta, ma massimo rispetto e sostegno rinnovato da parte mia. Peace! Luciana Raiteri

  20. Federica Marinacci Rispondi

    17 luglio 2012 at 11:15

    Ci conto che sia un arrivederci.
    Con tutto il cuore.
    Fede.

  21. sergio Rispondi

    17 luglio 2012 at 11:26

    Anch’io molto dispiaciutp per la chiusura del giornale.
    Pero’ puo’ essere un forte incitamento a tutti, per mettere a disposizione i nostri blog, siti web, pagine di Facebook, per veicolare il messaggio di pace di Emergency..
    Davvero, se riuscite, tenete in vita le pagine elettroniche: da qui potremo attingere le informazioni da distribuire sui nostri mezzi ;-)
    Buona vita!

    • livia Rispondi

      9 agosto 2012 at 00:42

      Questa mi pare un’idea… soprattutto se sarà un arrivederci. Chissà se ci penserete, fare una diffusione ben organizzata dalle pagine dei simpatizzanti.

  22. valeria scafetta Rispondi

    17 luglio 2012 at 12:19

    Ogni mese il mio giornalaio mi consegna la copia di E; la sfoglio avidamente già nel tratto di strada verso casa, e non è semplice date le dimensioni. Per due sere leggo tutto,comprese le biografie dei collaboratori, anche più di una volta e prendo spunti per approfondire, per arricchire le discussioni, consigli per leggere e ascoltare musica. Poi la rivista, assunta a rango di libro, la conservo insieme alle altre E nella mensola della libreria. Mi è capitato di prestare uno dei numeri e di litigare per la restituzione. Sognavo di collezionarne per anni ed ora? Mi auguro sul serio sia un arrivederci, altrimenti potrei abbandonarmi all’insano gesto di bruciare tutte quelle stupide riviste pettegole che riescono a sopravvivere. Mi mancherete, tanto, e ci tenevo sul serio a dirvelo. Lo scriverò anche nella mia piccola rivista online,dove cerco di far lavorare il cervello, ma davanti a storie come la vostra non riesco a controllare il cuore.

  23. stefano di nardo Rispondi

    17 luglio 2012 at 13:01

    Sono molto affranto dalla notizia e demoralizzato perchè E rappresenta un punto di riferimento della mia famiglia, una rivista che leggiamo e commentiamo io, mia moglie insieme ad i nostri figli. Una rivista che lascia sempre qualcosa sia nella testa che nel cuore ed alla quale mi ero abbonato con un entusiasmo senza pari convinto così di essere più vicino alla famiglia di Emergency. Un caro saluto da Stefano Di Nardo.
    P.S. Conservero’ le vostre copie e le rileggero’ come se fossero dei nuovi numeri

  24. Valerio Rispondi

    17 luglio 2012 at 13:11

    Non so davvero che dire… mi mancherete!
    Purtroppo questo è un paese in cui la cultura non può essere valorizzata…
    Grazie di cuore per tutto, per PeaceReporter, per il giornale che da più di un anno leggo e a cui mi sono abbonato, per il sito che nel mio piccolo ho cercato di pubblicizzare e che da un pò di tempo sul mio pc aveva sostituito altri ben più famosi!

  25. Gianni Rispondi

    17 luglio 2012 at 14:24

    Comunque sia, SEMPRE INFINITE GRAZIE !!!

  26. roberto simone Rispondi

    17 luglio 2012 at 17:45

    Se siete giunti a questa conclusione immagino che abbiate le vostre buone ragioni e che abbiate soppesato tutte le possibilità.
    Ma la notizia – almeno per me che vi seguo ma non sono un vostro collaboratore – arriva a ciel sereno: forse chiedere aiuto prima avrebbe potuto cambiare qualcosa.
    grazie comunque e voglio credere che un modo di fare giornalismo così avrà per forza un futuro.

  27. Paola Zotta Zampiero Rispondi

    17 luglio 2012 at 19:44

    Mi dispiace molto. Purtroppo anch’io ho dovuto fare una scelta di spesa e sono stata costretta a tagliare anche alcuni abbonamenti a giornali che mi piacevano molto. Tra questi anche quello di Emergency. Il momento è duro, spero ci siano ancora possibilità concrete di uscire da questa situazione di crisi economica e sociale. Auguro a Emergency tutto il bene possibile.

