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Un difficile addio

16 luglio 2012versione stampabile

Perché non riesco a scrivere, oggi? Perché il fatto che tra una settimana circa questo giornale online verrà chiuso è la cosa più difficile da scrivere che mi sia capitata. Questo sito, che prima si chiamava PeaceReporter, ha contribuito a cambiare il modo di fare giornalismo nel nostro Paese. Quando cominciammo, nel 2003, i giornali online – quelli indipendenti, non le trasposizioni di quelli di carta – in Italia erano una realtà praticamente sconosciuta. La nostra prima battaglia vinta è stata quella. Eravamo “controinformazione” con tutto quello che di buono questo termine porta con sé, ma anche con tutto quello che di negativo – soprattutto nel mondo del giornalismo – quella parola indica. Poi siamo diventati autorevoli, ed è stato bello vedere, quando si andavano a trovare i colleghi dei giornali mainstream, che agli esteri c’era sempre un computer con il nostro sito nel monitor. Così come è stato bello, poi dopo un po’ ci siamo stufati, guardare quanti articoli che noi avevamo già scritto finivano sui giornali. Qualcuno, all’inizio, tantissimi dopo un anno o due. Questa è stata la nostra seconda sfida vinta: riuscire a diventare indispensabili a chi si occupa di notizie dall’estero. E riuscire in qualche modo a cambiare il modo di fare informazione. Le guerre dimenticate sono state riscoperte. Molte bugie sono state svelate. Farne l’elenco sarebbe davvero troppo lungo. E un esercizio inutile, peraltro, che farebbe solo aumentare quel dolore che oggi in redazione ci portiamo dentro.

Oggi ci salutiamo, dunque. Chiudiamo la baracca, come si dice. L’ultimo numero del mensile E sarà quello di agosto, tutto da leggere a partire dall’editoriale di saluto del direttore Gianni Mura,  e il sito si fermerà l’ultimo venerdì di luglio. Ma era giusto avvisare per tempo. Siamo consapevoli di lasciare un buco importante, ma certi anche di aver assolto al compito fondativo: quello di far aprire gli occhi su quel che accade nel mondo. Di avvicinare culture e raccontarle per come sono, e cioè più vicine e simili di quanto molti pensano perché ingannati da una informazione spesso troppo superficiale.

Rabbiosamente ci arrendiamo al mercato, pessimo misuratore della qualità dell’informazione, drogato in Italia più che in qualsiasi altro paese occidentale dal perverso rapporto tra editori e politica (che ha generato una tra le peggiori leggi per il sostegno all’editoria che si possa immaginare) e tra editori e affari, che non è solo il “conflitto di interessi” di Berlusconi, ma il fatto che non ci siano editori puri che si misurano con il libero mercato. E che informazione, pubblicità, distribuzione (sia fisica che virtuale) dei contenuti giornalistici siano concentrati nelle mani di pochi che gestiscono a cartello l’esistenza in vita di questo e di quello. Non a caso l’Italia è al 62° posto nel mondo nella classifica che racconta della libertà di stampa.

Cose da ricordare ne abbiamo tante, alcune serie e altre meno. Le interrogazioni parlamentari che abbiamo causato (l’ultima proprio in questi giorni) sbugiardando le dichiarazioni dei ministri della Difesa e dei presidenti del Consiglio di ogni parte sulla guerra irachena e afgana, le ricordiamo tra quelle serie, la nostra proposta – una provocazione – di mandare i militari non in guerra ma nei cantieri per verificare il rispetto delle leggi a tutela dei lavoratori. E potete immaginare lo stupore di leggere il giorno dopo che La Russa aveva poi deciso di farlo. E poi tornando alle cose serie, l’organizzazione del primo 1° marzo di sciopero degli stranieri, la lettera al sindaco di Milano Letizia Moratti di Marco Formigoni, i tanti premi vinti dalla redazione, i primi webdocumentari, nuova forma di espressione dell’informazione online di cui siamo stati pionieri in Italia, i tanti reportages esclusivi fatti dalle zone più difficili del pianeta. Grandi risultati e grandi soddisfazioni ottenuti perché siamo stati una grande squadra, fatta di belle persone e di grandi professionalità.

Oggi ci salutiamo, in un mondo che è parecchio cambiato rispetto al 2003, ma che ancora deve sciogliere i nodi drammatici che impediscono la convivenza civile tra i popoli. Eravamo ottimisti, quando nascemmo, perché c’era un enorme movimento planetario per la pace. Non un movimento genericamente pacifista, ma consapevole del fatto che la pace può essere costruita solo costruendo diritti, facendo rispettare quella Dichiarazione Universale che se fosse applicata davvero impedirebbe i grandi squilibri tra nord e sud del mondo, tra paesi ricchi e paesi poveri, ma anche garantirebbe a tutti una vita migliore e più degna di essere vissuta. Le pari opportunità (di sesso, di censo, di classe, di colore), il diritto all’istruzione, alla sanità, al lavoro.

Dopodiché chiudiamo quando questi diritti evaporano rapidamente anche nel nostro Paese, e questa è la nostra sconfitta. Che speriamo possa essere solo momentanea. Perché nessuno di noi smetterà di battersi perché questi diritti siano riconosciuti e rispettati, in Italia e nel mondo.

Inutili, sappiamo di non essere stati, dunque. Abbiamo seminato tanto, e non siamo stati capaci di raccogliere. Non dal punto di vista del mercato, appunto, non dal punto di vista della sostenibilità di una impresa che ha avuto grandi successi e grandi meriti ma nessun rientro economico.

Ora, non resta che salutarci. Nella speranza di ritrovarci presto. Dove, come e quando non lo sappiamo ancora. Un abbraccio a tutti da tutti noi. E grazie, a tutte e tutti quelli che in questi dieci anni hanno fatto informazione con noi, a chi ha contribuito a tenere in piedi il progetto, a tutti voi che ci avete letto e sostenuto.

Maso Notarianni

134 Responses to Un difficile addio

  1. manuela failli Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:17

    ma come, chiude anche il sito?? non ci rimane proprio niente, neanche sul web? magari insieme nel sito di Emergemcy? Sono davvero triste. Un saluto a tutti

    • Patrizio Rispondi

      19 luglio 2012 at 18:32

      Ma prima di prendere questa decisione non potevate provare a vedere se i vostri lettori potevano aiutarvi economicamente?
      L’esperienza del Manifesto e di Servizio Pubblico è un precedente incoraggiante.

      Come si fa senza di voi?

      Con affetto

      • ALICE BASTIANONI Rispondi

        25 luglio 2012 at 10:33

        Sono assolutamente d’accordo con Patrizio, perchè non avete chiesto aiuto? Proprio adesso che volevo abbonarmi, ho aspettato che i bimbi mi lasciassero almeno respirare per trovare il tempo di leggere qualcosa di sano e invece… troppo tardi? non posso crederci.
        dico solo ARRIVEDERCI

    • Aldo Rispondi

      23 luglio 2012 at 16:20

      l’unica cosa positiva di questa brutta notizia
      è che Emergency fa ciò che dice…
      un saluto…
      con la speranza che sia un ARRIVEDERCI!
      (anche perchè di questi tempi si ha sempre +
      bisogno di giornalismo con la G maiuscola)
      Aldo

  2. francesca Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:25

    fonte di ispirazione e di molte riflessioni della mia tesi. Grazie per questo e molto altro

  3. andrea Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:30

    è stato bello TROPPO

  4. Michele Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:30

    Proprio adesso che avevo travo qualcuno che dice la verità, ma porca miseria solo i farabutti fanno strada……GINO NON MOLLARE PER FAVORE

  5. francesca Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:31

    non lasciateci soli.

  6. Sabrina Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:35

    nooooooooooooooooooooooooooooooooooo sempre le cose più vere riescono a toglierci! innondiamoci pure di cose senza senso, di bugie create a fini propagandistici.. di verità nascoste. Vi seguo da tanto :-( (proprio come “peace reporter”) E quando è arrivato “E” ero entusiasta! Mi piace comprarlo, leggerlo a fondo! commentarlo con i miei amici.. Quando ho letto di “E online” beh.. ero strafelice.. notizie e commenti sempre e direttamente comunicati su FB! ^_^ (anche perchè il mensile cartaceo lo finisco subito ^_^). Alla notizia che E non sarà più stampato ci sono rimasta proprio male.. ed ora, sapere anche che l’on-line viene chiuso (giuro non mi aveva nemmeno sfiorato l’idea) mi fa soffrire. Io non so come ringraziare del lavoro che avete svolto tutti fino ad ora. Grazie per quello che avete detto e per come lo avete detto! Con semplice schiettezza.. senza tanti giri.. a portata di tutti, senza paura.. grazie! E come volontaria Emergency dico che nel mio piccolo, comunque sia, vi sosterrò sempre e spero che ritorniate più forti di prima anche se il mondo non è ancora pronto ad accettare tutto ciò che gli si offre per “capire”. Grazie e un abbraccio immenso. Sabry

  7. Maria Luigia Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:40

    …sono senza parole…l’aspetto terribile è che Voi ne avresTe ancora tante da scrivere e tutte belle e intelligenti e piene di quella forza che serve a vivere meglio, perchè aiuta a non smettere di credere nelle cose buone e oneste, nell’Impegno, nell’Etica, nei Valori condivisi, magari non da tutti/e, ma da parecchi sì…Mi spiace tantissino davvero, Vi abbraccio forte e Vi ringrazio di tutto il Vostro splendido Lavoro…
    Maria Luigia

  8. Nicola Zolin Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:42

    Ho scritto qualche articolo con voi e il vostro esperimento cartaceo mi aveva dato molta fiducia e ispirazione. Mi dispiace molto che per ora sia andata così, confidiamo che il mercato butti giù anche qualche altro giornale inutile e che poi si auto-distrugga per costruire una società al di là di queste dinamiche insostenibili. Che la fine sia un nuovo inizio. Peace.

