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Foto/ Forest Defenders

19 December 2011versione stampabile

di Giulia Zorzi
foto: 
 Christopher LaMarca/Redux Pictures

 

MiCamera  

Nel 1901, in occasione del primo messaggio annuale al congresso, il Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt chiese l’attuazione di un programma esteso e integrato di conservazione, bonifica e irrigazione dei boschi e dei parchi statunitensi. In seguito Roosevelt adottò una politica di tutela delle risorse naturali, triplicando la superficie di boschi e parchi protetta e destinata alla conservazione.
Il suo sogno era proteggere queste zone incontaminate degli Stati Uniti dallo sfruttamento da parte dei privati. Un’intenzione non solo ammirevole, ma decisamente premonitrice, se consideriamo che a quei tempi si pensava fossero risorse illimitate e rinnovabili.

Da allora, la politica del Servizio Forestale del Dipartimento dell’Agricoltura – l’ente deputato alla conservazione di parchi e foreste – è stata ripetutamente accusata di essere eccessivamente condiscendente verso gli interessi dei privati, e negli Stati Uniti molti alberi sono stati abbattuti. Organizzazioni come Greenpeace e attivisti come i Forest Defender hanno cominciato a mettere in atto azioni di protesta in tutto il paese. Da subito, i manifestanti sono stati definiti ‘estremisti’ o ‘eco-terroristi’.

Christopher LaMarca è un fotogiornalista americano. Ha studiato fotografia all’ICP di New York ma è anche laureato in biologia e scienze ambientali. Già ai tempi dell’Università frequentava i boschi dell’Oregon, scoprendo il movimento dei Forest Defender, attivisti disposti a compiere notevoli sacrifici pur di combattere la deforestazione.
Nel marzo 2005 l’amministrazione Bush consentì alle aziende di esbosco di operare nelle vecchie riserve forestali destinate alla tutela delle specie selvatiche; nel giro di un paio di mesi il governo decise di abrogare la ‘roadless rule’, la legge a tutela di aree forestali prive di strade, tra cui alcuni dei boschi più antichi e preziosi degli Stati Uniti. Alcuni stati – come l’Oregon, la California e il New Mexico – intentarono cause contro il governo Bush per violazione della legge federale per la tutela dell’ambiente. Allo stesso tempo, anche gli attivisti diedero vita a una serie di proteste e interventi.

Dal 2002, e per circa cinque anni, LaMarca ha seguito i Forest Defender; dalla signora di 75 anni attiva fin dagli anni ’80 alla ‘tree-sitter’ che vive su un albero, a circa 30 metri di altezza, per proteggere una preziosa riserva forestale. LaMarca fotografa loro, ma decide di documentare anche il lavoro degli operai delle aziende che tagliano legname e che sono responsabili della deforestazione. Il risultato è un egregio lavoro di reportage pubblicato nel 2008 da Powerhouse con il titolo ‘Forest Defenders: The Confrontational American Landscape

Diversamente da quanto accade nel panorama (foto)editoriale del nostro paese, che non ama guardarsi allo specchio, ecco l’ennesimo esempio di come fotografia, cultura e informazione possano convivere brillantemente. Un importante editore ha raccolto la sfida, pubblicando un bel libro che ha consentito al progetto di essere conosciuto in tutto il mondo.

www.christopherlamarca.com

Ed. Powerhouse, 2008
Copertina rigida, 24 x 28 cm
112 pagine, fotografie a colori
Lingua inglese