  28. Maurizio Rispondi

    17 luglio 2012 at 22:11

    E’ davvero una notizia tristissima. Nel silenzio assordante di un’informazione omologata e superficiale il “nostro” mensile è stato un raggio di luce, un’occasione di riflessione e condivisione profonda. Ho acquistato tutti i numeri dalla sua uscita godendo di un’escalation di profondità e attenzione al mondo e all’uomo…ogni uomo…che meriterebbe di essere, oltre che diffusa, tutelata, protetta, resa strumento di crescita per giovani nutriti a parole vuote… Mi mancherà questo appuntamento mensile col cuore e con la parte migliore della testa…quella che sa guardare oltre e avanti…proviamo tutti insieme ad aiutare Emergency a tenere in vita questa fiammella di libertà e giustizia…proviamoci…difendiamo questo sogno…ci appartiene…

  29. francesca martini Rispondi

    17 luglio 2012 at 22:50

    …speriamo proprio sia un arrivederci……io vi sosterrò sempre.
    …siete GRANDI

  30. Ivano Maiorella Rispondi

    17 luglio 2012 at 23:00

    Non è una bella notizia, questo è certo. Quando un giornale fatto di carta dice che non ce la fa più significa che qualcosa non va nel sistema, nella società, in chi decide di comprare un giornale anzichè un altro, in chi decide di sostenere un pezzo di editoria e non un altro, anche se le risorse scarseggiano. E tutti insieme continueremo a contrastare questo qualcosa, che non va. E-il mensile ha scirtto una pagina importante nella comunicazione sociale dell’associazione e del nostro paese. Ci ha insegnato qualcosa: è possibile fare un bel mensile, di idee, progetti, cose da fare e soprattutto ben scritto. Una lezione di giornalismo e di socialità difficile da cancellare. Grazie a Gianni Mura, alla redazione, a Cecilia. Grazie delle idee che avete abbondantemente disseminato. Grazie, perchè le idee non muoiono. La comunicazione sociale è impresa di tutti, tutti continueremo a portarla avanti, come abbiamo fatto sino ad oggi. Cambiano i canali, la nostra tigna no. Buon proseguimento di lavoro, cari amici e colleghi. Ivano

  31. r. Rispondi

    18 luglio 2012 at 01:00

    E/Peacereporter è (stato) il dito indice della mano di Emergency. Quello che ci ha indicato delle cose che da soli non saremmo stati in grado di vedere.

    Emergency è fatta di medici e i medici sanno che a volte è necessario privarsi di alcune parti del corpo.

    Però quelle stesse parti del corpo possono (e devono) essere ricostruite. Emergency lo fa tutti i giorni e sono sicura che sarà in grado di ricostruire anche questa. Perché senza Peacereporter è diventata afona e noi abbiam perso un bel po’ di diottrie.

    Ok: strizziamo gli occhi per un po’, ma vi aspettiamo.

    Nel frattempo, grazie di tutto!

  32. Angelina Rispondi

    18 luglio 2012 at 09:57

    Che tristezza avevo appena rinnovato l’abbonamento. Mi dispiace moltissimo, mi mancherà questo appuntamento mensile. La rivista mi piaceva molto e la leggevo dall’inizio alla fine.
    Spero che ci sia modo di ricominciare in un momento migliore.
    Un abbraccio e un grosso grazie a tutti i giornalisti per il loro splendido lavoro.

  33. Marco Rispondi

    18 luglio 2012 at 16:11

    Cara Cecilia, sono con voi.

    Certo il mensile e il sito mi mancheranno molto, ma conto che ci si riveda presto, in qualche modo.

    E per fortuna vi leggo nei notiziari che mandate ai sostenitori, ma il mensile e il sito converrai che erano un po’ più di ampio respiro… Pazienza, va bene così.

    Un abbraccio forte, Marco

  34. Antonio Principato Rispondi

    19 luglio 2012 at 00:43

    Una triste notizia, che si aggiunge alla tristezza di questo momento particolare.
    Siete stati un faro per chi ha voluto cercare giustizia sociale e convivenza pacifica e civile nel nostro vivere quotidiano, sicuro nella continuità della vostra opera, continuerò a sostenervi (nel piccolo delle mie possibilità) e sono sicuro di rivedervi presto!!!
    Grazie!!!