  9. Chiara Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:45

    No, non è possibile! Credevo molto nella vostra avventura e leggendo i vostri articoli ho notato che sapevate interpretare i tempi e quello che si muove nel mondo (vedi articolo di Peace Reporter sull’Egitto del 2010 che ha anticipato la primavera araba del 2011). Spero che ci sia lo spazio per ripartire…

  10. Il Peru Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:52

    Arrivederci da qualche parte. Sicuramente ci ritroveremo, anche perchè la vostra lotta per la sopravvivenza è anche la nostra.
    Le idee non muoiono mai,
    ARRIVEDERCI !!!

  11. Grazia Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:52

    Che tristezza infinita. L’Italia si impoverisce ancora un po’, perde una voce appassionata e critica su argomenti di cui pochi hanno il coraggio e l’onesta’ di parlare. Spero che la chiusura sia solo momentanea e che in un futuro molto prossimo le cose prendano un altro corso. Siete un grande team e veramente lasciate un vuoto molto profondo.

  12. Mariella Rispondi

    16 luglio 2012 at 17:59

    Solo due parole… CHE TRISTEZZA!

  13. Miriam Bet Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:00

    Ma aprire un sottoscrizione libera per tutti coloro che non vogliono rinunciare all’informazione (scusate il gioco di parole ma ci vuole) libera?
    Una sottoscrizione in cui tutti dalla carta di credito, paypal, bonifico o che ne so possa sostenervi annualmente?
    Un po’ come fa ad esempio A, rivista anarchica, un’altra testarda e controcorrente impresa editoriale….
    Insomma..PROVIAMOCI!

  14. Marta Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:05

    che brutta notizia. grazie per tutto quello che avete fatto. speriamo di ritrovarvi da qualche altra parte, perchè senza è proprio una pena!

  15. Giacomo Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:09

    mi dispiace veramente molto

  16. David Angeli Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:13

    Tutto ciò non ha senso, non è possibile che in questo paese si stia facendo una corsa per cancellare il poco di buono che c’è rimasto. Peacereporter prima ed E poi sono stati fondamentali per la mia formazione giornalistica, per imparare a capire, interpretare, costruire opinioni. Inutile dire che certi mezzi d’informazione andrebbero sostenuti, non lasciati spegnere per “cause di forza maggiore”, in quanto rappresentano uno strumento fondamentale per formare una coscienza collettiva di qualità attraverso le informazioni, le immagini e i documentari. Ormai sono pochi i giornali che seguo in edicola, non per pigrizia ma perché svuotati del loro obiettivo primario: informare senza preoccuparsi di difendere nessun “finanziatore”, sia esso De Benedetti o Berlusconi (ad esempio). Un altro pezzo dell’Italia buona, resistente e non sconfitta dalla disillusione se ne va, e mi dispiace davvero tanto.
    Come dice Gianni Mura non esistono bravi giornalisti, ma buoni giornalisti e, senza dubbio, siete dei degni rappresentanti della categoria. Mi/ci mancherete.

  17. Andrea Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:21

    E ora anche voi ve ne andate???? Eravate parte fondamentale della mia rassegna quotidiana online….mi avete fatto scoprire cose nuove e mi avete fatto vedere che il giornalismo esiste ancora!!!!!! GRAZIE!!!!

  18. Zeno Gaiaschi Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:25

    Ma richiedere una sottoscrizione? La mancanza di fondi è tanto grave? Siete sul serio l’unico sito italiano che si occupi di esteri a tutto tondo..

  19. carol Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:33

    Mi dispiace veramente tanto. Vi ringrazio tantissimo per il vostro lavoro, vi seguo dai tempi di Peace Reporter e vi ho sempre ammirato immensamente. Mai dire addio: a voi dico ‘arrivederci’ mi augurando che non manchi molto per ritrovare il vostro stupendo lavoro da qualsiasi altra parte. Un abbraccio stretto a tutte e tutti voi di Peace Reporter – E il mensile – Emergency. Siete grandissime e grandissimi, non mollate!

  20. Antonella Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:47

    Ed è quando senti queste cose che perdi la grinta e l’entusiasmo per continuare a fare quello in cui credi.. Peccato perchè di veri canali di informazione (on line e non) ce ne sono pochi..asservimento sembra la parola d’ordine in questo Paese tanto che quella del giornalista sembra essere diventata tutt’altro che una professione “seria”.. grazie di tutto

  21. Claudia Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:50

    Cosa possiamo fare? lanciare una campagna abbonamenti con obiettivo minimo e progressivo raggiunto sui vari social network?

  22. Isabella Mancini Rispondi

    16 luglio 2012 at 18:51

    No, io non sono daccordo. Non potete chiudere così. Vi svegliate una mattina, scrivete un editoriale e ci dite che è meglio un’ospedale aperto che un giornale. Oh?! Ma chi vi legge mica è stato colpito da parkinson fulminante!?! non ci sono alternative, modalità diverse per affrontare la crisi? perchè non l’avete condivisa con chi vi legge? I giornalisti del mensile? non si fa così, non si fa come gli altri. Si lotta. Questo modo di fare così, lasciando scorrere la cosa non mi piace, per niente, lo trovo imprenditorialmente riprovevole. E non cedo al “ricattino” dell’ospedale sì giornale no. No, ora ci riprovate per davvero!

    • Filo 68 Rispondi

      17 luglio 2012 at 17:50

      CONCORDO CON ISABELLA!
      SEMPLICEMENTE…
      NON E’ POSSIBILE!!!!

    • Stefano Rispondi

      19 luglio 2012 at 10:37

      Concordo anch’io. E’ preoccupante non solo che si chiuda questa presenza, ma anche il modo in cui lo fate. Dovrebbe essere ormai chiaro che (a) l’informazione responsabile e’ il mezzo migliore per scongiurare le guerre; (b) l’informazione responsabile puo’ solo essere mantenuta tramite sottoscrizione (l’ha dimostrato gia’ Chomsky 40+ anni fa in Manufacturing Consent). E voi non ci provate nemmeno?? A che gioco giocate?

    • silvio Rispondi

      24 agosto 2012 at 15:23

      leggo solo ora sul web; da abbonato cartaceo ho già “smoccolato” parecchio alla “toscana”: Isabella ha troppo ragione: siete andati giù duri e in picchiata. non è quello che ci aspettavamo da Voi. Fateci un appello economico e, grattando il fondo del barile, risponderemo.

    • Cristiano Rispondi

      1 settembre 2012 at 00:30

      Anch’io concordo con Isabella.. un modo per non far terminare tutto così si può trovare..
      E il giornale doveva chiudere quando non ce n’era più bisogno (come si propone di fare emergency stessa) non proprio quando ce n’è bisogno come in un momento come questo! in qui la società stessa è in crisi..

      la qualità di E il mensile era veramente ottima e forse un anno è troppo poco perchè si possa raggiungere un numero sufficiente di abbonati per sostenere il giornale.
      Sono stato abbonato un anno e ho trovato delle storie davvero interessanti, che mi hanno fatto pensare.
      spero che sia un ARRIVEDERCI che durerà molto poco.
      Grazie per tutte le cose che avete scritto su internet e su carta!

