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Spagna: analisi di un voto storico

25 November 2011versione stampabile

Angelo Miotto

La destra spagnola festeggia la maggioranza assoluta con borse in negativo e spread che balla come su un ottovolante. Il risultato delle elezioni del 20 novembre dice che i socialoisti hanno perso oltre 4 milioni di voti. Joan Subirats, sociologo ed editorialista per il quotidiano El Pais.

Professor Subirats, ma dove sono finiti 4 milioni e trecentomila voti persi dai socialisti ieri?

Probabilmente un po’ dappertutto. La nostra impressione, guardando le cifre, una percentuale è andata anche al Partido p, non dobbiamo dimenticare che in molti quartieri popolari il primo voto è di astensione, il secondo socialista e il terzo popolare. Una parte importante verso i piccoli partiti: Izquierda unida, Union progreso y democracia, e altre alternative. Un’altra parte è quella che è andata all’astensione ai voti in bianco e voti nulli.

Il non voto indignato come ha influito?

Gli indignati non hanno dato delle parole d’ordine tradizionali. Una delle posizioni più chiare si chiamava aritmetica e proponeva di votare contro il binomio Partido popular – partito socialista.
E votare terze o quarte posizioni, perché erano contro partiti, come Convergencia i uniò, che avevano votato per la Ley Sinde che impedisce la condivisione di file. In Spagna è finito il bipartitismo e c’è oggi un nuovo pluralismo partitico. Non sappiamo se questo è effetto del 15 M, oppure no.

Crisi economica e dialogo basco. Come agirà il Partido popular?

Su Eta: quello che è interessante è che passiamo in pochi mesi da duecentomila voti vietati nel paese basco a sette deputati che saranno chiamati dal re nel palacio della Zarzuela per dire che parere hanno sulla formazione del nuovo governo. Amaiur sarà presente in parlamento e lavorerà sulla soluzione politica che segue all’annuncio di fine della violenza. Sarà un tema importante per il nuovo governo.

Sull’economia: non ci saranno grandi cambiamenti. Cambia il partito di governo, ma non abbiamo cambiato politica economica.

E adesso che cosa dovrà fare il partito socialista?

I socialisti spagnoli hanno lo stesso problema di molti socialisti in Europa: che fare con la socialdemocrazia?

Queste grandi forze politiche che hanno costruito l’Europa hanno avuto un atteggiamento che si può riassumere così: lo stato serve per addolcire i problemi del mercato. Ma adesso lo stato nazionale deve fare i conti con un mercato internazionale e globale. O riescono a ritrovare un equilibrio, oppure ci sarà un grossissimo problema per la socialdemocrazia.