    Antonio

  35. Alex Rispondi

    19 luglio 2012 at 09:09

    Se chiudere il giornale vi servirà a salvare anche solo un’altra vita umana avrete fatto la scelta giusta. E’ doloroso, è una scelta, come se ne devono fare tutti i giorni, di fronte ad ogni avvenimento, con la consapevolezza di avere nei vostri sostenitori qualcuno che ha già scelto da che parte stare. Arrivederci..

  36. rolando Rispondi

    19 luglio 2012 at 16:01

    Brutta notizia quanto inattesa. ma proprio non si riesce a tenere in vita? sentire da quelli del FQ che come inserto culturale non hanno niente?!??!?!?????

  37. Antonio Rispondi

    19 luglio 2012 at 17:40

    da oggi mi sento orfano di informazione. Dove potrò farmi un’idea di quello che accade nel mondo?

  38. Claudio Rispondi

    19 luglio 2012 at 18:22

    Mi unisco al dispiacere e ai ringraziamenti. Ma guardate che Cecilia, Maso e Gianni forse ci stanno dicendo qualcosa di molto importante: che se chiude la rivista non deve esaurirsi l’impegno per la cultura di pace: sta a noi portarla avanti, nella ricerca delle storie e nella divulgazione, nell’estenuante lotta quotidiano contro la pigriziae nella malafede. Vale per primo per me questo messaggio, non ho molto da insegnare. Perché interrompere la rete: magari qualcuno esperto di blog o qualcosa di simile potrebbe lanciare nell’etere un posto dove ritrovarci.
    Sì, oggi l’ottimismo (della volontà)scalpita.
    Ciao.

  39. Iaia Deambrogi Rispondi

    19 luglio 2012 at 18:40

    Alcune, molte perplessità.
    Tanto per cominciare da adesso in poi Emergency sarà in mano ad altri, diversi da se, per raccontarsi. E questo è un costo, non immediato, la cui valutazione viene quindi rimandata nel tempo. O addirittura non valutata. Uno stipendio da ufficio stampa non è il costo di una redazione.
    E poi la notizia che arriva, deflagrante e violenta.
    Senza preavviso.
    Senza richiesta d’aiuto.
    Senza possibilità di replica.
    Se ci aveste creduto avreste fatto qualcosa di diverso dallo sbatterci in faccia i vostri non verificabili teoremi di bilancio.
    Nel modo di raccontare c’è la storia di una decisione ineluttabile. Di cui non m’importa di saperne ragioni.
    Dopo 9 anni avete abiurato a una parte di voi.
    Mettete noi davanti al fatto compiuto della vostra scelta tra ospedali o informazione?
    Fossi in voi mi vergognerei.
    Vi credevo capaci di altri metodi.

    • alba Rispondi

      19 luglio 2012 at 21:52

      Concordo su tutto quello che ha scritto Iaia, tranne su una cosa. A me, a questo punto, le ragioni di questa scelta ineluttabile interessano eccome. E come ho già scritto sospetto sempre di più che il ricattino “o un ospedale o il giornale” sia una versione di comodo, quella più logica da parte di Emergency per non rovinare la propria immagine. Davvero un’associazione che gestisce 30 milioni di euro l’anno non è in grado di gestire un giornale che vende 20.000 copie (cioè non poche)? Sarebbe interessante, da lettrice e sostenitrice (finora), che qulche importante giornale cercasse di capire le vere ragioni di questa inversione di marcia improvvisa. Intanto aspetto l’ultimo numero sperando che dica qualcosa di più.

      • livia Rispondi

        9 agosto 2012 at 00:48

        Sì in effetti perché far fuori pure l’ufficio stampa? O è tutta emergency che rischia di chiudere o un dubbio, anzi più d’uno, viene.

  40. Marco Piazza Rispondi

    19 luglio 2012 at 20:47

    Mi spiace moltissimo, e sò di essere responsabile per la mia parte.

  41. ROSANA Rispondi

    19 luglio 2012 at 21:18

    Che tristezza!!
    Peace Reporter ed E – Il Mensile, hanno stato da molto tempo la mia prima lettura quotidiana qui in Brasile e durante un anno ho ricevuto E- Il Mensile online come abbonata. Che bello giornali. Il sito é il primo nella mia lista di preferiti. Leggo i vostri testi e siete una fonte di vera informazione per me.

    Avete fatto un lavoro eccellente, sono grata!!!
    Un grande abbraccio a tutti.