  23. gisella Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:15

    sono certa che come dici, ci incontreremo da un’altra parte.
    Per ora tanta tristezza ma profonda comprensione.
    Posso solo dire a te e a tutta la redazione
    UN GRAZIE IMMENSO

  24. Luca Rasponi Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:18

    Non riesco a trovare le parole per esprimere il mio dispiacere… ricordo sempre il periodo passato con voi a Milano come un momento privilegiato trascorso in compagnia di bravi giornalisti e belle persone, che mi hanno fatto sentire a casa. Grazie per tutte le pagine di vero giornalismo che ci avete regalato e per tutto quello che siete riusciti a insegnarmi nell’arco di pochi mesi. Un abbraccio e buona fortuna a tutti

  25. marcello comoglio Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:30

    mi dispiace molto che si crei questa voragine di vera informazione. Per qualunque iniziativa futura sono a disposizione per un contributo. Grazie

  26. Riccardo "Rattobondo" Saponi Rispondi

    16 luglio 2012 at 19:56

    Possibile che davvero non si riesca a far nulla?
    Una campagna attraverso i Social, attraverso i siti amici ( se interessa penso che gli amici della Casa del Vento, i Modena City Ramblers, Guido Foddis, Daniele Contardo e tanti altri penso potrebbero aiutarvi in qualche maniera. Sono tanti che vi seguono, perchè chiudere così..senza lottare (ovvio che noi non ne possiamo sapere niente delle lotte che finora avete affrontato contro un mercato soffocante..però la notizia è davvero inaspettata).
    Fateci sapere davvero se riusciamo a contribuire in qualche modo!

  27. donella niccoli Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:18

    Un colpo al cuore, ho abbastanza anni da aver visto sparire dalle edicole molti dei mensili che mi hanno fatto compagnia e formato per quella che sono negli anni dell’adolescenza e avanti fino ai quasi 40. Poi sono diventata triste perchè non trovavo più carta scitta che mi informase in maniera esaustiva, intelligente e, perchè no, ironica.
    Quando è uscito E mi si è allargato il cuore: finalmente! Finalmente qualcosa da leggere e rileggere, da guardare, da studiare, da custodire con cura per lasciarlo magari alle mie nipoti come specchio di un periodo difficile da capire.
    Adesso questo, non mi capacito, ma siamo veramente così pochi individui curiosi, intelligenti e belli da non essere in grado di sostenere un mensile?

    Stasera sono un pò più triste e scorata.

    Grazie comuque, so quanto deve esservi costato prendere la decisione e quanta rabbia si possa provare.
    Un abbraccio a tutta la redazione, ai disegnatori, agli illustratori ai grafici: avete fatto un lavoro che raramente si vede in un giornale, grazie ancora per le emozioni che mi avete dato.
    Donella

  28. Mariolino Spadina Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:42

    Mi vien da piangere, mi mancherete tanto!

  29. Giulio Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:47

    Con il nodo alla gola mi ritrovo a scivere questo messaggio, per vari motivi per la più parte comuni a chi, per anni ormai passava tutti i giorni tanto tempo sul vostro sito. Rischierei di essere banale se iniziassi a spiegare quanto mi mancheranno i vostri reportage, le vostre notizie, sempra alla ricerca della verità, ma non mi soffermerò su gli elogi che un “LETTORE“ può tessere in queste occasioni, dovuti alla grande riconoscenza che questo sito merita.

    Vorrei in questo momento solo ringraziarvi, con tutto il cuore del grande lavoro fatto in questi anni, sicuro che quando la semina è stata fatta bene in futuro nasceranno piante, fiori e frutti, e con questa speranza che vi abbaccio.

    “patranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”

    GRAZIE e a presto

  30. Gianmatteo Rispondi

    16 luglio 2012 at 20:52

    Io sono per la sottoscrizione libera! Non possiamo rimenare senza questo sito e questo giornale!!

  31. Diego Rispondi

    16 luglio 2012 at 21:07

    Nn potete chiudere cosi,l unica vera informazione che si poteva trovare su carta, nn mollate cosi dai, x far vincere il mercato.

  32. Stefano Oddenino Rispondi

    16 luglio 2012 at 21:10

    Mi dispiace, caxxo!

  33. francesca Rispondi

    16 luglio 2012 at 21:39

    come sarebbe a dire che chiudete? CHIUDIAMO, forse. ma io sono abbonata al giornale cartaceo, posso abbonarmi anche al sito, e come me tanti altri. CHE DIAVOLO SIGNIFICA CHE CHIUDIAMO???????? noi non ci stiamo, non ci va bene, vogliamo andare avanti, insieme a voi. Quindi diteci cosa dobbiamo fare….

  34. Enrico Rispondi

    16 luglio 2012 at 22:06

    Che tristezza e che amarezza. Perchè devono finire sempre le cose vere?
    Non può essere un addio … io vi saluto vi ringrazio ma vi dico arrivederci a presto.

  35. patrizia beccaro Rispondi

    16 luglio 2012 at 22:14

    mi dispiace veramente tanto, ma sono sicura che tornerete…vi aspettiamo qui

  36. Eva Milan Rispondi

    16 luglio 2012 at 23:21

    Ribadisco anche qui l’enorme dispiacere e la mia gratitudine a tutta la redazione per il vostro grande e fondamentale contributo, con Peacereporter prima, e con E dopo….
    Fa davvero rabbia e tristezza sapere che si debba scegliere tra il tenere in piedi un ospedale in zona di guerra o l’unico giornale attendibile che informi su quelle guerre e le sue vittime, e che tutte le voci libere stiano scomparendo!
    Condivido il pensiero di Isabella… Mi sono chiesta anch’io perché non è stato lanciato un appello per E Il Mensile, almeno un tentativo non si poteva fare?
    Un abbraccio, Eva

  37. giuliana meroni Rispondi

    16 luglio 2012 at 23:30

    non può essere vero! non ho parole! vi seguo da quando avete iniziato,mi è di conforto riconoscermi nei vostri pensieri, mi è di aiuto rimanere informata sulla realtà e la verità. MA PERCJE’?!non ho parole e non so come,dove con cosa trovare una sufficiente sostituzione.

  38. Marcello Brecciaroli Rispondi

    17 luglio 2012 at 00:19

    Peccato, davvero.
    La stoffa c’era e si vedeva, ho imparato tantissimo da voi, la passione anche e vera.
    Purtroppo il giornalismo scritto stà morendo da un bel pezzo e anche quello on-line che, inondato di roba terribile, ha già perso la fiducia dei lettori.
    Grazie per averci provato,magari potevate cercare di legarvi a qualche altro media per rilanciarvi come fanno molti, magari creando una rubrica dentro format televisivi….
    Ad ogni modo, spero che a un certo punto, uno di voi, durante una cena, se ne salti in piedi urlando “IDEAAA!!!” e che la macchina trovi una strada nuova per ripartire.
    Un abbraccio

  39. Francesco Rispondi

    17 luglio 2012 at 01:11

    Un gran peccato, ancora una resa all’imbarbarimento mediatico dilagante. Spero comunque che sia un arrivederci. Alla Prossima,

    Francesco

  40. alba Rispondi

    17 luglio 2012 at 08:43

    più ci penso e più mi viene il dubbio che emergency non abbia tentato tutte le soluzioni per salvare il mensile. Anche lo scritto del direttore Mura forse lo lascia intendere. Gino Strada cosa dice? E i giornalisti che fine faranno? In molti avremmo risposto a una vostra richiesta di aiuto. Perché non ci avete provato? Sinceramente mi sento delusa e tradita da questa scelta. VIVA E!

    • teresa Rispondi

      17 luglio 2012 at 15:33

      D’accordo con voi perche no una sottoscrizione????Perchè non ci danno risposte????Nel frattempo su fb e nato il gruppo “I nostalgici di EILMENSILE”,chi ci crede ancora s’iscriva!!!!

  41. Serena Rispondi

    17 luglio 2012 at 09:34

    Siete stati un’importante fonte di ispirazione per me. Mi avete dato la speranza che un giornalismo diverso sia possibile.
    Anche io, come altri prima di me, vi dirò arrivederci e, soprattutto,
    GRAZIE.

  42. karin odengard Rispondi

    17 luglio 2012 at 09:36

    il mensile che ho sempre messo sul comodino dei miei figli da quando hanno saputo leggere …non so che scrivere mi manca di già …spero che si chiude una porta e che si apre UN PORTONE ..anche io mi chiedo perchè non c’è stata fatta qualcosa stile raccolta fondi ecc…

    • karin odengard Rispondi

      17 luglio 2012 at 09:38

      i mensili PEACEREPORT e poi E Mensilesono stati sempre letti dai miei figli …tutta la famiglia non vedavamo l’ora di leggerlo …

  43. giacomo Rispondi

    17 luglio 2012 at 09:40

    mi spiace, davvero molto. Vi ho scoperto in Norvegia, vi ho letto in Marocco, sostenuto dove e come si poteva. Grazie, e spero a presto.

  44. Agostino Letardi Rispondi

    17 luglio 2012 at 09:52

    ..è stato comunque meglio perdervi che non avervi mai incontrati…

    Buone altre avventure!

  45. LucaRatos Rispondi

    17 luglio 2012 at 09:55

    Che rabbia,leggere di un giornale così genuino che senza nessun filtro privato o partitico(come invece accade per altri giornali italiani)destinato a chiudere per una logica di mercato e un sistema economico che si è constatato un fallimento, fa ribollire il sangue.
    Ma non bisogna arrendersi.
    Bisogna continuare a scrivere e a far circolare le notizie anche nel modo più casareccio possibile.
    Bisogna lottare.
    A costo di pubblicare il giornale con la stampa a mano.
    A costo di battere gli articoli a macchina o scriverli a mano.
    A costo di aprire un blog o un sito internet a costo zero.
    A costo di chiamare tutte le persone possibili che amano questo giornale e sono pronte a mettersi in gioco per far continuare la sua attività,bisogna lottare!
    Per il momento grazie di tutto e arrivederci.

