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Canada, scontro con Obama sull’oleodotto Keystone XL

20 December 2011versione stampabile

Non c’è feeling fra Ottawa e Washington sul progetto denominato Keystone XL, un oleodotto che dovrebbe collegare Golfo del Messico e Canada.

A mettere il bastone fra le ruote al progetto è il gioco duro che i repubblicani hanno iniziato con l’amministrazione di Obama. Per queste ragioni il Canada ha iniziato a sondare la possibilità di rivolgersi ad altri mercati, magari meno in crisi di quello statunitense, come ad esempio quello cinese o più in generale quelli asiatici.

La conferma arriva proprio dal premier canadese Stephen Harper, che durante un’intervista televisiva ha fatto sapere che il suo Paese “sta prendendo in seria considerazione l’idea di vendere il petrolio fuori dal continente e di conseguenza di vendere i prodotti canadesi all’Asia”.

Addirittura sembra che durante l’ultima visita del premier canadese a Washington, alcuni dirigenti Usa avrebbero dato certezze in merito alla costruzione dell’oleodotto. “Adesso potete venderci tutto il vostro petrolio” avrebbero confermato dagli Usa. Secca la risposta di Ottawa, che oggi ha fretta di vedere nascere il progetto: “Sì lo vorremmo fare – avrebbe risposto Harper – ma ora c’è un problema perché siamo impegnati in una strada diversa”.