    Rosana

  42. Fulvia Rispondi

    20 luglio 2012 at 08:07

    Anch’io avevo ormai dato per scontato questo giornale. Lo si fa fin troppo spesso con le cose belle!

    Grazie a tutti

  43. tiziana meula Rispondi

    20 luglio 2012 at 09:27

    Ho appena letto il saluto di Cecilia che troveremo sul prossimo numero di E, non mi va di dire l’ultimo numero, mi fa troppa tristezza. Sono amica di Emergency da tanti anni e seguo sempre con affetto e partecipazione tutte le iniziative. Condivido il pensiero di Cecilia, tagliare i costi che comporta un giornale prima di dover rinunciare a un ospedale. Ho letto tutti i numeri di E con interesse proprio perchè ha sempre parlato di una realtà a volte molto scomoda, ma proprio per questo più vera. Grazie a tutti quelli che hanno collaborato a E, ancora una volta grazie a Emergency per quello che fa, un abbraccio a Cecilia e a Gino con la speranza che quello di E sia un arrivederci.

  44. Elena Rispondi

    20 luglio 2012 at 10:50

    ..davvero un peccato… voglio pensarla come “pausa transitoria”…era un arricchimento per ognuno di noi…
    un abbraccio

    Elena

  45. luciano Rispondi

    20 luglio 2012 at 17:38

    Davvero un peccato, perché rispetto ai primi numeri la rivista mi piaceva sempre di più.
    Ma davvero non è possibile fare almeno un tentativo di lotta contro la chiusura?
    Io lo spero ancora e mi auguro che sia possibile almeno provarci.
    Grazie comunque.
    luciano

  46. RITA Rispondi

    20 luglio 2012 at 19:40

    Non posso che unirmi alle tante penne che hanno già scritto. Non avere più la possibilità di aspettare E che arriva nella nostra casa con le sue verità che non trovi altrove è davvero un grosso dispiacere,ma come tanti spero che sia solo un arrivederci …almeno la speranza che potremo ancora leggervi, quella deve resistere.
    Un abbraccio a tutti i volontari di Emergency

  47. Mar co Rispondi

    20 luglio 2012 at 21:40

    Sono mortificato!
    ero presente al Teatro Verdi a Firenze durante la presentazione. Aspettavo con entusiasmo il 4 di ogni mese perchè oltre ad arricchirmi culturalmente era come toccare con mano Emergency, l’ esempio!
    Voglio però credere in un arrivederci e non in un addio. Spero di non essere soltanto, come mi accade spesso, di essere un umile sognatore.
    Se avete bisogno di un piccolo contributo non peritatevi a contattarmi.
    Marco

  48. patrizia Rispondi

    21 luglio 2012 at 15:32

    Carissima Cecilia
    ho scritto il mio dolore per la chiusura di Emensile sotto l’articolo di Maso e non mi ripeto. Vorrei chiedervi se non è possibile lanciare una campagnia di raccolta fondi con gli sms come fate voi di solito per i vostri progetti, credo che molti sarebbero felici di contribuire per salvare un pezzo di verità e di vera informazione come quella di E mensile
    grazie per tutto quello che fate Patrzia

  49. GIOVANNA tassi Rispondi

    22 luglio 2012 at 03:35

    Lo lamento, mi dispiace. Lo entiendo, lo capisco.
    Espero que sea un hasta pronto. Y ahora quién podrá informarnos?
    Qué pena. Gracias por toda la información y las miradas y las voces

  50. roberto Rispondi

    22 luglio 2012 at 17:51

    non ho niente da aggiungere ai commenti di tutti.
    sicuramente grazie profondo al grande lavoro fatto.
    resta il problema che una grande voce dell’informazione sul mondo chiude. chiedo a tutti i lettori di mettere a disposizione i propri strumenti di quella che una volta si chiamava controinformazione, siti web e blog e cos’altro..utiizzare fino all’ultimo questo strumento che ha reso noi e le persone a noi vicine , piu’ consapevoli.
    grazie

  51. Italo Marco Rispondi

    22 luglio 2012 at 21:50

    :) grazie per quello che avete fatto, per aver creato un progetto come questo, per aver diffuso un idea di speranza, per aver scelto di crederci veramente anche in giorni cupi come questi… Grazie per la vostra forza! Non ho mai perso un numero, e non perderò neppure quelli che usciranno quando tornerete!