    PS:attendiamo presto notizie di mobilitazioni per aiutare il giornale ;)

  46. Maria Rispondi

    17 luglio 2012 at 10:58

    Vi prego continuate…. diteci cosa possiamo fare….

  47. Sebastiano Ladisa Rispondi

    17 luglio 2012 at 11:06

    E’ triste scoprire questo mensile proprio quando ne viene annunciata la sua chiusura.
    Posso intuirne la forza e l’onestà intellettuale.
    E mi rattrista pensare che non si sentirà una voce “scomoda” proprio quando (e dove) sarebbe stata più necessaria.
    In qualunque modo… arrivederci presto

  48. Marco Mancinelli Rispondi

    17 luglio 2012 at 11:18

    Mi dispiace molto di questa brutta news. Da collega e da vostro estimatore, vi sono vicino e vi abbraccio. M

  49. Romina Rispondi

    17 luglio 2012 at 11:26

    Non sono assolutamente d’accordo con la chiusura del giornale per una serie di fattori:
    1) l’informazione di Peace Reporter, prima, e di E-ilmensile, poi, è stata indispensabile non solo per dare una rappresentazione più veritiera possibile di quanto è accaduto o stava accadendo nel mondo, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica a sostenere il lavoro encomiabile di Emergency;
    2) proprio perché il mercato è dopato si dovrebbe lottare con le unghie e con i denti per provocare un cambiamento, anche a costo di sacrifici enormi e ridimensionamenti (anche un piccolo blog redatto da volontari sarebbe stato meglio della completa chiusura);
    3) non avete veramente tentato di salvare questo progetto. Perché non avete lanciato un appello? una raccolta fondi? una campagna di sensibilizzazione?
    Mi scuso per il tono critico, ma il vostro lavoro era un punto di riferimento per il mio. Ho apprezzato ogni singolo articolo che avete pubblicato e speravo che con la giusta determinazione questo giornale potesse crescere e raggiungere quante più persone possibile. Comprenderete quindi la rabbia nel leggere della resa incondizionata ai poteri forti.
    Sperando che in futuro deciderete di riprendere questo progetto, auguro buona fortuna e buona strada a tutti voi.

    • Manuele Rispondi

      17 luglio 2012 at 15:13

      Mi associo al punto 3 qui sopracitato. Forse con una mobilitazione collettiva, anche solo di raccolta fondi ad hoc, qualcosa si poteva fare.

  50. Alberto Rispondi

    17 luglio 2012 at 11:27

    Non è possibile!!!!! Non è giusto!!!!!
    Non mollate per favore!!!!!

    Un grande grande GRAZIE a tutti voi.

    Io vi dico arrivederci a presto…e spero con tutto il cuore che sia così!

  51. valeria Rispondi

    17 luglio 2012 at 13:41

    non avrei mai voluto leggere questa notizia bruttissima..
    mi mancherete tantissimo..
    grazie di tutto e..arrivederci..

  52. carlotta Rispondi

    17 luglio 2012 at 14:34

    La mia tesi non sarebbe stata la stessa senza di voi…le mie notti a cercare notizie su un argomento da nessuno battuto in Italia non avrebbe potuto esistere senza le vostre pagine. Grazie!

  53. nora Rispondi

    17 luglio 2012 at 14:44

    Lutto. Tristezza. Sgomento. Rabbia.

  54. Denis Campana Rispondi

    17 luglio 2012 at 15:03

    Dispiace sempre quando una testata autorevole e valida è costretta a chiudere per le regole del mercato. Ancor di più se quella redazione ha fatto uno straordinario lavoro di risveglio delle coscienze sulla realtà del mondo, sulle guerre, sui drammi che ci circondano e che non trovano, se non in rarissimi casi, la via dell’informazione mainstream.
    Io stesso vi ho conosciuto quasi per caso, navigando sul web alla ricerca di fonti attendibili che mi raccontassero l’estero, il mondo aldilà dei nostri confini.
    E’ stata una fortuna avervi conosciuto e sarà un’amarezza ancora maggiore sapere che dal prossimo mese non vi troveremo più online.
    Mi auguro che sia solo una pausa forzosa, un “arrivederci” che ci permetta di rincontrarci chissà dove, chissà a quale indirizzo, ma sempre dalla parte della pace e della giustizia.
    Come direbbe un nostro caro amico RESTIAMO UMANI sempre e comunque.

  55. Bettina Rispondi

    17 luglio 2012 at 15:35

    l’unico giornale che compro.. mi dispiace proprio

  56. Adriano Chiarelli Rispondi

    17 luglio 2012 at 16:20

    Un vero peccato. Grazie di tutto.

  57. Michele Rispondi

    17 luglio 2012 at 16:38

    Vi seguo da quando siete “E” e stavo per fare un abbonamento… sarei disposto come tutti quelli che hanno commentato sopra di me a pagare di più, a contribuire ad una sottoscrizione…
    Mi piacciono molto i vostri reportage, le foto… Ma perché così all’improvviso e senza lasciare aperte altre porte??

  58. anonimo Rispondi

    17 luglio 2012 at 16:39

    Ci mancherete molto, con una campagna di raccolta fondi non si potrebbe manterenere in vita la pubblicazione solo in modo digitale?

  59. Giovanna Rispondi

    17 luglio 2012 at 16:56

    E’ un duro colpo leggere che questo vostro sito chiuderà. Siete stati un putno di riferimento, forse l’unico che ho cercato nel mio desiderio di avere una controinformazione. Questo sito è la mia pagina di apertura di internet: il buongiorno al mondo con le sue buone e le sue cattive notizie, con le sfide di ogni giorno…mi fidavo del vostro punto di vista, ed è stata una fiducia che da Peacereporter in poi è cresciuta nel tempo. Davvero non c’è nulla da fare? Abbonamenti, raccolta fondi…i soldi anche in un tempo di “crisi economica” come questo si possono ancora trovare per i progetti per cui vale la pena stringere i denti. Contattateci!

  60. Silvia Rispondi

    17 luglio 2012 at 17:07

    Sono una volontaria di Emergency, nonché lettrice/abbonata della rivista. Sono la prima a dire, conoscendo cosa fa Emergency, che meglio chiudere una rivista che un ospedale!
    Detto questo, dispiace anche a me che finisca così (anche perché capisco l’importanza che c’è oggi di fare informazione vera e tolto E rimane ben poco…) ma come ho già scritto in passato su questo sito, ritengo che qualche scelta più oculata poteva essere fatta fin dall’inizio: un taglio più piccolo? un’uscita trimestrale anziché mensile?
    Magari non sarebbe servito lo stesso ma non ci vuole un esperto per capire che adottando scelte simili ci sarebbe stato un taglio notevole delle spese…
    Spero che almeno si riesca a tenere un informazione web… e qui mi associo a chi chiede: “perchè chiudere anche la pagina on-line”???
    Grazie

    • Stefano Rispondi

      19 luglio 2012 at 10:42

      No, non sono d’accordo. Si deve pensare che e’ meglio poter chiudere quanti piu’ ospedali possibili, e diffondere informazione responsabile e’ il primo e fondamentale passo in quella direzione. Perdonate la cattiveria, ma non lasciate nessuno pensare col diavolo che gli ospedali di E siano un “lavoro” cui nessuno vuole rinunciare, specie chi ci sta dentro. L’obiettivo di E dovrebbe essere quello di estinguersi per mancanza di necessita’ — e ripeto, l’informazione e’ l’arma numero 1 contro la necessita’ di E di esistere oggi. Come vedete c’e’ tanta gente disposta a finanziare – perche’ non provarci nemmeno?

