chi siamo

Il nuovo sito www.eilmensile.it  unisce l’esperienza di PeaceReporter con quella di E-Ilmensile.

Nell’editoriale che battezzò la nascita di PeaceReporter (faceva il 28 novembre 2003) dicevamo che “non perdiamo la speranza, perché veniamo da esperienze abituate al fare. Abituate a risolvere i problemi e i conflitti costruendo concretamente situazioni che sottraggono motivazioni alla guerra. Non i motivi di chi la guerra dichiara, che sono il potere e i soldi. Ma le motivazioni di chi la guerra la fa, di chi viene mandato a decidere di togliere la vita a qualcuno: sono quelle della disperazione. Di mancanza di speranza”. Avevamo un sogno, che la guerra diventasse un tabù. Ci siamo impegnati a partire da quel 28 novembre, a ricordare ogni giorno che “non ci sarà pace senza giustizia. E che non ci potrà essere giustizia fino a che i diritti umani, anche quelli più elementari, saranno privilegio di pochi”.

Erano i tempi dell’appello Cessate il fuoco. Erano i tempi della campagna “Fuori l’Italia dalla guerra”.

Oggi, dopo otto anni, quel sogno continuiamo ad averlo. Anche se le umane vicende, nel frattempo, non hanno dato grandi segnali di cambiamento. La guerra c’è ancora, e ancora viene ventilata come “soluzione” per esportare democrazia o diritti. Una favola a cui però adesso non crede davvero più nessuno.

Ma il punto è un altro. Oggi la campagna da fare non è più solo fuori l’Italia dalla guerra, ma è “fuori la guerra dall’Italia”.

Perché la guerra è anche “cultura”. Che può sfociare in tragedie come quella di Firenze o come quella di Utoya. Ma è anche quella che, se diventa dominante, permette alle banche d’affari di salvarsi a spese del pensionato o del lavoratore. Ed è anche quella che permette alla società di espellere i concetti di solidarietà, di fraternità, e persino di libertà e quindi di diventare una giungla che trasforma i suoi confini in sterminati cimiteri, come abbiamo fatto noi con il nostro mar Mediterraneo.

Quella stessa “cultura” che fa diventare tutto lecito pur di raggiungere un obiettivo. Diventare ricchi, diventare famosi, avere sempre di più. A qualunque costo e passando sopra a chiunque.

Fuori la guerra dall’Italia, dunque.

Che vuol dire però anche – e non è poco – cominciare a chiedersi se non sia non solo lecito, ma addirittura indispensabile ridurre drasticamente le spese militari e redistribuire quella enorme ricchezza ai settori della società più importanti per la crescita (istruzione, scuola ricerca) e per il benessere dei cittadini (pensioni, sanità). Stiamo parlando di quasi 25 miliardi di euro all’anno. che fanno circa sessantotto milioni di euro al giorno. Oppure più di 400 euro per ogni italiano, neonati compresi.

La sfida è indubbiamente più grande oggi, dunque, di quanto non fosse otto anni fa. Ma oggi è più grande e soprattutto più diffusa anche la consapevolezza di quanto ci sia di sbagliato e di ingiusto nell’organizzazione umana contemporanea. E per questo sappiamo, oggi più di allora, che un altro mondo non è solo possibile. Ma che è assolutamente necessario.

Qui c’è la redazione, che si farà accompagnare in questo viaggio da numerosi amici


DIRETTORE di E- il mensile

GIANNI MURA
Giornalista, classe 1945. Dal 1964 in qua ha lavorato per le seguenti testate: La Gazzetta dello Sport, Corriere d’Informazione, Epoca, L’Occhio. Dal 1983 al 2010 inviato di Repubblica. Tecnicamente, pensionato.

CONDIRETTORE di E- il mensile e direttore del sito online

MASO NOTARIANNI
Etologo mancato e giornalista, già assistente idraulico, elettricista, imbianchino, muratore e fotografo, classe 1966. Ha lavorato per l’Unità, il manifesto, La Stampa, L’Espresso, Oggi oltre che per infinite testate femminili di ogni casa editrice per sbarcare il lunario. Dal 2003 è direttore di PeaceReporter.

