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Quinto Mondo

20 December 2011versione stampabile

Alberto Riva

João Gilberto, l’inventore della bossa-nova, avrebbe dovuto fare una tournée celebrativa dei suoi ottant’anni in questi giorni, ma le date in Brasile sono state cancellate. Secondo la produzione del genio bossanovista la ragione è la salute. Purtroppo il motivo vero è più prosaico: la prevendite sono state disastrose.
Non era mai accaduto e ne è seguito uno shock.

Gilberto è un mito vivente. Gilberto non sidiscute.
Com’è possibile, si sono generosamente chiesti i giornali, che i brasiliani lo abbandonino proprio al traguardo degli Ottanta? C’è un motivo anche per questo: il prezzo degli ingressi, da 600 a 1400 Reais. Come se in Italia un ingresso costasse da 600 a 1400 Euro. In un Paese dove la maggior parte della gente guadagna 500 reias è apparso un tantino fuori luogo.

Ma il pubblico di João non è quello dei 500 reais, hanno pensato alcuni.
E’ pur vero che in Brasile, a San Paolo e Rio, c’è gente che spende 1400 reais al ristorante, discutendo di catene montuose da cedere a gruppi stranieri, e che considerano João Gilberto un intrattenimento raffinato e sempre valido. Ma non basta.
Mi ha colpito quello che ha scritto Miriam Chnaiderman sulla Folha de S.Paulo in questi giorni: “Con la sua voce dolce, João ci addestra al mondo degli affetti, qualcosa che nella nostra quotidianità è sempre più in disuso”.
Mi ha fatto tornare in mente la poesia di un autore canadese di cui non ricordo il nome, che lessi molti anni fa su una gloriosa rivista che si chiamava Linea D’Ombra: il poeta parlava del pittore Giorgio Morandi e a memoria diceva qualcosa come: venne Mussolini, venne Stalin, venne la Guerra, la Pace, e lui dipinse solo bottiglie.
Vale anche per João Gilberto.

C’è stato Getulio Vargas, la dittatura dei militari, il tropicalismo, il ritorno alla democrazia, l’inflazione al 400%, il piano Collor, il disastro, la rinascita, Lula, e lui cantava solo Desafinado. Ora però sta succedendo qualcosa di diverso anche in Brasile. Il Brasile dove qualsiasi cosa è diventava carissima, dal biglietto dell’autobus (e qui faccio il cambio: 1,5
euro) a tre papaie (2 euro).
Speculazione? Perdita del senso di realtà?
Pagliacciata ben orchestrata a cui i cittadini si devono sottomettere senza dire ba? Qualsiasi cosa sia, purtroppo per João, questa “cosa” è capace di soffocare anche la sua personale visione della poesia. O quantomeno il suo pubblico, che secondo me e´ quello dei 500 reais.

Ah, dimenticavo: il nome del blog, Quinto Mondo, ve lo spiego nel prossimo post.