  61. Deborah Rispondi

    17 luglio 2012 at 17:27

    Dai tempi di Peacereporter siete tra le mie letture non solo quotidiane, ma preferite anzi di casa.
    Cosa succederà dopo la vostra chiusura dei battenti…. dove potremo leggere le verità delle strade del mondo, ascoltare le voci al di là dei confini e quelle tenute in ombra nel nostro paese raccontate entrambe da Voi con tanta professionalità, dedizione e passione. Da sempre avete mantenuto costante il vostro impegno nell’informare i lettori su una visione a 360°C su tutto ciò che ci circonda sottolineando le zone rosse, nere, in ombra e trasparenti lasciate “per comodità” in isolamento dagli altri per riportarle poi alla luce dei fatti.
    Attraverso la collaborazione con Emergençy vi è stato un ulteriore arricchimento non solo professionale, ma anche umano che si può leggere nei tanti articoli, documentari, storie, video-racconti che avete con cura pubblicato in barba alle mode dell’ultimo spread piuttosto che seguire una sola bandiera se non quella della pace.
    L’intero staff di E-il Mensile è diventato una lente d’ingrandimento sul mondo che informa quotidianamente e da sempre riesce a mantenere quel lucido profondo sguardo di chi sa andar oltre le apparenze, senza paura o compromessi mantenendo vivo l’interesse, la curiosità ed il gusto di informare chiunque abbia sete delle tante verità.
    Non possiamo davvero far nulla per evitare la chiusura?
    Non posso e tanto meno voglio credere che non ci sia nessuna soluzione, sicuramente da qualche parte deve saltarne fuori una … resto in ascolto, in attesa di notizie e mobilitazioni per aiutare il giornale.
    Grazie a tutto lo staff di E-il Mensile per il lavoro svolto finora con tanta determinazione e quella passione sconfinata che Vi contraddistingue.
    Noi siamo con Voi “r-E-stiamo Open”.

  62. Enrico Rispondi

    17 luglio 2012 at 19:30

    Brutta notizia davvero, stavolta.
    Negli ultimi tre anni Peacereporter e E-il mensile sono state la mie finestre privilegiate da cui osservare tutti i fatti del mondo trascurati dai maggiori mezzi di informazione (con particolare riferimento ai conflitti dimenticati). La consultazione è stata pressoché quotidiana, irrinunciabile nei mesi tempestosi della Primavera Araba, del movimento degli Indignados e di Occupy, della crisi del debito: grazie ai vostri articoli ho percepito la misura dei cambiamenti epocali in atto.
    Grazie per la professionalità e la competenza della redazione, grazie per le opinioni puntuali e sempre ricche di buonsenso che hanno ogni volta stimolato la mia curiosità e il mio senso critico. Spero con tutto il cuore in un prosieguo editoriale sotto altre forme. E che non perdiate mai la vostra passione civile.
    Grazie di tutto, e a presto

  63. mara Rispondi

    17 luglio 2012 at 20:14

    Sensazione di vacuo, nel quotidiano “abusavo” di voi come fonte e, credo, reattivamente.
    Avete riempito penne e poi fogli in sostengno di quelle parole che per qualcuno sono difficili da concretizzare, da spiegare, quelli che del loro paese portano le tracce ma, perchè scontato per qualcuno,la violenza non riesce ad essere spiegata.
    Che dobbiamo fare?Non si può accettare.

  64. Paolo Pergolizzi Rispondi

    17 luglio 2012 at 20:28

    Un vero peccato perché il vostro progetto (sia il quotidiano on line che il mensile) era una delle cose più interessanti che ho letto negli ultimi anni. Dava la possibilità di uno sguardo diverso su tanti argomenti e di un approfondimento che, oramai, anche gli stessi mensili e settimanali faticano a dare. Mi sono sempre chiesto se i costi di un progetto del genere riuscissero ad essere supportati dalla pubblicità che vedevo sul giornale e dalle vendite. Ora, purtroppo, ho la risposta. Ed è una risposta che conferma ciò che oramai so da tempo. Che è sempre più difficile fare giornalismo di qualità in questo Paese.

    Un saluto e un abbraccio da un collega

  65. Senzapretese Rispondi

    17 luglio 2012 at 20:45

    E’ una follia chiudere questo sito, l’unico in Italia che abbia mai dato una totale informazione su ciò che accade nel mondo.
    La parte gionalistica è perfetta (anche se preferivo PeaceReporter) e se non sapete gestire economicamente la testata chiamate qualcuno per farlo.

    • livia Rispondi

      9 agosto 2012 at 00:26

      Già, chiamarlo (prima però) e soprattutto dargli retta poi… vecchia questione di questo tipo di giornali.

  66. Matteo Rispondi

    17 luglio 2012 at 21:02

    Perchè invece non fate una versione web interattiva? Sarebbe una bella idea pensateci così tutti lo possono sfogliare.Un giornale web con un offerta a Emergency.Mi dispiace che chiudete avevo comprato il primo numero e devo dire che era una grandissima novità nell’editoria italiana e invece ora ci troviamo solo giornali di Gossip e basta.Quando si cammina da soli purtroppo succede questo

  67. alessandra Rispondi

    17 luglio 2012 at 22:17

    E adesso? chi ci aiuta ad aprire gli occhi, ad alzare la testa, a parlare meno e leggere di più?

  68. Roberto G. Rispondi

    18 luglio 2012 at 08:09

    Paghiamo 1,59 euro la copia in versione per iPad, una schiocchezza, nessun altro mensile costa così poco.
    Alzate i prezzi ma non chiudete.

  69. Francesca Rispondi

    18 luglio 2012 at 09:54

    Mi rattrista molto questo fatto. Leggervi mi ha aperto gli occhi su cio’ che succede nel mondo e in Italia, nel bene e nel male. Leggervi mi ha fatto piangere di gioia, mi ha fatto bene al cuore perche’ mi ricordava che a pensarla in un certo modo siamo tanti e questo mensile era un modo per sentirsi un po’ piu’ vicini.

    Davvero non si puo’ fare nulla? So che lo hanno gia’ scritto in tanti, ma mi unisco a questo appello.

    DITECI COSA POSSIAMO FARE E PROVIAMOCI!!!

  70. roberto simone Rispondi

    18 luglio 2012 at 10:21

    come hanno già scritto molti prima di me chiudere anche il sito mi sembra una follia. Capisco la crisi, capisco anche che un’operazione chirurghica sia più importante di un articolo (anche se…), capisco tutto e per questo non sono né arrabbiato né deluso. Ma mi chiedo se davvero non ci siano alternative e nel mio piccolo cosa posso fare per non perdervi. Se per esempio non sia possibile scorporare il progetto editoriale da Emergency, se non sia possibile chiedere fondi ai privati (dal semplice lancio di una sottoscrizione alla richiesta agli stessi lettori di trasformarsi in azionisti del giornale), immaginare forme di cooperazione con altre realtà editoriali… Insomma per me e per molti altri la vostra voce è troppo importante per essere spenta. E siccome è anche vero che non si campa di utopia, che con i soldi (e con il mercato) i conti bisogna pur farli, io credo che sia necessario contarsi per capire su quante risorse si possa realisticamente fare affidamento.

  71. Michele Rispondi

    18 luglio 2012 at 10:38

    Mi sento di dire “no, provateci ancora”, ma sono sicuro che se è stata presa questa decisione è perché le avevate provate tutte.

    Vi ringrazio per tutto il lavoro fatto, vi assicuro che ha fatto la differenza!

    Arriverderci!

  72. guest Rispondi

    18 luglio 2012 at 11:58

    Perchè invece di chiudere il giornale non fate un progetto su http://www.kickstarter.com/ per una raccolta di fondi?

  73. Andrea Rispondi

    18 luglio 2012 at 12:03

    Non riesco a capacitarmi che sia vero e spero solo che si tratti di una provocazione. L’informazione, quella seria, di certo non è remunerativa ma ho la speranza che potrò leggervi di nuovo, presto, perchè non vi siete mai arresi in questi anni, nonostante le difficoltà di cui più volte ci avete parlato fra le righe.

    Avete fatto e fate un lavoro eccellente sotto tutti i punti di vista!

    A presto…

  74. Marco Rispondi

    18 luglio 2012 at 12:19

    Dispiace, ovvio. Per il vostro lavoro e per il vostro contributo.
    Una domanda, perchè chiudete, quali sono le ragioni, se si possono dire.
    Grazie.
    marco

  75. Marco 2 Rispondi

    18 luglio 2012 at 15:52

    Mi dispiace moltissimo, speravo che almeno il sito internet ce la potesse fare.
    Se possiamo fare qualcosa, fatecelo sapere.
    Intanto grazie, davvero.
    Un abbraccio a tutti e tutte, raramente mi è piaciuto così tanto un sito internet (e una rivista).
    Marco

  76. Enrico Ropolo Rispondi

    18 luglio 2012 at 17:06

    Ma perchè chiude anche il sito?? Che botta… Una delle poche voci fuori dal coro… Tristezza

  77. gabriele Rispondi

    18 luglio 2012 at 17:54

    Mi aggiungo al coro degli affranti per questa triste notizia.
    Sono già state dette tante cose e lanciate anche alcune idee, che spero vivamente teniate in considerazione.
    Provo anch’io a lanciarne una: mantenere almeno il sito mettendolo a pagamento, una sorta di abbonamento on-line con tanto di password per accedere alle notizie. Sono convinto che tutti noi che leggiamo (non uso volutamente il passato, perché ancora non mi rassegno!) questo sito saremmo pronti a continuare a farlo anche contribuendo economicamente.
    Non lo so se è fattibile, ma bisogna provarle tutte…….

  78. Jacopo Rispondi

    18 luglio 2012 at 18:06

    uff, non puo’ essere, seguo questo sito dal 2005, e fa parte della mia lettura quotidiana.

