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Libri/ Buongiorno Africa, di Raffaele Masto

16 December 2011versione stampabile

Angelo Miotto
Etiopia, Grande Congo, Kenya, Nigeria, Mali. Il libro di Raffaele Masto è un piacevole film di parole che aprono immagini suggestive, grazie allo stile del reportage che viene utilizzato con sapienza.
La narrazione ricca di informazioni non trascura e anzi esalta la dimensione del pensiero personale, della considerazione di un pensiero sommesso, mormorato. E offre, contemporaneamente, sempre un punto di vista altro, quello dei cosiddetti fixer, persone o giornalisti di fiducia che abitano i posti visitati e che accompagnano l’inviato fornendo appoggio logistico.
Sei capitoli, aperti da un prologo e seguiti da un epilogo finale, ci regalano sei esperienze di viaggio differenti. Componendo un mosaico, parziale ma che assurge a universale, di un Continente enorme.
Scrive Masto: “Oltre venti anni fa, quando venne scoperto il virus dell’Hiv, medici e scienziati federo previsioni catastrofiche: l’Aids avrebbe spopolato il continente, la crescita demografica avrebbe assunto il segno negativo, le città si sarebbero svuotate e intere regioni sarebbero divenute desertiche. L’Africa, invece, ha smentito tutti: la sua popolazione è cresciuta di oltre duecento milioni di persone, raggiungendo in totale un miliardo, e gli abitanti delle caotiche e brulicanti megalopoli hanno superato in termini assoluti quelli delle aree rurali”.

Il ruolo degli investitori, dei capitali e, di più, della concezione del pensiero e della concezione del mondo cinese che si è radicato in molti paesi africani attraversa molti dei capitoli che compongono questo reportage in sei tappe, ognuna unica nel suo genere. Particolarmente divertente il capitolo sul Mali, dove il giornalista e scrittore viaggia insieme a un giornalista e incaricato di affari cinese. I dialoghi, gli scontri, le discussioni sono un felice specchio di due culture a confronto, fra la critica di chi si sente rappresentante rappresentante di un colonialismo antico, combattendolo e censurandolo, e di chi si propone come nuovo colonizzatore secondo caratteristiche cinesi.

Una lettura agile, seducente, non esente da tracce di lirismo mai fine a se stesso. Chiude nell’epilogo Masto: “Aiutare l’Africa significa constatare e ammettere una verità ovvia ma scomoda: che i cosiddetti paesi ricchi, quelli che siedono nel cosiddetto G8, vivono ampiamente al di sopra delle proprie possibilità e lo fanno a spese dei paesi più poveri, quelli che poi vengono “aiutati” con i programmi internazionali della cooperazione allo sviluppo o con l’interesse dei grandi vertici mondiali che mettono nell’agenda delle loro discussioni il problema dello sviluppo dell’Africa”.

Raffaele Masto
Buongiorno Africa
Tra capitali cinesi e nuova società civile
Bruno Mondadori