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Libia, tremila saharawi fuggiti dopo la caduta di Gheddafi

19 December 2011versione stampabile

Sarebbero circa tremila i saharawi tornati dalla Libia nei campi profughi algerini dopo la caduta del dittatore Muammar Gheddafi. Il quotidiano algerino el-Khabar ha condotto un reportage sulle condizioni dei saharawi rientrati dalla Libia: il risultato è un quadro delle enormi difficoltà di reinserimento nei campi algerini.

I saharawi sono stati costretti ad allontanarsi dal territorio libico, insieme agli immigrati algerini, perché accusati di aver preso parte alle milizie dei combattenti filo-gheddafi nella repressione dei ribelli. Il Frente popular de liberación de saguia el hamra y río de oro (Fronte Polisario) ha tuttavia sempre rifiutato le accuse: i saharawi si trovavano in Libia perché il Paese ha sempre sostenuto la loro causa di indipendenza.

Il popolo saharawi è impegnato dal 1975 in una lotta contro il Marocco per l’indipendenza del Sahara Occidentale. Il Marocco, sotto la guida di Hassan II, nel 1975 aveva invaso militarmente l’ex colonia spagnola. Sin dal 1966 l’Organizzazione delle Nazioni Unite chiede che possa avere luogo un referendum per l’autodeterminazione del popolo saharawi, fino ad ora mai realizzato, e dal 1988 i Caschi blu della missione Minurso sono presenti nel territorio del Sahara Occidentale.

La presenza Onu nel territorio offre qualche speranza che si possa giungere ad accordi tra il Fronte Polisario e il governo marocchino: da qualche settimana infatti per i saharawi è possibile visitare le proprie famiglie che vivono nel Sahara Occidentale. Dai campi profughi di Tinduf, nel sud dell’Algeria, sono stati infatti organizzati dei voli per Laayoune, perché via terra sarebbe impossibile passare la frontiera tra Algeria e Marocco.