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Cina, lotta alla povertà: i numeri

23 November 2011versione stampabile

Simone Pieranni – China Files

Immaginate la Francia intera: l’equivalente della popolazione francese in Cina è stata tolta dalla soglia di povertà in dieci anni. E’ uno dei risultati espressi dalla Cina nel suo libro bianco “Nuovo progresso nello sviluppo della riduzione della povertà nella Cina rurale” ed è stato rilasciato dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato.

Tra numeri e problemi ancora da risolvere, si legge nel libro, “il governo cinese ha sempre fatto della riduzione della povertà un importante obiettivo e il compito dello sviluppo nazionale e ha lavorato sodo per consentire a tutte le persone di godere dei frutti dello sviluppo economico e sociale”.

Si tratta del secondo libro bianco del governo cinese sulla riduzione della povertà, dopo aver rilasciato la prima edizione di tale documento nel 2001. Il white paper spiega come la missione di ridurre la povertà sia particolarmente difficile in Cina, viste le dimensioni della “massa povera” nelle zone rurali.

Secondo il white paper, la popolazione rurale in difficoltà è passata da 94,22 milioni a fine 2000, a 26,88 milioni alla fine del 2010: l’equivalente dell’intera popolazione della Francia è stata fatta uscire dalla povertà negli ultimi dieci anni. La percentuale di persone povere della popolazione rurale del paese è scesa dal 10,2 per cento del 2000 al 2,8 per cento nel 2010.

Il governo cinese definisce “povera gente” coloro che guadagnano meno di 1274 yuan (circa 200 dollari) all’anno. Quota alzata solo nel 2010: prima era “povero” chi guadagnava 865 yuan all’anno.

La Cina – si legge nel Libro bianco – “ha sostanzialmente risolto il problema di fornire adeguate sussistenza, cibo e vestiti per i suoi abitanti delle zone rurali”. Entro la fine del 2010 il tasso di analfabetismo dei giovani e di mezza età è scesa al 7%, 5,4 punti percentuali in meno rispetto al 2002.

Fu a metà degli anni Ottanta che il governo cinese iniziò il programma di sviluppo orientato alla riduzione della povertà nelle aree rurali in modo organizzato e pianificato.

Il programma “ha promosso l’armonia sociale e la stabilità, equità e giustizia, e ha contribuito allo sviluppo e al progresso dei diritti umani del paese – è scritto nel Libro Bianco – la riduzione della povertà è una causa comune per l’intera società umana”.

Il China Daily, riprendendo alcuni stralci del Libro Bianco, ha sottolineato come la Cina abbia realizzato prima del previsto l’obiettivo di migliorare le condizioni di metà della propria popolazione definita povera, come indicato dalle Nazioni Unite.

Anche se le cose sono migliorate, il governo cinese è chiaramente consapevole che la Cina rimane un paese in via di sviluppo a basso reddito pro-capite e si trova ad affrontare la sfida della riduzione dei divari tra aree urbane e rurali, tra le diverse regioni, e tra ricchi e poveri.

Gli attuali 26,88 milioni di persone povere cinesi sono uguali a tutta la popolazione del Texas, il secondo più grande stato degli Stati Uniti in base alle dimensioni della popolazione: ci sono ancora ostacoli che impediscono lo sviluppo della Cina per quanto riguarda le aree colpite dalla povertà tra cui il sottosviluppo delle regioni con particolari difficoltà che si trovano in vaste distese e contigue. Pertanto – conclude il White Paper la riduzione della povertà continuerà ad essere un compito arduo e di lunga durata per il governo cinese”.