  52. Aldo Rispondi

    22 luglio 2012 at 23:47

    Un vero peccato….gran bella rivista , un grazie a tutti quelli che l’ hanno portata avanti….

  53. nicoletta Rispondi

    23 luglio 2012 at 11:44

    Ho aspettato qualche giorno da quando ho saputo della chiusura della Cooperativa “Dieci Dicembre” e della conseguente chiusura di “E – il mensile” e del sito di “Peacereporter”.

    Ho aspettato qualche giorno per cercare, da qualche parte, in qualche notizia “ufficiale”, dichiarazioni dei “capi” di Emergency e della Cooperativa stessa che non fossero le solite scuse campate a tutela della propria immagine di purezza.

    Ho aspettato qualche giorno, con l’emozione e la commozione di qualcuno che, quel progetto, l’ha visto nascere da molto vicino e l’ha seguito, in questi anni, a distanza.

    Sono una ex dipendente di Emergency. Sono una ex sostenitrice di Emergency.
    Emergency è stata un mio grande Amore ma oggi sono come quei bambini che, scottati dal fuoco, non se ne vogliono più avvicinare.

    Ho letto i tantissimi commenti pubblicati dai lettori, commenti che esprimono delusione, rabbia, stupore, commenti che alzano la voce sui modi, sulle decisioni prese, forse con leggerezza da pochi, ma che vanno a colpire, come macigni, molti altri.
    Ho letto, e mi sono intenerita, di fronte alla volontà di tanti di voler trovare un modo per sostenere comunque un progetto che ci mancherà perché era unico, importante e vero.

    Un progetto ambizioso, “uno straordinario progetto culturale” come è stato definito da Cecilia Strada. Uno straordinario progetto culturale. Probabilmente uno straordinario progetto culturale gestito male, con leggerezza e senso di infallibilità.
    Ancora una volta mi vengono i mente i bambini, e i loro giocattoli.

    Leggo l’articolo di Cecilia intitolato “Il saluto di Emergency”.
    Scrive bene Cecilia. E’ intelligente. E’ “romantica” la sua scrittura: però basta.
    Basta con l’addossare la responsabilità di qualsiasi cosa alla crisi. Basta!
    Basta con il giocare con i sensi di colpa. O il giornale o le cure! Basta!
    Basta! E’ meschino! E’ un insulto all’intelligenza di tutti noi, lettori e veri sostenitori della cultura di Pace!

    Rivedo Gino Strada da Fabio Fazio che racconta, con il suo carisma di sempre, le grandi, grandissime cose che, veramente, Emergency mette in atto nel mondo.
    Lo rivedo e ammiro la sua capacità di parlare di Solidarietà, di Democrazia. Lo ascolto e mi sento spaccare a metà.
    Mi hanno insegnato fin da piccola il valore delle parole; l’importanza del loro Senso, il loro Peso, l’indissolubile legame tra quanto pronunciamo e quanto dobbiamo mettere in pratica nel nostro quotidiano. Solidarietà. Democrazia. Pace. E Responsabilità. RESPONSABILITA’.

    Quella Responsabilità di cui i volontari di Emergency conoscono bene il significato, ogni volta che, a qualsiasi ora, in qualsiasi luogo e con qualsiasi tempo, si mettono dietro a un banchetto a promuovere ciò che Emergency è. Quella Responsabilità che tutti gli operatori di Emergency sparsi per il mondo mettono in pratica in ogni gesto a favore e tutela di tutti coloro che sono le vere vittime delle ingiustizie. Quella Responsabilità che anima i medici e gli infermieri che ogni giorno vivono a contatto con l’odore del sangue e della merda (te li ricordi, Gino?) per salvare vite che, per i più, valgono meno di niente.

    Tra pochi giorni “E Il mensile” muore. Tra pochi giorni “Peacereporter” muore. Peccato, peccato davvero che, questa volta, non ci sia stato un bravo chirurgo, determinato e capace, per fermare l’emorragia.

    SOLIDARIETA’ e ammirazione a tutto lo staff lasciato a casa, molta amarezza e un ultimo pensiero. Che va a Teresa.

    Nicoletta

  54. Teresa Rispondi

    24 luglio 2012 at 00:24

    Perfettamente d’accordo con Iaia e Nicoletta.Basta a dire ovvietà .il giornale non ci hanno permesso,a noi lettori e sostenitori di emergency di salvarlo!!!Nessun tentativo nessuna prova nessun appello.E tutti a casa.Nessun saluto ufficiale .Diciamo la verità il giornale si voleva chiudere.

