home » ambiente » La rivolta di Marsala

La rivolta di Marsala

1 November 2011versione stampabile

Stella Spinelli

Il centro radar della 135^ Squadriglia dell’Aeronautica militare di contrada Perino a Marsala è al centro di forti proteste e mobilitazioni. Sono centinaia i cittadini che con cortei, incontri e petizioni denuncianol’alto indice di mortalità per tumori nella zona ai margini della base, dove vivono oltre diecimila persone. Una protesta che ha dovuto raccogliere anche l’amministrazione provinciale di Trapani, che, unanime, ha chiesto alle autorità sanitarie di analizzare l’incidenza delle onde elettromagnetiche emesse dal radar. Che ritorna, così, al centro di vicende da prima pagina. E non è la prima volta. È ormai risaputo, infatti, che proprio questa stazione militare fu, come spiega Antonio Mazzeo nel suo articolo in proposito autrice di “uno dei depistaggi più gravi dell’infinita vicenda della strage di Usica”. Durante quella che fu una “vera e propria battaglia aerea sui cieli del Tirreno”, durante la quale venne abbattuto un Dc-9 Itavia con i suoi 81 passeggeri, fu proprio nella base di contrada Perino che qualcuno intervenne nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1980, insabbiando tutto. La pagina del registro delle operazioni della stazione di telerilevamento, che aveva fotografato “i dati di volo del Dc-9 e dei caccia militari killer fu tagliata, distrutta e poi riscritta per far sparire ogni traccia che potesse ricostruire nei particolari l’inconfessabile scenario della strage”.

Ma oggi il pantano in cui è invischiata l’aereonautica di Trapani ha ben altri contorni, in cui però restano comunque impigliati i destini di civili inermi. Da anni questa zona ha, appunto, una forte incidenza di malati di tumore, con molte morti sospette per leucemie fulminanti.”In ogni famiglia c’è qualcuno ammalto di cancro o che è morto di tumore – ripetono gli abitanti ascoltati da Marsala.it – Non può essere un caso. Vogliamo sapere se sono le onde elettromagnetiche dei radar la causa di tutto ciò”. E per avere delle risposte si sono riuniti in un comitato spontaneo che non smette di gridare il proprio No alle onde elettromagnetiche che stanno piegando le loro vite. Una protesta che ha aumentato i toni quando il ministero della Difesa ha annunciato l’installazione di un nuovo radar di ultima generazione ancora più potente costruito dall’italiana Selex Sistemi Integrati (gruppo Finmeccanica).

Inutili le raccomandazioni dei militari che hanno incontrato Comitato ed esponenti politici per spiegare come il nuovo radar avrà un impatto meno invasivo rispetto ai precedenti. La gente non ci crede più e pretende studi di rilevamento dei valori fatti da civili non legati ai militari e a chi ha tutto l’interesse a vederlo costruito il nuovo radar. L’ultima rilevazione è infatti a carico dell’impresa che ha vinto l’appalto per costruirlo e le precedenti sono tutte state commissionate dell’Aereonautica. Va da sé che i cittadini nutrano seri dubbi sulla buona fede del risultato.

Il sistema che sostituirà il vecchio è il Fixed Air Defence Radar (Fadr) Rat31-DL, acquistato dalla Difesa per restare al passo con i tempi e mantenere l’integrazione con la catena di comando, controllo, comunicazione e intelligence della Nato. Dopo quello di Marsala ne sono previsti altri undici per altrettanti siti dell’Aereonautica più due Deployable Air Defence Radar, ossia la versione mobile delle medesime antenne spia. “Il tutto per un ammontare di 260 milioni di euro”, come scrive Mazzeo. Un affare d’oro per la Selex in questi tempi di magra e di contro una spesa immane per un bilancio quale quello italiano. Ma si sa, per un paese che ripudia la guerra, investire sulla difesa è cosa buona e giusta. Come pensare di indirizzare i tagli proprio in questo campo in vista dell’Austerity?

Le proteste del Comitato certo continueranno e a supporto delle loro legittime argomentazioni è intervenuto anche il sindaco di Marsala Renzo Carini che ha scritto una nota al Ministero della Difesa e allo Stato Maggiore dell’Areonautica, per ora rimasta senza risposta. Questo il testo.

“A breve dovrebbe essere collocato in località Timpone Guddino nel territorio di Marsala, un nuovo sistema Fadr. Evento questo che ha provocato preoccupazione nei proprietari dell’area circostante i quali hanno anche ricevuto, recentemente, lettere di indennizzo per la servitù militare. A tal riguardo mi è dovuto evidenziare che, verosimilmente, per la popolazione del luogo si tratterebbe di una esposizione costante a campi elettromagnetici (Cem). Ciò in aggiunta a quelle già emesse dalla struttura in atto esistente, visto che ad oggi non è arrivata comunicazione alcuna sulla eventuale dismissione delle apparecchiature già esistenti. Nella zona, infatti, vi è un alto tasso di mortalità dovuta a patologia tumorale che interessa non soltanto soggetti adulti o anziani, ma anche ragazzi e bambini. Invito, pertanto, i responsabili di Ministero ed Aeronautica Militare a volere accertare la piena regolarità delle strutture di Timpone Guddino provvedendo, qualora i valori di radiazione emessi dai radar fossero in eccesso, a porre rimedio a questa delicata ed incresciosa situazione che se accertata metterebbe, ancor più, a repentaglio la vita di tanti esseri umani che abitano nella zona e che sono, in gran parte, onesti lavoratori della terra”.