CAPOREDATTORI

ANGELO MIOTTO
Giornalista, classe 1969. Per oltre un decennio a Radio Popolare, fondatore dell’ensemble di musica contemporanea Sentieri selvaggi, autore di saggi, testi teatrali, installazioni sonore, e del libretto d’opera su Aldo Moro, musicato da Filippo del Corno. Appassionato di web documentari e del raccontare, nel maggior numero di linguaggi possibili.

ASSUNTA SARLO
È nata a Reggio Calabria, vive a Milano. Ha lavorato all’Ansa, al manifesto e a Diario e ha collaborato con numerose altre testate.

REDATTORI

GABRIELE BATTAGLIA
Milanese e milanista, ha iniziato come web-giornalista e, incastrato nel crollo della new economy, ha scritto dei conflitti di lavoro vissuti in prima persona. Convinto che l’Oriente sia il migliore punto d’osservazione sul mondo contemporaneo, cerca di raccontare la Cina e gli altri Paesi del Far East. Ha all’attivo reportage e mostre fotografiche su vari media: dalla carta stampata a Second Life, passando per web e radio.

CHRISTIAN ELIA
Classe 1976, di Bari-Bari. Studi umanistici, interrotti a un passo dalla laurea, in omaggio a Guccini (almeno lui la racconta così), sogni da pugile e calciatore della Roma. Nella realtà giornalista professionista dal 2005, ha raccontato – e racconta ancora -  il Medio e il Vicino Oriente, il Nord Africa e i Balcani, affascinato da tutti i mediterranei possibili. Autore di reportage e di servizi radiofonici per i maggiori quotidiani e periodici italiani e per le radio nazionali. Autore del libro Oltre il muro, storie di comunità divise e del documentario The Empty House. Vincitore del Premio Baldoni 2011.

LUCA GALASSI
Nasce a Pisa nel 1971. Vive in Irlanda, Grecia, Gran Bretagna e Cile. Si laurea in Lettere moderne a Pisa e frequenta la scuola di giornalismo Ifg a Milano. Dal 1999 ha lavorato a ContattoRadio (Popolare Network), La Nazione, Il Salvagente, Servizi-Italiani.net. È autore di reportage da Indonesia, Striscia di Gaza, Russia, Senegal e da vari Paesi europei. Vincitore del Premio Baldoni 2006.

ALESSANDRO GRANDI
Milanese dal 1974, è giornalista professionista dal 2006. Autore di numerosi reportage da Bolivia, Haiti, Messico, Paraguay, Portorico e Venezuela, è anche coautore dei volumi Guerre in Ombra (Editore PeaceReporter, 2007), Guerra alla Terra (Edizioni Ambiente, 2009), Haiti: l’isola che non c’era (Ibis Edizioni 2011).

ANTONIO MARAFIOTI
Giornalista, classe 1981. Inizia a scrivere nel 2006 al servizio del quotidiano Calabria Ora. Nel 2008, dopo un master in Relazioni internazionali a Milano, si trasferisce a Roma nella redazione di Inter Press Service. Dal luglio 2009 inizia a collaborare con PeaceReporter seguendo prevalentemente la politica estera e interna degli Stati Uniti.

ENRICO PIOVESANA
Nato a Perugia, inizia a occuparsi di esteri creando il sito WarNews.it, mentre collabora con il Corriere dell’Umbria. Freelance in Iraq per L’Unità e Liberazione e inviato per PeaceReporter in Afghanistan, Pakistan, Cecenia, Sud Ossezia, Sri Lanka, Birmania e Filippine. I suoi reportage sono stati pubblicati da Corriere della Sera, La Stampa, il manifesto, Famiglia Cristiana, L’Espresso, Il Venerdì di Repubblica, Diario, Left e Oggi, i suoi servizi video trasmessi da Annozero e RaiNews24. Vincitore del Premio Baldoni 2007.