  55. Francesca Rispondi

    24 luglio 2012 at 10:41

    Condivido tutto il dispiacere e la perplessità degli altri. Il coro di “ma non c’era proprio niente da fare? non si poteva organizzare una raccolta fondi? non si poteva mantenere almeno il sito internet?” sembra purtroppo destinato a rimanere senza risposte. Eppure anch’io credo che non chiedere aiuto ai lettori sia stato un errore. Perchè tralasciare una possibile fonte di risorse così importante, forse la più importante per un giornale che non vive di pubblicità? Viene quasi il dubbio che mettere tutti davanti al fatto compiuto senza aver fatto prima questo tentativo, e utilizzare la retorica “l’ospedale o il giornale” denoti una scarsa volontà di mantenere in piedi il progetto. Il fatto che non vengano fornite risposte al coro di domande sopracitato non fa che accrescere questo sospetto. Senza contare che senza il supporto di questo mezzo di informazione anche le azioni di Emergency saranno meno diffuse, meno conosciute, e a lungo termine il risparmio momentaneo sulla mancata stampa del giornale potrebbe rivelarsi una perdita in termini di adesioni e diffusione e, perciò, di donazioni. Mi dispiace, ma a meno che questa decisione non sia temporanea, credo che questo sia un errore di calcolo per Emergency e che inoltre il modo in cui è stata gestita la cosa rischi di amareggiare molti sostenitori.
    Detto questo, un grazie enorme ai giornalisti, con l’augurio che la loro indiscussa bravura venga comunque riconosciuta. Speriamo di ritrovarvi presto.

  56. Tiziana Rispondi

    25 luglio 2012 at 16:44

    Arrivederci a presto

  57. Francesco Rispondi

    26 luglio 2012 at 17:07

    vi prego,tornate…proviamole tutte: crowdfunding, petizioni,,ma non potete mollare così,senza averci provato.
    un abbraccio a tutti coloro che hanno comunque portato avanti questa splendida iniziativa
    un saluto da l’aquila

  58. Stelio Rispondi

    26 luglio 2012 at 21:06

    No, questa è una scelta sbagliata. Se chiudete le porte all’informazione, chiudete le porte anche alla possibilità di farvi conoscere, quindi di farvi finanziare. È un circolo vizioso e porta in giù.
    Invece potreste:
    - eliminare il cartaceo
    - mantenere il on line
    - raddopiarne il prezzo
    - limitare il lavoro di bella impaginazione
    - concentrarvi sul contenuto
    - aumentare la pressione pubblicitaria (se no, non si sopravvive)
    Ripensateci, c’è sempre tempo.

  59. Marco Cava Rispondi

    26 luglio 2012 at 22:54

    Cecilia, posso sbagliare, ma una parte importante del denaro che viene speso per mandare ‘carta’ a casa di chi sovvenziona Emergency finisce inutilmente nella differenziata. In famiglia dono io e dona mia figlia ma non sono mai riuscito a farmi mandare una sola copia di questo materiale, e ho chiesto più volte di non ricevere nulla via posta. E non mi ha mai spinto a donare un solo centesimo in più: dono a fine anno e lascio il 5×1000…
    Oggi penso che tutta quella carta inutile magari non può ripagare da sola il costo del giornale, ma che questa cosa, unita ai nuovi abbonamenti di chi, come me, ha pensato ‘mi abbono’ ma poi ha rimandato, possa davvero fare la differenza.
    Sono veramente d’accordo con chi si trova in disaccordo con questa scelta: basta carta inutile e ripensateci: io mi abbono subito.

  60. silvia Rispondi

    27 luglio 2012 at 14:09

    Mi mancherete, tanto.
    Spero torniate, presto:
    c’è bisogno anche delle vostre parole e immagini sulla carta e online.

  61. silvia Rispondi

    27 luglio 2012 at 15:43

    La prima reazione è stata di tristezza, sull’onda dell’emozione provata al sentire l’edicolante dirmi “è l’ultimo” .
    Poi ho letto i commenti degli altri che invitano a resistere e sono d’accordo con loro.
    Sono certa della professionalità delle persone che hanno fatto i calcoli prima di prendere la decisione.
    Certo, vengono prima gli ospedali e poi i giornali.
    Possibile, però, che tutti noi lettori non possiamo fare nulla?
    E se il prezzo aumentasse?
    Io sono pronta a regolare abbonamenti di E a tutti i miei amici, e mi sento una stupida a non aver fatto loro questo regalo speciale prima.

