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Milano, il registro delle unioni civili adesso è realtà

27 luglio 2012versione stampabile

Dopo quasi 11 ore di seduta, il consiglio comunale di Milano ha approvato il registro cittadino per le unioni civili. “Abbiamo ridotto lo spread sull’Europa dei diritti civili” ha sentenziato il sindaco Giuliano Pisapia.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia

Dunque, le coppie milanesi, siano esse eterosessuali o omosessuali potranno “registrarsi contestualmente alla registrazione della famiglia anagrafica”.

Ma chi pensa che la delibera veda verso la legalizzazione dei matrimoni gay si sbaglia. “Le unioni permetteranno di accedere solo ai servizi offerti dal Comune. Non si potrà per questo arrivare alla possibilità di ereditare o alla reversibilità della pensione. Il registro – ha detto Pisapia – è un provvedimento di carattere amministrativo. Escludo che questa delibera apra alla possibilità di matrimoni gay, per i quali servirebbe una legge del Parlamento”.

Il registro delle unioni civili ha scatenato un dibattito fortissimo dentro e fuori il Consiglio comunale. La Curia milanese si era detta scettica nei confronti del provvedimento. Alcuni cattolici del Partito Democratico presenti in Consiglio avevano espresso forti dubbi sulla questione. Alla fine però la solo quattro cattolici del Pd si sono astenuti. Una curiosità: fra le varie modifiche apportate al documento, una (proposta dal Pdl) chiedeva di sostituire il termine “famiglia anagrafica” con “unione civile”.

In buona sostanza il registro delle unioni civili ha l’obiettivo di “superare situazioni di discriminazione e favorire l’integrazione delle unioni civili nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio”

Soddisfazione è stata espressa dalla maggioranza dei consiglieri comunali che hanno sottolineato l’importanza di tale provvedimento. “Da oggi a Milano ci sono più diritti” ha concluso Pisapia.

Glaciale la reazione dai banchi dell’opposizione che ha definito il provvedimento come “una bandierina di Pisapia per la comunità gay”.

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