    Onestamente, non capisco nemmeno la scelta di adottare una rivista su carta, per i costi che comporta, avrei preferito averne solo la versione online, e non comprendo perche’ chiudere anche il sito, visto che il sito veniva comunque aggiornato quotidianamente (non i finesettimana, se non sbaglio).

    Dispiace molto vedere che uno dei pochi posti ove si fa informazione e si portano alla luce temi e storie che nessuno altrimenti conoscerebbe, debba chiudere cosi’.

    Vi ringrazio, ad ogni modo, per questi anni. Spero vivamente che peacereporter possa tornare (per me, perdonate, ma sarete sempre peacereporter, anche se avete cambiato nome e sito) e possa continuare ad informare tutti noi.

    In bocca la lupo
    j

  79. Francesco MAGNANI Rispondi

    19 luglio 2012 at 08:31

    L’idea di Gino e di Teresa iniziata nel 1994 non morirà mai!
    Ho lavorato a Battambang nel 2000 e 2001 ed a Goderich nel 2003 come chirurgo ortopedico e plastico.La mia idea utopica sarebbe quella di aprire un ospedale di Emergency in Italia perchè ormai il terzo mondo è anche qui.

  80. Falco Rispondi

    19 luglio 2012 at 08:55

    Non chiudete il sito! Non potete mettere della pubblicità (a tema) sul sito per finanziarvi?

  81. Paola Rispondi

    19 luglio 2012 at 09:03

    Ho appena appreso che E- chiuderà i battenti il 25 di questo mese con l’uscita dell’ultimo numero: non ho parole, ma solo un sincero e profondo dolore. E- non è per me semplicemente un mensile di informazione e cultura di pace, ma è stato come l’abbraccio confortevole di una persona che ami, la consapevolezza e la speranza che un altro mondo può e deve esistere. Grazie a tutti per la vostra professionalità, onestà, impegno e soprattutto umanità, tutti pregi oggi in disuso e fuori moda, ma a mio avviso fondamentali per costruire un mondo diverso, basato su una cultura di pace come voi avete sempre così tenacemente diffuso e somo convinta, diffonderete ancora. GRAZIE

  82. Astrid Rispondi

    19 luglio 2012 at 11:35

    Mi spiace molto, peccato che non siamo riusciti tutti a sostenere di piu` questa interessante pubblicazione, E il mensile e` un bel giornale. Magari sara` un arrivederci e andra` meglio, me lo auguro e ve lo auguro !!

  83. Michele Testa Rispondi

    19 luglio 2012 at 12:10

    Perché non lanciate una sottoscrizione pubblica come ha fatto ServizioPubblico o il Manifesto? Sono sicuro che saremmo in tanti a contribuire, ognuno secondo le proprie possibilità.

    E’ *ESIZIALE* per una democrazia avere un’informazione indipendente, e Voi rappresentate una colonna portante in questo campo: più volte ho trovato la verità nel vostro sito dopo aver letto storie assurde su altri quotidiani ben più blasonati, ma che hanno poco a che fare con l’informazione.

    Pertanto, Vi chiedo/prego seriamente di pensare alla sottoscrizione pubblica.

    Un abbraccio,

    Michele

  84. Adriana Rispondi

    19 luglio 2012 at 15:16

    Che dire? Capisco che per “Il mensile” la gestione sia più complicata, ed evidentemente, in un periodo di crisi per tutti, non è facile mantenere un giornale indipendente e soprattutto senza contributi pubblici. Ma chiudere il sito……… NO! Sono sicura che ci sarebbero tante soluzioni, come quella proposta da Michele alla quale mi associo senza riserve ( Siamo in tanti e l’abbiamo già fatto) ALMENO il sito deve rimanere, ed accessibile a tutti, perché è ANCHE così che si diffondono i principi di Pace e Solidarietà, non vi pare?

  85. Massimo Zucchetti Rispondi

    19 luglio 2012 at 17:25

    Ho collaborato per anni con PeaceReporter e con voi, spessissimo siete stati gli unici a darmi voce nelle mie battaglie contro la guerra.
    Sono molto turbato e dispiaciuto, non è un bel momento per l’informazione italiana. Anche Manifesto fatica
    Non posso che ringraziarvi per tutti questi anni passati anche insieme e per il ruolo pulito che avete sempre avuto. Che brutta cosa, però, non mi piace affatto.

  86. michele Rispondi

    19 luglio 2012 at 17:33

    mi unisco agli altri per esprimere il mio dispiacere alla chiusura della testata!!!

  87. patrizia Rispondi

    19 luglio 2012 at 20:03

    lasciate una voragine di vuoto nella “verità” che in questo paese è proprio scarsa. vi seguo da anni e siete stata una preziosa fonte di vera informazione mi mancherete tanto. vi auguro tutto il bene possibile e spero di ritrovarvi.
    grazie di tutto

  88. Flavia Rispondi

    19 luglio 2012 at 20:58

    Sottoscrizione Pubblica! Io ci sto.
    E tanto per cominciare non chiederò il rimborso dell’abbonamento ad E il Mensile.

  89. Laura Rispondi

    21 luglio 2012 at 09:54

    Carissimi, mi addolora moltissimo questo addio, che spero si trasformi presto solo in un arrivederci. Eravate il mio ingresso in Internet, la mia home page si dice, no? Ogni giorno cominciava con lo sguardo sul mondo offerto dalle vostre parole, dai reportage, le foto. Sono sicura che non troverò nulla di altrettanto serio, coinvolgente, interessante. Per favore, non rispediteci nelle nostre solitudini ma offriteci di nuovo la possibilità di condividere quanto accade in questo nostro maltrattato mondo. A presto e GRAZIE di cuore.

  90. Riccardo Rispondi

    21 luglio 2012 at 12:03

    è la quarta o quinta volta che rileggo questo articolo…che sto per scrivere un commento e poi mi fermo. Non riesco a trovare le parole giuste! Fin da peacereporter siete stati per me una lettura quotidiana, fonte di ispirazione, di conoscenza e spunto per riflessioni. Ciò che leggo mi rattrista tantissimo.
    So che avete fatto tutto ciò che era possibile per restare aperti e quindi non mi resta che dirvi GRAZIE. Davvero dal profondo. Se ci fosse ancora uno spiraglio, una minima possibilità di restare aperti so che l’avreste sfruttata o ci avreste chiesto una mano e in quel caso io come molti altri saremmo stati disposti a darvela. Spero di ritrovarvi un giorno, in un altro sito, in un altro giornale, per riprovare ancora le sensazioni forti che trasmettevano i vostri articoli. Di nuovo grazie a tutti voi.
    Buona fortuna e buona strada.

  91. Bruno Rispondi

    21 luglio 2012 at 16:42

    Mi spiace moltissimo, sono daccordo con chi propone qualche forma di sottoscrizione o campagna abbonamenti per mantenere almeno il sito.
    La controinformazione fa parte dello “stile” con cui Emergency si muove. Mantenere l’attenzione sui diritti è utile anche per sostenere le raccolte di fondi per gli ospedali.
    Coraggio, le utopie si realizzano:l’ho visto visitando un ospedale di Emergency.

  92. patrizia Rispondi

    21 luglio 2012 at 19:31

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! il sito NO, è la mia pagina iniziale, il mio sguardo sul mondo la mattina prima di inabissarmi nel lavoro e nella “realtà” metroquotidiana! E’ il mio ritorno a casa la sera, sola e stanca, ma con voi a sentirmi meno aliena-ta in questa città un tempo motore non solo di agnelli ma anche di coscienze/cuori pensanti tra cui i miei e quella di pochi altri – oggi – residuali di quel tempo e riemergenti solo in istantanee a qualche corteo anti privatizzazioni di quanto – poco – resti Bene Comune….
    NO, non chiudete, parliamone tra tutti e diteci CHIARO cosa si debba fare!! Per favore! Pensate che stavo pure convincendo una collega che legge solo Il Fatto……….

  93. eliseo Rispondi

    22 luglio 2012 at 21:57

    Che tristezza. Vi siete arresi così facilmente ed ora vi nascondete dietro al berlusconismo e allo strapotere dei media corporativi. Balle. Non avete cercato il supporto della base, non avete avviato un programma di pubblicità coerente con i vostri valori (la pubblicità è il male solo in alcuni casi), non avete fatto un programma coerente di ringiovanimento del giornale (certi editoriali facevano venire un sonno) e non avete usato mai strategie intelligenti online e digitale (su kindle e ebook? crowdfunding? premi giornalistici vostri? social media campaign? focalizzare su nuove tematiche come l’ambiente?).
    So che lo potete fare, so che ci sono forze dentro il vostro giornale che sono in grado di cambiarlo.
    So che lo farete e che tornerete sotto nuove forme e contenuti, o forse no.

    E mi da il sollievo che le teste che lo hanno fatto da qualche parte, in qualche giornale continueranno a pensare.