  62. ANNA Rispondi

    28 luglio 2012 at 10:38

    Mi dispiace.
    Ho atteso come ogni mese l’uscita del mensile e proprio oggi ho comprato quello di agosto e ho scoperto la triste notizia.
    Voglio solo lasciare un messaggio….lavoro come ostetrica in un ospedale, ed è vero il sostegno ad essi è molto importante ma credo che diffondere una cultura di pace, confronto, progettualità, sostenibilità ambientale, informazione vera reale, sia al giorno d’oggi alquanto prioritario.
    Vi ringrazio per avermi fatto sognare che ciò fosse possibile almeno per un po’.Grazie

  63. Luciana Rispondi

    29 luglio 2012 at 14:23

    Sono rimasta profondamente dispiaciuta della notizia. Anch’io penso che noi lettori potremmo fare qualcosa per continuare a leggervi, tipo aumentare la quota di abbonamento……..E’ veramente un peccato che chiudiate pensando a tutta la “spazzatura ” che gira per le edicole. Io non guardo i telegiornali; aspettavo ogni mese il mensile per avere aperta una porta sul mondo e vi leggevo dall’inizio alla fine.
    Nella speranza che sia solo un arrivederci, mi guarderò intorno per mettere sempre di più in pratica gli ideali miei che trovavano così tanta corrispondenza con quelli del mensile di E. GRAZIE, a presto.

  64. mario colonnello Rispondi

    29 luglio 2012 at 18:09

    Mi dispiace tantissimo…!!! ma Vi capisco e spero che, come sussurra Cecilia sia solo un arrivederci…
    Superfluo aggiungere che non voglio alcun rimborso.
    Un grande abbraccio e un grande in bocca al lupo per tutto.

  65. grazia Rispondi

    1 agosto 2012 at 09:31

    Grazie per tutto quello che riuscirete comunque a fare…Tutti noi vi aspettiamo nella speranza di quello che DEVE essere un’arrivederci.
    Un abbraccio a tutti della redazione.

  66. LUCA Rispondi

    3 agosto 2012 at 15:04

    Potevate dirlo, e lanciare una raccolta fondi tipo “Manifesto” .
    Ho sempre pagato il minimo dell’ abbonamento,a Peacereporter prima e Emergency poi, e me ne pento , non sapevo foste in crisi.
    Ripensateci

    luca

  67. DANIELA Rispondi

    7 agosto 2012 at 12:25

    Mi dispiace immensamente. L’avventura era rischiosa di questi tempi, forse, ma spero si sia fatto il possibile per farla resistere. E ora, mi dispiace immensamente che si sia conclusa, così, un po’ troppo bruscamente, forse, per tutti quelli che ci hanno lavorato e per tutti quelli che hanno seguito il mensile, lo hanno ricevuto in abbonamento, lo hanno acquistato in edicola, lo hanno letto online. Per i primi e poi per tutti noi, spero ci “…si apra un portone”.

  68. Sabrina Rispondi

    8 agosto 2012 at 16:24

    Che amarezza ! Eravate una voce fuori dal coro, l’unica che valesse veramente la pena di ascoltare. Vera, sentita e condivisa da molti ma non abbastanza, a quanto pare. Sono molto triste e vicina a tutte quelle persone che vi hanno lavorato e collaborato credendoci veramente. Mi dispiace di non aver potuto essere in alcun modo utile per evitare questa decisione. Speriamo veramente sia solo un Arrivederci.

  69. Francesca De Pace Rispondi

    12 agosto 2012 at 17:20

    Non ci sto…non è questo “il mondo che vorrei”, un mondo pieno di edicole che strabordano di giornali scandalosi in cui si parla di probabili baci tra sconosciuti vip in topless ritratti da foto sgranate!
    E-il mensile è utile alla nostra società quanto ogni ospedale di Emergency nel mondo e non si può dirgli addio, il mio è un ARRIVEDERCI…perchè questo giornale è parte del mio mondo che vorrei!