VALENTINA REDAELLI
È nata nel 1979. Dopo una laurea in Lingue e letterature straniere, ha lavorato a Diario, per cui ha scritto reportage dall’Italia e da altri Paesi europei, e a Radio Popolare, dove si è occupata soprattutto di esteri.

NICOLA SESSA
Nasce a Salerno nel 1976. Dopo gli studi classici, la laurea in giurisprudenza e qualche anno di avvocatura, partecipa al Master di fotogiornalismo all’Istituto superiore di fotografia di Roma. Dopo un anno di Master in giornalismo dello Iulm, entra a far parte del mondo di PeaceReporter. Giornalista professionista dal 2009, ha al suo attivo diversi reportage e due documentari selezionati da importanti festival internazionali. Deve molto ad Antonino e Lucia, i suoi genitori, e a Elena con la quale divide la vita da un paio di lustri.

STELLA SPINELLI
Nata a Firenze il 6 luglio 1973, cresce fra le morbide colline di Carmignano sognando di fare la giornalista e di girare il mondo. Per questo sceglie il liceo linguistico e la facoltà di Storia, che frequenta iniziando a collaborare con vari giornali locali. Nel luglio 2003, ormai pubblicista, sente parlare del progetto PeaceReporter. Due mesi dopo è a Milano, entra nella squadra e non la molla più. È diventata giornalista professionista nel 2007 e mamma di Giulio nel 2008. Ha al suo attivo vari viaggi-reportage in America Latina.

ART DIRECTOR

FEDERICO MININNI
Hard Director, ha lavorato in ambito televisivo, fotografico ed editoriale fin dall’inizio degli anni Settanta. Art director per l’agenzia di pubblicità Economia ad Amburgo e successivamente per la Mercedes Benz a Stoccarda. Lavora per alcuni anni alla direzione artistica di pubblicazioni per il governo Kohl, nel frattempo collabora con vari editori italiani per l’ideazione di progetti e diventa art director di Cartier. Attualmente si occupa della produzione di libri per Jaeger-LeCoultre e Iwc e per diversi fotografi.

PHOTO EDITOR

MARTA POSANI
Classe 1981. Dopo una formazione nel campo della comunicazione si trasferisce a Milano, dove frequenta il master in Photography and Visual Design. Da subito il suo interesse per la fotografia va oltre lo scatto e diventa una passione che la porta ad approfondire questo mondo fatto di immagini, autori e storie affascinanti. Collabora come photo editor con magazine di fotografia ed arte e coordina un gruppo di giovani fotografi per progetti di reportage. Ama i gatti e la pastasciutta.

GERMANA LAVAGNA
È nata nel Ventesimo secolo a Genova e ha studiato Filosofia a Milano. Ha vissuto a New York dove ha lavorato come fotografa. Ha collaborato con David Alan Harvey e studiato all’Istituto italiano di fotografia. La sua attività preferita è partire.

VIDEO EDITOR

CLAUDIA LIDIA GRETA POZZOLI
Video editor, classe 1969. Nomade per carattere e storia personale, freelance per scelta, vive e lavora tra Milano, Genova e Rio de Janeiro. Dal 2010 si occupa dell’area video di PeaceReporter.

AMMINISTRAZIONE

ANNALISA BRAGA
Di Como, classe 1972. Diversi impieghi e tanto volontariato che l’ha portata per anni a Sarajevo. Poi nel 2003 l’approdo a PeaceReporter che iniziava a muovere i primi passi. E lì è rimasta, perché anche i numeri hanno un sapore migliore se sono parte di qualcosa in cui si crede e che ha finalità così belle.

SEGRETERIA

SILVINA GRIPPALDI
Di origine italiana, nata in Argentina nel 1965, non balla il tango. Soprannominata “il generale della redazione”, sogna di tornare ad Azul, la sua città natìa.

 

RESPONSABILE IT

STANISLAO CUZZOCREA
Da pochi giorni rientrato dalla Patagonia, è già al lavoro con rinnovato entusiasmo.