  94. Marco S. Rispondi

    22 luglio 2012 at 22:27

    Durante i due mesi in redazione con voi perfino l’aria di Milano mi sembrava più respirabile. Poi leggendo i vostri articoli mi sono preso qualche buona boccata d’ossigeno…ed ora? Si cercherà un’alternativa al piattume mediatico made in italy. Esiste?
    Complimenti a tutti voi perchè SIETE un gruppo fantastico! Arrivederci!

  95. Davide Rispondi

    23 luglio 2012 at 19:05

    Quanto mi rattrista questa notizia! Ogni giorno mi facevate compagnia nel pensare ad un mondo intento ad unire le persone raccontando le loro storie invece di dividerle creando pregiudizi e generalismi come fanno i canonici mass-media a braccietto con piani politici precisi. Con voi ho sognato un mondo consapevole di essere tutti diversi e per questo tutte uguali!
    Il vostro e “nostro” giornale è stata una poesia, e forse è proprio per questo che ha raggiunto solo il cuore di pochi. Perché si sa, l’arte è soprattutto premonitrice… E il vostro modo di fare giornalismo è stato un’innovazione, sia per aver scansato quel fastidioso punto di vista italianocentrico di raccontare il mondo sia per averci ricordato che fare informazione può ancora essere arte.
    Per migliorare la società serve la cultura e non l’economia… Troppo spesso i soldi hanno solo portato più criminalità.

    Grazie mille per avermi fatto capire tra le righe che, nonostante la non sostenibilità economica del vostro progetto, di gente come noi ne esiste tanta e che soprattutto c’è n’è sempre di più. Io ci credo e sempre ci crederò.
    Mi mancherete molto!
    A presto.

    Davide

  96. Davide Rispondi

    23 luglio 2012 at 19:06

    PS: non avete pensato di fare un portale, un blog o qualcosa del genere in cui raccogliere articoli del web (anche solo in lingua madre) e magari accettare articoli esclusivi dai vari viaggiatori o cooperanti? Non sarebbe un quotidiano ma una manera per tenere in vita il messaggio

  97. Gobbi Fausto Rispondi

    23 luglio 2012 at 21:55

    NO! No e ancora no!
    Leggere questa notizia mi ha messo dentro tanta angoscia.
    In questo mondo dove il letame la fa da padrone siete un salvagente per poter respirare ancora, per darci un pò di speranza ma se varemente chiuderete che ne sarà di noi?
    Non lo fate vi prego. vi prego

  98. martin Rispondi

    24 luglio 2012 at 11:13

    Un semplice GRAZIE,è stato il primo mezzo di INFORMAZIONE che ho letto arrivato in Italia,e sarà forse l’ultimo.Grazie ancora.

  99. donatella Rispondi

    24 luglio 2012 at 12:02

    Veramente una triste notizia, in questo momento difficile per tutto il paese, il Vs. sito e il vs. giornale erano una boccata di aria pura fra tutti gli schiamazzi, le sciocchezze e le falsità che si leggono sia in rete che sui giornali.
    Veramente un peccato!!! Auguro a tutti voi buona fortuna e grazie comunque per quanto fatto in questi anni.

  100. Giorgio Rispondi

    24 luglio 2012 at 16:17

    Ancora oggi il senso di rabbia prevale sulla tristezza. Ma come, siete voi che ci avete instillato l’idea che andare in direzione ostinata e contraria e’ possibile e non un’utopia, e ve la cavate con un semplice annuncio? Una comunicazione, tanto simile a quelle cui ci hanno abituato i poteri consolidati? Senza nemmeno tentare? Ma non eravamo noi, quelli di Emergency, a reggere botta quando le cose si facevano difficili? Penso che lasciare cosi’ sia la prima delusione che mi date.

  101. Serena Rispondi

    24 luglio 2012 at 16:42

    Noooo, e adesso come facciamo? Cosa leggiamo? Prima il mensile cartaceo, ora il sito web…eravate l’unica fonte autorevole di notizie vere! Non potete lasciarci orfani!
    Davvero non c’è un altro modo? Siamo in tanti, possiamo provare, possiamo riuscire a tenere in vita il giornale.
    Non potete almeno dirci quanti abbonamenti vi servono per sostenere la pubblicazione? Noi lettori potremmo immpegnarci in una campagna di sottoscrizione.
    Vi prego, non lasciateci in balia dell’informazione di regime!!

  102. Marco Rispondi

    24 luglio 2012 at 17:19

    Notizia shock: una tristezza indescrivibile mi ha pervaso l’animo e dopo molti minuti continuo a leggere e rileggere il messaggio di saluto senza capacitarmi della fine (spero momentanea) di questa splendida storia, di questo splendido camminare insieme.
    GRAZIE comunque a tutti/e per questi 10 anni… e come dice una canzone (e anche voi) “un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada”: più che un augurio, una certezza.

  103. Dario Barbosa Rispondi

    24 luglio 2012 at 19:20

    Grazie infinitamente, vi ho letto ogni sera quando tornavo dal cantiere, spero di rileggervi. Ora la notte sarà ancor più buia.

  104. Dario Barbosa Rispondi

    24 luglio 2012 at 19:22

    Grazie infinitamente, vi ho letto ogni sera quando tornavo dal cantiere, spero di rileggervi. Ora la notte sarà ancor più buia…

  105. giorgio marcoleoni Rispondi

    24 luglio 2012 at 21:00

    Come non condividere le parole di Maso e tutti i commenti.
    Grazie per quello che avete fatto e speriamo possiate riprendere a fare presto, magari “soltanto” con uno “spazio” all’interno del sito di Emergency, per non far scomparire del tutto l’informazione su certi temi.

  106. Francesca81 Rispondi

    25 luglio 2012 at 13:02

    Dire che mi dispiace è dire poco. Se il mio dispiacere, però, unito a quello dei tanti che sopra hanno espresso, come me, il loro rammarico per questa ingiusta chiusura, potesse servire a qualcosa ben venga. Questa giornata sembra essere segnata dal gioco delle disillusioni, ma io non mi arrendo. E vi dico di più. Sono un’insegnante, una giovane insegnante. Poca esperienza, tanta volontà, misero guadagno, migrazione inevitabile dal sud al nord Italia, ma poco di cui lamentarmi, forse perché mi abbarbico molto ai sogni e bisogni di chi vuole crescere: i ragazzi. È a loro, e al loro diritto di crescere, che ho convertito, quasi tutte le settimane, salvo inversioni non programmate lungo la tabella di marcia, l’ora del laboratorio di lettura di un testo di narrativa nell’analisi e nello svisceramento degli articoli del mensile di emergency. Perché non è vero che i ragazzi non hanno alcuna voglia di sapere e di prendere atto di ciò che succede nel mondo, un mondo che somiglia in grande alla loro piccola classe. Frammentata, multietnica, affollata, repressa, urlante, esagitata, la loro piccola classe. Un microcosmo di vite che ben replicava i pezzi di mondo di cui raccontava il giornale. Il bambino diviso a metà tra un Marocco da negare e un’Italia da cucirsi addosso a tutti i costi. La bambina che scrive lettere al tribunale dei minori. La bambina che cerca di respingere le malinconie di un padre debolmente attaccato alla vita. Il bambino che è cresciuto forte e ambizioso mentre gli assistenti sociali andavano e venivano da casa sua. La bambina che nasconde quasi benissimo le violenze subite nelle irriverenze mal patite da tutti gli altri prof. Avevano, tutti, solamente bisogno di pace e tranquillità. È qui che non ho potuto fare a meno di voi, perché è stato grazie al vostro giornale e alla testimonianza che tanta gente si impegna in questo senso che ho potuto insegnare ai miei ragazzi che la serenità, la pace, il gioco, sono diritti difendibili, necessariamente e doverosamente.
    Adesso vorrei poter tornare bambina o ragazzina io. Tanto da poter fare i capricci e puntare i piedi e chiedervi, con tanto di lacrimoni, di non andare via. Da adulta voglio credere che abbiate considerato ogni possibilità, prima di chiudere e che, comunque, anche davanti alla necessità di questa chiusura non vi arrendiate alla permanenza e che sappiate tornare, soprattutto.
    Io vi aspetto. Noi vi aspettiamo.

  107. Domenico Rispondi

    25 luglio 2012 at 15:11

    Non lasciateci soli!!!

  108. Tiziana Rispondi

    25 luglio 2012 at 16:39

    Ed eccoci arrivati al 25 luglio, a questo dolorosissimo addio, che speriamo, in tempi di minore crisi, possa trasformarsi in un arrivederci.

    Oggi dobbiamo salutare le storie, gli articoli, la posta, le idee, le illustrazioni, ma una cosa è certa, quello che è stato fatto fin ora, tutto quello che è stato scritto, tutto quello che è stato letto è servito a qualcosa.