  70. Claudia Dauru e Maurizio Dolfi Rispondi

    22 agosto 2012 at 14:33

    Ci dispiace tanto. E’ stata per noi una lettura preziosa, una boccata di ossigeno e di speranza. Grazie di tutto.
    Continueremo ad essere con voi.
    Claudia Dauru e Maurizio Dolfi (Firenze)

  71. Francesca Tronconi Rispondi

    25 agosto 2012 at 17:46

    Vi aspetto.
    Grazie e arrivederci

  72. Antonella Moretti Rispondi

    26 agosto 2012 at 12:06

    Sono veramente dispiaciuta che la vostra rivista sospenda la pubblicazione perché trovavo notizie e informazioni che non pubblicano in altre riviste.
    Spero anche io che possiate riprendere e….ovviamente non se ne parla del rimborso, utilizzate quando rimane per tutte le vostre importanti attività.
    Vi continuero’ a seguire dal sito e con il vostro giornalino che arriva ogni tanto per posta.

    Grazie di tutto e soprattutto di esserci!

  73. massimo salvianti Rispondi

    26 agosto 2012 at 13:00

    Che palle!!!
    Una cosa una che vive perché è bella e è giusta!?
    “E” è un gran mensile, punto.
    Continuiamo on line, almeno.
    massimo

  74. MARIO FESTA (anche in nome dell'associazione ROSSO DEMOCRATICO di Napoli Rispondi

    30 agosto 2012 at 17:30

    MI SEMBRA INUTILE ACCODARMI ALL’ENORME DELUSIONE CHE TUTTI I COMMENTI HANNO FINORA GIA’ ESPRESSO. VORREI EVIDENZIARE L’MPRESSIONBE CHE HO DEDOTTO LEGGENDO I SALUTI DEL DIRETTORE GIANNI MURA: NON SEMBRA AFFATTO CHE LE DIFFICOLTA’ FOSSERO REALMENTE INSUPERABILI. SE C’E’ QUINDI UNO SPIRAGLIO PER CONTINUARE UN’IMPORTANTE INIZIATIVA (CULTURALMENTE, POLITICAMENTE E SOCIALMENTE VALIDISSIMA) PERCHE’ MAGARI NON PROVARE AD ALLEGGERIRE IL PROBLEMA ECONOMICO LANCIANDO UN AZIONARIATO POPOLARE?
    …non si sa mai ….
    SALUTI E COMPLIMENTI A TUTTI
    MARIO FESTA

  75. Carmen Rispondi

    8 settembre 2012 at 20:52

    E era un giornale di pace,reale e umano…sono molto dispiaciuta e a dire la verità avrei accettato volentieri un aumento del prezzo della Rivista…spero che questo sia solo un arrivederci…grazie!

  76. Stefano Rispondi

    9 settembre 2012 at 15:31

    Un abbraccio sincero e un arrivederci. Perché…..sarà un arrivederci, vero?
    Come faremo a restare senza i vostri reportage, i vostri servizi e aggiornamenti sulle assurdità di questo mondo?

    A presto Stefano

  77. Luca Rispondi

    13 settembre 2012 at 09:41

    Ho scelto di essere rimborsato, come forma di protesta contro una gestione non trasparente delle cause che hanno portato alla chiusura di questo straordinario esperimento editoriale. Non faro’ mancare il mio sostegno a Emergency, ma voglio esprimere il mio disappunto.

  78. Maria Rispondi

    13 settembre 2012 at 20:42

    Ho usato l’abbonamento, lo scorso anno, come regalo di Natale “intelligente”, ma ovviamente avevo modo di leggere anch’io la rivista.

    Mi dispiace molto, spero davvero sia un arrivederci, sebbene condivida la scelta dolorosa, ma sensata.

    Buon lavoro!!!

    Maria

  79. leda lugaro Rispondi

    18 settembre 2012 at 23:40

    Premesso che la notizia della chiusura del mensile mi è arrivata come una valanga addosso, vorrei solo esprimere che anche la cultura, quella vera, è altrettanto importante delle cure ospedaliere, è estremamente importante, soprattutto in questo momento, curare anche il cuore e la mente, per riuscire a invertire la rotta!!!!!! Arrivederci, spero, a presto! Grazie di esserci, comunque. Leda

  80. Fabio Rispondi

    31 dicembre 2012 at 13:24

    e che cazz…..mi spiace moltissimo ma questo ci fa davvero capire che siete una voce fuori dal coro e che non vendete il c..o a nessuno.
    Vi aiuterò in altro modo.
    Ciao e buon lavoro.

    Fabio

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