    Oggi sono tristi tante persone perché si spegne un faro nell’ahimè carente mondo del giornalismo italiano. Un occhio obbiettivo sull’Italia e sul mondo.

    Storie di tutti, che coinvolgono tutti, che riguardano tutti… Storie che dovrebbero conoscere tutti!

    Ma raccontare storie al giorno d’oggi costa caro, in molti sensi, perciò arrivederci a presto nella speranza che tutto questo sia solo una breve vacanza da qualcosa che, magari in maniera diversa, è importante come la costruzione di un ospedale, ma forse alle volte anche più difficile: la costruzione di una cultura di pace!

  109. Salvo Rispondi

    26 luglio 2012 at 07:17

    Desidero esprimere anch’io il mio dispiacere per la chiusura della rivista mensile ed anche del sito di “E” e spero anch’io, come gli altri affezionati lettori, che esista una soluzione per continuare, anche solo online, anche con il “vecchio” ma efficace sito di PeaceReporter che a me lo stesso piaceva, semplice ma soprattutto interessante nei contenuti.
    Anch’io aderisco all’idea di una sottoscrizione, perché di una testata che ti parla del mondo come hanno fatto “Peacereporter” prima, e “E-il mensile” dopo, c’è proprio bisogno.
    Un caro saluto da Catania.

  110. Simo Rispondi

    26 luglio 2012 at 12:03

    Abbiamo letto solo ieri questa bruttissima notizia,putroppo abbiamo conosciuto tardi il mensile cartaceo (ce n’è stata regalata una copia al Salone del libro di Torino),e ci siamo subito abbonati per apprendere che quella che abbiamo ricevuto sarà l’unica e l’ultima copia… Stiamo per intraprendere il percorso dell’adozione internazionale e avevamo pensato di raccogliere tutti gli inserti”bambini” per poterli un giorno leggere con i nostri figli… ma perchè? perchè se c’è qualcosa di bello al mondo deve finire? Siamo d’accordissimo con la sottoscrizione e saremmo felici e orgogliosi di contribuire, dovete fare qualcosa.. siamo in tanti e la situazione non può essere così disastrosa… Un abbraccio e grazie per gli attimi speciali che ci avete regalato arrivati a casa dopo la lunga giornata dilavoro… Noi vi aspettiamo presto!

  111. Elia Rispondi

    26 luglio 2012 at 14:05

    favorevole alla sottoscrizione.
    E daje ca..o!!

  112. Lu Rispondi

    26 luglio 2012 at 18:32

    MI DISPIACE, MI AUGURO TROVIATE UN’ALTERNATIVA PER VOI E PER CHI VI SEGUE: QUINDI PER VOI, INTESI TUTTI INSIEME, PER RICOMINCIARE – TANTO NON SARA’ DA ZERO VISTA L’ESPERIENZA CHE AVETE ACQUISITO IN QUESTI ANNI. COMUNQUE GRAZIE

  113. Barbara Rispondi

    26 luglio 2012 at 21:22

    Non posso crederci, quando abbiamo qualcosa di buono e libero ovviamente va chiuso. Spero sia un arrivederci, mi mancherete… B.

  114. Sabrina Rispondi

    7 agosto 2012 at 10:04

    che dire… senza parole…
    Eravate la verità e il dimenticato del mondo.
    Mi auguro solo che questo silenzio serva a trovare una soluzione.
    Un grazie di cuore da parte mia, mi avete aiutato ad aprire gli occhi sul mondo.
    Le vostre “buone nuove” erano l’albero che cresce nella foresta senza far rumore, ma nella mia vita ne ha fatto un pò!
    Grazie a voi ho viaggiato guardando il mondo con occhi diversi.

    Cosa possiamo fare noi lettori?
    Continuare la vostra opera nel quotidiano.

    Sabrina da Genova.

  115. massimiliano reyes Rispondi

    17 agosto 2012 at 09:34

    Ho aperto solo ieri il numero di Agosto di E, non mi aspettavo proprio di leggere la notizia della chiusura. Oggi sono triste perché non potrò più leggervi ogni mese e questo mi lascia una sensazione dolorosa, quasi fisica, di abbandono…non so spiegare…Avevo trovato la mia rivista “ideale”, una perla rara, e adesso c’è un vuoto difficile da colmare. Spero solo che sia un’assenza temporanea, da parte mia continuerò a sostenere Emergency come sempre e coltivare la speranza di un mondo meno ingiusto.
    E allora, arrivederci, non addio.

  116. massimiliano reyes Rispondi

    17 agosto 2012 at 09:55

    Mi stavo dimenticando, ogni numero è stato un dono, l’ultimo è un regalo doppio, anche se doloroso, perché da ciclista urbano di lunga data ho particolarmente apprezzato i “pezzi” sulla bicicletta…
    Grazie ancora…

  117. Michele Rispondi

    18 agosto 2012 at 16:51

    Era da un po’ che non vedevo il sito aggiornato, pensavo che foste in pausa estiva. Poi ho letto quest’articolo e mi sono intristito.
    Eravate il mio punto di riferimento (e, a giudicare dai commenti, non solo mio) per le notizie estere.
    Spero che ci ripensiate magari chiedendo un aiuto economico ai vostri lettori (come già proposto da qualche altro utente).
    In ogni caso grazie per questi anni di informazione onesta e controcorrente,
    Michele

  118. Simona Rispondi

    18 agosto 2012 at 16:56

    Che brutta sorpresa al ritorno in città!Per anni siete stati la mia prima lettura del giorno.Se volevo davvero sapere come stavano le cose in giro per il mondo sapevo di poter contare su di voi…

  119. Alessandro Rispondi

    24 agosto 2012 at 16:07

    “E – il mensile” non deve morire

    Il 27 agosto sarà l’ultimo giorno del sito “E – il mensile”, sito che ha inglobato “Peacereporter” nel 2011. Chiuderà per motivi economici, perché in tempi di crisi i soldi sono pochi e se si deve chiudere qualcosa è meglio chiudere un giornale che un ospedale.
    Giusto, non posso dire nulla.
    Ma questa volta non rimarrò a guardare come ho fatto tante, troppe volte.
    E – il mensile è un giornale importante, vero, di Cultura con la “C” maiuscola.
    Proverò a lanciare un appello, visto che tante persone stanno lanciando messaggi di cordoglio e tristezza per questa chiusura.
    Gli abbonati, scrive nell’editoriale, erano circa 20 mila e più di qualcuno sarebbe disposto a dare qualcosa pur di salvarlo… e allora contiamoci sul gruppo facebook
    http://www.facebook.com/groups/396997050354408/

    Ecco la mia proposta per salvare, in extremis, questo moderno Don Chisciotte:
    - abbonamento sostenitore 100€/anno
    - abbonamento sostenitore plus 150€/anno
    - uscita bimestrale anziché mensile, perché è meglio ogni due mesi a doppio prezzo che mai

    Allora cominciamo adire chi ci vuol stare, poi Emergency e l’editore faranno i conti su quanti sono disposti a salvare E… perché no deve morire.

  120. Giorgio Ventricelli Rispondi

    28 agosto 2012 at 02:31

    Da giornalista vi dico: non mollate! siete un punto di riferimento troppo importante. Capisco che un ospedale può essere più importante di un giornale, ma l’informazione libera non ha prezzo e vi assicuro, e lo leggete anche voi dai commenti, che c’è fame di giornalismo vero. Lo so che è difficile tirare avanti con questo mercato dell’editoria che guarda solo al profitto, ma voi avete generato un valore superiore: la gente si sente Emergency, si sente PeaceReporter. Custodisco con gelosia una spilleta presa anni fa a Milano da voi in redazione. Per me è sempre stato un esempio di giornalismo vero, quello che cerco di mettere in pratica ogni giorno tra mille difficoltà. Oggi, di giornalismo non si campa, ma l’informazione libera non ha prezzo: c’è ancora gente nel mondo che muore per averla. Vi hanno suggerito di uscire come bimestrale, perché no? insomma, la soluzione si trova, ma dovete trovare anche voi la voglia di riprendere in mano le redini. Così facendo, state deludendo tutta quella gente che ha creduto in voi fino ad oggi. Coraggio, avete fatto tanto, potete fare ancora: Memento Audere Semper!

  121. Massimo Fanelli Rispondi

    19 settembre 2012 at 18:52

    Da anni, grazie all’aiuto di alcuni logisti di Emergency, vado in Sierra Leone.
    Da anni aiutiamo le scuole del villaggio di Goderich, i bambini a studiare, quelli più piccoli ad essere educati e protetti.
    Da anni, con fierezza uso le pagine di Peacereporter come esempio e guida.
    Non si fa così. Questo modo disillude chi ha riposto fiducia in una cultura di Pace.
    Mi unisco agli altri, con l’amario in bocca di chi pensa che forse questo mio messaggio non verrà nemmeno letto.
    Ma ad aiutarvi, ad aiutarci, saremo in molti.
    Non sono d’accordo.

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